Il Super Bowl LX, in programma a Santa Clara, California, sarà quello delle sorprese. Sì perché nessuno, alla vigilia della stagione, avrebbe pronosticato una finale fra Seattle Seahawks e New England Patriots.
E invece è andata proprio così. A contendersi il Lombardi Trophy saranno quindi i bostoniani di Mike Vrabel e i ragazzi di Mike Macdonald. Il lavoro più interessante quest’anno lo ha fatto senz’altro Vrabel. Alla sua prima stagione da head coach della franchigia per la quale ha anche giocato, l’ex capo allenatore dei Tennessee Titans è riuscito a riportare i Pats alla partita più importante dell’anno sette anni dopo l’ultima volta.
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Pubblicità— New England Patriots (@Patriots) January 26, 2026
Soprattutto, Vrabel lo ha fatto raccogliendo da Jearod Mayo, il suo predecessore, una squadra che aveva chiuso il 2024 con un record di 4-13 (fra l’altro lo stesso della stagione 2023, l’ultima con Bill Belichick lungo la sideline). Vrabel ha letteralmente rovesciato la situazione, chiudendo la regular season 14-3 prima di aggiungervi altre tre vittorie nel corso di questi playoff.
Come ci è riuscito? Al di là del lavoro effettuato nello spogliatoio, sul campo è stato fondamentale riportare alla base Josh McDaniels. Il quasi cinquantenne (li compirà ad aprile) allenatore dell’attacco ha confermato che, forse, il ruolo di head coach non fa per lui (dopo gli insuccessi, pur fra mille attenuanti, registrati nei suoi due stint con Denver Broncos e Las Vegas Raiders) ma che, certamente, come offensive coordinator ha ben pochi rivali nella NFL.
Alla sua terza esperienza come OC di New England, McDaniels ha avuto il grande merito di contribuire all’esplosione del quarterback Drake Maye, alla seconda stagione da pro e già candidato per il titolo di MVP della lega.
Maye può lanciare e anche correre con la palla, cosa che dà all’attacco dei Patriots un’arma in più per colpire gli avversari. La percentuale di passaggi completati dal ventitreenne nativo di Charlotte è però calata nei playoff rispetto alla stagione regolare. E ora, in finale, ad attenderlo ci sarà la difesa di Seattle, una delle migliori della NFL. Macdonald, capo allenatore dei Seahawks, chiama personalmente i giochi difensivi. In questo senso, il Super Bowl sarà anche una sfida fra la sua defense e l’attacco di McDaniels.
Questo assunto è però vero anche sull’altro lato del campo. Infatti, anche se a chiamare le giocate della difesa dei Patriots è il coach dei linebacker Zak Kuhr (e non il defensive coordinator ufficiale Terrell Williams, in cura per un cancro alla prostata), nel modo in cui si muove la defense di New England c’è la grande impronta di Vrabel, grazie alla sua esperienza nel settore (anche come ex linebacker).
Se il lavoro di contenimento che dovrà fare Macdonald con Maye non sarà facile, altrettanto però può essere detto considerando ciò che attende Vrabel contro l’attacco di Seattle, guidato dal quarterback Sam Darnold e dal wide receiver Jaxon Smith-Njigba.
A dirigere le manovra per la offense di Seattle è Klint Kubiak, trentasettenne figlio di Gary Kubiak, già offensive coordinator di New Orleans Saints e Minnesota Vikings, scuola Shanahan e più volte nominato fra i papabili per i vari posti da head coach che si aprono nella NFL ogni anno al termine della stagione regolare.
Il lavoro fatto con Darnold e soci è stato fenomenale. Chissà allora che, se dovesse ripetersi al Super Bowl, Kubiak non trovi poi ad aspettarlo qualche franchigia che ha ancora vacante la posizione di head coach per la stagione 2026.
Se nessuno dei due attacchi dovesse riuscire a prevalere contro le difese rivali, ecco allora che, a decidere la sfida, potrebbero essere gli special team.
OPENING KICK RETURN TOUCHDOWN FOR SEATTLE pic.twitter.com/V55Uk1oybt
— Pardon My Take (@PardonMyTake) January 18, 2026
Già importanti per settare l’altezza di campo dalla quale gli attacchi dovranno partire, le due squadre speciali potranno incidere ovviamente anche a livello di punti aggiunti al tabellone tramite trasformazioni e field goal. A sfidarsi dalle opposte linee laterali in queste situazioni saranno i reparti guidati da Jeremy Springer (Patriots) e Jay Harbaugh (Seahawks), quest’ultimo figlio di Jim Harbaugh e nipote di John Harbaugh.
Buon sangue non mente dunque, visto che proprio John (nuovo head coach dei New York Giants) aveva alle spalle un passato da special teams coordinator nella NFL prima di diventare capo allenatore.




