Capolavoro Shanahan (Philadelphia Eagles vs San Francisco 49ers 19–23)

Finisce con i San Francisco 49ers che festeggiano la qualificazione al Divisional Round di NFC, dopo aver sconfitto i Philadelphia Eagles nell’ostile e terribilmente ventosa cornice del Lincoln Financial Field. È di 23 punti a 19 per gli ospiti il punteggio che sancisce la prematura fine della stagione per la squadra di casa e l’inizio degli inevitabili processi. Ma vediamo come vi si è giunti. 

La partita

Down, Set, Hut!” ed una valanga di difensori in maglia verde si riversa su CMC al primo tocco di palla, presagi positivi tra i nativi della Pennsylvania che affollano gli spalti, immediatamente stroncati da Brock Purdy che trova Demarcus Robinson su una post, presa sicura e slalom fino alle 15 yard. Traccia proficua, la post route, sulla quale i 49ers capitalizzano nuovamente, sempre con Robinson, per il touchdown del 7-0. Partenza shock per Philadelphia che non è solita subire big play, ma Hurts e compagni rispondono con un drive pulito ed altrettanto efficace nel quale Barkley fa male sulle corse e Goedert finalizza con l’ennesima jet sweep, tutto bene? No, i funesti presagi proseguono grazie a Jake Elliot che, sempre più appannato, centra il palo nel tentativo di trasformare l’extra point: 7-6. L’attacco di Philly torna presto in campo e macina terreno via terra grazie ad una corsa del numero 26, che porta i suoi nuovamente a ridosso della endzone. E’ ancora il TE a siglare il TD del temporaneo 13-7, ricevendo un bel lancio in scramble di Hurts.  L’offense dei 49ers risponde prontamente con un altro big play, fotocopia dei precedenti, stavolta è Jennings a trovare luce e portare lo sferoide ad una distanza sufficiente per permettere a Pineiro di centrare i pali: 13 a 10 per Philly e fine primo tempo. 

Secondo tempo come da copione. un film già visto in cui l’offense di Philadelphia sparisce dal campo ed inanella una serie interminabile di three‘n out. La difesa di Fangio ce la mette tutta per rimetterla in partita. Sono ben 2 gli intercetti di Mitchell, cornerback al secondo anno da Toledo, fresco pro bowler, ma dai quali Hurts non riesce ad estrarre più di due field goal. Di tutt’altra qualità è l’Offense di Kyle Shanahan. Un trick play meravigliosamente eseguito porta Juan Jennings a lanciare magistralmente per McCaffrey dimenticato da Blankenship, ricezione altrettanto meravigliosa e TD. A 2’54 dal termine e dopo un drive molto fluido, Purdy trova nuovamente CMC in endzone e porta i suoi avanti per 23 a 19. 

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Ultimo drive tragicomico da parte dell’Offense del “maestro” Patullo: gli Eagles riescono a sopravvivere ai drop di AJ Brown trovando le corse di Barkley e le mani di Smith e Goedert, che li tiene vivi su un quarto e cinque. Giunti faticosamente sulle 20, con ancora 1’43” sul cronometro e con tre timeout a disposizione inizia il caos. Invece di correre, Hurts riceve l’ordine di far volare il pallone e lo fa, fino all’ultimo incompleto, che mette fine a questa ingloriosa stagione e che tiene viva la speranza dei 49ers di giocarsi un anello nel giardino di casa.

Considerazioni

“Outcoached”. È questa la parola che si usa negli States per codificare la superiorità tattica messa in mostra da un allenatore rispetto ad un altro ed è questa la chiave della vittoria dei 49ers. Quel genietto di Kyle Shanahan ha fatto i compiti a casa ed ha dominato la vera ed unica arma di questi Eagles: la Difesa di Fangio. I due intercetti di Mitchell gettano un po’ di fumo statistico negli occhi degli osservatori di questo gioco, ma mai come in questa partita la Difesa di Philly aveva subito così tanti big play, uno fotocopia dell’altro. Il fortissimo reparto linebacker di Philly, Baun su tutti, ma anche Dean, è stato letteralmente tagliato fuori, rimasto sistematicamente spaesato nella scelta amletica tra la pressione e drop verso la secondaria. A questo si è sommata l’incapacità del fronte di portare pressione su Purdy, quasi mai toccato, se non dall’unico sack messo a segno da Jalen Carter ad inizio secondo tempo. 

