Il preview dei quarti di finale dei College Football Playoff

Siamo arrivati al secondo turno dei college football playoff 2025-26. Dopo il primo turno giocato nei campus delle università con il seeding migliore, da questo turno in poi si passerà al “consueto” campo neutro che, per quarti di finale e semifinali avrà come cornice i 6 “New Year’s Six Bowl” ovvero i 6 Bowl più importanti della Bowl season. Le partite saranno visibili gratuitamente (previa registrazione) su DAZN.

Vediamo nel dettaglio le partite.

COTTON BOWL

Match: #10 Miami Hurricanes (11-2) vs. #2 Ohio State Buckeyes (12-1)
Luogo: AT&T Stadium, Arlington, Texas
Data e ora: giovedì 1° gennaio, ore 1.30 (italiane)

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Preview: Il turno si apre con la sfida tra la #2 Ohio State e la #10 Miami. I Buckeyes arrivano a questi playoff dopo un percorso netto nella stagione regolare e con l’unica sconfitta arrivata nella finale di conference contro Indiana. Per Miami il percorso è stato più travagliato: dopo un avvio molto convincente c’è stato un inizio di novembre con 2 sconfitte – contro Louisville e SMU – che sembravano aver distrutto la stagione degli Hurricanes. La commissione Playoff ha comunque deciso di regalare loro l’ultimo spot per un viaggio ai Playoff e, alla luce della vittoria nel primo turno, sembra abbiano avuto ragione.

Il pronostico del match è tutto per Ohio State: i Buckeyes sono i campioni nazionali in carica e sono forse la squadra con il roster più talentuoso dell’intera nazione. Le chiavi della partita saranno molteplici.

Julian Sayin è un QB molto diverso rispetto a Marcel Reed (QB di Texas A&M): nel match contro Texas A&M gli Hurricanes hanno raramente mandato più di 4 uomini in pressione – riuscendo comunque a portare ben 7 sack su Reed – mantenendo un uomo sempre in spy sul QB di A&M, costringendolo a uscire dalla propria comfort zone. Julian Sayin non è una minaccia con le proprie gambe e, se il coaching staff di Miami ha studiato bene come Indiana è riuscita a battere OSU, si sarà accorto che gli Hoosiers sono riusciti a mettere sotto costante pressione Sayin e che il giovane QB è sembrato sorpreso da questa situazione.

Akeem Mesiodor e Rueben Bain Jr sono i due osservati speciali, ma da non dimenticare anche il factotum Keionte Scott, che arriva con grande facilità al QB blitzando dall’esterno.

Oltre al matchup O Line di OSU vs pass rush di The U, ci saranno almeno altre due chiavi della partita.

Punto 1. L’attacco di Miami. Contro Texas A&M ha funzionato esclusivamente il running game e molto grazie all’abilità del RB Mark Fletcher. In questo match Miami, per poter restare in partita, non potrà prescindere da una prestazione migliore del suo QB Carson Beck, oltre che delle sue due frecce Malachi Toney e CJ Daniels.

Punto 2. Il WR corps di OSU. Se Miami porterà pressione con più di 4 uomini, questo vorrà dire che la secondaria avrà a disposizione un uomo in meno per coprire Jeremiah Smith, Carnell Tate, Brandon Inniss e il TE Max Klare. Se Miami blitzerà molto la pressione dovrà portare dei frutti altrimenti equivarrebbe a sanguinare davanti a uno squalo.

ORANGE BOWL

Match: #5 Oregon Ducks (12-1) vs. #4 Texas Tech Red Raiders (12-1)
Luogo: Hard Rock Stadium, Miami Gardens, Florida
Data e ora: giovedì 1° gennaio, ore 18.00 (italiane)

Preview: Texas Tech è senza dubbio una delle storie di questa stagione di college football: i Red Raiders sono l’esempio di una potenziale “nuova dinastia” nata grazie alla enorme potenza dei propri booster che hanno aiutato a suon di milioni coach McGuire a costruire un roster da Playoff.

