Il riassunto di week 8 della NCAA 2025

La Week 8 della stagione NCAA si presenta come un crocevia: un mix intenso di conferme, sorprese che fanno vibrare la classifica e partite che sembravano già scritte e invece si ribaltano. I programmi storici hanno risposto, ma qualcuno ha vacillato; gli outsider hanno bussato forte alla porta dei grandi dimostrando, ancora una volta, che siamo alle porte dell’era della parità.

Quando Georgia viene messa alla prova, reagisce. In casa, contro un Ole Miss che arrivava da numeri impressionanti, i Bulldogs hanno dimostrato carattere, pazienza e un finale da squadra da titolo: 43-35 è il punteggio che racconta tanto di più di una semplice vittoria.
Ole Miss, con la sua esplosività, aveva preso il largo nel primo tempo, costringendo Georgia a rincorrere. Ma i Bulldogs hanno alzato il livello nel secondo tempo: il quarterback Gunner Stockton, in una serata da incorniciare, ha orchestrato la rimonta con colpi precisi, conversioni importanti sui terzi down e lanci calibrati.
La difesa di Georgia, che nei primi due quarti aveva sofferto, ha cambiato marcia chiudendo la morsa attorno alla squadra di Lane Kiffin. Alla fine, la differenza è arrivata lì: non tanto nei singoli grandi numeri, quanto nella capacità di chiudere la partita quando contava.

Uno shut-out (34-0) contro Wisconsin non è solo una vittoria: è un’affermazione. Ohio State, favorito d’obbligo, ha fatto molto di più che vincere: ha dominato ed è l’unica squadra che può dire di averlo fatto settimana dopo settimana, in un anno dove l’incertezza e la parità sembrano farla da padroni i Buckeyes sono l’eccezione che conferma la regola.  Il quarterback Julian Sayin ha guidato con freddezza: quattro touchdown, zero intercetti. I ricevitori hanno corso percorsi profondi, la corsa ha avuto momenti di efficacia e la linea offensiva ha giocato da fattore X. Ma la nota più alta viene dalla difesa: nessun touchdown concesso, controllo totale del tempo di possesso, pressioni che hanno costretto Wisconsin a errori, nessun ritmo costruito.
Wisconsin, dal canto suo, è rimasta a guardare per la seconda settimana consecutiva e l’allarme è suonato forte per Luke Fickell sempre più perso in quella che doveva essere la sua grande occasione.

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La rivalità tra Notre Dame e USC ha dato spettacolo anche stavolta. Il 34-24 a favore degli Irish non è solo un risultato: è la fotografia di una squadra che, quando il cronometro scorre e il silenzio calato chiede sangue freddo, sa rispondere.
USC aveva avviato meglio: attacco fluido, qualche big play, ma è finita per pagare caro gli errori. Notre Dame ha costruito pazientemente, ha fatto la partita sporca, ha fatto i conti con il cronometro e ha affondato nei momenti-chiave grazie a tre turnover nel quarto quarto, che hanno rotto l’equilibrio e regalato margine.
Il running back degli Irish, Jeremiyah Love, ha corso oltre 100 yard e segnato un touchdown che ha spaccato il match. USC, invece, ha avuto momenti di lucida efficacia, ma nelle serie decisive (red zone, terzo down) è mancata.
Significato: Notre Dame non è la più brillante, ma è una delle più affidabili in questo momento. USC — ridotta all’esame di maturità — ha talento da vendere, ma manca ancora quel dettaglio che distingue i grandi dai giganti.

Se cercate un match ricco di yard, big play e tensione fino all’ultimo secondo, eccolo qui. Texas A&M ha piegato Arkansas 45-42 in un duello offensivo che ha rasentato l’epica.
Le difese? Secondarie. Le squadre si sono rincorse, colpi da una parte e dall’altra. Gli Aggies hanno trovato il guizzo decisivo nel finale.
Per Texas A&M, la vittoria è oro: resta imbattuta e si dimostra minaccia reale nella SEC e nel ranking nazionale.

Vanderbilt batte LSU 31-24, accendendo riflettori e domande: cosa sta cambiando nella SEC?
I Commodores hanno giocato con la solita aggressività e arguzia, poche distrazioni e tanta energia che arriva dall’uomo simbolo Diego Pavia. A questo giro nella trappola ci finiscono i Tigers di Brian Kelly, non nuovo a questo tipo di collasso. Forse è ancora presto per far scattare gli allarmi a Baton Rouge e bisogna considerare come questo non sia più il college football dei vostri padri: anche una squadra come Vanderbilt può, in questa era, portare a casa con costanza vittorie che fino a qualche anno fa sarebbero state impensabili.

Forse la partita simbolo della Week 8: Louisville va in Florida, affronta il favorito numero 2 del Paese, Miami, e la batte 24-21. Uno shock? Sì. Una dichiarazione? Assoluta.
I Cardinals hanno saputo costruire un piano dettagliato: touchdown sui primi due drive (incluso un fake field-goal da manuale), difesa attivissima che ha forzato quattro intercetti al quarterback dei Canes, Carson Beck, entrato come candidato Heisman e uscito con una serata da dimenticare.
Cosa cambia? Per Miami: brucia la sconfitta, cade in una zona d’incertezza per la corsa all’ACC Title Game e ai playoff. Per Louisville: Jeff Brohm si conferma una delle menti più brillanti in assoluto, il piano gara (inedito) con cui incarta Cristobal è da manuale. Le conseguenze si vedranno nelle prossime settimane: Miami dovrà reinvestire impegno, lucidità e correggere gli errori; Louisville può cavalcare l’onda e alzare il profilo del suo 2025.

Altri risultati:

  • Houston batte Arizona 31-28
  • Baylor rimonta nell’ultimo quarto ma non riesce a sconfiggere TCU che passa 42-36
  • Alabama domina contro Tennessee: 37-20
  • BYU vince il derby contro Utah per 24-21 in una Provo vestita a festa.
  • Georgia Tech resta imbattuta (27-18 contro Duke) e diventa la favorita in ACC
  • Michigan stritola Washington nel secondo tempo con una grande prova difensiva (24-7)
  • Oklahoma peggiora la crisi di South Carolina (26-7)
  • Non esce dalla crisi Auburn che perde anche contro Missouri in casa per 23-17
  • Minnesota a sorpresa contro Nebraska: 24-6
  • Un finale rocambolesco (TD della vittoria negato sulla linea) impedisce a North Carolina di arrivare alla prima W in ACC. Vince Cal 21-18.
  • Vincono in ciabatte UCF (45-13 contro West Virginia) e Northwestern (19-0 contro Purdue)
  • Indiana scappa via nel secondo tempo e chiude 38-13 contro Michigan State
  • GT è la favorita ma in ACC attenzione a SMU che vince 35-24 in casa di Clemson
  • UPSET nel deserto con Arizona State che batte Texas Tech 26-22
  • Florida vince contro Mississippi State 23-21 ma non basta per salvare Billy Napier: licenziato.
  • Ennesimo tonfo di Florida State contro una Stanford molto rimaneggiata: l’orologio ticchetta anche per Mike Norvell.
  • Oregon in scioltezza contro Rutgers: 56-10
  • Texas a fatica contro Kentucky 16-13, Iowa di poco contro Penn State 25-24
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Guido Semplici

College Football - Co-Host di Scusate il CFB, mi trovate anche su Podcast Verso il Draft e su Twitter.

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