Con il paragrafo appena concluso non si vuole dar colpe a Fangio, ci mancherebbe altro, il suo reparto ha trainato Philadelphia fino ad un punto dove probabilmente non meritava nemmeno di arrivare, ma è proprio per questo che fa più notizia questo inciampo rispetto all’ennesimo tonfo dell’attacco di Patullo. Su quest’ultimo non ci sono più parole da spendere, chi legge queste cronache da inizio stagione sa già tutto. KP ha avuto la sua chance, probabilmente conquistata con il lavoro sul campo, ma il play calling è un’arte non per tutti. Non è questa sconfitta a dover sancire la fine dell’esperienza Patullo, bensì la totale assenza di progresso da week uno a questo Wild Card game. L’Offense di Philadelphia non ha mai trovato la sua identità e non ha mai compiuto alcun passo avanti che potesse incoraggiare o far pensare ad un percorso virtuoso. E’ rimasta incagliata su un gioco di corsa semi inesistente coadiuvato da un passing game spento ed estremamente prevedibile. Ci sono anche responsabilità dei singoli, si può dire che l’OL non sia stata all’altezza, che Saquon Barkley sia vittima del Madden Curse (superstizione sportiva secondo cui gli atleti che appaiono sulla copertina del videogioco subiscono un declino nell’anno successivo), che AJ Brown sia una diva droppante e che Hurts non abbia visione da èlite QB ma, quando le disfunzionalità sono così tante, si torna a parlare del sistema che le produce ed alimenta. Philadelphia quest’anno si è aggiudicata la NFC East vivacchiando sulle macerie di avversari divisionali di bassissimo valore, ma era nell’ordine delle cose pensare a questo epilogo. Il talento a roster è tanto e non è buon senso sperperarlo.

Ora però, largo ai vincitori. Di Shanahan abbiamo già detto, magistrale il modo in cui ha preparato la partita. Altrettanto mi sento di dire di Purdy, ottimo nella tasca e abile a trovare i suoi con precisi traccianti, anche dopo che il povero George Kittle è stato costretto ad abbandonare il campo per un grave infortunio al tendine d’Achille. La difesa di Saleh controlla agilmente l’offense di Philadelphia, ma in questo fondamentale, tranne i Las Vegas Raiders, hanno eccelso più o meno tutte le franchigie NFL. I 49ers ora andranno a Seattle a giocare contro una squadra che conoscono bene e che li ha letteralmente annichiliti non più tardi di due settimane fa, inchiodandoli a tre miseri punti. Gli infortuni dei Californiani ed il valore assoluto di Seattle mi porterebbero a pensare ad un epilogo ineluttabile, ma la sapienza di Kyle Shanahan e lo slancio emotivo che può conferire l’aver espugnato Philadelphia, possono essere il fattore che porta alea su questo affascinante divisional game. 

Per quanto riguarda noi, amici, vi ringrazio per aver letto numerosi le nostre cronache e per aver di tanto in tanto commentato, continuate a farlo, sempre lieto di chiacchierare di football con voi.
Con questo, da Philadelphia, è proprio tutto. 

A cura di Riccardo Spada per FlyEaglesFly Italia. 

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Fly Eagles Fly Italia nasce dalla grande passione per la squadra NFL Philadelphia Eagles. Vi aggiorneremo con post dedicati sui risultati delle partite, sulle breaking news, e su tutto quello che gravita intorno al mondo degli Eagles.

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2 Commenti

  1. Riccardo io tifo RAVENS ed EAGLES ed apprezzo la tua disamina.
    In un anno dove non vi è una vera e propria dominatrice gli Eagles hanno veramente fatto poca cosa considerando il talento che hanno a roster. Certo che in difesa hanno perso uno come Sweat che è stato per me l’MVP del SB vinto
    mentre l’attacco ha effettivamente risentito del planning di Patullo.
    Hurts non è un QB che fà la differenza come Mahomes, Allen, Stafford ma in un “sistema” adatto può dire la sua.
    Sempre in attacco difficilmente Sirianni si libererà di Brown…
    Sono sicuro che la società migliorerà ulteriormente la squadra il prox anno.

  2. Ciao Gianluca, innanzitutto noto che nel tuo doppio tifo c’è comunque una sana consaguignità faunistica, pur sempre di volatili si tratta 🙂

    In difesa, non se ne è mai parlato, ma Philly non ha perso solo Sweat, ma anche giocatori del calibro di Slay, CJGJ e Brandon Graham (poi tornato dalla pensione a metà stagione), tuttavia Vic Fangio ha fatto l’ennesimo capolavoro riportando questo reparto al top della lega nel giro di poche settimane. Come ben dici è stata la Offense di Patullo a tradire e, ben più grave, a non evolversi mai nel corso della stagione.
    Il tasto AJ Brown è assai delicato, a caldo quella di ieri ha tutti i crismi per essere la sua ultima partita in verde, credo che faccia gola a molti, è un ricevitore tanto straordinario quanto – ahinoi – complesso da gestire. Se andrà via dovrà essere sostituito da un nuovo WR1, ciò che rincuora è che nel ruolo ultimamente dal college escono giocatori molto pronti, talvolta anche da giri bassi. Confidiamo nel miglior GM della Lega, san Howie Roseman, che raramente ci ha traditi!

    Go Birds! R

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