Il preview del primo turno dei College Football Playoff

Il primo turno dei playoff di College Football 2025/26 si preannuncia ricco di emozioni, strategia e soprattutto opportunità per scrivere pagine nuove nella storia della postseason collegiale americana. Tra rivalità storiche come Oklahoma–Alabama, sfide tra potenze emergenti come Texas A&M–Miami, rivalità Group of Five e Power Five e riscatti generazionali, questo weekend ha tutti gli ingredienti per offrire spettacolo e sorprese. 

Chi avanzerà verso il prossimo turno? La risposta comincia venerdì notte a Norman. Il primo turno della postseason si apre sabato notte (ore 2) con un remake del controverso e spettacolare duello tra Oklahoma Sooners e Alabama Crimson Tide. Dopo aver concluso la stagione regolare rispettivamente come #8 e #9 nel tabellone, entrambe le squadre arrivano con motivazioni opposte ma ugualmente forti.
Per i Sooners, guidati dal coach Brent Venables alla sua quarta stagione, questa è una classica occasione da non perdere: una difesa che si è guadagnata il rispetto nazionale grazie alla sua capacità di limitare gli attacchi avversari e generare turnover è il fulcro del successo di Oklahoma nel 2025. Questo reparto ha retto sulle proprie spalle la stagione di OU, con un front seven che ha costantemente messo pressione e con giocatori emergenti come Taylor Wein, che ha combinato sack, placcaggi chiave e persino un blocco di field goal all’andata contro Alabama.
Il lato debole dei Sooners rimane però l’attacco: la produzione offensiva è stata intermittente, incapace di segnare in modo consistente contro squadre di alto livello e dipendente da guadagni limitati e dall’efficacia situazionale invece che da big play. Mateer sembra rientrato bene dall’infortunio che lo ha tenuto fuori per qualche partita nella parte centrale dell’anno ma resta un giocatore molto propenso all’errore soprattutto quando si sente in dovere di creare “qualcosa”.
Di fronte, Alabama è in un momento di transizione sotto Kalen DeBoer, in cerca di consolidare l’identità della squadra dopo la partenza di Nick Saban. Il talento nel roster non manca e il quarterback Ty Simpson è un passatore capace di inventare grandi giocate, ma la squadra ha faticato a trovare ritmo e coesione offensiva, in particolare nella corsa e nei momenti chiave. Il periodo “no” di Alabama è coinciso con il periodo “no” del proprio QB che è apparso molto meno brillante (e forse meno integro fisicamente) rispetto alle prime uscite stagionali. Non c’è dubbio che i Tide abbiano tutto sommato la squadra più forte e di fronte alla potente difesa di Venables potrebbe essere il caso di aumentare i ritmi in attacco per dare all’ex DC di Clemson meno tempo possibile per schierare i suoi famigerati pacchetti difensivi.

Sabato mattina Kyle Field (ore 18 italiane) si trasformerà in una bolgia quando Texas A&M Aggies ospiterà i Miami Hurricanes. Questo matchup segna la prima apparizione in assoluto nel CFP per entrambe le scuole in questo contesto. Texas A&M, con il suo status di #7 del tabellone, ha costruito una stagione impressionante soprattutto in casa, mantenendo un record perfetto davanti al pubblico di College Station e stabilendo nuovi record di presenza (non ne siamo sorpresi).
La forza degli Aggies passa per una difesa solida e aggressiva, capace di interrompere le linee di gioco avversarie e di complicare le routine offensive grazie alla pressione costante. Sul fronte offensivo, il ritorno potenziale del running back Le’Veon Moss dall’infortunio rappresenta un fattore di entusiasmo aggiuntivo, anche se la sua disponibilità effettiva resta da confermare.
Miami, guidata da un attacco dinamico, arriva a Texas con un bagaglio di esperienza e talento offensivo, con la capacità di mandare in crisi le difese avversarie grazie alla profondità e alla versatilità delle proprie opzioni. Gli Hurricanes potrebbero sfruttare la loro capacità di generare big play in campo aperto, soprattutto se riusciranno a dettare il ritmo fin dall’inizio. La chiave sarà quella di tenere la tasca di Carson Beck più pulita possibile ed evitare quella pressione che lo ha mandato in tilt durante la stagione.
Questo è sicuramente il matchup più equilibrato di questo primo turno di CFP anche a causa delle enormi somiglianze di queste due squadre: entrambe forti in difesa e sulle linee, QB con pregi ma anche con difetti ben definiti, buone/ottime armi offensive.

