Review di week 5 UFL

La UFL arriva al giro di boa con una classifica che si é accorciata: nessuna franchigia imbattuta e nessuna a zero. Si prospetta una seconda parte di stagione avvincente.

Birmingham Stallions – D.C. Defenders 28-44

I Defenders confermano di essere la squadra più in forma del momento superando nettamente gli Stallions che, nonostante la sconfitta, sono sembrati in progresso rispetto alle deludenti prestazioni precedenti. L’attacco di Birmingham ha mantenuto la sua vocazione al gioco aereo, praticato nel 75% delle azioni offensive, ma ha ottenuto la buona media di 5,71 yard/carry nei pochi giochi di corsa. Positivo l’esordio in cabina si regia di Dorian Thompson-Robinson che, nonostante i due intercetti subiti, ha chiuso con un buon 28 su 43 per 293 yard nette e 2 TD pass, un buon risultato specialmente perché ottenuto contro la difesa più forte della lega. Per superare questi buoni Stallions é stata necessaria la miglior versione della compagine della capitale con un Jordan Ta’Amu in gran spolvero: 15 su 22 per 267 yard e 4 TD pass oltre a 33 yard corse personalmente. Buona, come sempre, la partita del team difensivo che ha contrastato efficacemente il gioco aereo di Birmingham con due intercetti e sette Pass Bup.

L’attacco dei campioni va a segno al primo assalto con un TD pass di 13 yard di Ta’Amu per Javon Antonio. La risposta degli Stallions si spegne a 10 yard dalla goal line perché Thompson Robinson si fa intercettare da Deontay Anderson, ma la segnatura é solo rimandata perché al successivo possesso gli Stallions vanno in endzone con Deon Cain che riceve un passaggio di 12 yard di Thompson-Robinson per il 7-6 perché Anders Carlsson fallisce il punto addizionale. Il secondo quarto inizia con un tentativo di field goal da 64 yard fallito da Matt McCrane, l’unico kicker ad aver segnato finora un field goal da quattro punti, ma dopo turnover on down di Birmingham i Defenders vanno ancora in endzone con un run di 2 yard di Xazavian Valladay. Birmingham prova a replicare ma Jaydon Mickens, dopo aver ricevuto un passaggio di 20 yard, commette un fumble che viene ricoperto dalla difesa di D.C. sulle 45 di Birmingham. Da quella posizione Ta’Amu serve Ty Scott che va in endzone per un TD da 45 yard.

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Gli Stallions reagiscono bene e Dorian Thompson-Robinson risale il campo per 80 yard dosando corse e passaggi per poi dare al TE Jordan Thomas il passaggio per il TD da una yard. Il primo tempo si chiude con i Defenders in vantaggio per 21-13 ma al primo possesso del terzo quarto Birmingham si riavvicina grazie a una corsa breve di Soop Conner arrivata dopo un big play di Thompson-Robinson che completa un pass da 45 yard per Daewood Davis. Sul 21-19 i campioni cambiano marcia e nel giro di otto minuti operano il break decisivo, prima con Ty Scott che riceve per 37 yard, poi con un field goal di McCrane da 47 yard e infine con un’altra corsa breve di Valladay per il 38-19 che mette virtualmente la parola fine alla partita. Nell’ultima frazione i Defenders arrotondano il punteggio con Briley Moore che riceve un passaggio corto di Ta’Amu ma gli Stallions vanno a loro volta a punti grazie a una corsa di 12 yard del QB cui segue la trasformazione da tre punti che fissa il 45-28 finale.

Orlando Storm – St Louis Battlehawks 17-25

I Battlehawks mettono fine all’imbattibilità degli Storm grazie ad un primo tempo in cui l’offense della franchigia della Florida é stata pressoché azzerata: 46 yard totali e quattro primi down contro le 244 yard e 16 primi down di St Louis. Chiusa la prima metà di gara sul 18-0, i Battlehawks non hanno avuto difficoltà a controllare il tentativo di recupero di Orlando. Gli azzurri del Missouri hanno sviluppato un gioco offensivo ben bilanciato tra corse e passaggi ottenendo i migliori risultati nel gioco a terra dove Jarveon Howard e Kevon Latulas hanno contribuito con 59 e 37 yard rispettivamente alle 140 yard totali guadagnate. Meno brillante il gioco aereo con una media di 5 yard/attempt e due intercetti subiti, ma molto positiva la prestazione della difesa che ha concesso a Plummer e compagni soltanto 165 yard nel secondo tempo, quando ormai la partita era già virtualmente finita. Orlando ha privilegiato troppo il gioco aereo ottenendo pochissimo, soltanto 2,86 yard/attempt.

