La Week 12 di questa stagione NCAA si è confermata un crocevia cruciale: match infuocati, colpi di scena e conferme importanti. Nel momento decisivo della corsa al College Football Playoff — e nelle battaglie di conference — ogni errorino, ogni turnover, ogni giocata strategica pesa il doppio.
Di seguito, un riassunto di quello che è successo.
Forse l’episodio più narrativamente potente di questa settimana: Texas A&M, sotto di 27 punti, riesce a ribaltare completamente il match contro South Carolina per vincere 31–30. Non è solo una vittoria: è un segnale di resilienza, un messaggio forte per tutte le contender. L’uomo della svolta è Marcel Reed, quarterback degli Aggies, che guida la rimonta con freddezza. Ma non basta incensare l’attacco(che a dirla tutta è stato veramente poco performante per metà gara): la difesa di A&M sale di colpi proprio quando serve, piazzando sack importanti e costringendo South Carolina a errori negli ultimi drive. Implicazione: questa vittoria non è solo psicologica. In un campionato dove il margine d’errore è minimo, una rimonta così ampia dimostra che A&M ha il carattere per competere fino in fondo.
Nell’altro match interessante di giornata Gunnar Stockton, da punto interrogativo a certezza per i Bulldogs, stravince il duello contro Arch Manning e Georgia passa su Texas 35-10 non perdendo mai le redini della gara. Attacco sì ma, come sempre quando si parla di Kirby Smart, è la difesa che imbriglia l’attacco di Sarkisian incapace di trovare risposte e continuità nei suoi uomini come mai prima di ora.
Georgia e Texas A&M si stanno guardando da lontano per tutta la stagione, si va sempre più verso una finale di SEC tra queste due squadre.
Le altre
Oklahoma ha detto la sua: vince 23–21 in trasferta, giocando una partita preparata bene e approfittando delle occasioni contro un Alabama che, anche in casa, si dimostra decisamente più fragile (ma non meno talentuosa) rispetto alle versioni allenate da Nick Saban. Georgia mette il suo marchio in Week 12 con un dominio netto su Texas, vincendo 35–10 e mostrando come una contender vera si costruisca su profondità, controllo e disciplina. Non cade nella trappola Notre Dame che vince con convinzione (37-15) contro Pittsburgh. Arizona porta a casa l’upset con la vittoria contro Cincinnati per 30 a 24. Michigan non brilla ma alla fine vince contro Northwestern 24-22. Un’altra squadra rankata che ci lascia le penne è USF con la sconfitta contro Navy per 41-38. Continua la stagione senza sconfitte, e quindi storica, degli Indiana Hoosiers di Curt Cignetti: 31-7 senza pensieri contro Wisconsin. Al Tiger Stadium di Baton Rouge andava in scena la particolare partita tra due interim HC, la spuntano i padroni di casa: LSU batte Arkansas 23-22. Arizona State vince in casa contro West Virginia: 25-23 il finale.
Georgia Tech rischia moltissimo ma alla fine Boston College molla e consente agli Yellow Jackets di ipotecare la finale di conference con il 36-34 finale. USC non si fa sorprendere in casa da Iowa e vince 26-21. Miami a valanga su North Carolina State: 41-7. Tira una brutta aria ad East Lansing: Michigan State perde con quel che resta di Penn State per 28 a 10. Prosegue il cammino importante di Texas Tech con una vittoria senza alcuna discussione contro UCF per 48-9. Una Virginia sempre in controllo si sbarazza di Duke con una gara completa, 34 a 17 il risultato finale. Continua a perdere, male, Bill Belichick: Wake Forest batte North Carolina 28-12. Scopriremo molto presto se la partita tra Ole Miss e Florida ha messo di fronte passato e futuro di Lane Kiffin, nel frattempo i suoi (per ora) Rebels battono i Gators 34-24. Utah distrugge Baylor 55-28. Ohio State senza problemi contro UCLA: 48-10. Passo indietro per Mississippi State che perde male contro Missouri: 49-27. Clemson vince contro Louisville per 20-19 e i Cardinals si trovano improvvisamente fuori dalla corsa alla ACC. Oregon in pantofole (42-13) contro Minnesota.



