Come da pronostico, i Detroit Lions si impongono per 37 a 24 sui Cincinnati Bengals al Paycor Stadium di Cincinnati, Ohio. La franchigia allenata da Dan Campbell si dimostra un osso troppo duro da masticare per gli uomini di Zac Taylor reduci dalla pesante debacle subita dai Broncos nello scorso Monday night. Confronto quasi impari tra una vera e propria macchina da 40 punti a partita e una formazione, quella dei locali, solo in cerca di un sussulto d’ orgoglio dopo le due ultime prove disastrose nelle quali hanno subito ben 76 punti.
La partita, infatti, si svolge lungo il canovaccio previsto alla vigilia: l’attacco dei Lions che macina yard e la difesa neroarancio dei Bengals che cerca di limitare il più possibile i danni. Sul fronte opposto l’attacco dei padroni di casa non riesce a tenere sufficientemente palla e a guadagnare campo specie in virtù dei turnover subiti. Jake Browning, il Qb dei Bengals, si è dimostrato molto impreciso: due intercetti già prima dell’intervallo lungo in virtù di lanci fuori misura. Il primo drive dei Lions è la dimostrazione plastica della facilità di gioco con cui il reparto guadagna campo. Il 7 a 0 è firmato dal TE Sam LaPorta dopo un drive giocato con apparente facilità da Detroit. Dopo la segnatura qualcosa cambia in casa Bengals; le maglie si stringono, anche grazie a personale pesante ed alla maggiore pressione portata su Goff. Cincinnati non concede più campo alle corse dei Lions e provoca un fumble (forse chiamata generosa a favore dei padroni di casa), grazie al sack di Hendrickson, poi ricoperto dal linebacker dei Bengals, Logan Wilson. L’attacco Bengals, non ne approfitta non riuscendo nemmeno a consumare tempo prezioso per far rifiatare i compagni in sideline. Sotto pressione Browning si avventura in lanci alquanto imprecisi, facile preda della secondaria avversaria. Il primo intercetto permette ai Lions di far ripartire l’azione delle 19 yard avversarie; un’occasione troppo ghiotta per non segnare il secondo touchdown di giornata grazie ad una ricezione del TE B.Wright su passaggio non di Goff ma del RB Montgomery, la cui finta di corsa aveva ingannato tutta la difesa locale. Curioso il fatto che una simile azione, era stata appena giocata a Londra dai Vikings poche ore prima con stesso esito vincente. Non solo; per ironia della sorte questo trick play ricorda una azione del Super Bowl 56 che consentì proprio ai Bengals di segnare il momentaneo pareggio quando Higgins ricevette un passeggio del running back Joe Mixon, ora ai Texans. Prima dell’intervallo lungo i Bengals riescono a imbastire il primo drive degno di nota percorrendo 60 yard e portandosi sulla linea delle 32 avversarie con 47 secondi da giocare in una situazione di 4 down per 4 yard. Zac Taylor, l’HC dei Bengals, decide di far trascorrere il tempo e di calciare invece di tentare la conversione del 4° down, inutile per cambiare l’esito della partita, ma forse positivo per il morale della squadra. A parere di chi scrive, infatti, il tentativo avrebbe potuto dare un segnale trasmettendo la voglia e la speranza quantomeno di provare a cambiare l’inerzia della partita e per provare a dare un senso alla stagione. Invece Zac Taylor ha preferito il gioco conservativo per mettere punti sul tabellone ed evitare l’onta dello 0 nonostante la disapprovazione di tutto il pubblico di casa.
Rientrati in campo, dopo l’ennesima brutta figura di Browning che si fa intercettare per la terza volta un pass diretto al TE Gesicki, poi riportato dal linebacker dei Lions Anzalone sulla linea delle 28 yard, gli ospiti decidono che è arrivato il momento di chiudere definitivamente i giochi. Prima il touchdown di Gibbs e poi la corsa di Montgomery chiudono di fatto la partita raggiungendo il punteggio di 28 a 3. Iniziano ad entrare in campo alcune seconde linee e la sfida perde di contenuti. Nell’ultimo quarto i Bengals accorciano le distanze segnando due touchdown consecutivi ad opera di Chase; bella la traccia del momentaneo 28 a 17 che consente al wide receiver dei Bengals di guadagnare 64 yard. Neanche il tempo di esultare che i Lions segnano ancora con il WR rookie I.TeSlaa. Il successivo touchdown del WR Higgins chiude la partita, non prima che i Bengals subiscano una Safety per il definitivo 37 a 24.
Jared Goff mette a referto 258 yard con 19 su 23 grazie a lanci precisi sul corto, da sempre tallone d’achille della difesa dei Bengals. Il running game questa volta è messo in secondo piano con sole, si fa per dire, 118 yard guadagnate. La difesa dei Bengals limita i danni consentendo guadagni mediamente limitati per 3,5 yard a portata, ma la coperta è corta e la secondaria non riesce a contrastare il medio corto. Il WR Amon-Ra St. Brown e il TR LaPorta ricevono per 100 yard ciascuno con percentuali di ricezione altissime rispettivamente del 90% e del 85%. Come sempre è apparsa molto solida la difesa ospite, che nonostante sembrasse giocare non a pieni giri è stata comunque capace di mettere costantemente sotto pressione Browning. L’unico punto dolente in casa Lions è stata la prestazione del Left Tackle Giovanni Manu che, in sostituzione di Decker, non è riuscito a contenere Hendrickson rappresentando il punto debole della offensive line.
Ancora una partita da dimenticare in fretta per i Bengals. Browining non è aiutato dalla Offensive line, ma anche lui ci mette del suo con ben 3 intercetti, con lanci fuori misura e soluzioni molto complicate. Running game ancora inesistente e senza di quello in NFL le partite si fanno difficili. Il LT Orlando Brown è sempre in difficoltà, sembrando quasi avere dei problemi fisici tanto è lontano dai suoi standard abituali. Il front seven difensivo ha funzionato a sprazzi alternando belle giocate ad errori marchiani. Menzione speciale per il WR Chase che, oltre a segnare 2 TD e ricevere 110 yard, si fa notare per 3 tackle difensivi e sembra davvero l’unico a crederci ancora. Buona prova del DT Jenkins e del LB Knight. Pessima, invece, la partita della secondaria con la S Stone ed il CB Taylor-Britt in evidente confusione.
I Lions, dopo la prima sconfitta ad opera dei Packers, si dimostrano la squadra da battere in NFC assieme agli Eagles. Da vera contender vincono senza difficoltà inserendo il pilota automatico. Per i Bengals, invece, i timidi progressi della difesa non bastano a far ben sperare per il proseguo della stagione anche considerando che il QB Browning, pur se non supportato dalla linea, commette davvero troppi errori ed è l’ombra del giocatore che aveva garantito una buona affidabilità nel 2023.




