Qualche mese fa vi avevamo parlato dell’iniziativa della nostra redazione in comunione con V2B media e con la supervisione di Fondazione Milan riguardo alla Milano Relay Marathon. Vi avevamo inoltre invitati a donare, ma mai ci saremmo aspettati un ritorno così grande. Ma prima di giungere alle cose serie, visto che nel frattempo si è corso – eccome se si è corso – vale la pena ridicolizzare i nostri quattro eroi.
PROLOGO
Per giovedì 9 aprile Fondazione Milan organizza un evento in collaborazione con una nota marca di abbigliamento sportivo in via Dante. All’interno di tale occasione sarebbe stato possibile correre con delle scarpe offerte dallo sponsor, ma non solo…
Dopo che Benedetto, referente di Fondazione Milan amico di Huddle Magazine e tifoso Dolphins, invita i quattro corridori Francesco e Federico, saggiamente, si danno malati oppure adducono scuse puerili, mentre Mattia e Dario si lasciano abbagliare da questa possibilità. La serata prevede un giro del Parco Sempione, ed è realmente ad inviti. La maggior parte degli invitati sono belli, aitanti, giovani, influencer di questo o quell’altro genere. Mattia e Dario invece sono solo “amici”, e al loro arrivo al Milan Store di via Dante in Milano le differenze sono evidenti.
Intanto Dario inizia, nel tentativo di togliere budget alla squadra di calcio che odia, a rubare barrette, acque, integratori messi gentilmente a disposizione dall’organizzazione. Mattia, invece, è trepidante: gli hanno detto che un noto influencer di running sarà colui che “tirerà” il gruppo in questo allenamento killer a soli due giorni e mezzo dalla gara. Alle 19.15, con colpevolissimo ritardo, si palesa Lorenzo Lotti, corridore professionista che il 12 non ci sarà perché, sapete, deve andare a correre la maratona a Rotterdam a 3 minuti e trenta al chilometro. Mattia, quando lo vede, è in visibilio come un bambino che incontra Cristiano Ronaldo.
Poco dopo si parte: davanti Lorenzo con un altro professionista impongono un ritmo di 5:30 che i nostri mantengono senza troppa fatica. A metà del giro i due Podcast 4 Minds sono nel gruppo di testa, conversando amabilmente con quella élite mediatica che conoscono a malapena. Con loro anche Benedetto. Quando il Lotti mette la terza marcia e scende sotto i 5 al minuto Mattia saggiamente dice a Dario che se vuole seguirli, faccia pure, lui rallenterà. Ovviamente il redattore di Huddle non si fa mancare nulla: si mette in scia ai battistrada e passa alla fontana del Castello Sforzesco a 4:20, più di un minuto sotto ciò che può permettersi. Inizia un non ben annunciato secondo giro, sempre sullo stesso ritmo. A circa due chilometri dal traguardo la tragedia: il soleo di Dario si marmorizza, Lotti scappa con un piccolo gruppetto di superstiti mentre il nostro zoppicherà fino al ritorno al Milan Store. Mattia lo supera sorridendo, con la musica nelle orecchie e la sicurezza di chi ha fatto la scelta giusta.
LA GARA
Il mattino meneghino di metà aprile è poco clemente. Vento, poco sole, aria umida. I quattro maratoneti cercano disperatamente con Benedetto come triangolatore di trovare un modo di comunicare per accordarsi su partenza, arrivo congiunto, sacche, cambi. Alla Milano Relay Marathon non si può trovare una quadra, quindi ognuno penserà per sé nel più egoistico degli sforzi. Francesco e Federico asserviscono le loro mogli e i loro cani, Mattia che gli frega tanto è l’ultimo frazionista, Dario mette tutto in box e tanti saluti alla collaborazione.
Prima frazione: Francesco, in teoria 14 chilometri. In pratica il furbo sa che il pettorale basso di Fondazione Milan, numero 2310, gli risparmierà almeno un chilometro alla fine, che finirà sulle spalle di Mattia in ultima fase. Si parte alle 09:15 nel gelo di Piazza Sempione. Francesco, talent di Vox2Box distratto dalla disfatta milanista della sera precedente, passa il primo chilometro a picchiare chi tenta di superarlo tirandogli gomitate. Poi starnutisce e tossisce almeno quindici volte. Come facciamo a saperlo? Perché lunedì sera usciranno le foto e le sue riguardano unicamente queste sue due azioni deprecabili.
Seconda frazione: Dario, 9 chilometri. Lo sportivone si presenta con calzari gialli e le scarpe di quando si è rotto una gamba. Il soleo è ancora di marmo e aveva già detto al suo successore, Federico, che non avrebbe corso e quindi di prendersela comoda al cambio successivo. A Pagano, dove eredita il testimone, invece succede il miracolo. Il polpaccio si sblocca, e lo zoppo impara a correre. Le gambe vanno, ne approfitta. Dopo 15 minuti ha fatto quasi tre chilometri, quando arriva correndo a 5:20 in viale Caprilli in fin di vita Benedetto gli annuncia che i fisioterapisti lo stanno aspettando all’arrivo della maratona. E decide così di nascondere la sua fede nero-azzurra ancora per qualche ora.
Terza frazione: Federico, 7 chilometri. Il più insicuro dei quattro completa una frazione molto diligente ben al di là delle sue aspettative. Il segreto è anche qui uno sponsor: se dovesse esserci un olocausto nucleare, sappiate che la barrette al biscotto nero e bianco di una nota marca che leggete sulle maglie dei nostri corridori è, a parere di costui, droga pura e può farvi sopravvivere per mesi.
Quarta frazione: Mattia, i chilometri che rimangono più quelli che gli altri non si sono fatti. A circa 500 metri dal 42esimo chilometro, Mattia si stupisce di non trovare i suoi tre compagni, con i quali in teoria avrebbe dovuto arrivare in parata. Federico è in metropolitana e riporta scene indocinesi di sovraffollamento, Dario è sotto le mani esperte di un massaggiatore a farsi rimettere in piedi, Francesco perde le speranze di raggiungere il suo amico sul traguardo e mangia tutto quello che trova, non solo nel bellissimo stand di Fondazione Milan, ma anche in quello di Save the children, Dynamo Camp, Università Bocconi.
I quattro scansafatiche si ritrovano nel centro dei giardini Indro Montanelli, Mattia consegna le quattro medaglie (meritate?) e le mogli di cui sopra fanno loro una bella ultima foto. Ultimo giretto allo stand nella vicina via Manin per un saluto a Benedetto, reale fautore di questa bella iniziativa.
IL RISULTATO
1118 euro. Questa l’unica cosa che conta. Giovedì sera erano “solo” circa 750. Lo sprint finale che Huddle Magazine, V2B media e gli altri amici di Podcast 4 minds hanno effettuato è stato ben più rilevante del vacillante atletismo descritto qui sopra. L’iniziativa Sport 4 change, che ha come obiettivo l’inclusione e lo sviluppi dei giovani, e che Benedetto con Fondazione Milan sta portando avanti con passione ed entusiasmo, ha meritato la vostra attenzione e merita quella di sempre più persone. Nel nostro piccolo abbiamo contribuito raggiungendo il traguardo prefissato, ma non ci fermeremo qui.
Appuntamento all’anno prossimo, nel frattempo restate sintonizzati e facciamo ancora, tutti insieme, la differenza!
