I Tampa Bay Buccaneers arrivavano alla stagione 2025 con una striscia aperta di 4 vittorie della NFC South Division e con un roster praticamente immutato dalla precedente stagione ma con l’importante innesto della prima scelta del draft, Emeka Egbuka, WR da Ohio State. Come nelle ultime annate l’attacco era guidato da un nuovo OC, Josh Grizzard, subentrato a Liam Coen che è diventato HC dei Jacksonville Jaguars. Il team arrivava da un finale di stagione in cui, dopo la bye week, è riuscito a vincere ben 6 partite delle ultime 7 giocate.
COME DOVEVA ANDARE…
Alla vigilia della stagione la South Division era pronosticata ancora come una delle più deboli, se non la più debole in assoluto, dell’intera lega. Anche se le altre contendenti si erano rinforzate Tampa appariva ancora la netta favorita, nonostante una difesa che sui lanci permetteva ancora troppo e una gestione complessiva da parte dell’HC Bowles non immune da critiche. Ma un attacco con Mayfield, Irving, Evans, Godwin e il neo arrivato Egbuka prometteva molto e rookie arrivati dal draft avevano buone prospettive per rinforzare la difesa.
…E COME È ANDATA
I Buccaneers hanno dovuto abdicare la Division a favore dei Carolina Panthers, anche se con il medesimo record (8-9) di Tampa. La seconda parte della stagione è stata, a dir poco, deficitaria con un record di 2 sole vittorie a fronte di 9 sconfitte, andamento che ha compromesso il promettente avvio di annata. Dopo le prime 6 giornate il record parlava di di 5 vittorie (con successi in trasferta a Houston, Seattle e San Francisco) e 1 sola sconfitta contro i campioni di Philadelphia. Ma dopo la pausa della bye week la squadra della Florida è riuscita nell’impresa di perdere 7 match su 8 disputati prima dell’inutile e risicato successo finale contro i Panthers.
Il trend negativo è stato sicuramente frutto dei numerosi infortuni sia in attacco (Evans, Irving, Godwin che ha dovuto saltare la prima parte della stagione e un Mayfield che ha giocato la seconda metà dell’anno con parecchi problemi fisici che ne hanno limitato il potenziale) che in difesa dove le assenze hanno penalizzato un backfield già in difficoltà. La vittoria finale proprio contro Carolina si è rivelata poi inutile visto il concomitante risultato del match tra Atlanta e New Orleans che ha permesso ai Panthers di vincere la Divisione ed approdare ai playoff; nota ironica: l’HC Dave Canales un paio d’anni fa era l’Offensive Coordinator dei Buccaneers. Sicuramente il suo successore Grizzard non è apparso in grado di guidare con successo un moderno attacco della NFL con chiamate troppo conservative e non riuscendo a far fronte agli infortuni di giocatori chiave.
COSA HA FUNZIONATO…
Per Tampa sicuramente la prima parte della stagione è da salvare, con tutti i titolari dell’attacco in salute ad eccezione di Godwin, reduce dall’infortunio dell’anno precedente. Per Mayfield quasi 3700 yard, 26 TD e 11 intercetti; numeri molto al di sotto della stagione 2024 ma bisogna considerare un attacco guidato da un nuovo OC e i numerosi problemi fisici che hanno afflitto il QB ex prima scelta assoluta. Un altro elemento che si è messo in luce è il rookie Emeka Egbuka (938 yard e 6 TD) pur avendo subito una netta flessione nella seconda parte del campionato; l’ex Buckeye si è subito inserito nel gioco dei pro e non ha fatto rimpiangere l’assenza di Godwin e di McMillan (per lui infortunio in prestagione). Bucky Irving ha mostrato ancora dei lampi nel gioco di corsa, pur giocando dietro una linea offensiva non dominante e anche lui con parecchi guai fisici che ne hanno limitato presenza in campo e prestazioni.
In difesa sicuramente da evidenziare ancora una volta l’importanza di Lavonte David, alla sua quattordicesima stagione a Tampa, con 114 tackle totali (di cui 8 TFL), 3.5 sack e 1 intercetto; numeri simili per Dennis, compagno di reparto di David, che ha disputato un campionato senza gli infortuni che lo hanno penalizzato ad inizio carriera. La pass rush dei Buccaneers non è stata tra le migliori ma Yaya Diaby con 7 sack si è fatto notare positivamente. In una secondaria troppo permeabile al gioco aereo avversario il migliore è stato Jamel Dean con 3 intercetti di cui 1 riportato direttamente in TD contro i Jets. Il kicker Chase McLaughlin ancora una volta è stato una sicurezza soprattutto nei calci da lunga distanza (11/12 da oltre le 50 yard) e i successi di inizio stagione sono merito di McLaughlin.
