Dove eravamo rimasti? Ah si, alla rottura tra EFA ed ELF che aveva ridisegnato il football europeo, con tre leghe distinte che si contendono il 2026. In questi giorni la ELF ha presentato una schedule, così come la AFLE, mentre la EFA ha presentato il nuovo marchio e confermato la propria struttura, e a breve dovrebbe uscire anche il suo calendario della stagione 2026.
A fine 2025 sembrava fatta: ELF ed European Football Alliance avevano annunciato un accordo strategico per riunificare il football professionistico continentale a partire dal 2026, con governance condivisa e calendario coordinato. A gennaio, però, l’EFA ha rotto unilateralmente il tavolo, spiegando che le condizioni minime su trasparenza finanziaria e sostenibilità del modello non erano state soddisfatte e comunicando la cessazione immediata della cooperazione.
Nel giro di pochi giorni lo scenario è precipitato: l’EFA ha confermato il proprio campionato indipendente per il 2026, mentre parallelamente l’AFLE ha proseguito sulla stessa strada con il suo progetto già in fase avanzata. Per finire, le voci su un fallimento della ELF hanno continuato a rincorrersi fino a pochi giorni fa, quando il CEO di ELF Karajica ha rilasciato un’intervista ad una emittente tedesca ribadendo che la ELF è viva e vegeta, ed a questa intervista è seguita la presentazione della stagione 2026.
Risultato: non solo la riunificazione è saltata, ma l’Europa si ritrova con tre sigle contemporaneamente attive, in un equilibrio delicatissimo tra ambizione di crescita e rischio di frammentazione.
Facciamo un attimo il punto: questo è l’elenco aggiornato delle franchigie più o meno confermate o in stato avanzato per il 2026:
EFA : Raiders Tirol, Frankfurt Galaxy, Munich Ravens, Paris Musketeers, Madrid Bravos, Nordic Storm
AFLE : Alpine Rams, Vienna Vikings, Firenze Red Lions, London Football Team, Paris Lights, Rhein Fire, Wroclaw Panthers, Berlin Thunder, Monaco Football Team
ELF : Nordic Storm, Hamburg Sea Devils, Berlin Thunder, Munich Ravens, Rauders Tirol, Helvetic Mercenaries, Paris Musketeers, Madrid Bravos, Cologne Centurions
Vedete qualche anomalia? Certo: alcune squadre risultano in due leghe differenti ed è proprio questo il punto. La ELF ha presentato la stagione 2026 includendo squadre che hanno già annunciato la loro partecipazione ad altra lega, sostenendo che queste squadre sono ancora contrattualmente legate alla ELF.
E’ quindi lotta serrata tra la ELF e la EFA, ma la ELF sembra comunque avere le ore contate.
Sul fronte AFLE, le novità arrivano dal campo più che dalla politica: la nuova American Football League Europe ha confermato una line‑up di franchigie che include alcune ex presenze ELF.
L’AFLE insiste sulla narrativa della “lega pronta”, sottolineando di avere già organigramma, calendario e pacchetto media in stato avanzato rispetto ai concorrenti: 51 gare, regular season compressa tra fine maggio e inizio settembre. Tra le franchigie AFLE, anche quella italiana: i Firenze Red Lions che, dopo aver messo sotto contratto Bart Andrus come head coach, hanno firmato proprio in questi giorni il primo giocatore: l’offensive lineman messicano Abraham Chacón. Certo che ipotizzare una partenza a maggio per questa squadra che a metà marzo consta di un General manager, un Head Coach ed un giocatore, è un azzardo vero e proprio, ma staremo a vedere come si evolveranno gli eventi. Mettere in piedi una squadra in poco meno di due mesi non è impresa facile.
La mossa chiave della ELF è stata annunciare comunque una stagione 2026, con una nuova schedule e un quadro di franchigie sulla cui adesione abbiamo più di qualche dubbio. A parte quelle che hanno dichiarato di essersi accasate altrove, anche gli Helvetic Mercenaries avevano pubblicato un comunicato stampa che annunciava un loro passo indietro che li avrebbe portati a giocare altrove, e sicuramente non nella ELF.
Secondo i documenti di lega, sono nove le squadre attualmente sotto contratto per il 2026, alcune a loro insaputa, evidentemente.
La frammentazione in tre leghe porta con sé conseguenze immediate per i giocatori, soprattutto europei e import internazionali: contratti in bilico, con molti atleti ancora in limbo tra offerte multiple o ritardi nelle firme.
Da un lato, la concorrenza tra EFA, AFLE ed ELF apre a stipendi potenzialmente più alti per i top talent nelle big migrate; dall’altro, il rischio di calendari sovrapposti complica rotazioni e infortuni, mentre i rookies devono scegliere presto in un mercato meno prevedibile.
Il risultato finale è un 2026 in cui il football americano europeo si trova diviso tra tre campionati distinti, con calendari che si sovrappongono in modo significativo tra maggio e settembre.
Per tifosi e addetti ai lavori, la stagione che si avvicina è un banco di prova senza precedenti: l’offerta non è mai stata così ampia, ma nemmeno così spezzettata.
