Tampa allo sbando (New Orleans Saints vs Tampa Bay Buccaneers 24-20)

In week 14 i New Orleans Saints erano ospiti dei Tampa Bay Buccaneers; la franchigia della Louisiana è già eliminata dalla corsa ai playoff con 2 sole vittorie a fronte di 10 sconfitte, ma questo non significa che sia un’avversaria “morbida” da affrontare mentre Tampa è in piena corsa per vincere la NFC South Division (dove milita anche New Orleans) anche se la crescita dei Panthers spaventa la squadra di coach Bowles. I Saints non potevano schierare Kamara (RB) Reid e Wright (DB) mentre i Buccaneers, oltre ai ricevitori Evans e McMillan fuori da tempo ma tornati ad allenarsi in settimana, dovevano rinunciare a Wirfs (al suo posto Chukwuma) in attacco e Morrison in difesa.

Dopo un ottimo ritorno di kickoff di Tipton gli ospiti impiegavano poche azioni per arrivare vicino alla end zone che veniva violata da Neal con una breve corsa: 7-0. I padroni di casa non erano così esplosivi ma, anche grazie ad una penalità della difesa su un terzo down, superavano la metà campo da dove Mayfield trovava Godwin per un guadagno consistente e subito dopo era Irving a essere imbeccato dal proprio QB e segnare il touchdown del temporaneo pareggio: 7-7. La difesa di Tampa sembrava trovare le misure all’attacco avversario, costringendolo al punt. Il nuovo drive di Tampa vedeva Mayfield subire un intercetto ma il turnover veniva annullato da un fallo di un difensore permettendo ai Buccaneers di arrivare a metà campo e giocare un quarto down e 1 yard da prendere ma il tentativo non aveva successo. A fine primo quarto New Orleans ritornava così in attacco e a secondo quarto appena iniziato il drive si concludeva con un tentativo di FG di Smyth che però non centrava i pali. Anche la difesa ospite sembrava riuscire a contenere l’opposto attacco che doveva ricorrere al calcio d’allontanamento. Il successivo possesso dei Saints era contrassegnato dall’intercetto subito da Shough ad opera di McCollum che ridava il pallone ai suo già in buona posizione, ma Mayfield non riusciva a trasformare un terzo down ed entrava in campo McLaughlin per il calcio del primo vantaggio del team di casa: 7-10. Anche il successivo drive di New Orleans, anche per un sack della difesa di Tampa, terminava con un punt. Ripartivano in attacco i Buccaneers che tornavano a giocare un quarto down a metà campo, ancora senza successo; in questa occasione si infortunava Bredeson (OG). Gli ospiti però sembravano imitare gli avversari giocando un quarto down senza successo per una buona reazione della difesa. Prima dell’intervallo Mayfield tentava di orchestrare un possesso per rendere pericoloso il proprio attacco: una ricezione di Egbuka veniva però annullata da un fallo proprio del ricevitore e il primo tempo si concludeva con un paio di lanci lunghi ma incompleti del QB di casa.

Tampa ripartiva in attacco nella ripresa ma il drive era presto interrotto da un intercetto di Taylor su un lancio di Mayfield per Kam Johnson. I Saints trovavano il primo break del match con Shough protagonista di una corsa personale di 34 yard direttamente in touchdown: 14-10. I Buccaneers ripartivano in attacco e, vista l’inefficacia di Irving, erano White e Tucker a prendere il carico del rushing game; era proprio Tucker con una classica corsa a ridosso della goal line ad effettuare il contro sorpasso: 14-17. New Orleans però si dimostrava tutt’altro che arrendevole ed un drive contrassegnato dalle numerose corse di Neal ed Estime portava al pareggio quando Smyth centrava i pali per il 17-17. Il drive di Tampa si svolgeva a cavallo tra terzo e quarto quarto ma il finale non era molto diverso dai precedenti: quarto down e 2 yard non trasformato. I Saints ripartivano di nuovo da metà campo e, grazie soprattutto alle ricezioni di Olave, arrivavano in piena red zone da dove Shough concedeva il bis con una corsa in touchdown: 24-17. Con più di 8 minuti sul cronometro la squadra di coach Bowles aveva tutto il tempo per trovare il pareggio; Irving iniziava con una corsa di più di 30 yard ma poi la difesa ospite riusciva a contenere l’attacco di casa costringendolo ad accontentarsi del calcio del 24-20 con l’orologio che arrivava ai 5 minuti scarsi. L’attacco di New Orleans ha il merito di consumare tempo e timeout chiamati dal coaching staff dei Buccaneers, ridando il pallone a Tampa con meno di 2 minuti e senza timeout. Ancora una volta un quarto down giocato da Mayfield e non trasformato (ricezione di Otton per 3 yard ma con 1 yard in meno del necessario) mette la parola fine alla sfida e consegna la vittoria ai Saints.

