I Pittsburgh Steelers con un colpo di scena davvero notevole hanno sciolto gli induci ed hanno annunciato il loro nuovo allenatore: sarà Mike McCarthy il nuovo Head Coach.
Il colpo di teatro lo abbiamo avuto sabato quando tutti pensavano al solito weekend tranquillo con vista Championship ed invece la franchigia della Pennsylvania ha deciso di calare il briscolone come si direbbe qui in Romagna. Un nome grosso, roboante, ma che in realtà non pareva nemmeno un nome così caldo per la franchigia della famiglia Rooney.
McCarthy è il prototipo di allenatore totalmente agli antipodi rispetto a quello che ci eravamo abituati a vedere o leggere abbinati all’universo Pittsburgh. La franchigia che per quasi quarant’anni ha avuto solo tre Head Coach alternatasi che va a prendere un nuovo capo allenatore ultrasessantenne che giocoforza avrà un periodo abbastanza limitato alla guida in sideline. La scelta pare essere un po’ in stile ecclesiastica del tipo dopo un pontificato lungo diamo un papa di transizione per non far vivere il nuovo sotto l’ombra troppo ingombrante del vecchio. Possiamo leggerla così l’assunzione di McCarthy? Per me onestamente non andiamo nemmeno troppo lontano.
L’assunzione di McCarthy agli Steelers invece è per lui una sorta di chiusura di un cerchio. Lui nato e cresciuto a Pittsburgh, che ha iniziato la propria carriera da coach all’università di Pittsburgh con Panthers che viene a chiudere la carriera – perchè presumibilmente questo sarà – come Head Coach della propria hometown. Inutile pensare quando un allenatore di tale levatura per quanto leggermente in difficoltà nell’ultimo periodo, con un Super Bowl in bacheca, non possa non avere la sua influenza nella franchigia della sua città natia, tutt’al più proprio negli Steelers che da sempre sono radicati in maniera importante nel territorio. È riuscito a trovare le porte e gli amici giusti, sbaragliando la concorrenza di Head Coach più giovani, innovativi, e che avrebbero potuto portare linfa nuova rispetto a quanto riuscirà a fare McCarthy. È presto però per pensare cosa accadrà da qui alla prossima stagione e poi ancora.
L’owner Art Rooney II ha invece dato una lettura completamente diversa all’assunzione di McCarthy come nuovo capo allenatore e l’ha abbinata alla necessità di aiutare la franchigia in un percorso di innovazione con lo sviluppo di un quarterback che possa seguire le orme di Ben Roethlisberger. Dal ritiro dell’ex quarterback futuro hall of famer, infatti, gli Steelers sono entrati in una spirale di incapacità di trovare continuità alla voce playmaker e per Rooney McCarthy è una garanzia nello sviluppo del ruolo avendo avuto successo in questo campo per molte volte durante la sua carriera.
Che questa mossa possa essere anche un modo di convincere Aaron Rodgers a rimanere a Pittsburgh un altro anno mentre la franchigia inizia a guardarsi intorno per trovare un nuovo franchise quarterback? Chissà che i due non abbiano già parlato…
Andiamo ora a ripercorrere una carriera che presumibilmente non ha nemmeno bisogno di essere ripercorsa. Dopo essere finito undrafted nel 1987 dopo gli anni a Baker, nello stesso anno inizia ad allenare come Graduate assistant per un paio di anni a Fort Hays State. Nel 1989 per 3 anni ricopre lo stesso ruolo a Pittsburgh prima di divenire wide receiver coach nel 1992. Nel 1993 fa il saldo in NFL ai Kansas City Chiefs con Offensive quality control, ruolo che ricoprirà per due anni prima di divenire quarterbacks coach fino al 1998. Nel ‘99 ricopre lo stesso ruolo a Green Bay prima di diventare offensive coordinator dei New Orleans Saints per cinque anni dal 2000 al 2004. Nel 2005 vola a San Francisco dove è offensive coordinator per i 49ers. Rimarrà un solo anno perchè poi nel 2006 diventa il capo allenatore dei Green Bay Packers, squadra dove aveva già allenato un anno i quarterback, e dove rimarrà per 13 stagioni arricchite da un Super Bowl. Dopo un anno di pausa diventa l’Dead Coach dei Dallas Cowboys dove rimarrà 5 stagioni con risultati altalenanti. Da qui un altro anno di pausa prima di oggi.
Riguardo ai possibili coordinatori abbiamo l’imbarazzo della scelta con tutto i collaboratori che ha avuto durante la carriera. Sul lato offensivo del campo si vocifera di Alex Van Pelt che è stato OC dei Brown dal 2020 al 2023 prima di un anno nel 2024 come OC dei Patriots sotto Jerod Mayo e con Drake Maye rookie. Van Pelt è di Pittsburgh ed è stato draftato dagli Steelers in NFL, oltretutto ha allenato i runningback ed i quarterback nei Packers sotto McCarthy. Altro nome potrebbe essere quello di Scott Tolzien che ha giocato nei Packers e che ha iniziato la propria carriera NFL come coaching assistant di McCarthy nei Cowboys. Nome che non è mai stato abbinato a McCarthy ma che potrebbe salire in auge perchè libero e perchè è obiettivo degli Steelers migliorare alla casella quarterback, Kliff Kingsbury.
Sul lato opposto del campo il nome più caldo potrebbe essere quello del defensive pass game coordinator All Harris che ha giocato nei Packers dal 2006 al 2010 sotto McCarthy e che dopo un periodo da coach ai Chiefs il neo coach degli Steelers ha voluto nella sua esperienza ai Cowboys come defensive backs coach prima di aggiungerlo come assistant Head Coach. Alternative il defensive coordinator dei Raiders Patrick Graham, un anno con McCarthy come linebackers coach e run game coordinator prima di diventare DC dei Dolphins, qualora non dovesse essere confermato o l’ex defensive coordinator dei Commanders Joe Whitt Jr, praticamente una vita al seguito di McCarthy tra Packers e Cowboys prima di diventare DC.




