Carolina vince e ipoteca la South Division (Tampa Bay Buccaneers vs Carolina Panthers 20-23)

La week 16 vedeva il “big match” tra Buccaneers e Panthers che, sempre con la stessa partita ma a campi invertiti nell’ultima giornata, deciderà chi tra le due squadre si aggiudicherà la NFC South Division. Carolina sta andando a “corrente alternata” mentre Tampa sembra in caduta libera con 5 sconfitte nelle ultime 6 partite. La squadra di casa, per la prima volta in stagione, aveva l’infermeria vuota (a parte i giocatori in injury list come Kancey, Mauch, Bredeson e McCollum) e anche gli ospiti scendevano in campo senza assenze significative.

Partono in attacco i Panthers che si avvicinano rapidamente alla end zone ma un terzo down non trasformato in red zone porta alla prima segnatura: calcio di Fitzgerald per il 0-3. Il ritorno di kickoff di Johnson permette a Mayfield di far partire il drive da metà campo e, grazie alle ricezioni di Evans e McMillan e alle corse di Irving, l’attacco arriva sulla 1 yard da dove Evans riceve il lancio per il TD del 7-3. Il primo quarto si conclude con un drive dei Panthers non così efficace come quello iniziale e con il conseguente punt di Martin. Il possesso dei Buccaneers ha come azione principale una corsa di White per una quarantina di yard che porta i suoi in raggio di field goal: il calcio di McLaughlin, peraltro buono, viene annullato da una penalità difensiva che permette all’attacco di casa di avanzare anche se poco dopo, a poche yard dal TD, deve affidarsi ancora al proprio kicker: 10-3. Seguono 2 drive, 1 per parte, improduttivi e che terminano rapidamente con un calcio d’allontanamento. Gli ospiti riescono quindi ad affacciarsi in red zone da dove Fitzgerald va ancora a segno: 10-6. Tampa invece continua ad evidenziare grossi problemi a muovere il pallone con la difesa di Carolina che contiene bene le corse e i lanci. Con poco più di 1 minuto all’intervallo la squadra di Charlotte ha di nuovo il possesso e Young trova efficacemente i suoi bersagli fino a lanciare McMillan per il TD del primo vantaggio ospite: 10-13, punteggio con cui le squadre guadagnano gli spogliatoi.

La ripresa si apre con i Buccaneers in attacco che sembrano ritrovare un poco di fluidità in attacco grazie anche ad un’azione personale di Mayfield per una ventina di yard; Tucker riesce così a violare la end zone per il contro sorpasso: 17-13. Ma Young, insieme ai suoi ricevitori, appare inspirato e guadagna velocemente terreno fino al lancio su Sanders direttamente in TD: 17-20, con la difesa di Tampa in affanno. La terza frazione di gioco termina con un altro ritorno di kickoff di Johnson che fa ripartire il proprio attacco già in territorio favorevole. Nonostante l’occasione i padroni di casa non trovano buone soluzioni e un sack subito da Mayfield costringe McLaughlin a calciare, dalle 50 yard, il FG del pareggio: 20-20. Entrambe le squadre non riescono a sfruttare i propri drive per decidere il match e il possesso ritorna ai Panthers: un lancio di Young per Coker per più di 30 yard mette in grado Fitzgerald di centrare i pali: 20-23 con poco più di 2 minuti sul cronometro. Una stupida penalità di Bullock fa ripartire i suoi dalle proprie 10 yard e Mayfield con un’altra corsa personale avvicina il proprio attacco al raggio di FG entrando nella metà campo avversaria. Qui però le sorti del match si decidono: Mayfield viene intercettato da Ransom tentando un lancio su Evans con il ricevitore che taglia a destra e il QB che lancia a sinistra. Sfida decisa e Young si può inginocchiare per azzerare l’orologio.

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Carolina (8-7) aveva a disposizione un primo break point nella sfida per la conquista della division e ci ha creduto. Young (21/32 per 191 yard, 2 TD e 0 intercetti con 2 sack subiti) ha ben guidato i suoi incaricandosi anche di azioni personali come le 20 yard corse testimoniano. Tetairoa McMillan (73 yard e 1 TD) è stato il miglior ricevitore ben affiancato da Coker (47 yard di cui 34 nel drive del FG rivelatosi poi decisivo). L’attacco su corsa non ha brillato particolarmente con Dowdle (29 yard) e Hubbard (27) non decisivi ma consistenti. L’attacco complessivamente ha guadagnato meno primi down dei Buccaneers (16 a 20) e meno yard totali (275 a 296) ma ha saputo essere efficace negli episodi decisivi del match. In difesa il miglior placcatore è stato Scott (10 tackle) con Rozeboom “uomo ovunque”: 8 tackle, 1 sack, 1 TFL e 1 QB Hit. Merita menzione anche Ransom autore dell’intercetto che ha deciso la partita.

Tampa (7-8) arrivava da un periodo decisamente negativo e sperava di invertire la tendenza ma così non è stato. Mayfield (18/26 per 145 yard, 1 TD e 1 intercetto con 2 sack subiti) non sempre ha denotato lucidità nel guidare l’attacco: apparso a volte frettoloso e a volte impreciso con target aperti; dalla sua le 49 yard personali corse però su giochi rotti per la pressione della difesa; fatale l’errore finale in cui la colpa è probabilmente da dividere tra il QB ed Evans. Irving (71 yard) non ha dato mai l’impressione di poter trovare la “luce” facendo sempre molta fatica anche per colpa di una linea d’attacco fallosa e poco efficace. White ha guadagnato le proprie yard quasi tutte su un’unica portata (39 su 45 totali). I ricevitori si sono divisi, al ribasso, i guadagni nel gioco aereo: Egbuka (40 in 1 sola ricezione), Evans (31 e 1 TD), Godwin (30) e McMillan (15) ma pur essendo un reparto finalmente completo non è stato forse sfruttato appieno dal OC Grizzard. L’attacco, pur avendo conquistato più yard e primi down, non è riuscito a trovare soluzioni nei momenti topici ed è stato penalizzato dalle penalità della linea d’attacco, con Goedeke autore di almeno 4 falli sugli 8 totali. In difesa David (10 tackle, 1 sack e 1 TFL) e Dennis (8 tackle, 1 sack e 1 TFL) sono stati nettamente i migliori anche se il veterano sembra “aver perso un passo”. La mancanza di pass rush e di turnover è stata decisiva nell’economia della sfida.

I Panthers in week 17 affronteranno, ancora a Charlotte, i lanciatissimi Seahwaks, attualmente #1 nella griglia playoff della NFC. Per mantenere vive le possibilità di vincere la divisione e accedere ai playoff la squadra di coach Canales dovrà tentare di ridurre al minimo gli errori e sfruttare il buon stato di forma del proprio QB Bryce Young; Carolina ha dimostrato di poter vincere, ma ancora di poter perdere, con qualunque team. I Buccaneers saranno ospiti a Miami dei Dolphins ormai fuori dai giochi per la postseason e che hanno schierato il backup Ewers come titolare nella sconfitta contro i Bengals; la squadra di coach Bowles potrebbe quindi avere la possibilità di affiancare di nuovo in classifica (a quota 8-8) i Panthers in attesa della sfida finale a Tampa; ma lo stato di forma della franchigia della Florida non promette nulla di buono per i propri tifosi.

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Roberto Abelli

Tifoso Bucs dal 1984 Ex giocatore ed ora coach Appassionato di football NFL e NCAA

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