La partita si é subito messa bene per St Louis, che al primo possesso é andata in touchdown con una corsa di 2 yard di Kylin James. La risposta degli Storm si ferma sulle proprie 48 quando un tentativo di conversione di un quarto e 13 non riesce e riconsegna l’ovale ai Battlehawks il cui drive si interrompe quando Harrison Frost subisce un intercetto. Orlando avrebbe un’altra possibilità ma ancora una volta si ferma per un turnover on down. Questa volta Frost, affidandosi soprattutto al running game, arriva fino alle 8 di Orlando, posizione da cui serve un TD pass a James Bostic. Come in occasione del primo TD, anche stavolta il kicker Ryan Samborn fallisce la trasformazione e si va sul 12-0. Nel resto del secondo quarto, mentre l’attacco di Orlando continua a non avanzare, Samborn si fa perdonare mettendo a segno due field goals, il primo da 36 e il secondo da 40 yard.

Il terzo quarto inizia con Orlando in possesso, ma anche questa volta un tentativo di conversione del quarto down fallisce sulle 41 degli Storm e St Louis ne approfitta per mettere a segno il touchdown del 25-0 grazie a una corsa in scrambling di Frost per coprire le ultime 4 yard dopo che Howard aveva guadagnato 31 yard al primo gioco del drive. Da questo momento, complice un comprensibile rilassamento dei falchi, Orlando comincia finalmente a muovere la catena e al termine di un buon drive varca la goal line avversaria grazie a un passaggio di 4 yard di Jack Plummer per Elijah Badger. Adesso é St Louis che entra in una fase di confusione ed é costretta al punt dalle proprie 28. Il punt viene bloccato e la palla esce all’altezza della linea di una yard. Ci pensa Elijah Dotson a coprire la yard mancante per segnare il touchdown del 25-14 che, mancando ancora cinque minuti alla fine del terzo quarto, può riaprire una partita che sembrava chiusa. I Battlehawks passano in modalità controllo cercando di consumare minuti con il gioco a terra mentre Orlando continua a faticare per avanzare sul terreno e fallisce anche un difficile field goal da 56 yard.

L’ultima opportunità per gli Storm si riduce ad un lungo drive di sette minuti che si conclude con un calcio da tre punti di Michael Lantz per il 25-17. A questo punto gli Storm tentano la carta del “quarto e 12 per mantenere il possesso e riescono a conquistare il primo down per poi risalire fino alle 36 di St Louis, ma Plummer lancia tre incompleti e deve restituire la palla per il quarto turnover on down. La partita finisce qui, con Frost che si inginocchia due volte per consumare l’ultimo minuto rimasto

Houston Gamblers – Columbus Aviators 17-14

Nella partita spareggio per lasciare l’ultimo posto in classifica la differenza la fanno i kickers. Ryan Coe per gli Aviators fallisce un calcio addizionale e un field goal da 29 yard mentre John Hoyland mette a segno un FG da 23 yard per Houston. A parte questi episodi decisivi, le due squadre si sono equivalse nella mediocrità confermando entrambe una grande difficoltà nel gioco d’attacco come testimoniano le yard totali guadagnate: 257 per Columbus, 261 per Houston. Le cose migliori si sono viste nel primo tempo con le due squadre che si sono aggiudicate un quarto a testa.

Comincia benissimo Houston che realizza due touchdown nei due primi possessi offensivi, il primo con un run di 2 yard di Jalen White, il secondo grazie ad una corsa personale di 5 yard del QB Nolan Henderson, entrambi seguiti dal punto addizionale di John Hoyden. Sullo 0-14, nel secondo quarto, arriva la reazione di Columbus che copre 65 yard grazie alle corse di John Lovett e Zaqandre White per poi finalizzare con una corsa di una yard del QB Jalan McClendon per il 7-14. Segue un drive dei Gamblers che si conclude con un tentativo di field goal che Hoyland fallisce da 56 yard. Il possesso torna a McClendon che questa volta alterna le corse di White e Tua Taua con alcune buone azioni di passaggio per poi concludere con un TD run di 7 yard di Taua. Il calcio addizionale di Coe fallisce e si va al riposo sul 14-13 per Houston.

