Super Bowl LX: Chiacchiere e Numeri

Domenica scorsa è uscita la prima puntata del nuovo podcast di Huddle Magazine Radio, Chiacchiere e Numeri (seguitelo su dove ascoltate podcast, ne vale la pena).  Argomento dell’esordio sono le (tantissime) statistiche legate ai Super Bowl del passato.

Qui la versione audio.

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Tutti i numeri proposti in puntata.

NFC vs AFC

Ad oggi, con cinquantanove edizioni del Super Bowl, la distribuzione delle vittorie tra le due Conference è di poco sbilanciata verso la NFC, che ha vinto trentuno finali contro le ventotto della AFC. Sebbene la definizione delle due Conference sia abbastanza stabile nel tempo, segnaliamo che i Colts hanno vinto due Super Bowl e ne hanno perso uno sotto l’ala della AFL-AFC e ne hanno perso uno quando appartenevano alla National Conference (allora NFL). Anche i Seahawks hanno cambiato Conference, ma hanno partecipato al Super Bowl solo dopo essere approdati nella NFC.

Ma questo sostanziale equilibrio fra NFC e AFC nel tempo è maturato attraverso vari “strappi e controstrappi” che si sono verificati nei vari decenni. Le prime 4 edizioni del campionato unificato NFL-AFL (1966-69) si conclusero con due vittorie per uno fra i campioni della AFL (ancora non AFC) e della NFL (ancora non NFC). Ma poi?

Negli anni ‘70 dominano gli Steelers (quattro titoli in sei anni, striscia ancora ineguagliata) e la AFC vince otto titoli su dieci. Ma negli anni ‘80, con la corsa all’oro dei Niners, la NFC restituisce il favore nella stessa misura, vincendo appunto otto titoli su dieci.

Stesso dominio negli anni ‘90, grazie principalmente ai Cowboys. Anche nel decennio di Troy Aikman e di Emmitt Smith le squadre della NFC vincono otto finali su dieci.
Poi… poi la AFC chiama la sua cavalleria, nei panni dei New England Patriots di Bill Belichick e Tom Brady: nel primo decennio del terzo millennio portano a Foxboro tre trofei e la AFC ne vince sette su dieci.
Negli anni 2010-2019 si ha un perfetto equilibrio (5-5), e nel primo lustro di questo decennio la NFC vince tre titoli su cinque, lasciando gli altri due ai Chiefs di Reid e Mahomes, per arrivare appunto al 31-28 complessivo a favore delle squadre della NFC.

La striscia più lunga di vittorie consecutive è di tredici vittorie per la NFC (1985-1997), mentre la AFC si ferma a cinque vittorie consecutive (1973-1977)

Che tempo che fa…

Come noto, la NFL ha sempre cercato di limitare per quanto possibile l’impatto di Giove Pluvio sulla partita più attesa dell’anno, che nel tempo è diventata un vero e proprio evento planetario. Quindi, per quanto possibile, ha sempre privilegiato città che a gennaio e febbraio hanno un buon clima, possibilmente senza pioggia. In pratica, tanta Florida e tanta California. Nel tempo, con il proliferare dei “Dome”, ovviamente questa soluzione è stata sposata per favorire un po’ di rotazione e portare il Super Bowl anche in città climaticamente problematiche, come Detroit e Minneapolis. L’ultimo Super Bowl “freddino” venne giocato a New York nel 2014 (SB XLVIII), ma con i suoi 9 gradi al momento del kickoff fu solo il terzo in questa particolare classifica, dopo i due Super Bowl giocati al Tulane Stadium di New Orleans:

  • Super Bowl VI (Cowboys 24, Dolphins 3): 4 gradi (i Dolphins non amano il freddo proprio storicamente…)
  • Super Bowl IX (Steelers 16, Vikings 6): 7,7 gradi

Inoltre:

