Ci sono voluti oltre venti anni per scacciare i fantasmi che vagavano dalle parti di Coral Gables e il colpo finale ad un esorcismo iniziato la scorsa settimana è arrivato quando il quarterback Carson Beck ha messo il sigillo a una partita frenetica e piena di sorpassi (quattro solamente nel quarto quarto) correndo per il TD che ha permesso a Miami di battere gli Ole Miss Rebels 31-27 nella prima semifinale del College Football Playoff.
MIAMI TAKES DOWN OLE MISS IN THE CFP SEMIFINALS!
Here was the go-ahead TD with Hurricanes QB Carson Beck taking it in himself, with Chris Fowler and Kirk Herbstreit on the ESPN call. 🏈🔥🎙️ #CFP pic.twitter.com/cOnRXQtjPT
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Il tutto, ironicamente, è avvenuto proprio nello stesso palcoscenico, il Fiesta Bowl, che aveva generato i fantasmi in questione. Bisogna, infatti, tornare alla finale BCS contro Ohio State di 23 anni fa per ritrovare Miami in una partita con una simile magnitudo. Da quella sconfitta per 31-24 al doppio overtime, gli Hurricanes hanno messo insieme perlopiù stagioni imbarazzanti tanto da far credere a molti che sarebbe stato impossibile ricreare il dominio degli anni 80 e le formazioni talentuose dei primi anni 2000. Fino ad oggi.
L’attacco di Miami è stato metodico nei primi due quarti, convertendo sei tra terzi e quarti down su dieci e martellando con il solito running game per sostenere drive lunghi e tenere a sedere il più possibile l’attacco esplosivo dei Rebels. Ole Miss ha avuto il possesso per appena 7:16 complessivi nel primo tempo e la difesa di Miami è stata in grado di fermare Chambliss in tutti i primi sette terzi down giocati. Beck è stato ancora una volta efficiente e preciso completando il 78% dei passaggi nel primo tempo. Inoltre, trovando Keelan Marion per un touchdown da 52 yard è riuscito a sbloccare il gioco sul profondo che le partite contro Texas A&M e Ohio State non ci avevano fatto vedere. È stato il primo passaggio completato da Beck verso un suo WR oltre le 20 yard in questi Playoff.
Ma Ole Miss aveva fatto abbastanza per restare a contatto grazie alla corsa di 73 yard di Kewan Lacy che aveva aperto le danze del secondo quarto. I Rebels hanno poi messo a segno un sack su Beck nel finale di tempo, spezzando un drive di Miami, e hanno risposto al TD di Marion con il field goal da 58 yard di Lucas Carneiro, il secondo più lungo nella storia dei CFP, andando all’intervallo sotto solamente 17-13.
Ole Miss had -9 Rush YDs in the 1st quarter. They open the 2nd quarter with a 73-yard Rush TD from Kewan Lacy, their longest run of the season 🔥
Miami hadn’t allowed a rush that long since 2018 👀 pic.twitter.com/fN0RMZdF4s
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Ole Miss ha ridotto ancora il distacco nel finale del terzo quarto dopo che Kapena Gushiken si è tuffato per intercettare un passaggio deviato di Beck in red zone (il primo intercetto del Playoff per Beck) e Carneiro ha realizzato, colpendo il “palo”, un field goal da 54 yard.
La partita ha continuato a girare quando i Rebels hanno messo a segno due sack consecutivi su Beck per chiudere il possesso successivo di Miami. Ole Miss ha capitalizzato su un paio di penalità degli Hurricanes per passare in vantaggio con il quarto field goal di Carneiro.
Ed è qui che è salito in cattedra il miglior freshman della nazione: Malachi Toney ha ricevuto uno screen pass, trovato un varco ben aperto dalla OL sul secondo livello ed ha surfato, ricordando Goku e la sua nuvoletta, per un touchdown da 36 yard.
https://x.com/Guidose_/status/2009521716457042041?s=20
Ole Miss ha risposto immediatamente: Trinidad Chambliss si è finalmente smarcato dalla difesa asfissiante di Corey Heatherman correndo per 19 yard e lanciando il passaggio in touchdown del nuovo vantaggio a Dae’Quan Wright con 3:13 sul cronometro.
