Chicago risale dagli inferi dei primi tre quarti e con una prestazione che rimarrà nella storia supera i Green Bay Packers in un finale al cardiopalma!
Come da pronostico, sebbene non così scontato, i Bears superano il turno grazie ad una prova incandescente di Caleb Williams che lancia 361 yard e mette insieme 25 punti nel quarto finale rimontando una sfida che ha del surreale.
361, nessuno nella storia dei Bears aveva lanciato così tante yard in una singola partita di playoff; oltretutto Caleb lo ha fatto al suo esordio in una gara di post-season regalando un successo ai suoi che, alle eliminatorie, mancava dal 33-14 del 14 dicembre 1941. Sette giorni dopo l’attacco di Pearl Harbour nella Seconda Guerra Mondiale. Quello stesso anno Chicago vinse il campionato in una “almost perfect season” macchiata solo da una sconfitta di due punti, proprio contro i Packers durante la stagione regolare finita con il record di 10-1.
Sapevamo che i Bears sarebbero partiti lenti, sapevamo anche che i Packers avrebbero controllato le sorti della sfida lasciandosi andare nel finale… tutte le spiegazioni nella preview del match di pochi giorni fa.
Proprio la mala-gestione delle pressioni ha infossato Green Bay che per la seconda volta nel giro di un mese getta al vento un successo che poteva essere meritato e fondamentale; invece Chicago trova l’aggiustamento con passione, grinta e credo. Quel credo che Ben Johnson ha costruito all’interno di uno spogliatoio che oggi vive di sogni, entusiasmo e maggiore consapevolezza.
La stagione dei Bears era già stata un successo perchè nessuno, visto il punto di partenza, scommetteva un centesimo su un tale racconto a gennaio. Di contro, l’annata dei Packers, era stata decisamente movimentata e sotto aspettative. L’esito, quindi, è uno specchio della regular season e da ragione ai record delle due squadre.
Caleb trova modo di punire i Packers con una giocata su DJ Moore simile a quella vittoriosa nell’overtime di dicembre, con la secondaria di Green Bay sorpresa sul lungo. Moore si infila con la voracità di uno squalo e ribalta risultato e Soldier Field. In tutto questo Jordan Love non ha particolari colpe perchè il suo gioco è tanto pulito quanto efficace, quello che (probabilmente) manca è la fame di successo.
Ma a differenza delle uscite divisionali del 2025, la patata bollente non finisce nelle mani di Williams come quasi sempre accade. Bensì in quelle di Love, ed è la difesa dei Bears che deve alzare il muro ad ogni costo. Specie dopo una rimonta straordinaria e dopo una conversione da due punti che, grazie alla visione di Ben, consente ai padroni di casa di mettere quel punticino di vantaggio extra partorito per forzare Green Bay al touchdown o alla resa.
Gli errori di Brandon McManus sui field goal pesano in maniera esponenziale sul risultato e rianimano le truppe dei Bears motivandole a crederci. In campo c’è un Colston Loveland pazzesco, un monumento al gioco del football da 8 ricezioni e 137 yard che spaccano la partita e i cuori Packers. Performance da incorniciare per il rookie TE che per poco, alla sua prima nei playoff, non supera il record di tutti tempi stabilito da un tight end rookie in ricezione.
Ma non sono i record e le statistiche a interessare a questi Bears. Ciò che esce dallo spogliatoio è il desiderio di vittoria che si fa sempre più grande allargando orizzonti e sogni. Saranno i Los Angeles Rams i prossimi avversari, una squadra fatta di esperienza e solidità. Una prova di maturità che se superata porterà Chicago all’ultimo passo prima del Super Bowl, o diversamente aiuterà questi Bears a crescere e a trovare maggiore stabilità nel processo di costruzione da qui a venire.
Inutile farsi aspettative troppo grandi, come inutile darsi per vinti perchè Chicago ha un percorso fatto di sangue e sofferenza nel suo destino. Ma a questo punto sappiamo con certezza che anche gli avversari possono avere le loro preoccupazioni.





