Il Super Bowl LX come quattro quarti più overtime

Vi proponiamo curiosità, statistiche e aneddoti in ordine cronologico, così come sono accaduti sul campo, durante il Super Bowl LX.

PREGAME

1 – Il Super Bowl LX è la replica dell’edizione XLIX, in cui i Seahawks uscirono sconfitti clamorosamente a seguito dell’intercetto di Malcom Butler a 1 yard dal touchdown che avrebbe dato a Seattle il sorpasso nel punteggio e la vittoria. Tom Brady regalò alla franchigia il suo quarto titolo e vinse il suo terzo personale di MVP dell’atto finale grazie a quattro touchdown pass, mentre gli avversari fallirono la possibilità di riconfermarsi campioni e, da allora, non erano mai più tornati al Super Bowl.

2 – È soltanto il sesto Super Bowl nella storia NFL a cui prendono parte due squadre che, nella regular season precedente, avevano entrambe mancato i playoff. E, se i Seahawks avevano comunque vinto 10 partite e sfiorato l’appuntamento, New England si era fermata ad appena 4, con 13 sconfitte, l’esatto contrario rispetto all’annata in corso, chiusa al secondo posto in AFC. Le precedenti simili edizioni sono rispettivamente: XXXVIII tra Patriots (9) e Panthers (7), XXXV tra Ravens (8) e Giants (7), XXXIV tra Rams (4) e Titans (8), XVI tra 49ers (6) e Bengals (6) e III tra Jets (8) e Colts (11), vinte da chi è citato per primo. I numeri tra parentesi evidenziano i successi delle rispettive squadre nelle stagioni precedenti e, come si evince dalla semplice addizione, soltanto in due casi la somma è inferiore alle 14 sommate tra Seahawks e Patriots.

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3 – Si diceva di come Mike Vrabel abbia completamente ribaltato il destino dei Patriots: nella prima stagione da head coach di New England ha ottenuto 17 vittorie in più rispetto a Jerod Mayo, che lo ha preceduto nel 2024. Si tratta di un record assoluto nella storia NFL. Dal canto suo, Mike Macdonald ha elevato i Seahawks a un roboante 14-3, utile per vincere la NFC e per siglare il miglior risultato in regular season dal 13-3 del 2013, anno in cui Seattle ha vinto il suo primo e unico titolo al Super Bowl. E Macdonald è il terzo più giovane head coach a giocare la finale, ad appena 38 anni di età.

PRIMO QUARTO

1 – Con la corsa da 10 yard di un dominante Kenneth Walker (27 portate per 135 yard) si apre l’edizione LX del Super Bowl. Non sarà l’ultima volta che sentirete parlare del runningback dei Seahawks in questo articolo, fidatevi… Né d’altronde di Sam Darnold (19/38 per 202 yard e 1 TD pass), che, grazie ai perfetti lanci per A.J. Barner e Cooper Kupp, regala a Jason Myers il field goal da 33 yard con cui si stappa il punteggio.

2 – Drake Maye (27/43 per 295 yard con 2 TD pass e 2 INT) è il secondo quarterback titolare più giovane di sempre a giocare un Super Bowl, a 23 anni e 162 giorni rispetto ai 23 e 127 giorni di Dan Marino nell’edizione XIX, persa dai suoi Dolphins contro i 49ers. L’impresa è ardua per Maye, che si trova ad affrontare la sesta miglior difesa della stagione, dopo aver eliminato rispettivamente la quinta, la prima e la seconda in questi playoff, grazie ai successi contro Chargers, Texans e Broncos nei precedenti round.

3 – A proposito di difese, neanche quella dei Patriots è da sottovalutare, considerando che ha concesso la miseria di 8.7 punti fin qui nelle tre partite di playoff, il secondo dato più basso nella storia della post-season, alle spalle soltanto dei leggendari Ravens vincitori nel 2000. Il tutto, almeno, fino a questo atto finale. Non a caso, il primo quarto d’ora si chiude sul 3-0 per Seattle, dopo tre punt consecutivi.

SECONDO QUARTO

1 – E il secondo quarto, in realtà, non è granché diverso. I punt dei Patriots salgono a cinque in altrettanti drive giocati e, addirittura, il numero supera il totale dei primi down per l’attacco di Maye, che resta inchiodato a quota tre.

