Ripercorriamo la magnifica stagione 2025, che ha portato i Seattle Seahawks al loro secondo Lombardi Trophy, coronando un sogno che in pochi ad inizio anno avrebbero creduto possibile.
COME DOVEVA ANDARE…
I Seattle Seahawks ripartivano dalla stagione 2024 in cui Mike MacDonald aveva esordito in maniera più che convincente come Head Coach, dimostrando di essere già tra le migliori menti difensive della lega.
Pur raggiungendo il record positivo di 10-7, la squadra non aveva tuttavia raggiunto i Playoff, per questo motivo John Schneider aveva rivoluzionato il coaching staff nel lato offensivo, sostituendo Ryan Grubb con Klint Kubiak.
L’obiettivo era quello di ritrovare un gioco di corsa competitivo, che potesse dare respiro al nuovo QB Sam Darnold, arrivato un po’ a sorpresa dopo la trade in uscita di Geno Smith.
L’attacco rappresentava l’incognita più evidente, oltre a Smith erano partiti anche Tyler Lockett e DK Metcalf, lasciando il trono di WR1 sulle spalle di Jaxon Smith-Njigba, coadiuvato dal ritorno a casa di Cooper Kupp. La OL era stata rinforzata al Draft con la scelta della guardia Grey Zabel, ma restavano i dubbi sull’affidabilità del reparto interno a causa delle prestazioni altalenanti dell’altra guardia Anthony Bradford.
I Seahawks partivano con l’obiettivo di migliorare il record precedente e approdare ai Playoff, ma sia i Rams che i 49ers nei pronostici estivi erano per la maggior parte degli esperti ancora superiori, in una division che veniva data tra le più difficili in assoluto.
…E COME È ANDATA
La stagione è iniziata con una bruciante sconfitta casalinga in week 1, proprio contro i San Francisco 49ers, ma nelle settimane successive l’attacco ha dimostrato che la cura Kubiak stava funzionando egregiamente, con un Sam Darnold in gran spolvero e Jaxon Smith-Njigba in versione All-Pro.
Il reparto difensivo è stato rinforzato dall’arrivo di Demarcus Lawrence, che ha dato solidità alla Defensive Line fin dal primo giorno; ad eccezione dei Los Angeles Rams e dei Tampa Bay Buccaneers, nessuno è davvero riuscito a mettere in seria difficoltà il reparto guidato da Mike MacDonald.
Grazie alla crescita esponenziale di giocatori come Byron Murphy II, Uchenna Nwosu, Josh Jobe, così come alla continuità di rendimento di Ernest Jones, Leonard Williams e Devon Witherspoon, solo per citarne alcuni, chiunque si trovasse di fronte la difesa dei Seattle Seahawks aveva ben poche speranze di riuscire ad arrivare in End Zone, soprattutto nel running game.
Anche in difesa, il Draft ha portato un importante innesto con Nick Emmanwori, che ha subito un infortunio dopo pochi snap di week 1, ma, dal momento in cui è rientrato, ha dimostrato di essere un giocatore totale e difficilmente interpretabile per gli attacchi avversari, arrivando a giocarsi il premio di Rookie of The Year.
Con un Kenneth Walker III in gran spolvero nei Playoff, culminati con il premio di MVP nel Super Bowl LX, dopo una stagione in cui era riuscito a dosare le forze grazie all’aiuto di Zach Charbonnet, i Seattle Seahawks hanno aggiunto quello che mancava alla ricetta perfetta per vincere: il running game.
La cavalcata dai Divisional in poi è stata un trionfo totale, in cui i Campioni hanno prima annientato i San Francisco 49ers pe 41-6, per poi avere la meglio ancora una volta sui Los Angeles Rams, fino a dominare il Super Bowl LX di Santa Clara per 29-13 contro i New England Patriots, chiudendo un calvario che durava da 13 anni, da quella notte maledetta in Arizona culminata con l’intercetto di Malcolm Butler.
I Seattle Seahawks hanno riportato meritatamente per la seconda volta nel Pacific NorthWest il Lombardi Trophy, grazie ad una squadra fantastica e ad una difesa che ha fatto ricordare a tutti i magnifici tempi della Legion of Boom.
COSA HA FUNZIONATO…
Tutto, semplicemente tutto.
Il reparto offensivo non ha risentito minimamente della piccola rivoluzione alla quale è stato sottoposto e, anzi, ne ha tratto giovamento. Il gioco di corsa come detto è cresciuto durante l’anno, Jaxon Smith-Njigba ha vinto meritatamente il premio di Offensive Player Of The Year e Sam Darnold è riuscito a superare alcuni passaggi complicati, grazie anche al supporto dei compagni e del coaching staff, con Klint Kubiak su tutti.
