L’ultima giornata della stagione NFL vedeva la sfida decisiva tra Carolina Panthers e Tampa Bay Buccaneers per la vittoria della NFC South Division e relativo accesso ai playoff. Per Tampa, oltre a vincere, era necessario che New Orleans battesse Atlanta nell’altro “derby” della division, mentre Carolina poteva permettersi di perdere in Florida ma con la vittoria dei Falcons sui Saints la NFC South sarebbe stata sua. I padroni di casa dovevano fare a meno di Dean (CB) e Nelson (OLB) ma recuperavano Cancey (DL) mentre gli ospiti non avevano assenze di rilievo.
Il primo drive vede Mayfield guidare i suoi in modo efficace, con le corse di Irving e le ricezioni di Evans e Otton, la seconda delle quali per il TD del primo vantaggio: 0-7. La replica offensiva dei Panthers è fermata dalla difesa di casa che ridà velocemente il possesso al proprio attacco. Sono sempre Irving, Evans ed Otton a mettersi in evidenza e permettere ai Buccaneers di arrivare in piena red zone ma questa volta si devono accontentare del FG di McLaughlin: 0-10. Carolina non sembra trovare soluzioni per avanzare il pallone, grazie anche ad una difesa di Tampa particolarmente attenta, e con il secondo quarto appena iniziato devono di nuovo far ricorso al punt. Mayfield ha l’occasione di mettere a segno un allungo decisivo ma un lancio forzato per Egbuka viene intercettato da Rozeboom che riporta l’ovale sulle 19 yard favorevoli; poco dopo Young pesca il TE Tremble per il TD del 7-10. Nel successivo ritorno di kickoff Tucker rischia di rovinare tutto con un fumble che però viene ricoperto da un compagno di squadra. Questa volta l’attacco di casa sembra far più fatica a conquistare yard e down con Mayfield costretto a cercare soluzioni personali ma il drive termina con il calcio d’ allontanamento di Dixon. Carolina ha l’occasione per ridurre il passivo o addirittura andare in vantaggio ma un lancio un po “telefonato” di Young per McMillan viene intercettato dal rookie Parrish a metà campo. Il giocatore più sfruttato da Mayfield è ancora il TE Otton che porta i suoi dentro le 20 yard favorevoli da dove McLaughlin calcia il FG del 7-13 con l’orologio che va a zero e le squadre guadagnano gli spogliatoi per l’halftime.
Nella ripresa sono i Panthers a partire in attacco dove sembrano essere più efficaci rispetto all’inizio del match ma il calcio di Fitzgerald dalle 54 yard non va a segno e il punteggio resta invariato. Anche la difesa ospite ora sembra contenere meglio le sortite offensive di Tampa che deve far entrare Dixon per un altro punt. Young sembra muovere meglio il pallone ma il drive viene segnato da una penalità, a dire il vero molto dubbia, chiamata a McMillan prima di ricevere un lungo lancio del proprio QB che avrebbe portato i suoi in territorio favorevole; invece, Martin si deve incaricare del punt che rida il possesso a Tampa. I Buccaneers ripartono con le corse di Irving e anche grazie ad una penalità contro la difesa è ancora McLaughlin ad arrotondare lo score: 7-16 con l’ultimo quarto appena iniziato. C’è ancora tutto il tempo per Carolina per provare ad avvicinarsi nel punteggio ma Dowdle commette un sanguinoso fumble sulle 20 yard favorevoli che viene ricoperto dal veterano David. Mayfield continua a trovare come target Otton, Johnson e Godwin ma Tampa, arrivata sulle 20 yard, deve affidarsi ancora a McLaughlin il cui calcio viene però bloccato. I Panthers ritornano in attacco con poco più di 5 minuti sull’orologio e abbastanza rapidamente, soprattutto grazie ad una ricezione di McMillan di 40 yard su un quarto down, Young trova Coker in end zone: 14-16. Tampa ha il compito di far passare più tempo possibile ma, grazie ai timeout di Carolina, deve ridare il pallone agli avversari; il poco tempo rimanente però non permette agli ospiti di avere l’opportunità di segnare ancora e il cronometro va a zero, dando la vittoria ai padroni di casa.
