Pittsburgh ritrova se stessa, Cincinnati smarrisce la strada (Pittsburgh Steelers vs Cincinnati Bengals 34-12)

Chi è familiare con i “Tomlinismi” sicuramente conosce il seguente: “Next Man Up”. Non è uno slogan, non è una frase da poster motivazionale: è una fede, una cultura, un modo di stare in campo quando il destino si diverte a toglierti pezzi di formazione come in una partita a Shangai. E così, nella domenica che avrebbe potuto far crollare la stagione, gli Steelers hanno scoperto che i loro eroi non avevano nomi da manifesto, ma da retrobottega. Mason Rudolph, James Pierre, Kenneth Gainwell, e l’ultimo arrivato in termini cronologici Kyle Dugger: Il Tomlinismo, ancora una volta, non è retorica ma realtà.
La vittoria 34-12 degli Steelers sui Bengals non è stata solo un successo fondamentale in classifica: è stata una dimostrazione di resilienza, il “next man up” trasformato da slogan da maglietta a Vangelo laico di metà novembre.

Le prime due serie sembravano il prologo per un’altra sparatoria a distanza fra veterani: Flacco da una parte, Rodgers dall’altra, touchdown per entrambi, clima da duello al sole. Poi, la polvere da sparo dei due gunners veterani si bagna ed il copione cambia definitivamente a fine primo tempo. Aaron Rodgers, dopo aver lanciato fuori dal campo per evitare la pressione, è rimasto a terra protendendo la mano sinistra nel modo in cui i quarterback non vorrebbero mai fare. Polso piegato male, espressione cupa, rientro negli spogliatoi anticipato. Non lo si sarebbe più rivisto. Entra allora Mason Rudolph, quello che una volta veniva accolto con i mugugni, e che oggi riceve un’ovazione che sembra quasi voler scusarsi per tutti gli anni passati a storcere il naso. Il novello Charlie Batch, meriterebbe un articolo a sé per quel che riguarda il concetto di professionalità e farsi trovare pronto: Next Man Up, dicevamo. Il veterano si presenta con tre conversioni su terzo down nel primo drive del secondo tempo: una carezza al morale della squadra, un’iniezione di calma in un pomeriggio in bilico. Senza Rodgers, senza Warren — fermo per un brutto infortunio alla caviglia dopo un primo tempo folgorante — Pittsburgh ha improvvisato un attacco nuovo. Niente fuochi d’artificio, ma una maestria paziente nel trasformare passaggi corti in chilometri di libertà. Il protagonista? Kenneth Gainwell, quello che a inizio stagione era stato preso come jolly offensivo e che invece, contro Cincinnati, ha dominato come un veterano di mille battaglie: 7 ricezioni, 81 yard, 2 touchdown, uno di pura volontà, spingendo tre avversari come fossero sacchi di foglie. Accanto a lui, il colosso gentile Darnell Washington, metà carro armato e metà ballerino classico. Le sue quattro ricezioni per 67 yard sembrano un catalogo di frustrazioni per i difensori Bengals trascinati via come bambini aggrappati alle caviglie di un adulto. Già da tempo tra i prediletti di Pittsburgh, quest’anno il resto della NFL sta cominciando a conoscerlo. Ed è un bel grattacapo per i coordinatori e difensori avversari. Bisogna dare credito ad Arthur Smith, spesso criticato per un attacco stagnante, che trova finalmente un ritmo verticale attraverso… passaggi orizzontali. L’YAC — le yard dopo la ricezione — diventano la strada maestra per consumare orologio e certezze avversarie.

Dall’altra parte, la difesa degli Steelers ha completato un pomeriggio da romanzo. Una secondaria ricostruita con nastro adesivo, cambio di personale e schema: Elliott fuori per la stagione, Thornhill, scaricato e lasciato andare via senza rimpianti a novembre, il conseguente arrivo di Dugger ed il cambio di posizione di Ramsey spostato definitivamente a Safety, uniti ad un passaggio da uno schema difensivo one high a two hig, hanno generato l’effetto sperato ovvero, in una migliore copertuta e miglioramento generale per quel che riguarda la pass defense. Chase e Higgins sono stati ridotti a 93 yard combinate, un successo titanico dopo la disfatta della gara d’andata, Un pick-six da 74 yard di Kyle Dugger, che ha trasformato il momento più pericoloso della partita in una scossa tellurica che ha ribaltato l’inerzia, ed un fumble recuperato e riportato in end zone da Pierre sono tutti risultati di questa mini-rivoluzione difensiva. Come si dice dall’altra parte dell’Oceano, Fools me once…

