I Los Angeles Chargers battono i Pittsburgh Steelers 25-10: un kickoff fuori dal campo, una false start penalty, un safety. Bastano tre fotogrammi per riassumere il film storto della notte di Los Angeles.
Il SoFi Stadium, come spesso accade quando arrivano gli Steelers, sembra quasi una succursale della Steel City. Ma questa volta il rumore delle Terrible Towels non è servito a mascherare il silenzio di un attacco guidato da Aaron Rodgers, che non ha mai trovato continuità. Una partita nata male — e finita peggio — per la squadra di Mike Tomlin, che ora vede accorciarsi il margine in testa alla AFC North.
L’avvio è stato un segnale: il kickoff di Cameron Dicker finisce fuori, gli Steelers partono dalle proprie 40, ma una penalità (false start) di Andrus Peat e un immediato three-and-out spengono subito l’entusiasmo. Eppure, nei primi scampoli c’era stato spazio per un’illusione: Chris Boswell centra un field goal da 59 yard e Pittsburgh si trova avanti 3-0. Ma la festa dura meno di un drive. Rodgers ha una chance d’oro con DK Metcalf nel primo quarto, ma lancia troppo lungo; poco dopo, Khalil Mack lo placca in end zone per una safety. Da lì, la serata prende una piega definitiva.
Il turning point: l’intercetto di Mickens. Sul 5-3 per i Chargers, con la partita ancora in bilico, arriva il lampo che la indirizza: RJ Mickens, rookie safety, intercetta un pallone orfano di destinatario e riporta lo sferoide prolato sulle 38 di Pittsburgh. Tre giochi dopo, Justin Herbert trova Ladd McConkey in end zone per il 12-3.
Nella ripresa, un field goal da 59 yard di Dicker e un’altra serie chiusa da Kimani Vidal trasformano il vantaggio in una sentenza. Herbert, rapido e chirurgico (2.21 secondi di media per rilascio), non ha dominato nei numeri ma ha dominato nel ritmo. I suoi ricevitori — McConkey su tutti, oltre 100 yard — hanno fatto il resto, mentre Kimani Vidal siglava il colpo di grazia con la corsa da 2 yard del 22-3. Sul finire, un ulteriore Field Goal di Dicker per i Chargers ed il touchdown nei minuti finali di R. Wilson per gli Steelers, fissano il punteggio sul risultato definitivo di 25-10.
La difesa dei Chargers, con Mack e Tuipulotu in gran spolvero, ha contribuito al trend negativo stagionale degli Steelers nella conversione dei terzi down: Pittsburgh chiude 2 su 11. “Impossibile vincere quando non converti e regali tre possessi”, ha commentato Mike Tomlin, visibilmente deluso.
Rodgers vive la peggior prestazione della sua stagione — e una delle peggiori della carriera: 16 su 31, 161 yard, due intercetti e una safety subita. L’attacco resta anemico nei momenti chiave: 2 conversioni su 11 terzi down, un solo big play aereo e nessuna efficacia nel ritmo. Ma più dei numeri, è stata la sensazione di smarrimento a tradirlo: lanci alti, letture lente, movimenti impacciati in tasca. “Devo giocare meglio. Non c’è altro da dire”, ha ammesso nel dopopartita Il problema è che senza la versione migliore di Rodgers, questo attacco non esiste. Jaylen Warren ha corso con coraggio e qualità (5 yard di media a portata, più 21 in ricezione), ma l’offensive coordinator Smith, ha continuato a insistere su un gioco aereo sterile, quasi rifiutando la via terrestre anche quando era l’unica che dava ossigeno.
Un attacco che si ferma sempre sul più bello.
La difesa degli Steelers, ha retto finché ha potuto: cinque sack su Justin Herbert e pressione costante, ma il tempo di possesso (37:35 per Los Angeles contro 22:25) ha finito per logorarla. T.J. Watt, Herbig e Highsmith hanno colpito, ma senza un attacco capace di restare in campo, gli sforzi della difesa vengono resi vani.
I problemi dei Pittsburgh Steelers nei terzi down continuano a pesare come macigni. È qui che i drive muoiono, dove ogni tentativo di costruire ritmo offensivo si spegne nel nulla. Non serve diventare una macchina da top-five NFL, ma raggiungere almeno la media di lega è indispensabile per restare competitivi contro le squadre di vertice.
Paradossalmente, la difesa non è il problema. Pittsburgh ha costretto Justin Herbert a un EPA per play negativo, lo ha messo sotto pressione per tutta la serata e ha subito il sack 5 volte. I Chargers hanno chiuso con soli 4,6 yard per azione e un modesto 6 su 17 nei terzi down, oltre a un numero doppio di penalità rispetto agli Steelers.
Ma quando l’attacco non converte, ogni sforzo difensivo viene vanificato. Come nelle sconfitte contro Bengals e Packers, anche questa volta la responsabilità ricade tutta sull’incapacità dell’attacco di muovere la palla e capitalizzare le occasioni in red zone.
Se c’è un barlume di ottimismo, è che sarà difficile per Rodgers e compagni ripetere una prestazione così povera. E il calendario offre subito un’occasione per rimettersi in carreggiata: in Week 11 arrivano i Bengals, una difesa fragile e vulnerabile che potrebbe restituire fiducia a un reparto in cerca di identità.
Con questa vittoria, i Chargers salgono a 7-3 e consolidano il quinto posto nella AFC, mostrando una difesa in grande crescita e un attacco sempre più efficiente. Pittsburgh scivola a 5-4, e con i Ravens a una sola partita di distanza, la pressione aumenta. Per i Pittsburgh Steelers, la priorità ora è chiara: ritrovare un equilibrio offensivo e un Rodgers più preciso e meno esitante. Perché se l’attacco non si sblocca, il rischio è che il buon inizio di stagione diventi solo un ricordo a fine novembre.




