Review di week 6 UFL

Dopo la sesta giornata UFL i Defenders sono primi in solitudine seguiti dalla coppia Orlando Storm St Louis Battlehawks. Classifica corta con le ultime quattro appaiate con due vittorie e quattro sconfitte e un finale di regular season che si annuncia ricco di colpi di scena.

Louisville Kings – St Louis Battlehawks 3-16

I Kings, dopo due vittorie, cadono in casa contro St Louis evidenziando gravi problemi offensivi che si sintetizzano con 166 yard totali e 6 primi down.

Il gioco di corsa, in particolare, é stato disastroso, con 12 yard in 13 portate, ma anche il gioco aereo ha lasciato molto a desiderare. Chandler Rogers, il QB che ha sostituito Jason Bean passato ai Defenders ha chiuso con un 15 su 32 per 154 yard nette un intercetto e ben 6 sacks subiti a testimonianza di una linea d’attacco in grande difficoltà. Un passo indietro importante rispetto alle iltime prestazioni che si spiega anche con i meriti della difesa dei Battlehawks che si conferma molto efficace e reattiva. Ed é stata proprio la difesa di St Louis a fare la differenza e permettere al team offensivo di vincere la partita limitandosi al minimo sindacale

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La partita inizia bene per Louisville che, al primo possesso, arriva fino alle 22 di St Louis e mette a segno con Tanner Brown un field goal da 40 yard. L’offense dei Battlehawks parte con le marce basse e il primo possesso si chiude con un turnover per un fumble di Harrison Frost. Da qui alla fine del primo quarto i due attacchi producono soltanto calci di allontanamento poi, all’inizio del secondo quarto, arriva un turnover on down di Louisville che riconsegna l’ovale a Frost. Questa volta Frost riesce a conquistare finalmente un primo down grazie ad un passaggio di 25 yard per il fido Hakeem Butler ma poi sulle 24 dei Kings deve affidare al kicker Ramiz Ahmed ingaggiato in settimana il compito di calciare il FG del pareggio. Seguono due punt dei Kings e uno dei Battlehawks, poi St Louis mette a segno finalmente il primo touchdown della partita grazie a un passaggio di 4 yard di Frost per Gary Jennings. Punto addizionale fallito e si resta sul 9-3 Si va fino al riposo a suon di punt dall’una e dall’altra parte e all’ultimo possesso del quarto Frost si fa anche intercettare da Corey Mayfield senza conseguenze perché il tempo scade.

Al rientro in campo, dopo un drive improduttivo a testa, arriva il secondo TD di St Louis grazie a un passaggio di 11 yard di Frost per Steven Mc Bride. Nonostante resti un quarto e mezzo da giocare, i due attacchi non producono più nulla e il punteggio non cambia più.

Columbus Aviators – Houston Gamblers 24-17

Gli Aviators, una settimana dopo la sconfitta a Houston, superano i Gamblers in casa grazie ad una bella prestazione sia dell’attacco che della difesa.

L’offense di Columbus ha giocato privilegiando i running game, che ha prodotto 179 yard in 40 giochi di corsa, ma ha ottenuto anche brillanti risultati nel gioco aereo, in cui il QB Jalan McClendan ha ottenuto un ottimo 20 su 26 per 187 yard. Oltre al QB, che ha gestito il gioco offensivo con sicurezza, ben difeso dalla propria Offensive Line, si sono messi in grande evidenza i ball carriers John Lovett con 63 yard, Tua Taua con 42 e Zaqandre White con 39, mentre per il gioco aereo il mattatore é stato il WR Tay Martin, 6 catch su 6 per 101 yard. Sugli scudi anche la difesa, che ha concesso ai texani solo 82 yard su corsa e altrettante nei passaggi, ma qui più che i meriti della difesa Aviators sono state determinanti le incertezze, già viste in precedenti occasioni, dell’offense di Houston.

Dopo un primo quarto in equilibrio in cui gli Aviators sono andati a segno al primo possesso con un run di 3 yard di John Lovett e i Gamblers hanno risposto con una corsa di 13 yard di Marcus Major, la squadra di casa é ritornata in vantaggio all’inizio del secondo quarto con un TD pass di 9 yard di McClendan per Antwane Wells. Houston però riesce ancora a rispondere colpo su colpo e arriva fino alla red zone di Columbus dove, su un quarto e sei, si deve accontentare dei tre punti del field goal di John Hoyden per il 10-14. Gli Aviators però sono in giornata di grazia e, dopo che McClendon ha servito a Tay Martin un passaggio da 52 yard, Zaqandre White completa il drive vincente con quattro corse in cui guadagna le 20 yard rimaste. Il primo tempo si chiude sul 21-10 dopo che le due squadre hanno dovuto calciare un punt a testa.

