Il freddo e la neve hanno fatto da cornice alla sfida di Cleveland tra Browns e Titans, una partita che racchiudeva in sé anche la sfida tra i due QB rookie Sanders e Ward. Una partita piacevole ma condizionata da i tanti, troppi direi, errori commessi da due squadre avare di talento che occupano le parti basse del ranking NFL. Entrambe le squadre hanno nella difesa il punto di forza ma in questa partita i reparti non hanno brillato, nel caso dei Browns a causa di un evidente errore del coaching staff nel preparare la partita, nel caso dei Titans per i troppi e ormai consueti errori individuali, in particolare dei cornerback. La vittoria è andata alla squadra che è stata più cinica e più brava a sfruttare e capitalizzare gli errori degli avversari con i Browns che escono sconfitti nonostante 120 yard di total offense prodotte in più rispetto ai Titans.
La squadra di coach McCoy ha iniziato la partita nel migliore dei modi con un bel drive nato dal kick off return da 41 yard del solito Dike e concluso dal TD pass di Ward per Ayomanor. Dopo aver imposto un 3&out all’attacco dei Browns, Cam Ward (117 yard, 2 TD e 1 INT) è tornato in campo e sembrava in pieno controllo della partita, ben coadiuvato finalmente dalla OL e da Tony Pollard (161 yard e 2 TD), vero protagonista della partita. Invece, sulle 24 yard dei Browns il QB dei Titans è stato intercettato da Devin Bush. Un grave errore quello di Ward che ha completamente sbagliato la misura del passaggio verso Ayomanor interrompendo il momento positivo della squadra. Nonostante la posizione di campo vantaggiosa i Browns non sono andati oltre il FG del 7-3 con Sanders poco lucido ed un running game incapace di sfondare la DL dei Titans.
Per nulla scossi dall’errore di Ward, i Titans sono tornati in campo e, al primo snap, hanno trovato l’allungo con il TD run da 65 yard di Pollard. Una corsa verso destra ben disegnata con l’OT Udoh in campo come extra lineman e decisivo insieme a Van Jefferson dei blocchi decisivi per aprire il campo a Pollard. In svantaggio di undici punti i Browns hanno risposto immediatamente con un altro big play ancora una volta con protagonista un running back. Sanders senza ricevitori liberi ha scaricato sul checkdown Judkins che, sfruttando l’errato posizionamento della difesa dei Titans e, soprattutto, di Woods, ha guadagnato 58 yard venendo fermato a due yard dal TD da uno strepitoso Winston.
Un duro colpo alle sicurezze dei Titans ma anche alla partita che è entrata in un momento di quiete di quasi diciotto minuti in cui gli attacchi hanno sofferto il dominio delle difese producendo appena nove primi down, ad eccezione del TD pass da 60 yard di Sanders per Jeudy (76 yard e 1 TD) che ha portato in vantaggio i Browns 17-14. Simmons (1,5 sack, 2 tackle for loss e 3 QB Hits), Gray, Winston, Barton da una parte e Schwesinger, Bush, Garrett (1 sack, 3 tackle for loss e 2 QB Hit) e Graham dall’altra hanno illuminato il campo nella parte centrale della partita imponendosi con la loro fisicità e la qualità delle loro giocate.
A fine terzo quarto i Browns sembravano in grado di prendere il controllo della partita ma un grave errore di Sanders ha cambiato l’inerzia della partita. Sulle 45 yard difensive, l’ex Colorado ha lanciato in mezzo al campo per Lavardain sbagliando misura e timing del passaggio che si è trasformato in un comodo intercetto per Woods, fino a quel momento protagonista di una prestazione piuttosto negativa. Un grave errore che Pollard non ha esitato a sfruttare con il TD run da 32 yard che ha riportato in vantaggio i Titans. Ancora una volta due blocchi eccellenti di Udoh e Skoronski hanno aperto il campo a Pollard bravo a sfruttare il varco creato nella difesa dei Browns.
Il momento terribile dei Browns è proseguito con un altro turnover. Dopo aver ricevuto un lancio di Sanders, Sampson ha iniziato la sua corsa sulla sideline destra subendo il tackle di un sontuoso Marcus Harris e perdendo il possesso del pallone. Fumble recuperato da Gray e possesso in Red-zone per i Titans ben sfruttato da Ward con il TD pass per Dike. Tramortiti dagli errori e sotto 28-17 con meno di dieci minuti da giocare, la partita dei Browns sembrava ormai finita e il punt bloccato da Williams e riportato dai Titans fino alle 29 yard sembravano il triste epilogo dalla gara. In questo momento, però, in casa Titans è mancata la determinazione e il coraggio per chiudere la partita. Le scelte conservative del coaching staff finalizzate esclusivamente a far scorrere il cronometro hanno ridato vigore ai Browns che, invece, nell’esuberanza di Shadeur Sanders (364 yard, 3 TD e 1 INT) hanno trovato la linfa per tornare in partita. In svantaggio 31-17 dopo il FG di Slye, Sanders ha dato sfoggio a tutto il meglio del suo repertorio punendo la secondaria dei Titans grazie ai suoi migliori target Fannin, Jeudy e Tillman. In piena confusione la squadra di McCoy ha lasciato campo agli avversari e commesso penalità ingenue, gravi quelle di Gray e Woods, che hanno agevolato il lavoro di Sanders e compagni.
Il QB dei Browns ha riportato in gara la squadra con un bel TD run ma, la discutibile scelta di Stefanski di tentare la conversione da due punti poi fallita, ha lasciato i Browns a -8. Dopo aver imposto un 3&out ai troppo conservativi Titans, i Browns sono tornati in possesso del gioco con 2:43 da giocare, tempo sufficiente per un altro show di Sanders e dei suoi temibili compagni. Un drive di 80 yard con appena sette giochi e un’altra grave penalità di Gray, ha concesso ai Browns di portarsi a -2 con il TD di Fannin (114 yard e 1 TD). Questa volta costretti a tentare la conversione da due punti per il pareggio, i Browns hanno tentato con uno snap diretto per Judkins ma la giocata è stata letta alla perfezione dalla difesa dei Titans e il tentativo bloccato. Il tentativo di onside kick ricevuto dalle solide mani di Dike ha chiuso la partita.
La vittoria dei Titans aggiunge poco alla stagione di una squadra che ancora una volta ha dimostrato tutti i suoi limiti, in particolare legati alla qualità del roster e del coaching staff, e tutte le incertezze di Cam Ward, ancora molto indietro nel suo percorso di crescita. In casa Browns, invece, una sconfitta forse immeritata ma che accende un campanello di allarme sul futuro dell’intero coaching staff, molto discutibile per le scelte di gioco e la preparazione alla partita.