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New Orleans (3-10) non aveva nulla da perdere nel match e, nonostante le molte assenze, ci ha creduto per tutta la durata della partita mettendo più volte in difficoltà una difesa non impeccabile. Shough (13/20, 144 yard, 0 TD e 1 intercetto con 3 sack subiti) ha ben guidato un attacco non spettacolare ma efficace (5/11 ai terzi down e 260 yard conquistate). La differenza sono stati i 2 TD personali segnati su corsa dal giovane QB. Il rushing game, in assenza di Kamara, ha visto Neal mettersi in luce con 70 yard e 1 TD su corsa. Nel gioco aereo i migliori sono stati Johnson (38 yard), Vele (40) e Olave (30). L’attacco complessivamente ha beneficiato delle buone posizioni di partenza grazie agli special team e ai quarti down falliti da Tampa. La difesa, nonostante i zero sack messi a segno, ha ben contenuto nei momenti decisivi l’attacco avversario; i migliori sono stati McKinstry e Davis (7 tackle) mentre Taylor è stato l’autore dell’unico intercetto. L’errore del kicker Symth non è stato decisivo.

Tampa (7-6) è sempre apparsa in difficoltà in attacco, difesa e special team facendo troppo poco per meritare il successo. Mayfield (14/30, 122 yard, 1 TD e 1 intercetto con zero sack subiti) non è apparso nella miglior forma e spesso è sembrato mancare di lucidità nonostante diverse azioni personali (42 yard in 6 corse). Il rushing game è vissuto sul binomio Irving (55 yard) e White (53) ma spesso è stato ben contenuto in azioni importanti come i terzi e quarti down giocati. Tucker (29 yard) ha avuto il merito di segnare l’unico TD su corsa. Tra i ricevitori il migliore è stato nettamente Godwin (55 yard) mentre Egbuka ha deluso molto con sole 2 ricezioni sui 9 lanci a suo indirizzo. Irving è stato importante anche nel gioco aereo con 26 yard e 1 TD. L’attacco complessivamente ha conquistato più yard (301 a 260) e primi down (19 a 16) ma le statistiche penalizzanti sono state le percentuali nei terzi down (3 su 13) e quarti down (2 su 7) che non hanno dato continuità ai drive offensivi e al tempo stesso dato spesso ottime posizioni di partenza per i possessi avversari. In difesa i migliori sono stati Izien (8 tackle 1 TFL) e Vea (5 tackle, 1 sack, 2 TFL e 1 QBHit) ma la difesa ha concesso troppe yard e down agli avversari nei momenti topici dovendo fronteggiare anche i numerosi infortuni occorsi durante il match.

I Saints nella prossima giornata ospiteranno i Carolina Panthers, diretti rivali di Tampa per la leadership nella Division. New Orleans ha dimostrato di poter giocare un buon football, concreto anche se non spettacolare e in grado di mettere in difficoltà chiunque. Nonostante la stagione sia ormai senza prospettive positive la squadra di coach Moore può ancora togliersi soddisfazioni e diventare l’ago della bilancia nella sfida tra Carolina e Tampa per la corsa ai playoff. Tampa giocherà la prossima partita sempre tra le mure amiche del Raymond James Stadium di Tampa contro gli Atlanta Falcons che sono stati sconfitti in casa contro i Seahawks. Se i Buccaneers vogliono mantenere delle concrete possibilità di vincere la Division e raggiungere così i playoff devono dimenticare presto (il match contro Atlanta si giocherà la sera di giovedì) il rovescio subito dai Saints e cercare di sfruttare le proprie potenzialità in attacco e in difesa soprattutto in vista della doppia sfida contro i Panthers che deciderà i destini delle franchigie della Florida e del North Carolina. La stagione volge al termine e ogni passo falso può essere decisivo.

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Roberto Abelli

Tifoso Bucs dal 1984 Ex giocatore ed ora coach Appassionato di football NFL e NCAA

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