2 – Qualcosa di meglio riesce a fare Darnold, che apparecchia un altro paio di agevoli field goal per Myers, a segno da 39 e 41 yard. Il quarterback è abilissimo a sfuggire alla morsa dei sack avversari, ma trova sulla propria strada un superlativo Christian Gonzalez (4 tackle e 3 pass deflected), che salva almeno un touchdown nella propria end zone e, in una secondaria da urlo per tutti i playoff, si erge a principale protagonista.

3 – Incredibile, ma vero: la prima flag della partita arriva a 3 minuti e 9 secondi dal termine del secondo quarto. Colpa di una false start di Will Campbell, che cancella la possibilità di un record storico, perché mai un Super Bowl era arrivato all’intervallo senza che venisse assegnata alcuna penalità alle due squadre in gioco.

HALF-TIME SHOW

1 – Il 9-0 in favore dei Seahawks è significativo, soprattutto perché i Patriots vengono tenuti a zero punti segnati e ad appena 52 yard di total offense, con Maye del tutto incapace di sfuggire a sack, blitz e pressione degli avversari. Campbell appena citato e Jared Wilson sono la prima coppia di rookie a giocare insieme da titolari in una offensive line al Super Bowl, ma hanno concesso già due sack e diverse situazioni utili a Seattle.

2 – E New England, anche scaramanticamente, ha ben poco per cui sorridere: nessuna squadra ha mai vinto il Super Bowl dopo essere rimasta a quota 0 punti segnati all’intervallo.

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3 – Ve lo ricordate Walker? Il runningback chiude un primo tempo da urlo a quota 94 rushing yard in sole 14 portate. È il secondo miglior risultato di sempre dopo mezz’ora di gioco al Super Bowl, dopo le 131 yard di Timmy Smith a Washington nell’edizione XXII.

TERZO QUARTO

1 – Niente da fare, i Patriots non si sbloccano: tre punt, a seguito di altrettanti drive durati appena tre azioni, e un fumble perso da Maye sono il pessimo risultato di un terzo quarto da dimenticare. Il primo (e unico) primo down di New England arriva in seguito a… una flag, lanciata per defensive holding nei confronti di un altro grande protagonista della partita, Devon Witherspoon (4 tackle, 1 sack, 1 tackle for loss, 1 fumble forzato).

2 – I Seahawks, però, ancora non chiudono del tutto la partita, pur portandosi sul 12-0 grazie al quarto field goal di Myers, da 41 yard. Nel drive successivo, Darnold subisce il primo sack della sua partita, opera di un fenomenale Milton Williams. Il defensive end tocca quota 6 in carriera ai playoff, 3 dei quali al Super Bowl. Dopo i 2 della passata edizione, vinta con gli Eagles sui Chiefs di Patrick Mahomes, il terzo chiude sul nascere il drive di Seattle e regala un’altra possibilità a New England. Williams, per altro, è uno dei 30 nuovi giocatori messi a roster da Vrabel dall’arrivo ai Patriots, il più grande “trasloco” per una squadra poi arrivata al Super Bowl al termine della stagione.

3 – Il terzo quarto si chiude con il fumble di Maye, forzato da un pazzesco Derick Hall (2 tackle, 2 sack, 1 fumble forzato) e recuperato dal grande Byron Murphy (2 tackle, 2 sack, 1 fumble recuperato). E con alcuni record tutt’altro che positivi per il quarterback e per la sua offensive line: per Maye è il settimo fumble perso in questi playoff, il numero più alto di sempre, ed è parte di un esorbitante totale di 21 sack subiti a partire dal Wild Card Game, il più alto in una sola post-season davanti ai 19 per Joe Burrow nel 2021, quando perse il Super Bowl con i Bengals contro i Rams.

QUARTO QUARTO

1 – Per la seconda volta nella storia del Super Bowl, dopo l’edizione LIII vinta proprio dai Patriots sui Rams, la finale arriva al quarto periodo senza che sia stato segnato alcun touchdown. Allora, fu soltanto la corsa vincente da 2 yard di Sony Michel, mentre, qui la partita si infiamma. Alla ricezione per 16 yard di Barner replica quella per 35 yard di Mack Hollins, prima che Uchenna Nwosu chiuda definitivamente i conti con l’intercetto a Maye, riportato per 45 yard fino alla gloria. A nulla servirà il colpo finale del quarterback di New England, a segno per 7 yard sull’asse con Rhamondre Stevenson.

