Back-to-Back NFC East Champions! (Washington Commanders vs Philadelphia Eagles 18 – 29)

I Philadelphia Eagles concretizzano il primo match point divisionale andando a vincere per 29 a 18 sul campo dei Washington Commanders. Con questo risultato la squadra della Pennsylvania si laurea Campione in NFC East, prima franchigia a farlo per due anni consecutivi in questa divisione, da vent’anni a questa parte.

La partita non è certo stata una di quelle da raccontare davanti al caminetto, coi nipotini sulle ginocchia. Gli Eagles hanno ampiamente dominato l’avversario, il quale è riuscito a rimanere in partita nel primo tempo, per poi essere brutalmente bullizzato nel secondo. Tutto come da pronostico, Eagles certamente non gli schiacciasassi che demolirono i Commanders con 55 punti al Championship dello scorso anno, ma pur sempre favoriti e superiori agli avversari in ogni singolo match-up. Ciò che rimane dei Commanders è invece una squadra orgogliosa e ben allenata, che non vede l’ora di dimenticare questa stagione sciagurata per riprendere la ricostruzione da dove era stata lasciata lo scorso anno. Jayden Daniels, McLaurin, Ertz, Austin Ekeler, Lattimore, questi sono solo gli infortunati più illustri che hanno funestato l’annata degli ex-Redskins, a cui sommare un’altra miriade di infortuni meno celebri culminata ieri sera con l’uscita anzitempo dal campo di Marcus Mariota e l’ingresso del QB3, il trentanovenne Joshua Johnson, di professione back-up dei back-up. 

La partita

Gli Eagles iniziano nel peggiore dei modi possibili, fumble di un indeciso Will Shipley sul ritorno di kick off e palla immediatamente nelle mani dei padroni di casa, a 25 yard dall’endzone. La difesa del guru Vic Fangio costringe Washington ad accontentarsi del field goal trasformato da Moody. 

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Nel primo drive Hurts e compagni rispettano le tradizioni, comportamento apprezzabile in prossimità del Natale, three n’out. Assolti i doveri di forma, nel drive successivo l’offense inizia a girare, Devonta Smith prima ed AJ Brown dopo portano lo sferoide nelle venti yard avversarie, lancio per Smith, che con una release magistrale riesce a farsi trovare aperto su una traccia esterna, e touchdown del 7-3. 

Gli orgogliosi Commanders rispondono con un drive solido, impreziosito da una bomba di Mariota messa a terra da Terry McLaurin e culminato con il touchdown di Jacory Croskey-Merrit detto “Bill”, sensation rookie running back che si conferma come una delle poche note positive della stagione della squadra di Dan Quinn. Nell’ultimo drive del primo tempo Philadelphia ha la possibilità di pareggiare i conti, ma il veterano Jake Elliot sbaglia il secondo calcio della serata, confermandosi in un periodo di estrema difficoltà. La speranza dei tifosi di Philly è che il buon vecchio Jake faccia la pace coi suoi piedi in tempo per i play off, un po’ come fece nella cavalcata trionfale del 2024. 

Nel secondo tempo gli Eagles dilagano. Il primo touchdown arriva con un bel lancio in scramble di Hurts per Goedert, all’ennesima trasformazione in quella che con ogni probabilità diventerà la sua miglior stagione in carriera per touchdown e yards ricevute. Non male come biglietto da visita per un giocatore che nel 2026, a meno di mosse anticipate del GM Roseman, sarà un succulento free agent. 

Come anticipato, Mariota lascia il campo per infortunio e Johnson si presenta sparando un intercetto tra le braccia di Cooper DeJean, seguono due TD su corsa, prima di un redivivo Saquon Barkley che, senza lasciarsi prendere da facili entusiasmi, mostra piccoli segnali di ripresa, poi da parte di Tank Bigsby, RB2 che ha sbaragliato la concorrenza (se così la si può chiamare) di Dillon e Shipley, offrendo finalmente un’alternativa fortemente credibile all’utilizzo ripetuto del numero 26.

Parliamo un po’ di lui, Saquon Barkley: 132 yards e 1TD, con 6.29 yard per portata e 48 yard la corsa più lunga. Sono ancora troppe le volte in cui si schianta senza guadagno contro il muro erto dalla linea difensiva avversaria, tuttavia sembra essere sulla buona strada, in maniera quanto mai tempestiva, per tornare ad essere il tornado dello scorso anno. La sensazione è che Barkley stia beneficando innanzitutto del contestuale ritorno alle origini da dual-threat di Jalen Hurts. Il QB1 di Philadelphia è stato costretto per buona parte del campionato a giocare da pocket passer, cosa che non è e che mai sarà, ma che nelle ultime settimane è tornato ad usare le proprie gambe in maniera costante e proficua, funzionale a spartirsi l’affetto delle difese, non più unicamente concentrato esclusivamente su Saquon Barkley. 

Tornando alla partita rimane solo da mettere a referto un touchdown su corsa di Rodriguez che fissa il punteggio finale ed una maxi rissa terminata con ben tre giocatori espulsi, son ragazzi. 

Coach Sirianni ha fatto cinicamente ciò che doveva fare, ovvero centrare i playoff con due settimane di anticipo, in tutta onestà, anche grazie alla pochezza degli avversari divisionali. Ora, a conti fatti, agli Eagles rimane ben poco cui ambire da qui alla fine. Il primo seed di conference è matematicamente irraggiungibile mentre il secondo seed è una corsa disperata sui Chicago Bears di Ben Johnson. Non resta quindi che onorare la lega misurandosi al meglio contro i Bills di Josh Allen perché… non si sa mai, dopodiché schierare le riserve in week 17 contro i Commanders, ritagliandosi un fondamentale Bye virtuale in vista del Wild Card match di gennaio. Alla fine di tutto, questi Eagles, nonostante una stagione tra luci e ombre, sono lì e sono probabilmente l’ultima squadra che gli avversari vorranno affrontare in una partita da dentro o fuori. La difesa è indubbiamente un reparto da anello, l’attacco non ha ancora ingranato ma, anche aiutato dai recenti favorevoli match-up, ha riacquistato un po’ di fiducia. E’ presto, ora è esclusivamente tempo di festeggiare, certamente il Natale, ma anche i Philadelphia Eagles back-to-back NFC East Champions.

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A cura di Riccardo Spada per FlyEaglesFly Italia

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