AFC South senza padroni (Houston Texans vs Indianapolis Colts 20-16)

Ancora una volta i Texans, il cui attacco é stato all’altezza degli avversari, devono ringraziare la difesa.

I Texans passano ad Indianapolis e riaprono la corsa al titolo divisionale della AFC South. Per i Colts la seconda sconfitta consecutiva dopo quella contro i Chiefs. Come era prevedibile, vista la posta in palio e i trend delle due squadre, la partita é stata molto equilibrata, con i due attacchi che hanno entrambi distribuito in modo equo il gioco aereo e quello terrestre. Houston ha avuto un miglior rendimento nei passaggi realizzando un buon 63% di completi alla media di 7,31 yard/attempt, contro il 52% dei Colts che hanno comunque guadagnato mediamente 7,22 yard/attempt. Sul running game c’é stata una leggera prevalenza di Indianapolis con 3,74 yard/carry contro le 3,18 dei Texans.

In una situazione di tale equilibrio la differenza l’ha fatta la difesa di Houston che ha ridotto il tempo di possesso dell’offense di Indianapolis a soli 25 minuti ed ha avuto il merito di fermare il running game di Indianapolis concedendo a Jonathan Taylor solo 85 delle 86 yard totali guadagnate dai Colts. Importante il contributo dei runners di Houston e in particolare del rookie Woody Marks che ha portato palla per 64 yard. Molto bene entrambi gli attacchi nel gioco aereo. C.J. Stroud ha potuto contare, oltre che su Nico Collins, 98 yard in 5 ricezioni, anche su Jayden Higgins 5 su 5 per 65 yard e sull’affidabile Dalton Schulz, 7 su 8 per 55 yard. Dall’altra parte Daniel Jones ha trovato in Alec Pierce un affidabile terminale con 4 catches su 5 per 78 yard, una delle quali effettuata a una mano in acrobazia. I Colts potrebbero riflettere sulle difficoltà dell’attacco nel primo quarto, in cui hanno conquistato un solo primo down, e soprattutto nell’ultima frazione quando, sotto di quattro punti e con otto minuti da giocare, dapprima non sono riusciti a superare la difesa di Houston e poi hanno concesso ai texani la possibilità di consumare il tempo conquistando primi downs con le corse.

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Nel primo quarto, dominato dalle due difese, mentre i Colts collezionavano tre punts in altrettanti possessi, i Texans riuscivano a mettere a segno un field goal da 23 yard con Ka’imi Fairbairn. Bisogna aspettare il secondo quarto per vedere il primo touchdown della partita: succede che Stroud si faccia intercettare un passaggio inteso per Xavier Hutchinson da Cam Bynum sulle 42 di Houston. A Jones bastano tre giochi per chiudere con un pass di 19 yard per Pierce, ma il calcio addizionale di Michael Badgley fallisce e si resta sul 6-3. Houston risponde subito con un drive di 67 yard che si chiude con la corsa di 4 yard in endzone di Nick Chubb.

Il primo possesso del terzo quarto é di Houston che arriva fino alla redzone dei Colts ma viene respinta e deve accontentarsi di calciare un FG da 43 yard per il 13-6. La palla torna a Indianapolis e Jones conclude un bel drive da 79 yard con un TD pass di 12 yard per il TE rookie Tyler Warren per impattare sul 13 pari. I Texans insistono e nel possesso successivo vanno ancora in touchdown con una corsa di 7 yard di Nico Collins per il 20-13. La risposta dei Colts questa volta non va oltre un field goal da 42 yard di Badgley per il 20-16. Restano otto minuti abbondanti da giocare e i Texans ne consumano quattro senza però riuscire a segnare perché la conversione di un quarto e uno fallisce provocando un turnover on downs. Indianapolis avrebbe più di quattro minuti a disposizione ma non riesce ad aver ragione della difesa dei texani e fa a sua volta un turnover on downs che restituisce il possesso a Houston che consuma il tempo rimasto, poco meno di due minuti, affidandosi alle corse di Marks che porta palla per cinque volte fino al termine.

Con questo risultato i Texans tornano prepotentemente in corsa con Colts e Jaguars per il titolo di divisione che da qui alla fine prevede ancora quattro scontri diretti tra le tre contendenti.

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Francesco Di Taranto

Nato a Foggia, nel 1953, risiedo a Brescia dal 1987 e in precedenza ho abitato a Bologna, dove mi sono laureato in Ingegneria Elettronica. Ho cominciato a seguire il football dalla notte del Super Bowl 1982 vinto da san Francisco sui Cincinnati Bengals. Terminato il servizio militare, nell'aprile '82 ho cominciato a seguire assiduamente, a Bologna, alle partite dei Doves e dei Warriors. Per alcuni mesi, nel 1984, ho partecipato agli allenamenti di una squadra bolognese in formazione, gli Atoms, che sarebbero poi diventati Phoenix San Lazzaro, che ho poi dovuto lasciare a causa del trasferimento per motivi di lavoro. Da allora non ho più smesso di seguire il football, sia professionistico (NFL e poi USFL, AAF e quest'anno XFL), sia dilettantistico in Italia, ma anche in Germania, grazie ai video in streaming della GFL

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