TRINIDAD CHAMBLISS WITH A STRIKE TO WRIGHT
OLE MISS TAKES THE LEAD #PMSCFP pic.twitter.com/s8kSu23gH5
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Sul 27-24 per Ole Miss (in seguito alla conversione da due punti) è cominciato il drive più importante di Miami degli ultimi decenni: 15 azioni, 75 yard. Gli Hurricanes hanno convertito tutti e quattro i terzi down, incluso il completo da 17 yard di Beck per Marion, prima che lo stesso Beck scappasse per 3 yard in end zone per il touchdown decisivo che ha spedito la squadra di Cristobal al National Championship.
Un’altra storia che aspetta solo il lieto fine è quella degli Indiana Hoosiers: da perenne soprammobile della Big Ten sono ormai la realtà più concreta delle ultime due stagioni di college football. L’ultimo ostacolo per gli Hoosiers era rappresentato dagli Oregon Ducks, anche loro alla ricerca del tanto agognato primo titolo nazionale dopo milioni di investimenti e decenni di innovazione.
Sicuramente una squadra che gira alla perfezione come quella di Cignetti non aveva bisogno di regali, per questo pesano moltissimo nell’economia della partita i 21 punti scaturiti da palle perse solo nel primo tempo. A cominciare dal primo snap riportato in meta con una Pick 6 di D’Angelo Ponds, uno degli uomini copertina del rinascimento Hoosiers.
D’ANGELO PONDS PICK SIX TO START THE GAME#PMSCFP pic.twitter.com/H1EbdHqOQy
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Il piano già inclinato sul quale Dan Lanning e i suoi si trovavano prima della partita diventa una valanga e a niente è servito il timido tentativo di riaprire la gara: dopo il 7 pari firmato dall’asse Moore-Johnson con un buon drive offensivo sale in cattedra il baby-face assassin che risponde al nome di Fernando Mendoza. Con un efficienza spietata il vincitore dell’Heisman Trophy spazza dal campo la difesa dei Ducks: un TD pass per Omari Cooper, uno per Sarratt e uno anche per Becker. Tutti prima della fine del primo tempo che si chiuderà con il risultato di 35-7.
CHARLIE BECKER WITH A FANTASTIC CATCH FOR THE TD! 💪 pic.twitter.com/5nWuol4XVL
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Con la palla ancora nelle mani di Mendoza ad inizio secondo tempo il quarto TD arriva nel giro di pochi minuti grazie ad un bel drive sostenuto (11 azioni, 80 yard in circa 6 minuti) dall’altra parte dell’arcobaleno fortunato questa volta c’è EJ Williams. La partita, ormai un allenamento mascherato, si chiude con qualche flebile colpo da parte di Oregon e un Cignetti che non richiama i suoi cani (saranno altri due i TD degli Hoosiers) di fronte all’impotenza di Oregon. 56-22 il finale.
Derubricare a favola o miracolo quanto avvenuto a Bloomington negli ultimi anni svilisce in maniera imperdonabile il lavoro di Cignetti e del suo staff: non c’è magia ma solo tanta competenza ed idee chiare appoggiate da un’università che finalmente si è convinta ad investire i soldi che ha sempre avuto (Indiana, con 805.000 è l’università con la rete di alumni più numerosa dell’intera nazione; molti sono milionari, alcuni bilionari come Mark Cuban) anche per il football. Siamo ufficialmente nella nuova era del college football e, per quanto ancora perfettibile e criticabile, è impossibile fare finta di niente di fronte al fatto che solo qualche anno fa sarebbe stato impensabile assistere a questo tipo di traiettorie. Tutto questo è, come minimo, nuovo ed interessante.
That look I give my wife when she asks me if I want to go to Costco at 2pm on a Saturday. pic.twitter.com/MuG8Bf18iJ
— Coach Vint (@coachvint) January 10, 2026
Gli Hoosiers, ancora imbattuti e forse davvero imbattibili, sfideranno gli Hurricanes all’Hard Rock Stadium di Miami nella notte di lunedì 19 Gennaio (ore 1:30) in quella che si preannuncia una delle finali più improbabili di sempre. E’ per storie come queste che l’epica statunitense ruota anche, ma in questo caso soprattutto, intorno allo sport.




