NFL 2026: le partite da cerchiare in rosso

Il calendario NFL è adesso ufficiale.
A maggio sembrano tutte contender. Ogni quarterback è pronto alla consacrazione, ogni rookie può cambiare il destino di una franchigia e ogni tifoseria intravede già febbraio all’orizzonte. Poi arrivano il freddo di Buffalo, le trasferte impossibili della West Coast, le partite perse per tredici secondi e quelle vinte sotto la neve. Ed è lì che una stagione NFL comincia davvero. Nella notte italiana tra giovedì e venerdì 15 maggio la lega ha ufficializzato il calendario 2026. Diciotto settimane, 272 partite e centinaia di storie ancora da scrivere.

Questa non è una classifica delle gare più importanti della stagione, ma una selezione personale delle partite che, per motivi diversi, meritano di essere cerchiate in rosso, ma vi avviso già: non sono tutte. Ho volutamente lasciato fuori molte rivalità divisionali storiche per dare spazio anche agli appuntamenti internazionali e agli incroci meno abituali, quelli che spesso finiscono per raccontare davvero una stagione.

WEEK 1 — PATRIOTS AT SEAHAWKS

La stagione parte subito forte. Alle 2:20 italiane della notte tra il 10 e l’11 settembre i campioni in carica ricevono quei Patriots sconfitti nello scorso Super Bowl a Santa Clara. Una rivincita immediata, anche se settembre non avrà mai il peso di febbraio. Molte cose però sono cambiate. L’MVP dell’ultimo Super Bowl ha lasciato Seattle per trasferirsi in Missouri, aggiungendo ancora più talento all’attacco dei Chiefs. Il resto è tutto da scrivere.
Seattle in prime time resta uno degli ambienti più rumorosi della NFL e Foxborough vuole capire immediatamente se il ritorno ai vertici sia destinato a durare o se l’anno scorso è stato tutto un sogno. La stagione comincia qui.

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WEEK 1 — 49ERS AT RAMS

Dagli Stati Uniti all’altra parte del pianeta il passo è brevissimo. Nemmeno ventiquattro ore dopo l’opening game, la NFL sbarcherà a Melbourne per la prima partita ufficiale della sua storia in Australia. La lega sceglie una rivalità divisionale tutta californiana per conquistare il pubblico del “Paese Down Under”, in un mercato che potrebbe diventare centrale anche in vista delle Olimpiadi di Brisbane 2032, dove il flag football potrebbe esserci in seguito all’esordio di Los Angeles 2028. Sul campo, però, lo spettacolo non mancherà. Matthew Stafford va a caccia del secondo anello della carriera dopo una stagione chiusa da MVP, mentre San Francisco continua a inseguire quella perfezione sfuggita troppe volte negli ultimi anni per riaccendere la gloria di qualche decennio fa.

WEEK 1 — BILLS AT TEXANS

La sfida si ripete per il secondo anno consecutivo e Buffalo probabilmente non conserva ricordi piacevoli dell’ultima trasferta in Texas. L’anno scorso Josh Allen subì qui il numero più alto di sack della sua carriera, travolto dalla pass rush dei Texans in una delle prestazioni difensive più impressionanti della stagione. Houston ormai non è più una sorpresa. La difesa c’è e merita qualcosa in più dal suo attacco. CJ Stroud sarà all’altezza? E Affrontare Buffalo a settembre è spesso un buon modo per capire quanto una squadra sia davvero pronta.

WEEK 1 — BRONCOS AT CHIEFS

Kansas City, siete davvero tornati? È questa la prima grande domanda della stagione NFL 2026. La dinastia Chiefs è davvero finita oppure il 2025 è stato soltanto un incidente di percorso? Perché in NFL basta una stagione storta per cambiare completamente la percezione di una squadra. Denver, intanto, fa sul serio. I Broncos lo scorso anno sono arrivati a un passo dal Super Bowl e in Colorado c’è ancora chi si chiede cosa sarebbe successo senza la bufera di neve o senza l’infortunio di Bo Nix.I rimpianti sono diventati aspettative. Arrowhead a settembre saprà già di playoff.

WEEK 2 — LIONS AT BILLS

Buffalo inaugura il suo nuovo tempio. A pochi passi dal vecchio stadio, i Bills aprono una nuova era davanti a una tifoseria che continua a vivere il football come poche altre in America. Anche a settembre, da quelle parti, il freddo non è mai troppo lontano. Per Detroit sarà subito un test enorme. Jared Goff continua a inseguire qualcosa che nella città della Ford manca da sempre: un titolo capace di cambiare per sempre la storia della franchigia. I Lions ormai non possono più nascondersi: ora o mai più.

