Gli Arizona Cardinals hanno finalmente il loro nuovo capo allenatore: sarà Mike LaFleur il nuovo Head Coach della franchigia di Glendale.
La scelta di LaFleur non si può di certo ritenere una scelta convinta. L’ormai ex offensive coordinator dei Los Angeles Rams, e fratello dell’Head Coach dei Green Bay Packers Matt, era salito in auge nella classifica dei profili preferiti del management degli Arizona Cardinals scalzando il grande favorito della vigilia il defensive coordinator dei Denver Broncos Vance Joseph ma poi in realtà non era altri che una seconda scelta celata dietro al grande obiettivo: l’offensive coordinator dei Seattle Seahawks Klint Kubiak. Dopo il colloquio con il coordinator di Macdonald che ha di fatto lasciato capire che la sua preferenza sarebbe andata in direzione di Las Vegas ecco che ad Arizona hanno affondato il colpo sul coordinatore di coach McVay.
Arizona continua con la sua ricerca ondivaga di una guida costante dai tempi di Bruce Arians variando di assunzione in assunzione il lato del campo. Con LaFleur siamo in attacco, con Jonathan Gannon prima in difesa e con Kliff Kingsbury prima ancora in attacco.
Inutile girarci attorno: i tifosi dei Cardinals non possono essere contenti. Non tanto perché non si siano messi in caso un buon coach – che chiaramente è tutto da scoprire – ma perché la sensazione è che sia tutto gestito in maniera pressapochista. E’ risaputo che l’organizzazione della franchigia di Arizona è ben poco considerata nel circuito con le strutture che risultano essere sempre le più carenti in base alle valutazioni della NFLPA e un owner, Michael Bidwell, che non nutre di particolare simpatia. Il GM Monti Ossenfort aveva annunciato che si sarebbero preso il proprio tempo nella ricerca del nuovo capo allenatore, in realtà hanno solo aspettato che tutti gli altri facessero le scelte per rimanere il meno peggio rimasto disponibile.
In ogni caso LaFleur è una scelta per i Cardinals ci può stare. Esce da un coaching tree di livello e molto ben considerato, soprattutto nel lato offensivo dove gli ex offensive coordinator prima di lui Matt LaFleur ai Packers, Kevin O’Connell ai Vikings e Coen ai Jaguars hanno già portato almeno una volta la loro franchigia ai playoff. Tutti fattori che solitamente vengono valutati quando viene scelto su quale ramo andare a cercare. Sarà curioso capire come verrà gestito Kyler Murray. O meglio, se verrà gestito oppure buttato nel tritacarne per cercare un nuovo signal caller.
Nonostante con il fratello condividerà ora l’essere entrambi Head Coach NFL, i due non si sono mai incontrati in carriera in uno staff se non nei due anni agli Atlanta Falcons tra il 2015 ed il 2016 dove Matt era già quarterback coach mentre il più giovane Mike faceva i suoi primi passi in NFL come offensive assistant. La carriera del più giovane dei fratelli inizia ad Elmhurst, sua alma mater, come offensive assistant nel 2009. Nel 2010 è a St. Joseph’s College di Indiana come quarterback coach prima di diventarne per due anni offensive coordinator. Stesso ruolo ricoprirà nel 2013 a Davidson. Nel 2014 arriva il salto NFL come offensive intern ai Cleveland Browns prima appunto dei due anni ai Falcons. Nel 2017 segue Shanahan ai 49ers dove per quattro anni è passing game coordinator. Nel 2021 fa il salto a offensive coordinator NFL segue Saleh nell’avventura ai New York Jets senza tuttavia trovare il giusto feeling con Zach Wilson. Nel 2023 arriva ai Los Angeles Rams di McVay con lo stesso ruolo dove opererà per tre anni prima della chiamata di Arizona.
Una delle parti più complesse giunge ora con la creazione del proprio coaching staff. Ormai coach McVay è abituato a dover effettuare rimpasti offensivi nel suo staff praticamente ogni anno, ma la problematica più grande è che più tardi avviene l’assunzione meno personale di livello rimane a disposizione per essere scelto. I tanti collaborati con buoni nomi spendibili si sono già accasate ed ora la competizione per i pochi rimasti è tanta. È presto per tirare congetture su chi saranno i nuovi coordinatori sotto la guida LaFleur. Chiaramente per il lato offensivo si può guardare in casa Rams, per quello difensivo la sensazione è che arriverà un coordinator difensivo esperto, magari un ex Head Coach la cui carriera è un po’ a ribasso.