Nel terzo quarto non si verificano segnature, ma solo una discreta superiorità di Houston, che fa molto ball control mentre l’offense di Columbus non riesce a conquistare neanche un primo down. Poi, nel possesso che si sviluppa a cavallo del terzo e quarto periodo i Gamblers arrivano fino alle cinque degli Aviators e al quarto tentativo, optano per il field goal che porta il vantaggio a quattro punti. La partita serebbe ancora aperta ma il successivo drive di Columbus si ferma sulle 11 di Houston quando Coe mette a lato il tentativo di FG da 29 yard. Più tardi un promettente drive offensivo degli Aviators si infrange all’interno della red zone dei Gamblers quando McClendon commette un fumble forzato da Eugene Asante e ricoperto da Roman Parodie sulla linea delle 6 yard di Houston. Intanto siamo entrati negli ultimi due minuti e Houston ne consuma uno e mezzo prima di calciare un punt. Nel poco tempo rimasto McClendon serve un passaggio ad Alize Mack che a sua volta tenta di servire la guardia Matt Farniok per un’azione rugbistica ma quest’ultimo commette un fumble che restituisce ill possesso a Houston e chiude la partita.

Dallas Renegades – Louisville Kings 25-47

Il week-end si chiude con la seconda sconfitta consecutiva dei Renegades, questa volta in casa, e la seconda vittoria, netta e meritata di Louisville. La franchigia del Kentucky si presenta con la novità di Chandler Rogers nel ruolo di quarterback perché in settimana Jason Bean é stato trasferito ai Defenders. L’offense di Dallas privilegia, come sempre, il gioco aereo, ma é proprio questo il motivo principale

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della sconfitta perché Austin Reed, dopo le brillantissime esibizioni delle prime partite, incappa in un pomeriggio da incubo in cui fa un 14 su 28 ma soprattutto lancia quattro intercetti, due dei quali vengono riportati in endzone. I Kings invece puntano molto sul running game che produce 147 yard alla media di 5,07 yard/carry e quattro touchdown mentre limitano il gioco aereo a soli 18 tentativi con 13 completi e 7,39 yard/attempt.

La chiave del successo di Louisville, o meglio della disfatta di Dallas, sta tutta nei quattro intercetti che hanno permesso ai Kings di segnare sei TD avendo coperto soltanto 280 yard di total offense. Sugli scudi per Louisville il CB Corey Mayfield con due intercetti e 3 PassBUp insieme a Bryce Hall che ha riportato il primo intercetto in endzone per 83 yard e ad Antonio Grier con il pick six da 43 yard del secondo intercetto.

Dopo un primo quarto tranquillo in cui si registra solo il FG di Tanner Brown che porta i Kings sul 3-0, nel secondo quarto arriva il pick six di Brice Hall per il 10-0, seguito pochi minuti dopo dal secondo TD dei Kings ad opera di Ian Wheeler che copre una yard per varcare la goal line. Sul finire del secondo quarto arriva il TD di Dallas grazie ad un rush di una yard di Ellis Merriwheather ma poi, a due secondi dalla pausa Brown mette a segno un FG da 19 yarda per il 19-7.

Nel terzo quarto Dallas segna un touchdown con Curtis Hodges che riceve un passaggio da 25 yard di Austin Reed ma Louisville replica con un run di 7 yard di Wheeler che si ripete all’inizio del quarto periodo con un’altra corsa di 12 yard per il suo terzo touchdown personale. Sul 33-13 e poco più di dieci minuti da giocare i Renegades sono costretti a forzare il prevedibilissimo gioco aereo che però é facile preda dei defensive back di Louisville. Arriva così il secondo pick six di Grier per il 40-13. La partita é segnata ormai ma Dallas continua giustamente ad attaccare e con una corsa di una yard di Merriwheather si porta sul 19-40. Siamo ormai in pieno garbage time e arrivano il quarto TD di Wheeler con una corsa di 2 yard seguita a pochi secondi dalla fine da un TD pass di 27 yard di Greg Ward, un WR subentrato al mortificatissimo Reed, per Emmanuel Butler che fissa il 47-25 finale.

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Francesco Di Taranto

Nato a Foggia, nel 1953, risiedo a Brescia dal 1987 e in precedenza ho abitato a Bologna, dove mi sono laureato in Ingegneria Elettronica. Ho cominciato a seguire il football dalla notte del Super Bowl 1982 vinto da san Francisco sui Cincinnati Bengals. Terminato il servizio militare, nell'aprile '82 ho cominciato a seguire assiduamente, a Bologna, alle partite dei Doves e dei Warriors. Per alcuni mesi, nel 1984, ho partecipato agli allenamenti di una squadra bolognese in formazione, gli Atoms, che sarebbero poi diventati Phoenix San Lazzaro, che ho poi dovuto lasciare a causa del trasferimento per motivi di lavoro. Da allora non ho più smesso di seguire il football, sia professionistico (NFL e poi USFL, AAF e quest'anno XFL), sia dilettantistico in Italia, ma anche in Germania, grazie ai video in streaming della GFL

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