WEEK 2 — BENGALS AT TEXANS

Dopo l’ultima gara playoff disputata da Houston è impossibile non pensare a quanto Joe Burrow avrebbe potuto cambiare certi equilibri. Per mesi ho pensato ad una possibile trade, di un Burrow in Texas, di un quarterback perfetto per guidare definitivamente una contender. Non è successo. Cincinnati però ha un obbligo chiaro: tornare ai playoff. Burrow resta uno dei quarterback più talentuosi della lega e il reparto ricevitori dei Bengals continua a essere tra i più spettacolari della NFL. A gennaio non basteranno più le scuse.

WEEK 3 — RAVENS AT COWBOYS

Rio de Janeiro, 27 settembre. Il Maracanã apre le porte alla NFL e lo fa con una partita che sembra costruita apposta per il pubblico internazionale: Lamar Jackson da una parte, i Dallas Cowboys dall’altra. Baltimore continua a essere una delle squadre più complete della AFC, ma negli ultimi anni si è spesso fermata quando il calendario diventava davvero pesante. Dallas invece vive da quasi trent’anni sospesa tra nostalgia e pressione. I tempi di Aikman, Irvin e Deion Sanders sembrano lontanissimi, eppure ogni stagione i Cowboys riescono comunque a tornare al centro della conversazione NFL. È il peso di essere “America’s Team”. E forse non esiste palcoscenico migliore del Maracanã per ricordarlo al mondo.

WEEK 4 — JAGUARS AT BENGALS

14 gennaio 2020. Joe Burrow e Trevor Lawrence si affrontano nella finale del College Football Playoff. LSU contro Clemson. Due quarterback destinati a cambiare il futuro della NFL. Quella sera Burrow fu irreale: cinque touchdown e una prestazione che ancora oggi viene ricordata come una delle più dominanti nella storia recente del college football. Da allora sono passati oltre sei anni, entrambi sono diventati prime scelte assolute e le aspettative non hanno mai smesso di inseguirli. Alcune rivalità non finiscono mai davvero. Cambiano soltanto palcoscenico.

WEEK 4 — COWBOYS AT TEXANS

Houston è la franchigia più giovane della NFL. Dallas una delle più iconiche. Da una parte una squadra ancora impegnata a costruire la propria storia, dall’altra il simbolo stesso del football americano degli anni Novanta. È il Texas Football nella sua forma più pura: petrolio, miliardi, rivalità e football. E in certe domeniche basta questo.

WEEK 4 — RAMS AT EAGLES

Il 19 gennaio 2025 Philadelphia era coperta di neve. Gli Eagles superarono i Rams in una partita sporca, durissima, da football di gennaio, staccando il pass per la finale NFC che li avrebbe poi portati fino al Super Bowl. Da allora entrambe continuano a essere contender credibili. E certe rivalità nate nei playoff mantengono sempre un sapore diverso.

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WEEK 6 — TEXANS AT JAGUARS

A Wembley ormai Jacksonville gioca quasi in casa. Anche grazie alla proprietà di Shad Khan, patron pure della squadra di calcio del Fulham, i Jaguars hanno costruito negli anni un legame fortissimo con Londra e con il pubblico inglese. La scorsa stagione la serie terminò 1-1: entrambe vinsero la partita casalinga. Questa volta il campo sarà neutro. E probabilmente sarà proprio questo a renderla ancora più interessante.

WEEK 8 — RAVENS AT BILLS

Nel solo anno solare 2025 Ravens e Bills si sono affrontati due volte regalando due partite memorabili. La prima arrivò in Week 1: Buffalo vinse 41-40 contro una Baltimore ancora fresca dell’arrivo di Derrick Henry. La seconda, ma la prima cronologicamente, fu molto più pesante. Playoff. Pressione. Ultimo possesso. E quei due punti che i Ravens non riuscirono a convertire. Josh Allen contro Lamar Jackson ormai è molto più di una semplice sfida tra quarterback. È una corsa continua verso gennaio e verso un posto al sole.

WEEK 9 — BENGALS AT FALCONS

Per la seconda volta il Bernabéu ospiterà una partita NFL. Roger Goodell lo definì “lo stadio più bello del mondo” e la sensazione è che la lega voglia continuare a trasformare l’Europa in una parte sempre più centrale del proprio futuro. La partita oggi forse non accende immediatamente l’immaginazione, ma Joe Burrow resta uno di quei quarterback capaci di cambiare il livello di qualsiasi domenica. E Atlanta con Stefanski potrebbe diventare una delle sorprese della stagione.

WEEK 10 — PATRIOTS AT LIONS

Allianz Arena. Monaco di Baviera. In uno degli stadi più iconici d’Europa si affrontano due squadre che, a questo punto della stagione, potrebbero essere pienamente coinvolte nella corsa playoff. Detroit continua a vivere dentro la division più feroce della NFL, quella NFC North che oggi sembra non concedere tregua a nessuno. I Patriots invece affrontano un calendario molto più duro rispetto al 2025 e capire quanto siano cresciuti davvero passerà inevitabilmente anche da partite come questa. Io, nel dubbio, proverò a esserci.