Ovviamente la difesa è stata il vero fattore di rottura di questa stagione: un reparto in cui è impossibile indicare il vero leader, o meglio, un unico leader, in quanto il mix di esperienza e gioventù ha contribuito a creare un muro quasi insormontabile per gli avversari. Gli 11 giocatori in campo sono stati per tutto l’anno un corpo unico, un’orchestra perfetta guidata dal miglior Direttore della lega, Mike MacDonald.
Un altro fattore certamente non trascurabile nella cavalcata al titolo dei Seattle Seahawks è stato lo Special Team.
Le certezze erano Michael Dickson e Jason Myers, che con il Long Snapper Chris Stoll hanno formato un tridente chirurgico. Dickson ha completato probabilmente la sua miglior stagione, Jason Myers ha raggiunto il record assoluto di punti in NFL e di field goal segnati in un Super Bowl, Stoll non ha mai dato occasione di parlare di sé, e questo per un long snapper è l’unica cosa che conta.
Ma la vera ciliegina sulla torta è stata la trade alla deadline che ha portato a Seattle Rashid Shaheed dai New Orleans Saints. Sul momento sembrava una mossa di secondo piano, qualcuno aveva quasi ipotizzato un prezzo troppo alto (un quarto e un quinto round al Draft 2026), ma i critici si sono presto ricreduti, in quanto Shaheed, nel ruolo di ritornatore che il coaching staff aveva cucito su misura per lui, ha letteralmente tagliato come il burro qualsiasi difesa incontrata dal suo arrivo in poi.
Il primo acuto è arrivato contro gli Atlanta Falcons in week 14, per continuare poi con un TD su punt return ancora più importante contro i Rams in week 16, soprattutto perché ha dato il via alla pazzesca rimonta culminata in overtime per 8-37 e che ha sancito il sorpasso proprio sui rivali divisionali, per la successiva conquista della NFC West e del seed n.1.
Ma la vera perla, ovviamente, è quella contro i San Francisco 49ers nel Divisional game, quando Shaheed ha segnato il suo terzo TD stagionale ritornando per 95 yards il kick-off iniziale, facendo esplodere il Lumen Field in una serata che poi si rivelerà indimenticabile.
Sul Coaching Staff c’è ben poco da aggiungere, Mike MacDonald è riuscito in due soli anni a creare una difesa che verrà sempre ricordata negli anni a venire come “The Dark Side”.
…E COSA NON HA FUNZIONATO
E’ davvero difficile trovare un difetto a questa squadra o qualcosa che non abbia funzionato a dovere.
Durante l’anno, in alcune occasioni, è emersa la vecchia versione di Sam Darnold, quella in cui vedeva i fantasmi, culminata con la prestazione da dimenticare di week 11 contro i Rams, in cui il n.14 si è reso protagonista di ben 4 intercetti.
La difesa ha sofferto soprattutto nella sconfitta contro i Tampa Bay Buccaneers, ma ha ripreso subito la marcia senza ulteriori intoppi. Anche Anthony Bradford, dopo una prima parte di stagione incerta, è cresciuto soprattutto in run blocking e ha mitigato le critiche.
Da week 11 in poi, gli unici a mettere davvero in difficoltà i Seattle Seahawks sono stati proprio i Rams, che hanno fatto emergere alcune piccole lacune nel reparto difensivo, grazie ad un Matthew Stafford in versione MVP e ad un Puka Nacua che quando ha visto i rivali divisionali è sempre stato incontenibile.
E ADESSO?
Adesso arriva la parte più difficile: confermarsi.
Ovviamente gli avversari vorranno prendersi la rivincita, i Rams si sono già rinforzati sensibilmente grazie all’arrivo di Trent McDuffie e i 49ers ritroveranno tutti gli infortunati, incluso Nick Bosa.
In Free Agency sono partiti degli elementi importanti come Boye Mafe, Riq Woolen, Coby Bryant e Kenneth Walker III, il Super Bowl MVP, ma ben 20 titolari sui 22 che hanno vinto il titolo sono ancora sotto contratto, incluso Rashid Shaheed che alla fine ha deciso di firmare per giocarsi le sue carte da WR2.
Il coaching staff nel complesso ha mantenuto la struttura dello scorso anno, eccezion fatta ovviamente per Klint Kubiak, nuovo Head Coach dei Las Vegas Raiders. A sostituirlo è arrivato Brian Fleury dai San Francisco 49ers, allenatore di grande esperienza che ha rivestito praticamente tutti i ruoli offensivi nello staff di Kyle Shanahan.
John Schneider fino ad ora si è mosso con cautela, facendo innesti mirati e poco appariscenti, ma certamente al Draft e soprattutto dopo arriveranno gli interpreti necessari per mantenere il roster al livello del 2025.
Confermarsi al vertice in NFL è difficilissimo, ma i Seattle Seahawks non hanno nessuna intenzione di cedere il trono.




