È finita 31 a 0 la sfida interdivisionale tra Philadelphia Eagles e Las Vegas Raiders, partita che poteva vagamente avere una storia solo sulla carta e nella mente pavida di alcuni tifosi Eagles che, come il sottoscritto, temevano di poter perdere ormai contro chiunque, come avvenuto nell’implosione del 2023, quando si perse perfino contro gli Arizona Cardinals con la testa a Cancun, ma anche al “chiunque” c’è un limite e questi Las Vegas Raiders lo valicano con un balzo degno della leggendaria Fiona May.
La partita la racconto con una sintesi tale da fare sembrare troppo lunghi anche gli highlights brevi di Dazn. Due shavol-pass per Goedert, che sono un po’ la nuova “tush-push” griffata Patullo, una corsa in un gap centrale di Barkley ed un bel passaggio di Hurts su AJ Brown. Partita in ghiaccio anzitempo e un intero quarto di garbage time in cui Sirianni mette a riposo tutti gli starter dando spazio a Tanner McKee ed altri meno celebri compagni di roster.
Hurts on the money to AJ Brown for his third TD pass today!
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Nel mezzo la palla l’hanno toccata anche gli uomini in nero-argento, ma probabilmente ne avrebbero fatto volentieri a meno. L’ex Kenny Picket, colui che meno di un anno fa si inginocchiò in victory formation per dare il via alle celebrazioni del Super Bowl LIX, ha trascorso una serata da incubo. La difesa Eagles guidata da Vic Fangio ha letteralmente asfissiato i Raiders con pressione costante, sack ed intercetti. Annullati.
Per Philly era fondamentale tornare a vincere dopo i tre ko consecutivi e miglior partner non poteva palesarsi. Tuttavia, il risultato più importante per la squadra della Pennsylvania non è quello materializzatosi al Linc, bensì l’inaspettata debacle dei Cowboys che si fanno sconfiggere dai Minnesota Vikings di un JJ McCarty in versione iradiddio. A questo punto agli Eagles per vincere la division basterà vincere una sola delle prossime tre partite e, qualora ciò non avvenisse, Dallas dovrebbe comunque vincere tutte le sue tre per strappare un invito al torneo di gennaio.
Per quanto concerne il modo in cui la vittoria è maturata, le dichiarazioni post-partita dello stesso Hurts lasciano trasparire una sana consapevolezza circa la forza dell’opponente. Nulla di cui esaltarsi insomma, ma fa pur sempre un toccasana per il morale ferito. Chi si può esaltare invece è ancora la difesa di Philly, autrice di una prestazione ultradominante. Non lasciare nemmeno un field goal agli avversari, per quanto innocui, non è mai cosa facile, eppure tale è parsa.
Zack Baun picks off Pickett!
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I Raiders di Pete Carroll invece mi consegnano al dilemma tra il dire veramente ciò che penso e la sana edulcorazione della pillola: dilemma risolto. Che strazio, Crosby predica nel deserto, Bowers idem ed Ashton Jeanty, talento generazionale da Boise State, verosimilmente maledice il giorno in cui il diabolico Draft ha consegnato la sua carriera nelle mani di una franchigia senza alcun progetto sportivo. I gloriosi Raiders incarnano in campo perfettamente il DNA della città che li ospita dal 2020: totale assenza di identità, scarso senso di appartenenza e tribalismo annacquato. Averli spediti a vivere in un parco giochi sarà certamente un capolavoro per la NFL e la gioia dei tifosi in trasferta, ma senza un progetto e senza uno straccio di risultato sportivamente presentabile, anche questa visione potrà prima o poi vacillare.
Nulli in campo, l’offense raccimola complessive 86 yard mettendo insieme mare, terra, aria e tutti gli elementi possibili, mentre l’OL concede 9 pressioni, 4 sack e 6 tackle for loss. Con il record di 2-12 si contendono insieme a Giants e Titans il diritto di compromettere al meglio il futuro del prossimo talentino in uscita dal college, chissà, magari proprio di quel Fernando Mendoza, fresco Heisman Trophy winner, proveniente dai sontuosi Hoosiers di coach Curt Cignetti.
La settimana prossima gli Eagles affronteranno i Commanders che, sebbene già fuori dai giochi a causa di una stagione tempestata di infortuni, venderanno a ben più caro prezzo la pelle. Personalmente vedo ancora questi Eagles con gli occhi del tifoso innamorato e continuo a pensarli come l’unica franchigia di NFC che possa contendere il posto al Super Bowl ai Los Angeles Rams; tuttavia, è necessario un click in attacco ed ogni domenica che passa la probabilità che la farfalla esca dal bozzolo si assottiglia, ma mai dire mai. Lane Johnson e Jalen Carter sono sulla buona strada e non c’è fretta di rimandarli anzitempo in campo, a ciò si aggiunge una division virtualmente chiusa e la possibilità concreta di ritagliarsi un bye virtuale prima del Wild Card game. Poteva pure andare peggio
A cura di Riccardo Spada per FlyEaglesFly Italia





niente niente niente,un altro anno disastroso,l’ennesimo.
un altro anno abbondantemente sotto il 50% di W.
Davis,e da lustri,dovrebbe farsi un’esame di coscienza e cedere,finalmente,la squadra.
Ciao angelo e ggrazie per aver letto l’articolo e commentato.
Capisco la tua frustrazione da tifoso sano e puro, per contro temo che Davis non ci pensi proprio a cedere perchè da un punto di vista economico ha fatto un capolavoro: stadio ultramoderno pagato in gran parte con fondi pubblici, soldi a palate con turismo + hospitality + eventi, partnership con il mondo del betting e soldoni dai ricavi da stadio grazie a corporate seats e visitatori occasionali. Da quel punto di vista ogni partita è un evento anche se i Raiders giocano male…
Per il tifoso Raiders è un perdita di identità forte, una franchigia storica messa in una città da super bowl permanente. Una squadra che merita miglior sorte ed una gestione sportiva diversa!
A volte basta poco per fare click e cambiare la storia!
ciao!