Corner stones (Pittsburgh Steelers vs Green Bay Packers 25-35)

Pittsburgh Steelers contro Green Bay Packers: due “corner stones” sulle quali è stata costruita la NFL che conosciamo oggi.
E’ come vedere due signori anziani che si ritrovano per una partita di scacchi, in un parco pubblico di una metropoli statunitense. Una partita che dura dall’alba dei tempi, dove ogni mossa è accompagnata da un ricordo di un passato dove i due signori, nel pieno del vigore di gioventù, erano in assoluto controllo dei propri destini.

Il presente vede due squadre che sono simili in ambizione, ma in momenti diversi del loro percorso. I Pittsburgh Steelers, provenienti da una sconfitta patita nel Thursday Night, sono chiamati al riscatto, i Green Bay Packers, invece provengono da una vittoria e sono chiamati a confermare il buon momento che il team sta vivendo.
Entrambe in testa alla propria Division, ma se la NFC North è considerata una delle Division più forti di questa stagione, di certo non si può dire lo stesso della AFC North, dove le quattro squadre hanno tradito le attese della vigilia e l’unica squadra con un record positivo sono appunto, i Pittsburgh Steelers.

La partita

Il primo quarto è stato caratterizzato dalla partenza aggressiva degli Steelers: l’attacco guidato da Rodgers muoveva la catena con pazienza e la squadra capitalizza con due field goal di Chris Boswell, i Packers davano comunque segnali di essere in partita, ma non avevano ancora trovato il ritmo. La Defense degli Steelers (sul banco degli imputati da inizio stagione) ha retto bene ed è riuscita a limitare le conversioni in terzo down degli ospiti. Nel secondo quarto poco cambia: i Pittsburgh Steelers continuano a controllare la partita, l’attacco continua a muovere la catena e la difesa forza i Packers al punt in un paio di occasioni. I Packers invece in questa fase sono sembrati imprecisi nei passaggi lunghi, tuttavia, hanno cominciato ad accumulare yards con ricezioni intermedie da parte di Tucker Kraft e degli altri target sapientemente ricercati da Love.

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Il terzo quarto ha segnato la linea di demarcazione tra due partite diverse: quella controllata dagli Steelers nella prima metà e quella ribaltata dai Packers con determinazione, nella seconda metà.
Dopo l’intervallo, i Pittsburgh Steelers rientrano in campo con un vantaggio apparentemente solido, costruito su un gioco controllato e sull’efficacia del piede di Chris Boswell. L’attacco di Arthur Smith prova a rallentare il ritmo, ma i segnali di cedimento difensivo iniziano a emergere. Jordan Love, fino a quel momento incostante, legge una copertura in single-high e lancia una parabola profonda per Tucker Kraft. Il tight end vince il duello fisico con il safety DeShon Elliott, piazzando una spinta con il braccio destro che lo libera per una ricezione da 59 yard. Il pubblico di casa esplode di protesta, ma gli arbitri lasciano correre: nessuna flag per pass interference offensiva. È il big-play che riaccende Green Bay e accende le polemiche.
Pochi minuti dopo, gli Steelers provano a rispondere. Aaron Rodgers sfrutta un presunto offside della linea difensiva dei Packers, lancia profondo sperando in un “free play”, ma la crew guidata da Shawn Hochuli non fischia nulla. L’azione, invece di portare yard preziose, finisce con un incompleto e costringe Pittsburgh al punt: due episodi in pochi minuti che spezzano il ritmo e la concentrazione.
Love orchestra un drive chirurgico, chiuso con un touchdown che riduce il divario a una sola giocata. La difesa degli Steelers appare improvvisamente vulnerabile, priva di lucidità e di quella aggressività che aveva mostrato nel primo tempo. A peggiorare la situazione, arriva l’infortunio di DeShon Elliott sul finale del quarto: un brutto infortunio al ginocchio lo costringe ad abbandonare il campo tra gli applausi del pubblico. Con lui fuori, Pittsburgh perde il leader della secondaria, e le coperture si sfilacciano proprio nel momento in cui servirebbe solidità.
Il tabellone recita Steelers ancora avanti, ma l’inerzia non è più loro: la squadra di Matt LaFleur ha trovato la chiave per bucare la difesa di Pittsburgh, mentre la panchina di Tomlin fatica a trovare risposte.

Il quarto quarto all’Acrisure Stadium ha avuto il sapore amaro delle occasioni mancate. I Pittsburgh Steelers, dopo un primo tempo dominato e un terzo quarto scivolato via tra decisioni controverse e infortuni pesanti, si sono presentati all’ultimo periodo con il fiato corto e un vantaggio fragile, messi sotto assedio da un Jordan Love in stato di grazia. La prima serie offensiva dei Packers nel quarto finale è una dichiarazione di forza: Love orchestra un drive da manuale, che tiene la difesa di Pittsburgh sul filo, fino a concludersi con il touchdown di Jacobs che con la successiva conversione da due punti, porta Green Bay in vantaggio per la prima volta nella partita. Lo stadio si ammutolisce, i tifosi dei Packers esultano, e la sensazione è che l’inerzia sia ormai completamente ribaltata.
Pittsburgh prova a reagire ed i drive successivi sono un microcosmo della stagione: buone chiamate iniziali, poi errori di esecuzione. I Packers controllano il vantaggio con freddezza, gestendo cronometro e possesso. I tentativi di Pittsburgh sono affannosi, la difesa appare stanca e la secondaria manca letture e aggressività. Il finale è solo una formalità: Green Bay inchioda la vittoria sul 35-25.

Conclusioni

Il quarto finale ha sancito non solo la sconfitta degli Steelers, ma la prova che questa squadra, quando messa sotto pressione, fatica a rigenerarsi e a rispondere ai cambi di ritmo degli avversari. Green Bay ha mostrato invece di avere carattere, schemi pronti, e capacità di cogliere l’occasione. Per Pittsburgh, è un campanello d’allarme: il vantaggio iniziale serve a poco se non lo sai consolidare nei momenti clou.
La squadra in classifica controlla ancora la Division, tuttavia l’ulteriore prova offerta, gli infortuni subiti in questa partita (Daniel Ekuale, Isaac Seumalo, DeShon Elliott che probabilmente, salterà l’intera stagione), ed un calendario non semplice, non fanno dormire sonni tranquilli.
Durante la rimonta orchestrata dai Green Bay Packers, si è vista per l’ennesima volta la difficoltà di adattamento da parte del coaching staff: molti big plays dei Packers sono arrivati con ricezioni che si sono trasformate in corse lunghe dopo pochissimi contatti, ed i mismatch creati non hanno ricevuto risposte adeguate da parte del coaching staff dei Pittsburgh Steelers, mettendo ancor di più in difficoltà una secondaria, che orfana di Elliott, è apparsa molto confusionaria.
Senza le giuste correzioni da parte del coaching staff, una ritrovata disciplina in campo da parte dei giocatori, gli Steelers rischiano di rimanere una squadra dal rendimento altalenante, condannandoli ad una stagione vissuta non da protagonisti.

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Italian Steelers Nation

Italian Steelers Nation nasce con l'intento di riunire i tifosi Steelers italiani. Il gruppo è da sempre in prima linea nel promuovere lo sport ed i valori intrinsechi del football americano in chiave Steelers, offrendo informazioni relative al mondo dei Pittsburgh Steelers per il pubblico italiano e non.

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