2 – Prima di Nwosu e Stevenson, c’è spazio per un quinto field goal di Myers, a segno anche da 26 yard: nessun kicker aveva mai segnato così tante volte in uno stesso Super Bowl. Per altro, Myers arriverà a un totale di 206 punti in stagione, il più alto di sempre per un singolo giocatore, superando il record di 198 di LaDainian Tomlinson ai Chargers nel 2006.

3 – Dopo tre quarti e appena 12 punti segnati, tutti da Seattle, nell’ultimo quarto d’ora sono ben 30 quelli accumulati a tabellone. Si chiude così il Super Bowl, con una roboante vittoria per 29-13 dei Seahawks sui Patriots. Per la franchigia si tratta del secondo titolo nella storia, mentre per New England è addirittura la sesta finale persa, che porta il record in parità con le sei vittorie accumulate nell’era di Brady.

OVERTIME

1 – Ah sì, Walker… il runningback porta a casa il titolo di Most Valuable Player del Super Bowl grazie a una straordinaria prestazione, in cui alle 135 rushing yard in 27 portate ne ha aggiunte 26 extra in due ricezioni. È il primo giocatore nel ruolo a vincere il premio di MVP della finale da Terrell Davis con i Broncos nell’edizione XXXII e, non a caso, le 135 yard su corsa sono il numero più alto proprio da allora. Nei primi tre quarti Walker è stato l’unico reale protagonista tra i due reparti d’attacco e, con due corse consecutive da 29 e 30 yard, è diventato il terzo runningback di sempre con più corse da almeno 25 yard di fila in un Super Bowl. Nel nome e nel numero anche di Zach Charbonnet, compagno di backfield infortunatosi al Divisional, portato con sé con il 26 scritto sul polso.

2 – Che meravigliosa rivalsa quella di Darnold! Il quarterback, dopo gli anni di sofferenza ai Jets in seguito alla scelta al Draft, ha rischiato di diventare un girovago della NFL tra Panthers e 49ers, prima di accasarsi da titolare ai Vikings. Il 14-3 vissuto a Minnesota è stato confermato a Seattle, impresa riuscita in ultimo a Brady, e, dopo il Wild Card Game perso con enorme delusione l’anno scorso, si è aperta la strada verso il Super Bowl. Vinto, dopo tre partite di playoff senza alcuna palla persa, a dimostrazione della solidità di gioco e mentale costruita dopo tanti anni di amarezza.

3 – Non soltanto Walker, Darnold e un Jaxon Smith-Njigba (4 ricezioni per 27 yard) così così al Super Bowl, ma assoluto protagonista in una stagione da Offensive Player of the Year. Il reparto di punta nei Seahawks di Macdonald è una stratosferica difesa, con Witherspoon, il rookie Nick Emmanwori e i tanti protagonisti sopra citati. I Seahawks vincono con merito il loro secondo Super Bowl e spostano l’asse stagionale definitivamente verso la NFC, che vince la partita numero 31 con le proprie squadre, contro le 29 della AFC.

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4 – Maye conclude una finale tra alti e bassi, senz’altro felice almeno di aver potuto giocare un Super Bowl in quella che era appena la sua seconda stagione in NFL. Meno contenti i tifosi dei Patriots, che, con questa sconfitta, ottengono il triste primato solitario per il maggior numero di Super Bowl persi, ben 6, davanti ai cinque dei Broncos e ai quattro, però senza alcuna vittoria, di Bills e Vikings.

5 – Non potremo mai saperlo con esattezza, ma, se i Patriots avessero vinto la partita, uno dei papabili MVP sarebbe stato, senz’altro, Craig Woodson, autore di 10 tackle, dei quali 3 con perdita di yard, e 2 pass deflected. Non ci sarebbe nulla di particolare, se non fosse che la safety di New England… è un rookie! E, nel caso, sarebbe stato il primo esordiente a vincere questo premio nella storia NFL.

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Alessio Salerio

Scopre il football nella notte dell'upset di Phoenix del 2008, se ne innamora quattro anni dopo grazie ai medesimi protagonisti. Ideatore della rubrica "Colori, episodi, emozioni", negli anni cambiata di nome, non nella sostanza.

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