WEEK 12 — CHIEFS AT BILLS

Dal 2020 questa è diventata la vera ossessione della AFC. Patrick Mahomes contro Josh Allen non è più soltanto una rivalità tra quarterback: è la sfida che negli ultimi anni ha definito la conference. Per ora, però, quando conta davvero, Kansas City ha sempre trovato il modo di sopravvivere.
A Buffalo basta pronunciare “13 secondi” per riaprire una ferita che probabilmente non guarirà mai del tutto. Ed è per questo che Bills-Chiefs non sarà mai una semplice partita di regular season.

WEEK 13 — CHIEFS AT RAMS

Era il 20 novembre 2018. I Rams non giocavano ancora al SoFi Stadium, Tyreek Hill vestiva ancora la maglia dei Chiefs e Jared Goff sembrava destinato a dominare la NFC per anni. Quella notte arrivarono 105 punti complessivi in una delle partite più folli della storia recente NFL. Da allora il football è cambiato. I roster anche. Ma certe immagini restano. E la speranza di rivedere ancora una partita simile è l’ultima a morire.

WEEK 14 — BUCCANEERS AT RAVENS

“Con la prima scelta del Draft NFL 2018 i Cleveland Browns selezionano Baker Mayfield.” Otto parole che sembrano appartenere a un’altra epoca NFL. Oggi Mayfield guida Tampa Bay dopo una stagione iniziata benissimo e conclusa nel peggiore dei modi. Dall’altra parte Lamar Jackson, scelto con la pick numero 32 dello stesso draft, continua a inseguire quel salto definitivo verso il Super Bowl. Il tempo passa velocemente per i quarterback NFL. E certe finestre non restano aperte per sempre.

WEEK 14 — CHIEFS AT BENGALS

Ci fu un periodo in cui Joe Burrow sembrava avere davvero la risposta contro Patrick Mahomes. A Cincinnati iniziarono persino a parlare di “Burrowhead”, prendendo in giro Arrowhead dopo le vittorie dei Bengals in Missouri. Poi qualcosa è cambiato. Kansas City ha ripreso il controllo della AFC e Cincinnati ha smesso di essere una presenza costante a gennaio. Ma in NFL basta pochissimo per riaccendere vecchie rivalità. E Mahomes contro Burrow continuerà sempre ad avere il sapore delle grandi partite.

WEEK 17 — RAIDERS AT CARDINALS

A Las Vegas inizia l’era Mendoza. La domanda è semplice: giocherà subito? E soprattutto, riuscirà davvero a reggere le aspettative costruite attorno a lui?
La NFL non aspetta nessuno, soprattutto i quarterback scelti per cambiare il destino di una franchigia. Dall’altra parte potrebbe esserci Carson Beck, probabilmente pronto a guidare Arizona dopo aver condiviso con Mendoza uno dei capitoli più importanti dell’ultimo college football. Il futuro, a volte, arriva molto prima del previsto.

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La verità è che il calendario NFL serve soprattutto a questo: immaginare. Immaginare quali squadre arriveranno vive a gennaio, quale quarterback farà il salto definitivo e quale contender finirà schiacciata dal peso delle aspettative.
Oggi sembra tutto possibile. Buffalo può finalmente superare Mahomes. Denver può confermarsi. Cincinnati può tornare grande. Dallas può illudere di nuovo il mondo intero. Houston può essere a Los Angeles per febbraio. Oppure no. Perché ogni stagione NFL inizia sempre allo stesso modo: con certezze apparentemente granitiche che finiscono distrutte entro novembre. Ed è esattamente per questo che continuiamo a guardarla.

Week 18 può aspettare. Prima ci sono quattro mesi di viaggi, neve, overtime, intercetti dolorosi e stadi pieni. Prima c’è una nuova stagione NFL da vivere.

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Mattia Gulotta

Appassionato di football americano fin dalle scuole medie: dai film che guardavo in salotto lo sport mi affascinava, ma è stato solo anni dopo, quando ho iniziato a seguirlo più da vicino, che me ne sono davvero innamorato. Durante la settimana mi dedico con impegno al mio lavoro di revisore contabile presso una società di consulenza globale, mettendo a frutto la mia formazione accademica. Nel tempo libero, amo viaggiare, esplorare nuovi posti e seguire con entusiasmo tutto ciò che riguarda il football: dalle partite NFL alle dinamiche che rendono unico questo sport. Curioso e multilingue, parlo inglese fluentemente e ho competenze in francese e spagnolo, con un costante desiderio di imparare e condividere contenuti che uniscono passione e formazione.

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