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Per i Bengals la sconfitta non è solo una botta al morale. È quasi un punto di non ritorno. Il piano era chiaro: tenere viva la lotta divisionale battendo gli Steelers due volte. Tuttavia Joe Flacco, che per quattro settimane è stato un po’ il salvatore di Cincinnati, è improvvisamente tornato umano: un pick-six sanguinoso, drive spezzati, palloni lentissimi quando serviva chirurgia. Con un risultato di 3-7 in division, Burrow ancora fuori e le sette sconfitte nelle ultime otto gare, la stagione sembra aver imboccato il sentiero che porta dritto al draft. Anche la matematica, tenuta in vita come un respiratore artificiale, ora sta fischiando l’ultimo allarme.

La vittoria porta gli Steelers a 6-4, conferma il primo posto nella AFC North, restituisce colore a una squadra che sette giorni prima sembrava sull’orlo del collasso. La difesa cresce, l’attacco trova risorse dove meno te l’aspetti, la sideline risponde con aggiustamenti veri, profondi, non di facciata. Ma c’è un’ombra lunga: lo stato di Aaron Rodgers.Se dovesse saltare una o più settimane, Pittsburgh dovrà affidarsi a Rudolph, e questo significa calibrare il playbook, affidarsi ancor di più alla difesa, sperare in un dicembre di grind e pazienza. La corsa playoff passa ora da sfide più dure: Bears, Bills, Ravens, Dolphins, Lions. Un calendario che non perdona esitazioni.

Il caos Ramsey–Chase: un frammento di follia.
Nel mezzo della battaglia tattica, è esploso un istante di pura follia che ha cambiato il tono emotivo del match. Jalen Ramsey e Ja’Marr Chase si sono affrontati come due molle compresse da settimane di frustrazione, ma il limite è stato superato quando Chase, perdendo il controllo, gli ha sputato addosso. La reazione di Ramsey — un pugno rapido, quasi istintivo — ha messo fine alla discussione e aperto quella disciplinare: espulsione immediata per il cornerback degli Steelers e, il giorno dopo, sospensione senza paga per Chase. Ironico che proprio lui, davanti alle telecamere, abbia provato a negare l’evidenza con una innocenza mal recitata, mentre i replay lo tradivano senza pietà. Una macchia di nervosismo in una partita già intensa, e un simbolo di come Cincinnati, oltre a perdere la rotta, abbia perso anche la calma. Un ulteriore elemento che arricchirà le motivazioni per le quali queste due squadre saranno eterne rivali e sarà materia da Pub-Quiz a tema rivalità Steelers Bengals in futuro, tuttavia, non un bel biglietto da visita sia per la rivalità che per Chase stesso.

Due strade divergenti
Per gli Steelers, questa partita racconta cosa funziona: una difesa finalmente disciplinata e adattiva, che continua il trend positivo cominciato le scorse settimane, quando finalmente Austin ha iniziato a portare delle correzioni a questa difesa che si è espressa molto male in precedenza, un gruppo che risponde agli imprevisti senza collassare ed un supporting cast offensivo capace di reinventarsi sono tutti motivi di gioia in quel di Pittsburgh. Da contraltare l’attacco aereo è ancora troppo dipendente dallo YAC, una linea che continua a crescere e regge bene, ma non crea pericolo profondo, sono difetti veri, ma mascherabili se la difesa continua su questa strada.
Per i Bengals, invece, la diagnosi è più severa: un attacco che vive solo sulle prime due opzioni e crolla quando vengono tolte, un Flacco improvvisamente normalizzato, troppe esitazioni nei momenti pesanti, ed una difesa che regge un tempo, poi si scioglie alla prima vera botta d’inerzia avversaria, stanno segnando questa stagione della franchigia di Cincinnati: e la domanda ora non è “se” torna Burrow, ma “perché” dovrebbe farlo.

In una NFL che cambia identità ogni settimana, Steelers e Bengals escono da questa partita su traiettorie opposte: Pittsburgh ritrova il respiro, Cincinnati perde anche l’ultimo filo d’aria.

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Italian Steelers Nation

Italian Steelers Nation nasce con l'intento di riunire i tifosi Steelers italiani. Il gruppo è da sempre in prima linea nel promuovere lo sport ed i valori intrinsechi del football americano in chiave Steelers, offrendo informazioni relative al mondo dei Pittsburgh Steelers per il pubblico italiano e non.

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