Nel terzo quarto, dopo un three & out dei Gamblers, Columbus imposta un drive tutto imperniato sulle corse di Taua e Lovett e, arrivata sulle 30 affida a Ryan Coe l’incarico di calciare il FG da 48 yard per il 24-10. Seguono un punt dei Gamblers e un turnover on down degli Aviators che falliscono la conversione di un quarto e cinque. Il possesso torna quindi ai Gamblers intorno alla linea di midfield e Tailia, il più giovane dei fratelli Tagovailoa, subentrato a Nolan Henderson, arriva in endzone con tre bei passaggi, l’ultimo dei quali di 21 yard per Lawrence Keys. Sul 24-17 con ancora tutto il quarto periodo da giocare la partita sarebbe ancora aperta, ma l’attacco di Houston non riesce a produrre che 15 yard e nessun primo down mentre gli Aviators si limitano ad un prudente controllo che produce solo un tentativo di FG fallito da Coe da 48 yard.

D.C. Defenders – Dallas Renegades 24-6

I Defenders con la quinta vittoria consecutiva restano solitari in testa alla classifica ma, soprattutto, confermano la loro superiorità in questa fase del campionato. Dallas, reduce da una partita disastrosa, ha mostrato segni di miglioramento che non sono bastati contro lo strapotere dei capitolini.

Entrambi gli attacchi hanno, nel rispetto delle loro abitudini, privilegiato il gioco aereo a discapito del running game. Austin Reed, il QB di Dallas, ha in parte riscattato la pessima prova della setimana scorsa realizzando un discreto 24 su 41 per 246 yard un TD e un intercetto mentre dall’altra parte Jordan Ta’Amu ha confermato l’ottimo stato di forma con un 20 su 28 per 202 yard e 3 TD passes, distribuendo passaggi a tutta la sua nutrita batteria di ricevitori. Dallas ha cercato di resistere giocando anche una discreta partita difensiva che nel secondo tempo ha in qualche modo limitato i danni contro l’attacco più prolifico della lega.

Si parte con D.C. che al primo possesso non riesce a conquistare il primo down. Dallas risponde arrivando fino alle 29 dei padroni di casa ma il FG da 47 yard tentato da Colton Teacher non va a buon fine. Al secondo assalto Ta’Amu esordisce con un passaggio a Briley Moore che produce un guadagno di 51 yard per arrivare a otto yard dalla goal line di Dallas. Poi un passaggio per Erik Ezukanma produce il TD del 7-0. Dallas risponde con un turnover on down nei pressi dalla linea di midfield e i Defenders, partendo dalle proprie 41 arrivano fino alle 13 di Dallas dopo l’inversione di campo e segnano il TD del 14-0 con un pass di 13 yard per Mason Fairchild. La palla torna a Dallas ma Reed al primo tentativo si fa intercettare un passaggio da Deandre Baker che riporta la palla fino alle 18 dei Renegades. Da lì, dopo due corse brevi di Keke Coutee e Deon Jackson, Ta’Amu lancia il TD pass di 12 yard per Cornell Powell per il 21-0. Prima della pausa i Defenders allungano segnando con Matt McCrane un FG da 54 yard per chiudere il primo tempo sul 24-0.

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Nel terzo quarto, dopo un FG fallito da McCrane, i Renegades riescono finalmente a segnare al termine di un drive tutto aereo. Prima un big play con un passaggio di Reed per Deontay Burnett per un guadagno di 53 yard, poi, dopo un passaggio breve per Greg Ward per altre 5 yard, Reed lancia il TD pass di 14 yard per Tyler Vaughns. Il tentativo di conversione da due punti non riesce e si resta sul 24-6. I Defenders passano in modalità controllo e consumano quasi ottominuti per arrivare a una yard dalla goalline di Dallas, ma qui Ta’Amu si fa intercettare in endzone da Quinterrio Cole. Intanto si entra nell’ultima frazione con i Defenders che applicano una tattica conservativa e i Renegades che, nel tentativo di recuperare, giocano regolarmente su quattro tentativi producendo due turnovers on down.

Orlando Storm – Birmingham Stallions 17-20

Il testa-coda tra Orlando e Birmingham vede la rinascita degli Stallions che dopo la sconfitta onorevole contro i Defenders giocano una buona partita contro l’altra capolista e vincono con merito dopo quattro sconfitte.

