I Cleveland Browns hanno portato a conclusione una delle più assurde selezioni di un Head Coach che io ricordi: Todd Monken sarà il nuovo capo allenatore della franchigia.
Todd Monken, 60 anni, è riuscito ad ottenere la tanto ambita sideline che cercava ormai da parecchio tempo dopo una marea di abboccamenti che ogni anno portavano sempre ad un nulla di fatto. Non che Monken sia una neofita dall’essere Head Coach, ma almeno lo è in quel della NFL avendo coperto tale ruolo solo nel college football per un periodo tra l’altro nemmeno lunghissimo. Non è tuttavia la selezione stessa di Monken ai limiti dell’assurdo, è un coordinatore assolutamente preparato e meritava assolutamente una chance prima del ritiro, ma tutto il processo che abbiamo visto in questi giorni.
Tendenzialmente in queste presentazioni non parliamo di quanto successo nel mentre, ma solo della conclusione. In questo caso faremo una eccezione! I Brown fin dall’esonero di Kevin Stefanski hanno cercato tutti nomi non di primissimo piano. Gli unici nomi un minimo altisonanti sono stati quelli dell’ex Head Coach dei Miami Dolphins Mike McDaniel che si è tirato immediatamente indietro e quello del nuovo Head Coach dei Baltimore Ravens Jesse Minter, anch’esso ritiratosi in maniera piuttosto celere. Pare anche che sia stato richiesto di fare una sorta di test attitudinale ai candidati per poterli conoscere meglio… A quel punto la direzione è andata verso due nominativi in rampa di lancio ma ancora ben lontani dal poter essere considerati pronti dall’essere nuovi head coach: l’offensive coordinator dei Jacksonville Jaguars Grant Udinski ed il passing game coordinator dei Los Angeles Rams Nate Scheelhase. Tra i due c’è stato un continuo sorpasso secondo gli insider ma tutto ha trovato uno scoglio notevole: il presidente dei Browns imponeva la permanenza dell’attuale defensive coordinator Jim Schwartz che tanto bene sta facendo nella franchigia e che di fatti negli anni si è plasmato la difesa come meglio preferiva. Un diktat notevole che non tanti allenatori possono accettare in quanto le opportunità da capo allenatore sono limitate e se te le giochi pure con paletti impostici dove la faccia la perdi tu ma gli errori li fanno gli altri non è proprio un qualcosa di bello.
Allo stesso tempo, dunque, anche la volontà di Schwartz di rimanere ma praticamente scegliendosi lui stesso il nuovo capo allenatore sotto cui lavorare avendo dunque la possibilità di auto scartarsi i candidati che non desiderava, con un secondo gioco di fatto notevole: diventare lui il capo allenatore forte della volontà del presidente di non perderlo. Ed invece ecco il colpo di scena: Todd Monken subentrato nella competizione in corsa ha scavallato tutti, parrebbe aver accettato il diktat del coordinatore difensivo ed è diventato il nuovo capo allenatore. Tutto finito? Macché. Subito dopo sono iniziate a trapelare notizie che Jim Schwartz sia rimasto assolutamente indisposto dal fatto di non essere stato scelto lui come defensive coordinator e che il suo tempo in quel di Cleveland è finito. Parti diplomatiche al lavoro ma di fatti l’intero processo di selezione è stata una polveriera in cui non invidio nessuno ad esserci addentrato, anche se capisco Monken a sessant’anni a voler questa opportunità.
Tornando a Monken sappiamo anche che sarebbe stato uno dei motivi di frizione nell’addio tra John Harbaugh ed i Baltimore Ravens, con il management che lo voleva silurare mentre il nativo di Toledo lo voleva assolutamente nel suo staff. A riconferma di questo anche l’accordo già praticamente raggiunto come offensive coordinator con i New York Giants della nuova guida Harbaugh qual ora il processo di selezione dei nuovi Head Coach fosse andato male per lui.
La carriera di Monken inizia nel 1989 come graduate assistant di Grand Valley State dove rimarrà per un paio di anni. Un altro biennio, sempre come graduate assistant, lo trascorrerà a Notre Dame. Nel ‘93 è a Eastern Michigan dove diventa defensive back e wide receiver coach e vi rimarrà per cinque anni prima di diventare nei due anni successivi l’offensive coordinator della squadra. Nel 2000 passa a Louisiana Tech come running back e wide receiver coach per poi finire ad Oklahoma State per tre anni come passing game coordinator e wide receiver coach. Nel 2005 passa per un biennio a LSU dove diventa passing game coordinator e wide receiver coach. Nel 2007 fa il suo primo salto in NFL come wide receivers coach nei Jacksoville Jaguars, ruolo che manterrà per quattro anni. Nel 2011 torna al college football dove confezionerà la più grande truffa mai fatta al mondo NFL e per cui ancora oggi viene maledettamente ricordato: Brandon Weeden. Nel suo anno di approdo a Oklahoma State come offensive coordinator e quarterback coach fa credere a tutti che Weeden – tra l’altro pure piuttosto grande di età – fosse materia da primi giri del draft. Assurdo. Grazie a questi grandi risultati nel 2013 ottiene la sideline di Ole Miss che manterrà per tre anni con record pessimo, prima di tornare in NFL ai Buccaneers come offensive coordinator nel 2016. Nel 2019 è ai Browns in cui pare disse che lavorare in una polveriera simile – la stessa attuale – non fosse granché. Nel 2020 per tre anni torna al college football come offensive coordinator di Georgia con grandissimi risultati e nel 2023 torna per un triennio per l’appunto in NFL ai Baltimore Ravens.
Come già riferito sopra, alla voce coordinatori dire che c’è confusione è dire poco. Il defensive coordinator è Jim Schwartz. La proprietà vuole lui, c’è un contratto che deve essere rispettato e ci si aspetta che la situazione si conclusa così come vuole il management. Schwartz, tuttavia, pare tutt’altro che d’accordo e ne vedremo probabilmente delle belle nei prossimi giorni con fonti vicine all’ex Head Coach dei Lions che giurano che se le cose possono andare male, per come è fatto Schwartz andranno anche peggio. Della serie che se c’è da mettersi di traverso lui è proprio la persona giusta. A livello di coordinatori offensivi bisognerà aspettare perché gioco forza tutte le energie saranno impegnate a ricucire il rapporto con il defensive coordinator. Se proprio bisogna puntarci un euro occhio all’universo Ravens ma anche al college football, nello specifico in orbita Georgia.