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Più tardi nel pomeriggio di sabato (21.30 italiane), l’#6 Ole Miss Rebels affronterà i Tulane Green Wave in quella che rappresenta una delle più intriganti storie da Group of Five in questa edizione del playoff. Sul piano delle aspettative, Ole Miss è favorita non solo per il ranking superiore, ma anche per il percorso di stagione che ha portato i Rebels a una delle migliori annate della loro storia recente.
Ole Miss ha dimostrato una miscela di forza difensiva e creatività offensiva nel corso della stagione, con uno sguardo deciso verso la semifinale SEC e oltre. Ma non mancano gli aspetti meno brillanti: l’efficienza in downs tradizionali e la fluidità del gioco di corsa sono state occasionalmente altalenanti, e Tulane potrebbe approfittarne se riesce a mantenere il proprio ritmo.
Ovviamente l’elefante nella stanza dei Rebels è uno: quanto sentiranno la mancanza del Kiffone? L’ex ormai HC si è trasferito in pianta stabile a Baton Rouge ma ha permesso ad alcuni assistenti, tra cui spicca l’OC Charlie Weis Jr., di tornare ad allenare Ole Miss almeno fino al termine della stagione. Un tentativo da parte di tutti i soggetti coinvolti di tenere insieme una squadra che, immeritatamente, si è vista mettere i bastoni tra le ruote dall’addio del proprio allenatore.
A differenza di quanto successo tra Kiffin e Ole Miss, Tulane ha permesso a Jon Sumrall di concludere la stagione dove l’aveva iniziata prima di iniziare la nuova avventura a Florida. Dal canto loro,i Green Waves entrano in questo playoff con la mentalità di chi ha poco da perdere ma tutto da guadagnare: la storia recente tra le due squadre vede i Rebels vincere con margini netti, ma nel caldo clima di postseason ogni partita è nuova e ogni singola giocata può essere decisiva. La celebre saggezza del football parla di “mettere pressione a chi ha più da perdere”: in questo caso, Tulane cercherà di portare questo principio in campo.

Infine, la serata di sabato (ore 1.30 italiane di domenica) vede i #5 Oregon Ducks affrontare i #12 James Madison Dukes in una sfida che, sulla carta, promette una gara di grande divario tecnico, almeno secondo le proiezioni. Oregon, con il suo attacco fluido e profondo orchestrato da quarterback talentuoso come Dante Moore, appare come una delle favorite a fare strada profonda nel playoff nazionale.
I Ducks non sono solo potenti in attacco ma hanno anche apportato correttivi difensivi durante la stagione, mitigando un punto debole con l’aggiunta di giocatori chiave e maggiore esperienza nel backfield. James Madison, alla sua prima apparizione nel CFP, rappresenta però il simbolo dell’ambizione del Group of Five, con un roster motivato e pronto a mettere in crisi qualunque avversario con discipline tecniche e energia.
Il coaching carousel si è fatto sentire anche da queste parti e sarà un fattore aggiuntivo da tenere d’occhio. Oregon perderà entrambi i coordinatori (Will Stein a Kentucky e Tosh Lupoi a Cal) mentre JMU il proprio HC con Bob Chesney che è già stato ufficializzato come nuovo HC di UCLA. Come per Tulane, anche in questo caso a tutti i soggetti coinvolti è stato dato il permesso di concludere la propria stagione prima di abbracciare i nuovi lidi.

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Guido Semplici

College Football - Co-Host di Scusate il CFB, mi trovate anche su Podcast Verso il Draft e su Twitter.

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