  • La città con uno stadio all’aperto che ha ospitato più edizioni è Miami (undici edizioni disputate negli impianti che hanno ospitato le partite interne dei Dolphins), seguita da Tampa Bay e Pasadena con cinque partite per una. Anche New Orleans ha ospitato undici finali (massimo assoluto), di cui tre all’aperto e otto nel fantastico Dome.
  • La città che ha ospitato più edizioni in un dome è ovviamente New Orleans (otto edizioni), seguita da Atlanta e Glendale con tre edizioni per una
  • In totale, trentasei Super Bowl sono stati giocati all’aperto e ventitre in un dome. Fra i dome consideriamo anche lo stadio di Houston (Reliant Stadium, in seguito NRG Stadium) e lo stadio di Glendale (Sun Devil Stadium, in seguito State Farm Stadium) che hanno la copertura retrattile.
  • Solo negli ultimi quindici anni la NFL ha cominciato a privilegiare gli impianti al chiuso (dieci edizioni delle ultime quindici), anche in virtù della crescita del numero di spettacolari impianti di ultima generazione (Dallas, Minneapolis, Atlanta, Las Vegas, Indianapolis, Los Angeles…).In sostanza:
  • Quando si gioca al coperto prevale la rappresentante della NFC (14 NFC – 9 AFC)
  • All’aria aperta è in vantaggio la AFC (19-17)
  • In Florida la AFC è in netto vantaggio (11-6)
  • in California guida la NFC per 8-5,
  • in Louisiana la NFC guida per 6-5

Questa la distribuzione delle finali fra Dome (D) e stadi aperti (O) nel corso dei decenni, con il bilancio di vittorie per conference:

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  • 1966-69: D:0, O:4, AFC-NFC:2-2
  • 1970-79: D:1, O:9, AFC-NFC: 8-2
  • 1980-89: D:4, O:6, AFC-NFC: 2-8
  • 1990-99: D:4, O:6, AFC-NFC: 2-8
  • 2000-09: D:4, O:6, AFC-NFC: 7-3
  • 2010-19: D:7, O:3, AFC-NFC: 5-5
  • 2020-25: D:3, O:2, AFC-NFC: 3-2

Dove ci siamo già visti?
Su cinquantanove Super Bowl disputati, i “Sequel Bowl”, cioè le partite disputate più volte sono in tutto diciannove (saranno venti con l’edizione di quest’anno)
ovvero:

  • 49ers vs Bengals: San Francisco guida 2-0
  • Patriots vs Rams: New England guida 2-0
  • Patriots vs Eagles: 1-1
  • Dolphins vs Redskins: 1-1
  • Steelers vs Cowboys: Pittsburgh guida 2-1
  • Chiefs vs 49ers: Kansas City guida 2-0
  • Chiefs vs Eagles: 1-1
  • Giants vs Patriots: New York guida 2-0
  • Cowboys vs Bills: Dallas guida 2-0

In pratica un Super Bowl su tre lo abbiamo già visto.
Inoltre due squadre che si sono incontrate nei Super Bowl per un lungo periodo sono state addirittura rivali nella medesima division: parliamo di Colts-Jets e di Broncos-Seahawks.

“Se vincere non è importante, allora perché tengono i punti? “
(Vince Lombardi).

Esaminiamo un po’ l’andamento medio dei punteggi delle finali nel tempo. Abbiamo trovato quanto segue, restringendo l’analisi di dati aggregati alle squadre che hanno vinto almeno due titoli:

  • nelle finali vittoriose la media punti più alta è quella dei Philadelphia Eagles (40,5 in due vittorie) seguiti dai Buccaneers (39,5 in due vittorie) e dai 49ers (37,6 in cinque vittorie, con i due score più alti in assoluto, 55 e 49 punti).
  • Sopra i 30 punti abbiamo anche i Redskins (35,3 in tre vittorie), i Ravens (che segnano 34 punti in due vittorie su due), i Packers (33,5 in quattro vittorie), i Raiders (32,3 in tre vittorie) e i Cowboys (32 punti di media in cinque vittorie).
  • Gli attacchi che al momento della vittoria sono quelli un po’ più “sdentati” sono i Dolphins (19 punti di media in due vittorie), i Colts (22,5 in due vittorie) e i Rams (23 in due vittorie).
  • La finale in cui si sono segnati più punti è quella fra 49ers e Chargers del 1995, con 75 punti totali (49-26) seguita da quella fra Eagles e Patriots del 2018 (74 punti, 41-33) e da quella del 2023 fra Chiefs e Eagles (73 punti, 38-35)
  • La finale in cui sono stati realizzati meno punti è quella fra Patriots e Rams (Super Bowl LIII nel 2019, 13-3). E’ anche il caso in cui la squadra vincitrice ha realizzato il minimo di punti. Dopo questa si hanno i 21 punti fra Dolphins e Redskins (1973, la partita che chiuse la perfect season) e i 22 punti della finale vinta dagli Steelers nel 1975 sui Vikings (16-6)
  • Lo scarto maggiore sono i 45 punti fra 49ers e Broncos (1990, 55-10), seguito dai 36 punti fra Bears e Patriots (1986, 46-10) e dai 35 punti fra Cowboys e Bills (1993, 52-17) e fra Seahawks e Broncos (2014, 43-8)
  • Lo scarto minimo in un Super Bowl è il punto di differenza con cui i Giants sconfissero i Bills nel fantastico Super Bowl del Silver Anniversary (1991, 20-19). Nove Super Bowl sono terminati con uno scarto di tre punti.
  • Se andiamo a vedere lo scarto medio, sempre fra chi ha vinto almeno due titoli, la squadra più dominante in questo caso è quella dei Buccaneers, che nelle sue vittorie rifila 24,5 punti di scarto agli avversari (due partite), seguiti dai Raiders (21,5 in tre vittorie), dai Cowboys (20 in cinque vittorie), dai 49ers (19,8 in cinque vittorie).
  • Per tre volte abbiamo avuto Super Bowl terminati anche nella lista degli Scorigami. Non farà piacere ai tifosi dei Denver Broncos, poiché tre volte su tre erano nella parte sbagliata del tabellone: Infatti i tre punteggi “unici” sono:
    Giants 39 Broncos 20
    49ers 55 Broncos 10
    Seahawks 43 Broncos 8

In sintesi, ecco i punteggi medi mantenuti negli anni dalle cosiddette “squadre del decennio” (quelle che hanno vinto il maggior numero di titoli fra l’anno iniziale e quello conclusivo)

  • Packers (1966-69): punteggio medio in caso di vittoria: 27-10
  • Steelers (1970-79): 24-13
  • 49ers (1980-89): 36-14
  • Cowboys (1990-99): 34-20
  • Patriots (2000-09): 28-18
  • Patriots (2010-2019): 30-20
  • Chiefs (2020-2025): 31-22

Vediamo quindi la distribuzione delle segnature, che evidenzia alcuni dati salienti sull’impatto delle difese
Squadre vincenti – Squadre perdenti:

  • TD su corsa: 72 – 35
  • TD su passaggio: 114 – 68
  • TD su ritorno di intercetto: 15 – 1
  • TD su ritorno di fumble: 5 – 2
  • TD su ritorno di kickoff: 4 – 6
  • TD su calci bloccati: 1 – 2
  • Field Goal: 102 – 59
  • Safety: 6 -3

Ad oggi nessun punt è mai stato riportato in Touchdown in un Super Bowl. Inoltre la segnatura su ritorno di kickoff si è fatta desiderare fino al Super Bowl XVII (Fulton Walker, Miami Dolphins, 98 yards), mentre nel Super Bowl IX si verificarono sia la prima segnatura su Safety (Mean Joe Greene su Fran Tarkenton) che la prima su punt bloccato (Terry Brown dei Vikings)

Infine tiriamo giù un po’ di medie, con un minimo di arrotondamento proprio per risparmiarvi i decimali nei punteggi…

  • il punteggio medio di un Super Bowl è 30-17.
  • quando vincono le squadre della NFC tale punteggio è 34-17
  • quando vincono le squadre della AFC è 26-16
  • Le partite giocate nei Dome terminano di solito 30-19
  • Le partite giocate all’aperto terminano in media 33-17
  • I Super Bowl giocati in California hanno un punteggio medio di 34-16
  • I Super Bowl giocati in Florida hanno un punteggio medio di 29-17
  • I Super Bowl giocati a New Orleans hanno un punteggio medio 32-13