…E COSA NON HA FUNZIONATO
L’esito della stagione dei Buccaneers dimostra che sono stati più gli elementi negativi che quelli positivi. In attacco sicuramente una buona parte della responsabilità grava sulle spalle di Josh Grizzard al suo primo anno da Offensive Coordinatore che non ha dimostrato particolari doti di inventiva e di adattamento alle difese avversarie, non sfruttando le numerose armi a sua disposizione. L’offense si è piazzata nella parte inferiore di tutte le classifiche stagionali. L’altro aspetto che ha penalizzato molto il team della Florida è la salute di molti giocatori, di cui molti nelle posizioni chiave: Irving ha potuto giocare solo 10 partite, addirittura peggio il corpo ricevitori con Godwin assente nelle prime gare e con sole 9 presenze, Evans addirittura solo 8 partite, McMillan rientrato per le ultime 4 partite dopo un grave infortunio al collo in preseason che ha messo a rischio la sua carriera. Mayfield non ha saltato neanche una gara ma ha disputato la seconda metà del campionato con vari acciacchi che ne hanno compromesso le prestazioni, nonostante la sua generosità, dimostrata con azioni personali di corsa in situazioni difficili.
La difesa dei Buccaneers ha avuto meno problemi dal lato fisico ma non è stata in grado di contenere efficacemente gli opposti attacchi, soprattutto contro team già fuori dai giochi nella fase finale della stagione. Il reparto è stato migliore contro le corse che contro i passaggi, per la semplice ragione che per i QB avversari era sufficiente mettere il pallone in aria per mandare in difficoltà la difesa. Gli arrivi dal draft dei CB Morrison e Parrish non hanno migliorato sensibilmente le prestazioni del reparto. La pass rush è stata in evidente difficoltà e l’arrivo di Haason Reddick non ha pagato in termini statistici (2.5 sack in 13 partite). Anche gli special team sono stati un punto debole concedendo parecchi ritorni di punt e kickoff con ottimi guadagni e relative buone posizioni di partenze mentre i ritornatori di Tampa non hanno quasi mai dato buone posizioni di campo al proprio attacco.
E ADESSO?
Attualmente i punti di domanda sono più numerosi delle certezze nella baia della Florida. In offseason diverse le partenze: Mike Evans, uno dei migliori ricevitori e icona a Tampa, si è accasato a San Francisco; un’altra icona, Lavonte David, dopo 14 anni spesi tutti con i Buccaneers ha annunciato il suo ritiro; Jamel Dean, CB controverso, ha raggiunto un accordo con i Pittsburgh Steelers. Anche Bridgewater, White, Heck, Hall e Izien hanno lasciato il team per altre destinazioni. Soprattutto gli addii di Evans e David possono risultare difficili da assorbire e da rimpiazzare con giocatori del medesimo livello. Molti anche gli arrivi: Anzalone e Rozeboom, LB che vanno a rinforzare un reparto apparso in difficoltà, Muhammad, OLB che può dare qualche aiuto nella pass rush. Ma molto va ancora sistemato, a partire dalla difesa, con Edge e defensive back le prime priorità su cui lavorare.
In attacco Mayfield, Irving e Egbuka devono ritornare ai loro migliori livelli e Godwin deve dimostrare di poter disputare un intero campionato sano. Da segnalare l’arrivo di Zac Robinson come nuovo Offensive Coordinator al posto del licenziato Grizzard. Robinson ha speso le ultime 2 stagioni come OC ad Atlanta e dovrà cercare di utilizzare al meglio il potenziale offerto dalle numerose stelle a sua disposizione. Anche la difesa dovrà dare molte risposte ai suoi detrattori, a partire da una migliore pass rush e da una maggiore copertura contro il gioco aereo.
Ci sono stati parecchi movimenti nel coaching staff dei Buccaneers ma sicuramente la posizione più in bilico risulta essere quella del HC Todd Bowles che, dopo essere subentrato ad Arians, non ha mai dimostrato di essere un capo allenatore decisivo e con le idee chiare. Sicuramente rinforzi alla difesa dovranno arrivare anche dal draft, sapendo che i rookie possono essere incognite sia nel bene che nel male. Se Mayfield rimane sano ha a disposizione Egbuka, Godwin e McMillan come ricevitori, Irving e Gainwell (nuovo arrivo), RB capaci anche di dare il loro apporto al gioco aereo. Se i nuovi arrivi Anzalone, Rozeboom, Robinson e Muhammad daranno iniezione di talento e consistenza la difesa non potrà che migliorare ma il reparto sospetto rimane ancora quello dei defensive back. L’obiettivo della franchigia della Florida è quello di ritornare a conquistare la propria Divisione, migliorando sia in attacco che in difesa.