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Coach Joey McGuire è stato bravo nel reclutamento dei suoi due nuovi coordinatori Mack Leftwich e Shiel Wood, che hanno dato un nuovo aspetto ad una squadra che nel 2024 era stata un grande “vorrei ma non posso”.

Oregon, dall’altro lato, è ormai una solida realtà del college football: coach Dan Lanning – con i suoi due coordinatori, prossimi a diventare capi allenatore, il DC Tush Lupoi a Cal, l’OC Will Stein a Kentucky – ha creato un vero e proprio sistema che funziona a meraviglia. Cambiano gli uomini, ma Oregon continua ad essere una squadra divertente e ben allenata, e un problema per chiunque debba affrontarla.

Per Texas Tech l’interrogativo riguarda il proprio attacco: è stata una stagione molto travagliata per i QB dei Red Raiders – sia il QB1 Beheren Morton che il backup Will Hammond hanno subito infortuni (al perone Morton, al legamento crociato Hammond) – e il peso dell’attacco è più volte gravato sul solo Cameron Dickey (RB da 1’095 yard e 15 TD in stagione). Giocherà Beheren Morton anche se non è al 100%: per TTU sarà fondamentale che il proprio QB trovi da subito ritmo e, soprattutto, che venga migliorata la percentuale di TD-per-redzone-trip ferma al 32% nelle partite contro avversari con record positivo. Dato allarmante.

Per Oregon, invece, la chiave sarà riuscire ad arginare il front 7 di Texas Tech: David Bailey e Romello Height (22.5 sack in stagioni combinati) a cui si aggiungono i due LB Ben Roberts e il Butkus Award winner Jacob Rodriguez, macchine da tackle e da turnover.

Se la O Line di Oregon garantirà una tasca pulita a Dante Moore, il talento del QB dei Ducks farà il resto: con armi come il RB Noah Whittington, e i ricevitori Malik Benson, Kenyon Sadiq e Jeremiah McClellan, Oregon potrebbe essere capace di segnare molti punti in pochi minuti anche contro una difesa forte come quella di TTU.

Secondo i bookmakers la favorita è Oregon, ma solo di 2,5 punti.

ROSE BOWL

Match: #9 Alabama Crimson Tide (11-3) vs. #1 Indiana Hoosiers (13-0)
Luogo: Rose Bowl, Pasadena, California
Data e ora: giovedì 1° gennaio, ore 22.00 (italiane)

Preview: Indiana contro Alabama è una sfida tra Davide contro Golia se si osserva la storia di questi atenei. Eppure quest’anno ad arrivarci da favorita è Indiana, la squadra che Curt Cignetti ha rivoluzionato negli ultimi due anni, prendendo un ateneo storicamente perdente e portandolo a due qualificazioni ai playoff consecutive.

Gli Hoosiers sono una squadra che, a immagine e somiglianza del proprio allenatore, non mostra debolezze. Hanno un attacco guidato dal QB vincitore dell’Heisman Trophy Fernando Mendoza, un running game che è 11esimo nella nazione per yard/gm e un pacchetto di armi offensive di livello, tra cui spiccano i nomi di Omar Cooper Jr (non al 100% dopo l’infortunio nel championship game della BigTen) e Charlie Becker.

Anche la difesa è salita di prestazioni e di colpi con il passare delle settimane: è la miglior squadra per turnover margin della nazione assieme a Texas Tech (con +17 di saldo) e nella partita contro Ohio State ha trovato risorse quasi insperate in pass rush da Isaiah Jones e Mario Landino.

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Alabama è una squadra, invece, che di debolezze ne ha mostrate parecchie. Passaggi a vuoto piuttosto vistosi durante l’anno, seguiti da momenti di strapotere – il secondo tempo contro Oklahoma ne è un esempio, il match di regular season contro Georgia ne è un altro.

