Si è spento il 9 novembre Paul John Tagliabue, Commissioner NFL dal 1989 al 2006.
Tagliabue è nato il 24 novembre 1940 a Jersey City, New Jersey, da una famiglia di origini italiane e ottenne una laurea in giurisprudenza alla New York University (NYU) School of Law nel 1965. Dopo l’università, esercitò la professione di avvocato, lavorando dal 1969 al 1989 nello studio legale Covington & Burling di Washington D.C. Nel corso di quegli anni, ebbe anche un legame crescente con la NFL: prima come consulente legale e poi diventando una figura centrale nei rapporti tra franchigie, giocatori e televisione.
Il 26 ottobre 1989, i proprietari delle squadre della NFL elessero Tagliabue come quinto Commissioner, in sostituzione di Pete Rozelle, che aveva guidato la Lega per quasi trent’anni, assunse formalmente l’incarico il 5 novembre 1989 e restò in carica fino al 1° settembre 2006. La scelta di un avvocato esperto in regolamentazione sportiva e in questioni complesse (sindacati, trasmissioni, infrastrutture) segnò l’inizio di una nuova fase per la NFL, più orientata al business globale e alla governance moderna.
Durante la sua gestione, Tagliabue ha promosso una serie di riforme e iniziative che hanno trasformato la NFL in una delle leghe sportive più solide e redditizie del pianeta. Eccone alcuni tra i più rilevanti.
- Espansione della lega: al momento della sua nomina la NFL contava 28 squadre. Durante il suo mandato la Lega arrivò a 32 franchigie. Per esempio: Carolina Panthers e Jacksonville Jaguars (nel 1995), Houston Texans (2002). Questa espansione contribuì ad ampliare il bacino di fan, i mercati televisivi e le opportunità commerciali.
- Gestione delle trasmissioni televisive e aumento dei ricavi: sotto la sua direzione la Lega firmò accordi televisivi multimilionari, costruì nuove piattaforme mediatiche e elevò il profilo commerciale del prodotto NFL. e permise di consolidare la sua posizione finanziaria e attrarre un pubblico sempre più vasto. Da quegli accordi si è arrivati i rinnovi multimiliardari del 2021.
- Infrastrutture e stadi moderni: Tagliabue incentivò la costruzione di nuovi impianti e ristrutturazioni degli stadi esistenti, ingrediente chiave per una lega che ormai era diventata anche intrattenimento dal vivo.
- “Pace sociale” e relazioni con i giocatori: durante il suo mandato la NFL conobbe una lunga fase di stabilità nei rapporti tra lega e sindacato dei giocatori. La lega arrivava dallo sciopero del 1987 che accorciò la stagione e fino al 2011 (in preseason) c’è stato un lungo periodo di tranquillità.
- Impatto sociale e governance: nel 1993 Tagliabue decise di spostare il Super Bowl XXVII in California perché l’Arizona aveva rifiutato di istituire una festa statale per Martin Luther King Jr., un segnale forte riguardo ai valori della Lega. Inoltre, nel dopo-11 settembre 2001, fu lui a sospendere la giornata di partite prevista, evidenziando una sensibilità istituzionale verso eventi nazionali e la responsabilità dello sport.
- Promozione della diversità: sotto la sua guida vennero introdotte politiche come la cosiddetta “Rooney Rule” (che richiede alle squadre di intervistare candidati appartenenti a minoranze per gli incarichi dirigenziali o di coach), contribuendo a rendere la NFL più inclusiva.
Nonostante i molti successi, l’era Tagliabue non è stata priva di critiche. In particolare, riguardo alla gestione iniziale del tema delle commozioni cerebrali (concussion) e della salute post-carriera dei giocatori, alcuni ritengono che la Lega avrebbe potuto agire con maggiore tempestività. Tagliabue si ritirò ufficialmente il 1° settembre 2006, lasciando il timone al suo successore Roger Goodell. E’ stato eletto nella Pro Football Hall of Fame (classe centenario 2020).
Paul Tagliabue ha contribuito a rendere la NFL un fenomeno mediatico, commerciale e culturale grazie ad una visione strategica di espansione e internazionalizzazione, alla gestione coerente e stabile dei rapporti interni alla Lega, al rafforzamento dell’immagine della NFL come marchio di intrattenimento globale e all’equilibrio tra business, sport e valori sociali.
Foto di copertina: Massimo Foglio, 2006 World Bowl XIV, Dusseldorf




