Nella penultima giornata della stagione NFL a Miami andava in scena il derby della Florida tra Dolphins e Buccaneers. I padroni di casa non avevano più nessun traguardo da raggiungere ma hanno dimostrato nella seconda metà del campionato di essere migliorati nel gioco mentre Tampa, nonostante le ultime uscite negative, ha ancora la possibilità di vincere la propria division e di accedere così ai playoff. Tra gli ospiti da segnalare le assenze di Wirfs (OT), Nelson (OLB) e Kancey (DL finora in injury list) mentre Miami era senza Fitzpatrick (S) e con il QB titolare Tagovailoa panchinato a favore di Quinn Ewers.
E’ proprio il rookie (scelto al settimo giro) a guidare i suoi nel primo drive che termina con un punt anche per colpa di una penalità. Il primo possesso ospite vede Mayfield trovare i suoi bersagli tra cui un McMillan inspirato e ,anche grazie a un quarto down convertito da Tucker, arrivare a ridosso della end zone da dove Godwin riceve per la prima segnatura: 7-0. Rientra in campo Miami ed Ewers trova il rookie Wease che si invola in TD dopo un’azione di più di 60 yard con la difesa ospite impotente: 7-7. Il successivo possesso vede i Buccaneers arrivare a metà campo dove però devono ricorrere ad un calcio d’allontanamento con il secondo quarto appena iniziato. Grazie alla corsa di Wright (32 yard) e alla ricezione del TE Dulcich (23) i Dolphins si avvicinano a grandi passi al touchdown ma devono accontentarsi del calcio di Patterson: 7-10. L’attacco dei Buccaneers è presto stoppato dalla difesa di casa che intercetta Mayfield che cercava di trovare in profondità McMillan. Ewers sembra a suo agio in cabina di regia e muove efficacemente l’ovale trovando Achane e Dulcich per consistenti guadagni fino al lancio in touchdown al proprio TE che vale l’allungo: 7-17 con poco meno di 2 minuti all’intervallo. L’attacco di Tampa continua a fare fatica nel guadagnare down e terreno; con pochi secondi sul cronometro il calcio di McLaughlin dalle 55 yard viene stoppato dallo special team di Miami e le due squadre vanno negli spogliatoi.
Il secondo tempo inizia con un altro sterile drive dei Buccaneers che fanno ripartire i padroni di casa in attacco, che però non ne approfittano e con un punt ridanno il possesso a Tampa. L’attacco sembra trovare più soluzioni e si affaccia nella red zone avversaria ma un Mayfield sotto pressione commette un fumble da lui stesso ricoperto e deve rientrare in campo McLaughlin che accorcia: 10-17. Un buon ritorno di kickoff di Washington permette ai Dolphins di ripartire già nella metà campo avversaria con Achane e Wright che portano il proprio attacco in piena red zone da dove Patterson centra i pali per il provvisorio 10-20 con la quarta frazione di gioco appena iniziata. Mayfield tenta di riportare sotto i suoi ma un lancio lungo su Evans è ben coperto dalla difesa e Miami ritorna in possesso del pallone con l’obiettivo di consumare tempo sul cronometro, ma poco dopo rientra in campo l’attacco ospite; Mayfield prima trova ancora McMillan per un consistente guadagno ma poi vanifica tutto con il secondo intercetto di giornata nel tentativo di pescare Egbuka a ridosso della end zone. Ewers non trova soluzioni e l’unica nota positiva è ridare l’ovale ai Buccaneers con poco più di 5 minuti al termine. Dopo essere entrato nella metà campo avversaria però Mayfield viene placcato e commette un fumble che viene prontamente ricoperto dai Dolphins. Una difesa ritornata efficace e i timeout spesi da Bowles permettono a Mayfield di tornare in campo con 2 minuti sull’orologio. Godwin, dopo aver ricevuto un corto lancio, si invola fino alle 30 yard avversarie e poco dopo è Evans che riceve in end zone per il touchdown della “bandiera”: 17-20. Il successivo onside kick, per cercare di recuperare il pallone, non ha effetto positivo e ad Ewers è sufficiente inginocchiarsi un paio di volte, azzerando il cronometro.
Miami (7-9) non aveva nulla da perdere e davanti al suo pubblico non voleva sfigurare. Ewers (14/22 per 172 yard, 2 TD e 0 intercetti con 2 sack subiti) ha ben guidato il proprio attacco senza forzare e soprattutto senza commettere errori gravi. Nel running game Achane (83 yard) e Wright (56) hanno dato delle ottime alternative al gioco aereo dei Dolphins togliendo pressione al QB rookie. Dulcich (58 yard e 1 TD) è stato il target preferito di Ewers, con Wease che ha capitalizzato l’unica ricezione con 1 TD da 63 yard. L’attacco nel suo complesso ha totalizzato meno primi down e yard di Tampa ma non ha commesso turnover e ha saputo approfittare delle evidenti mancanze della difesa ospite. Tra i difensori il miglior placcatore è stato Jones (10 tackle, 1 TFL) con Chubb autore di 2 sack (il terzo è stato di Dodson) mentre i 2 intercetti sono stati opera di Davis e Marshall che non hanno permesso la rimonta ai Buccaneers.
Tampa (7-9) sembra ormai in caduta libera (7 sconfitte negli ultimi 8 match) e la sfida con Miami ha evidenziato tutti i problemi della franchigia. Mayfield (33/44, 346 yard, 2 TD e 2 intercetti con 3 sack subiti) nonostante la buona volontà (16 yard su azioni personali guadagnando primi down cruciali) è ormai un lontano ricordo del QB della prima metà di stagione, troppi errori e turnover sicuramente causati anche da una linea d’attacco con troppi backup e senza troppa convinzione. Irving (19 yard) e White (10) non sono riusciti a stabilire un running game efficace e capace di togliere pressione a Mayfield e ai suoi ricevitori. McMillan (114 yard) e Godwin (108 e 1 TD) sono stati i migliori target di Mayfield con Evans e Egbuka in ombra anche se il veterano è stato autore di 1 TD. L’attacco ha guadagnato più yard di Miami ma i 3 turnover hanno cancellato qualsiasi ambizione di rimonta. In difesa Dennis e Winfield (7 tackle ognuno) sono stati i migliori placcatori con Diaby e Hall autori dei 2 sack. Ma un reparto non capace di provocare turnover e di mettere pressione al QB avversario ha concesso troppi big play agli avversari che ne hanno approfittato.
I Dolphins nell’ultima partita stagionale voleranno a Foxborough per affrontare i Patriots, già sicuri vincitori della propria division e che si preparano ai playoff. Miami potrà approfittare dei probabili campi della squadra di Boston che non vorrà rischiare troppi titolari anche se resta da decidere chi avrà il seed #1 nella griglia della postseason. Comunque Miami ha fatto vedere buone cose con i molti rookie e giovani scesi in campo desiderosi di mettersi in luce per guadagnare un posto nel roster della prossima stagione. I Buccaneers ormai sono chiaramente allo sbando e solo una division che è la più debole della NFL permette alla squadra di Bowles di avere ancora la possibilità di arrivare ai playoff; servirà una vittoria contro i Panthers attualmente in testa nella NFC South ma le eventuali chance nella postseason si avvicinano molto allo zero! L’atmosfera nella baia della Florida è cupa anche se voci giornalistiche non danno la posizione del HC in pericolo.