Alabama non ha mai trovato un running game efficace: il ritorno dall’infortunio di Jam Miller ha solo limitato il problema, che resta comunque il più grande deficit di una squadra che dipende in tutto e per tutto dal suo QB Ty Simspon, dal quale passa logicamente tutto l’attacco di Bama. Il pacchetto ricevitori è uno dei migliori della nazione: Germie Bernard, Ryan Williams, Isaiah Horton, Lotzeir Brooks e Josh Cuevas sono le armi principali per l’attacco aereo dei Tide.

Anche in difesa Alabama ha funzionato un po’ a corrente alternata ma resta una squadra temibilissima con alcuni playmaker che, se in giornata, possono decidere la partita: i lineman LT Overton e Yhonzae Pierre, il LB Justin Jefferson e i DB Domani Jackson e Zabien Brown sono alcuni dei nomi principali del reparto.

La scenografia del Rose Bowl farà da cornice ad una delle partite più interessanti e strane dell’anno. Il consiglio è di non perdersela.

SUGAR BOWL

Match: #6 Ole Miss Rebels (12-1) vs. #3 Georgia Bulldogs (12-1)
Luogo: Ceasars Superdome, New Orleans, Louisiana
Data e ora: venerdì 2 gennaio, ore 2.00 (italiane)

Preview: Georgia contro Ole Miss è un rematch in questa stagione: nel primo incontro tra le due ha prevalso Georgia per 43-35 in quella che è stata un’autentica “sparatoria” con le difese non pervenute.

Da quel giorno (18 ottobre) sono cambiate un po’ di cose.

Georgia sembra aver ritrovato la propria difesa: in particolare le propria D Line che era stata troppo porosa all’inizio della stagione. In particolare, la difesa del DC Glenn Schumann, ha migliorato drasticamente la propria percentuale di non-conversione dei terzi down, che erano stati un vero problema all’inizio della stagione. Se i Bulldogs riusciranno a mettere pressione sul QB – cosa avvenuta di rado in stagione – potrebbero facilitare il compito alla secondaria regalando magari delle chance ai ball-hawk che dominano il reparto: come il freshman Ellis Robinson IV e il sophomore KJ Bolden.

La chiave del match sarà però l’altra metà del pallone: ovvero quando a difendere saranno i Rebels. L’attacco di Georgia guidato da Gunner Stockton è salito di rendimento di partita in partita e già nel primo match tra queste due squadre era risultato del tutto inarrestabile per la difesa di Ole Miss. La possibilità di allungare e allargare la difesa possedendo frecce come London Humphreys, Noah Thomas e Colbie Young, ma anche un giocatore pericoloso su tutti i livelli del campo come Zacharian Branch, fanno dell’attacco di UGa un vero incubo da difendere. Anche perché, ovviamente, il primo focus della squadra di Kirby Smart è sempre cercare di dominare sulle trincee e riuscire a stabilire un running game fruttuoso: Nate Frazier e lo stesso Gunnar Stockton hanno sfruttato bene il run blocking molto aggressivo della O Line per marciare sul campo senza rischiare turnover.

Ole Miss ha qualche interrogativo offensivo – sia il QB Trinidad Chambliss che il RB Kewan Lacy hanno subito un lieve infortunio nel primo turno, ma saranno della partita – ma il vero interrogativo è in difesa: riuscirà Ole Miss ad uscire dal campo e a non farsi schiacciare dal running game di UGa? Nell’ultimo quarto del match di ottobre, con Ole Miss avanti di 9 punti, i Bulldogs hanno iniziato a dominare con la propria O Line tenendo il pallone per 13:06 minuti contro 1:54 dei propri avversari. Il controllo del cronometro sarà fondamentale e per i Rebels non potrà ripetersi un evento del genere.

Le aspettative sono alte per questa e per le altre partite. Non abbiamo altro da aggiungere, solo enjoy the show!

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