Preseason in season (Cincinnati Bengals vs Miami Dolphins 21-45)

In un pomeriggio caldo e umido all’Hard Rock Stadium va in scena la gara di week 16 tra i Cincinnati Bengals ed i Miami Dolphins, che assomiglia, però, più a una sfida di preseason, che a una partita tra compagini che avevano ben altre ambizioni a inizio anno.  Alla fine, sono gli ospiti a prevalere per 45 a 21 grazie ad un terzo quarto costellato da ben 3 turnover dei padroni di casa e a un parziale di 21 a 0.

Cincinnati e Miami, due franchigie che avevano iniziato il loro percorso di rinascita nel draft 2020 con la prima e la quinta scelta assoluta, con cui sono arrivati Burrow e Tua, si ritrovano sei anni dopo nei bassifondi delle classifiche NFL. Cincinnati si è avvitata in una spirale perversa dove la mancanza di competenza del front-office non riesce a costruire un roster difensivo decente ed una O-Line in grado di proteggere adeguatamente il proprio quarterback, mentre Miami, viste le cattive performance di Tua Tagovailoa, si sta interrogando se dare fiducia o meno al QB hawaiano anche per la stagione 2026, nonostante un dead money di oltre 90 milioni di dollari.

Riposte nel cassetto le speranze di playoff, la partita ha poco da dire. Primo tempo equilibrato che si chiude con un punteggio di 17-14 in favore degli ospiti, frutto di continui capovolgimenti di fronte. Il primo quarto finisce 7 a 7 grazie ai Td del WR Higgins, buona prova la sua, e del RB Achane per i padroni di casa, mentre nel secondo quarto si succedono il field goal di McPherson dalle 45 yard per i Bengals a cui risponde il WR Washington per Miami e, infine, il RB Perine riporta Cincinnati in testa per il parziale di 17 a 14.

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È stato il terzo quarto a decidere l’incontro: i Bengals hanno messo a segno tre touchdown in rapida successione, sfruttando tre turnover consecutivi di Miami con un fumble e due intercetti a cui ha fatto seguito un turnover on down. Chase Brown è diventato l’incubo della difesa dei Dolphins, segnando tre touchdown, uno su corsa e due su passaggio in una sola frazione di gioco, scavando così un solco incolmabile. Chiudono i TD del TE Gesicki, ex Dolphins, per 17 yard e il TD di Miami messo a segno dal WR Write per il definitivo 45 a 21.

Miami ha provato il quarterback rookie Quinn Ewers, ex Texas Longhorns, che parte bene all’inizio salvo poi perdersi nel secondo tempo in cui commette i classici errori da rookie, non tanto nei due intercetti ma soprattutto con tre/quattro lanci fuori misura nonostante la D-Line Bengals gli concedesse sempre tanto tempo per calibrare i passaggi.

Il RB Achane, vera punta di diamante dell’attacco di Miami, mette a referto ben 81 yard ed un TD anche se poteva essere sfruttato di più, ma era chiara la volontà di McDaniel di usare questa partita per testare il suo nuovo quarterback titolare.  Per il futuro servirà un altro WR all’attacco di Miami, da affiancare a Waddle, visto il quasi certo addio di T.Hill. La difesa dei padroni di casa non ha dimostrato quella determinazione necessaria in una partita di regular season e nel secondo tempo ha letteralmente staccato la spina concedendo davvero troppo ai Bengals.

Joe Burrow con 25 completi su 32 per 309 yard e 4 touchdown può festeggiare le 20.000 yard lanciate in carriera (al 5° posto nella storia NFL rispetto alle partite giocate) e 150 Touchdown pass, subendo però 2 sack.  Chase e Higgins con rispettivamente 109 e 53 yard e un TD danno valore aggiunto all’attacco: con il trio in campo (Burrow-Chase e Higgins) Cincinnati ha un record di 31-17 mentre quando ne manca anche solo uno il record crolla a 13-20. Super partita per il RB Chase Brown che segna un TD su corsa e due su ricezione. Secondaria in miglioramento, anche se lentamente, e non necessariamente per meriti propri, ma spesso per demeriti degli avversari. Buona prova dei CB Dax Hill, schierato all’esterno, e Jalen Davis. Bene il DE Murphy che inizia a produrre TFL e il DT Jackson. Qualche seme sta iniziando a spuntare dal terreno? Questa è la domanda che si dovranno fare in casa Bengals durante la post-season, per capire quanto in casa ci siano o meno giocatori su cui puntare per il prossimo anno.

Con questo risultato, i Bengals salgono a 5-10 mente Miami scende a 6-9; ma l’impressione che rimane a tutti gli spettatori è che si tratti di due franchigie alla costante ricerca della propria identità.  Per competere nella AFC del prossimo anno, serviranno scelte importanti da parte delle società, perché è chiaro che le strade imboccate non hanno condotto ai traguardi sperati.

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