Si è concluso il primo turno dei College Football Playoff e, rispetto a quanto successo l’anno scorso, abbiamo avuto qualche sorpresa.
Le danze si sono aperte nella notte di venerdì con il match di Norman, Oklahoma, tra i padroni di casa di Oklahoma e Alabama, rematch della sfida di week 12 vinta da Oklahoma per 23-21 – e giocata, però, a Tuscaloosa. I Sooners sono partiti fortissimo, aiutati da un Memorial Stadium rovente. Tre three&out consecutivi per l’attacco di Alabama, intervallati da 2 touchdown e un field goal di Oklahoma che all’inizio del secondo quarto era avanti 17-0 e sembrava essere in totale controllo dei propri avversari su entrambi i lati del pallone. John Mateer sembrava aver tolto la ruggine che si era formata nella seconda metà di stagione risultando inarrestabile specialmente palla in mano: il secondo touchdown di OU – quello di Isaiah Sategna III – viene segnato proprio perché la secondaria di Alabama si concentra sulla possibile corsa del QB che invece si ferma e pesca il suo ricevitore solissimo al centro dell’endzone.
Ma da metà secondo quarto la musica è cambiata. Alabama – ancora totalmente priva di un rushing game accettabile (saranno 28 yard su 25 tentativi a fine partita, media di 1,1 yard per portata) – ha iniziato a dare fondo al proprio playbook riuscendo in breve tempo a trovare una risposta alla pressione fino a quel momento insostenibile portata dal fronte dei Sooners. Coach Kalen DeBoer ha capito che se non provava a dare una sterzata forte i suoi Crimson Tide si sarebbero schiantati contro un muro, ben conscio che dando un colpo violento al volante si corra il rischio che l’auto si ribalti.
Tradotto: si è giocato un 4° down e 2 in redzone invece di accontentarsi di mettere 3 punti a tabellone. Risultato: giocatona di Lotzeir Brooks e punteggio sul 17-7. Ma i rischi non son finiti qua: sul drive successivo di OU, arenatosi attorno alla metacampo dopo un avvio promettente, coach DeBoer ha chiesto al suo special team di essere aggressivo ed è riuscito a bloccare il punt regalando un campo ridotto al suo attacco.
Ma la giocata che ha definitivamente cambiato l’inerzia della gara è arrivata a fine primo tempo. Un errore marchiano del QB John Mateer che ha lanciato un pallone per una hitch route che però il suo WR non ha corso: ringrazia Zabien Brown, CB di Alabama, che si vede recapitare un pallone un mano e lo riporta in endzone per il 17-17.
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Nel secondo tempo la partita è stata equilibrata e sempre dominata dalle difese che hanno costretto i due attacchi a ben 8 punt, ma l’inerzia era chiaramente tutta dalla parte dei Crimson Tide che hanno trovato almeno un paio di giocate da highlight – su tutte il catch di Germie Bernard – che hanno fatto la differenza tra la vittoria e la sconfitta.
Il risultato finale recita 34-24 per Alabama, che avanza al turno successivo dove troverà ad attenderla la #1 Indiana, al Rose Bowl di Pasadena. Da non perdere.
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Il sabato si è aperto con il match del Kyle Field di College Station, dove i padroni di casa di Texas A&M hanno affrontato Miami. Se c’era grande attenzione per le difese di Alabama ed Oklahoma, lo show difensivo che hanno messo in mostra Hurricanes e Aggies è stato di livello ancora superiore.
A contribuire ad un punteggio che non si muoveva mai – prima partita dei College Football Playoff a terminare 0-0 a fine primo tempo – sicuramente due attacchi non caldissimi e un vento fortissimo, che ha contribuito alla non segnatura dei field goal tentati. Alla fine della partita i field goal segnati saranno solo 2 su 6 tentativi, 1/4 per Miami, 1/2 per A&M.
Da un lato Tyler Onyedim e un incredibile Dalton Brooks, che da cornerback ha portato pressione dall’esterno più volte evitando così la fortissima O Line di Miami, dall’altra le prove del solito duo mortifero Rueben Bain Jr – 3 sack + 1 TFL – e Akheem Mesiodor – 1,5 sack – hanno reso impossibile la vita ai due quarterback Carson Beck e Marcel Reed.