Carolina (8-9) per essere sicura di vincere la division doveva vincere ma ha denotato tutte le debolezze che hanno segnato una stagione fatta di alti e bassi. Young (24/35 per 266 yard, 2 TD e 1 intercetto con 0 sack subiti) soprattutto nella seconda fase del match ha ben guidato un attacco che ha saputo guadagnare yard e down solo su gioco aereo. Il running game invece non ha dato un gran contributo (solo 19 yard) con Hubbard e Dowdle che hanno entrambi conquistato 10 yard, troppo poco per rendere l’attacco imprevedibile e quindi pericoloso. McMillan ha ricevuto 85 yard con down critici conquistati con Coker che ha contribuito con 47 yard e il TD che poteva riaprire la sfida. I primi down sono arrivati soprattutto dal passing game (13) con 1 solo down su corsa. In difesa ottima prestazione di Brown (13 tackle) con Rozeboom autore di 1 intercetto; il reparto ha messo a segno anche 2 sack mettendo sotto costante pressione Mayfield.
Tampa (8-9) doveva vincere per mantenere le speranze di approdare ai playoff e così e stato anche se con troppa fatica. Mayfield (16/22 per 203 yard, 1 TD e 1 intercetto, con 2 sack subiti) ha iniziato bene ma poi si è smarrito come il resto dell’attacco. Irving (85 yard corse e 13 ricevute) è stato sempre pericoloso anche senza le solite azioni elettrizzanti che hanno contraddistinto il suo gioco. Il TE Otton è stato il miglior ricevitore (94 yard e 1 TD) con Evans che ha contribuito con 34 yard in 2 ricezioni avvenute nella prima fase del match. Sorprendente che gli altri ricevitori (Egbuka, Godwin e McMillan) abbiano totalizzato solo 3 ricezioni per 27 yard, segno che le chiamate del OC Grizzard non sono state così efficaci. L’attacco ha guadagnato più yard totali e down rispetto ai Panthers ma il playbook troppo conservativo non ha permesso di segnare più punti. In difesa il miglior placcatore è stato David (6 tackle) con Parrish autore di 1 intercetto; la mancanza di pass rush (0 sack) ha però penalizzato un reparto che ha ben contenuto le corse ma ha evidenziato i soliti problemi in copertura sui lanci.
I Panthers non hanno vinto ma, grazie alla vittoria di Atlanta su New Orleans, hanno conquistato la NFC South Division (dopo 4 anni in cui è stata appannaggio di Tampa) e nella wild card di sabato riceveranno i Los Angeles Rams arrivati secondi nella propria division ma con un record (12-5) nettamente migliori di quello della squadra di Charlotte. Carolina è nettamente sfavorita e anche contro Tampa ha evidenziato tutte le debolezze, in attacco e in difesa, che hanno segnato la stagione. Young dovrà riuscire a trovare McMillan (rookie che è arrivato al traguardo delle 1000 yard ricevute) e la difesa avrà il non facile compito di contenere un attacco con molte superstar (Stafford, Williams, Nacua, Adams).
Tampa ha fatto il suo battendo i Panthers ma la sconfitta dei Saints ad opera dei Falcons ha estromesso la squadra della Florida dalla postseason. Dopo un ottimo inizio stagione (6-2) il finale è stato terribile (2-7) per colpa di un’involuzione in attacco nonostante il rientro di molti infortunati (Irving, Evans, Godwin e McMillan) e di una difesa che non ha mai dimostrato di poter contenere, soprattutto sui lanci, gli opposti attacchi. Anche il coaching staff ha penalizzato i Buccaneers con l’OC Grizzard che al suo esordio non è riuscito a valorizzare i molti campioni a sua disposizione e con Bowles che oltre ad essere HC ha avuto la responsabilità delle chiamate in difesa. Ora la postseason della franchigia della baia avrà molti punti di domanda a partire dai giocatori free agent, dai rinforzi necessari (draft e mercato) per arrivare al coaching staff che dovrà subire radicali cambiamenti.