MVP: Curiosità e numerologia…

Come noto, il premio del Most Valuable Player viene assegnato al giocatore della squadra vincente che ha inciso di più sull’esito della partita. Ma se andate a controllare l’albo d’oro delle finali e a contare con pazienza certosina la lista degli MVP, forse vi domanderete perché al primo giro qualche conto non torna…

  • Perchè su cinquantanove finali abbiamo sessanta MVP? Come mai i Colts che hanno due titoli hanno un solo MVP, nell’ovvia persona di Peyton Manning che tra l’altro è l’unico giocatore ad aver passato lo scettro di MVP al fratello?
  • Come mai i Cowboys hanno cinque titoli e sette MVP?

 Se avete questi dubbi state tranquilli, non avete fatto nessun errore. 
Infatti, nel Super Bowl V, vinto dai Colts contro i Cowboys, il premio per il Most Valuable Player venne assegnato (unico caso, ad ora, nella storia dell’evento) a Chuck Howley, il MLB della squadra sconfitta: quindi questo è un MVP in più per i Cowboys e uno in meno per i Colts. L’altro MVP “in sovrannumero” per Dallas deriva dal fatto che nel Super Bowl XII, giocato nel 1978, il premio venne conferito a due defensive lineman dell’America’s Team, che erano Harvey Martin (DE) e Randy White (DT).
Ok, risolte le anomalie, concentriamoci sui freddi numeri.
Qui non si scappa, trentaquattro volte su sessanta il MVP è il QB della squadra vincente.

Avviso a tutti i GM: se volete massimizzare le vostre opportunità di vittoria, fate sì che il vostro QB indossi la maglia n. 12 (dieci volte su sessanta) e in questo beneamato caso che il suo nome inizi per T e il cognome per Brad (Terry Bradshaw + Tom Brady = 7 MVP). Ah, diciamo a voi, “Tua Bradovailoa” e “Tared Bradoff”, non fate i furbi che vi abbiamo visto.

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Tornando seri e tassonomici:

      • Su sessanta giocatori, il numero di maglia più premiato è, come già detto, il n.12 (dieci volte: Brady, Bradshaw, Namath, Rodgers, Staubach), seguito dai numeri 15 (Mahomes e Starr) e dai numeri 16 (Montana, Plunkett, Dawson) entrambi con cinque MVP.
      • Il numero 10 è stato premiato quattro volte (Eli Manning, Santonio Holmes, Cooper Kupp), il numero 11 per tre volte (Simms, Rypien, Edelman), mentre a due MVP troviamo i numeri 8,9,13,24,32. Già, anche il temutissimo 13 è salito due volte agli onori della cronaca, grazie a Jake Scott (safety n.13 dei Miami Dolphins) e Kurt Warner (quarterback n.13 dei St.Louis Rams)
      • Il numero di maglia più basso è il numero 1 di Jalen Hurts, quello più alto è il 95 di Richard Dent.
      • La distribuzione per ruolo di questo riconoscimento è:
        34 Quarterback
        8 Ricevitori
        7 Running Back
        4 Linebacker
        2 Defensive End
        2 Safety
        1 Defensive Tackle
        1 Cornerback
        1 Return Specialist
    • Più interessante è la distribuzione dei ruoli nelle varie squadre, dove troviamo una conferma alla “teoria del QB” nei casi di Patriots (4 QB, 2 WR), 49ers (4 QB e 1 WR) e Giants (3 QB e 1 RB) ma non nei casi di Steelers (3 WR, 2 QB, 1 RB) e Cowboys (2 DL, 2 QB, 1 LB, 1 CB, 1 RB)
    • Sempre per le squadre con almeno due vittorie, segnaliamo che i Chiefs hanno avuto sempre il QB (4 volte) come pure gli Eagles (2 volte), mentre i Dolphins sono l’unica plurititolata che non abbia mai avuto il MVP assegnato al QB.
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Redazione

Abbiamo iniziato nel 1999 a scrivere di football americano: NFL, NCAA, campionati italiani, coppe europee, tornei continentali, interviste, foto, disegni e chi più ne ha più ne metta.

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