Per Miami è stato fondamentale aver ritrovato il proprio CB factotum Keionte Scott, che chiude il match probabilmente da uomo partita con 10 tackle tra cui 2 sack e 1 TFL. La difesa di Miami è stata capacissima a levare dal match l’elettrico WR KC Conception e a lasciare l’intero peso dell’attacco solo sulle gambe di Marcel Reed – cosa che ha funzionato nei primi due drive – e sull’altro WR Mario Craver.
Dall’altro lato per Miami l’unico playmaker che ha funzionato con un po’ di continuità è stato il RB Mark Fletcher Jr, che ha chiuso il match con 17 portate per 172 yard, compresa una corsa di 56 yard nel quarto quarto che ha lanciato il drive dell’unico touchdown di giornata.
MARK FLETCHER ALL DAMN DAY #PMSCFP pic.twitter.com/mBfeeHQRkF
— Pat McAfee (@PatMcAfeeShow) December 20, 2025
Il finale dice 10-3 per Miami, che vince nonostante un passing game da appena 103 yard e nonostante un Malachi Toney quasi del tutto escluso dal match dalla difesa di Texas A&M. Dico “quasi” perché, in una partita silenziosa e quasi priva di statistiche, il playmaker di Miami ha comunque firmato l’unico TD di giornata con una wide zone giocata da Wildcat QB e, per un nonnulla, non è riuscito anche a segnare 7 punti su un punt return fermato da un tackle disperato dell’ultimo baluardo dello special team di A&M dopo 55 yard di ritorno.
Da citare anche il true freshman Bryce Fitzgerald CB che ha giocato da titolare solo 3 partite in questa stagione (non questa) e che è stato l’eroe inaspettato del match con 2 intercetti, di cui, il secondo, in endzone per evitare il touchdown del possibile pareggio di Texas A&M.
Per Miami al prossimo turno ci sarà Ohio State al Cotton Bowl. Altro match da non perdere.
BRYCE FITZGERALD CALLS GAME #PMSCFP pic.twitter.com/3RTIKiUJSf
— Pat McAfee (@PatMcAfeeShow) December 20, 2025
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Le ultime due partite del sabato del College Football Playoff erano molto squilibrate sulla carta e si sono confermate tali alla prova del campo.
Ole Miss ha demolito Tulane 41-10, mostrando subito come il divario fisico, più che tecnico, tra una squadra di SEC e una di Group of 5 sia semplicemente troppo grande. I Rebels hanno segnato il primo touchdown dell’incontro facendo 3 soli snap in 59 secondi e guadagnando 75 yard, al secondo drive ne sono serviti 4 per arrivare al 14-0 al quale penso il 95% degli spettatori neutrali abbiano spento il televisore.
In realtà da lì in avanti l’attacco guidato dal QB Trinidad Chambliss ha faticato un po’ di più, tanto che il primo tempo si è concluso (solo) 17-3. Tulane non è però mai riuscita a fare male offensivamente e l’unico TD di giornata è arrivato a partita abbondantemente conclusa e complice una difesa piuttosto disattenta dei Rebels.
Per Ole Miss al prossimo turno ci sarà il rematch contro Georgia.
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Ancora più sbilanciato era il match tra Oregon e James Madison. Una partita che alla fine si è conclusa 51-34 risultato dettato da un tempo intero di “garbage time”. Il primo tempo si è infatti concluso 34-6 e la concentrazione dei Ducks dopo l’intervallo è crollata vertiginosamente. Da sottolineare la partita di Malik Benson, WR di Oregon da 119 yard e 2 TD, ma il livello degli avversari era troppo inferiore per poter trarre informazioni importanti sui Ducks.
Al prossimo turno del College Football Playoff il livello si alzerà di molto: ad aspettare Oregon ci sarà Texas Tech.
Malik Benson in the past 2 games has 10 catches for 221 yards
— WestCoastCFB (@WestCoastCFB) December 21, 2025