Gli Stallions hanno giocato una buona partita sia all’attacco, con il QB Dorian Thompson-Robinson in evidenza, che in difesa, dove hanno concesso molto al gioco aereo degli Storm ma hanno limitato molto il loro running game concedendogli solo 72 yard. Gli Storm non sono stati a guardare e, dopo lo sbandamento iniziale che ha portato Birmingham sul 14-0, hanno risposto nel secondo quarto riportando la partita in equilibrio, grazie all’ottima partita di Jack Plummer che con 324 yard per 324 yard e 2 TD ha giocato la sua miglior partita di questa stagione. Ne é risultata una partita ad alto contenuto emotivo con il risultato rimasto incerto fino alla fine.

Tra gli Stallions, oltre al QB, si sono distinti il RB Snoop Conner con 61 yard e un TD e il WR Justyn Ross con 7 ricezioni su 9 per 135 yard. Molto buona, come sempre, la partita di Jaydon Mickens con 4 catches su 5 per 75 yard. Per Orlando, oltre a Plummer, si é distinto il WR K.J. Hamler con 8 ricezioni su 8 per 113 yard.Menzione speciale nella difesa di Birmingham per i LB Tre Norwood e Khyava Tezino con 8 e 7 tackle rispettivamente.

Partono benissimo gli Stallions che, conquistato il possesso grazie a un fumble di Plummer, vanno a segnare con un run di 11 yard di Conner dopo che Thompson-Robinson aveva servito a Jaydon Mickens un passaggio da 56 yard. Orlando fallisce la conversione di un quarto e uno sulla linea di midfield e Birmingham capitalizza il turnover avversario andando a segnare di nuovo con un passaggio di 11 yard per Justyn Ross. Questa volta la reazione degli Storm é vincente. Plummer completa due passaggi di 16 e di 28 yard per Hamler e Steven Stilianos, poi completa l’opera con un TD pass di 3 yard per Chris Rowland. Si entra nel secondo quarto con Birmingham costretta al punt e Plummer, tornato in possesso, confeziona un buon drive con corse di Jashaun Corbin alternate a passaggi, uno dei quali di 30 yard per Hamler, per poi chiudere con un pass di 5 yard per il TD di Hamler del 14 pari. Birmingham non molla e risponde con un lungo drive che dalle proprie 35 arriva fino alle 20 di Orlando dove, sul quarto e diciannove affida ad Anders Carlson l’incarico di calciare il FG del 17-14. Nel resto del quarto non ci sono altre segnature e si va alla pausa.

Nel terzo quarto, dopo un turnover on down di Birmingham, un promettente drive di Orlando termina a 6 yard dalla goal line per un fumble della OG Cole Schneider. Il conseguente possesso di Birmingham si esaurisce in un punt, ma Orlando perde subito il possesso a causa di un fumble di Corbin forzato dallo specialista Tezino e ricoperto da Olakundle Fatukasu. Il possesso torna quindi a Birmingham che dopo l’ultima inversione di campo conclude il drive con un altro FG di Carlson da 48 yard per il 20-14. Orlando risponde subito arrivando fino alle 17 di Birmingham ma sul quarto e dodici deve optare per il field goal che Michael Lantz realizza per il 20-17. Restano da giocare quasi dieci minuti e tutto può ancora cambiare, ma gli Stallions ne consumano cinque ma rischiano grosso quando invece di calciare un punt sul quarto e 22 sulle proprie 41 tentano la conversione guadagnando solo 19 yard e consegnando il football sulle 40 degli Storm. Orlando però non riesce a conquistare il primo down e deve calciare un punt che restituisce il possesso agli Stallions. Mancano poco meno di tre minuti ma Birmingham si affida al gioco a terra e consuma tutto il tempo portando a casa la vittoria.

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Francesco Di Taranto

Nato a Foggia, nel 1953, risiedo a Brescia dal 1987 e in precedenza ho abitato a Bologna, dove mi sono laureato in Ingegneria Elettronica. Ho cominciato a seguire il football dalla notte del Super Bowl 1982 vinto da san Francisco sui Cincinnati Bengals. Terminato il servizio militare, nell'aprile '82 ho cominciato a seguire assiduamente, a Bologna, alle partite dei Doves e dei Warriors. Per alcuni mesi, nel 1984, ho partecipato agli allenamenti di una squadra bolognese in formazione, gli Atoms, che sarebbero poi diventati Phoenix San Lazzaro, che ho poi dovuto lasciare a causa del trasferimento per motivi di lavoro. Da allora non ho più smesso di seguire il football, sia professionistico (NFL e poi USFL, AAF e quest'anno XFL), sia dilettantistico in Italia, ma anche in Germania, grazie ai video in streaming della GFL

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