Dominio difensivo (Green Bay Packers vs Minnesota Vikings 23-6)

Dopo due anni di fila in cui i Vikings uscivano vincitori dal Lambeau Field, i Packers interrompo la striscia negativa e trovano una convincente vittoria ai danni della franchigia del Minnesota, che esce dal Wisconsin con le ossa rotte e ben più di qualche dubbio su quello che sarebbe dovuto essere il QB del futuro, JJ McCharty. I Packers trovano la settima vittoria stagionale che permette a GB di restare agganciata alla vetta della NFC North, attualmente nelle mani dei Bears, grazie soprattutto ad una prestazione monstre da parte della difesa che, in una giornata in cui l’attacco si “accontenta” non rischiando più del dovuto, gioca una partita di assoluto dominio sia on the ground, con cinque sack messi a segno e diverse pressure portate al QB avversario, sia con il pallone in aria, trovando due INT ai danni del QB ex Michigan; career day per Wilson, chiamato a sostituire l’infortunato Jacobs, e che trova la miglior partita della sua carriera, con oltre 100 yard totali e due TD messi a segno.

I primi due drive sono subito a segno per entrambe le squadre, con i Vikings che trovano il FG del 3-0 con Reichard, ma vengono subito recuperati, e superati, dalla offense di GB che, aiutata anche da una DPI si affaccia in redzone, trovando poi il TD con Wilson per il 7-3; gli attacchi di entrambe le squadre non riescono a scardinare la pressione avversaria e prima dell’intervallo arrivano solamente altri due FG, uno a testa per Minnie e GB, che mandano le squadre negli spogliatoi sul 10-6.
Tornati dall’intervallo è  lo special team di GB a trovare il big play, con il muffed punt recuperato da Anderson che restituisce il pallone nelle mani di Love a sole 5 yard di distanza dal TD, trovato ancora una volta da Wilson per il 17-6; l’ultimo quarto di gioco è invece dominato dalla difesa di Green Bay: l’attacco mette a segno due FG con McManus per aumentare il divario, mentre la difesa prima costringe McCarthy al punt dopo un esplosivo sack di Wyatt a due sole yard dalla safet, poi trova due INT consecutivi per sigillare la partita, e condannare i Vikings alla settima sconfitta stagionale, che apre il vaso di Pandora intorno alla questione McCarthy.

Settima sconfitta e tanta frustrazione per i Vikings e per le stelle della squadra, deluse probabilmente dalla prestazione della offense di Minnesota, incapace di segnare un singolo TD in tutta la partita, e con un McCharty che finisce giustamente sul banco degli imputati: 0 TD segnati, cinque sack subiti (due a rischio safety addirittura ndr) e 2 INT lanciati, in un momento in cui la partita era ancora potenzialmente aperta non sono le stats che i tifosi di Minnie si potevano aspettare, soprattutto ad inizio stagione, quando l’hype attorno ai Vikings era altissimo.
Il front seven ora avrà diverse decisioni da prendere, con un cap space che non lascia molta libertà di movimento e con qualche testa che potrebbe rotolare, soprattutto pensando ai due QB lasciati partire per far spazio a McCarthy, ovvero Sam Darnold, attualmente in testa alla NFC con i Seahawks, e Daniel Jones, protagonista della ottima stagione dei Colts fino ad oggi.

Settima vittoria per GB, e soprattutto prima vittoria in tre anni in casa contro i Vikings, con l’attacco che non sbaglia nulla ma non si sforza nemmeno, accontentandosi spesso di aumentare il vantaggio su Minnesota grazie ai FG di McManus; Love chiude senza segnare TD ma non sbagliando praticamente nulla e lanciando per 139 yard, aiutato invece da un running game che, nonostante l’assenza di Josh Jacobs funziona e permette ai Packs di macinare yard per tutta la partita. Wilson trova 107 yard in 28 portate, con ben 100 di queste yard arrivate dopo il primo contatto, a dimostrazione della prova di forza messa in atto dal RB alla terza stagione con GB, e due TD segnati.
Protagonista della partita è stata soprattutto la difesa di Green Bay, con un Micah Parson sugli scudi e vera e propria spina nel fianco che, con le attenzioni che riceve dalle linee avversarie, aiuta anche i suoi compagni a arrivare più facilmente al QB avversario, come successo spesso nella partita giocata al Lambeau Field, con l’ex Cowboys più volte raddoppiato se non triplicato; le prossime settimane saranno decisive per GB, con Lions e Bears come primi avversari, a partire dalla franchigia di Detroit nella classica del giovedì del Ringraziamento.

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Luca Belli

Tifoso "Die Hard" dei Green Bay Packers. Cresciuto nel momento d'oro di Favre e Rodgers, e fiero discepolo della new wave green&gold "All you need is Love". Abituato a vincere poco con la fede calcistica, essendo tifoso della Fiorentina, ha trovato nei Packs la sua svolta, e nei Guelfi Firenze la sua fede in campo italiano. Aspetta con ansia il terzo anello personale, che sia "viola" o "G&G". Go Packs Go!

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