Nello scontro divisionale di week 8 i Philadelphia Eagles hanno sconfitto i New York Football Giants con il punteggio di 38 a 20. Era una partita molto attesa da ambo le squadre, non solo in quanto sentita rivalità divisionale, ma anche e soprattutto per le motivazioni che ciascuna squadra si portava dietro, varcando le soglie del Lincoln Financial Field.
I padroni di casa, caricati da assenze per infortunio dal peso specifico non indifferente (Jurgens ed AJ Brown su tutti) erano ansiosi di vendicare la brutta sconfitta di week 6, ma soprattutto erano chiamati a dissipare i dubbi circa la latitanza del loro gioco via terra e a conquistare una vittoria fondamentale per entrare nella settimana di bye su un confortevole 6-2, in vista di un calendario tutt’altro che semplice. Dall’altro lato gli uomini di Brian Daboll erano ansiosi di confermare la supremazia mostrata tra le mura amiche ed al contempo di scrollarsi di dosso il fresco ricordo della scioccante rimonta subita per mano dei Denver Broncos non più tardi di sette giorni fa.
Il secondo gioco del primo drive della partita assolve il compito arduo di rispondere già ad una delle questioni sul tavolo: handoff per il numero 26 in kelly green che vede la pista libera e decolla lungo le 65 yard che lo separano dalla endzone. Festa grande sugli spalti del Linc per il primo explosive play della stagione da parte di Saquon e prima risposta, gli Eagles sanno ancora correre. Barkley chiuderà con 150 yard e 2TD, e Tank Bigsby, RB arrivato a stagione in corso dai Jaguars, con 104 yard corse ed un impressionante 7.8 yard after contact medie. Prestazione che consacra Bigsby al ruolo di RB2 e mette a forte rischio la job security di AJ Dillon. Buona anche la prestazione di Shipley che utilizzato sui kick return è riuscito a dare ottime posizioni di partenza all’offense di Hurts che si sono poi tradotte in punti sul tabellone
SAQUON GONE ON SECOND PLAY.
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La reazione dei Giants non tarda ad arrivare e dopo un field gold di Elliot respinto dal palo, Dart trova Skattebo nei pressi della endzone per il 7 pari. Nei drive seguenti si sviluppa una fase piuttosto concitata della partita, caratterizzata da decisioni arbitrali discutibili se non del tutto sbagliate, come un fischio frettoloso in occasione di una tush-push che se ben arbitrata sarebbe terminata con un fumble ricoperto da NY e che invece, trasformata, ha poi dato facoltà agli Eagles di portarsi in endzone, ancora con Saquon Barkley, ma questa volta su passaggio.
Sulla tush-push non c’è nulla da aggiungere, la posizione di chi vi scrive è chiara: non è un gioco arbitrabile e come tale ed esclusivamente in quanto tale, non ha possibilità di rimanere nella Lega, per il bene di tutti, Eagles in primis.
Siamo sul 14 a 7 e di segnali che questa possa non essere una gran serata per i blu di NY ce ne sono già stati diversi, ma il peggio non tarda ad arrivare. Skattebo riceve un tracciante centrale da Dart, placcaggio di Baun e caviglia che rimane sotto, per poi riemergere in una posizione che non è altro che una terribile sentenza: stagione finita. Il sensation rookie running back dai Sun Devils che aveva riportato insieme a Dart entusiasmo e vitalità ad una piazza che ne necessitava più di qualunque altra viene portato fuori in kart tra gli applausi di tutto il pubblico di Philadelphia.
Thank you everyone for the support!! Surgery went well. I just want to thank the city of Philly for taking the best care of me. Every moment I spent in the hospital with family and friends I felt loved and supported in every way❤️ thank you to the doctors, surgeons, and staff…
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NY accorcia con un calcio ma Philly risponde con un bel drive in cui DeVonta Smith si fa trovare sempre magistralmente open, Hurts chiude il primo tempo scaricando tra le mani di Dallas Goedert il TD del 21 a 10. Nel terzo quarto subito un bel sack di Jalen Carter, il primo della sua stagione, che contribuisce ai 5 sack complessivi di squadra, record stagionale per il reparto di Fangio. Ad un innocuo scambio di field goal segue una bella corsa di Barkley, l’ennesima, dalla quale però il 26 esce zoppicante, partita finita per lui e quanto mai provvidenziale bye week all’orizzonte. Bigsby si prende la scena e conquista uno spettacolare primo down su corsa partendo da un 2nd&31. Lo sforzo del compagno viene onorato dal secondo TD personale di Goedert nel national tight end day e punteggio fissato sul 31 a 13.
Un’altra discutibile chiamata arbitrale toglie a Slayton un bellissimo TD, laddove l’interferenza sembrava più ad opera del sophomore corner di Philly Mitchell. Nel drive che segue gli uomini di Sirianni grazie ad uno spettacolare contested catch di Dotson si portano sul 38-13 e si concedono per la prima volta in stagione il lusso di far riposare i titolari, nel garbage time è Jackson Darts (14/24 per 193 passing yard), ultimo a mollare, a siglare su corsa il TD del 38 a 20.
Hurts to Dotson for a 40-yard TD! Hurts’ fourth TD pass today
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Non rimangono molte considerazioni di fare. Empatia, tanta, per i Giants e per i loro tifosi, che dopo aver trovato in Dart un QB futuribile hanno perso per infortuni gravi prima Nabers ed ora Skattebo. Quest’ultimo un giocatore esaltante, cui tutti i tifosi di questo sport, come dimostrato dai presenti al Linc, augurano di tornare presto ed ancora più forte. Lato Eagles non poteva andare meglio, risposte sono giunte su tutti i fronti, il running game si è palesato ed ha piazzato non uno, ma ben due giocatori sopra le 100 yard. La prestazione di Bigsby, come già detto, è la vera notizia. Fondamentale che Saquon abbia un elemento in rotazione valido, come lo scorso anno fu Gainwell. Abbastanza bene la difesa con ancora qualche falla in secondaria, ma cresciuta in pass rush e pressione.
Philadelphia può sfruttare la bye week per recuperare gli elementi acciaccati, a partire dal numero 26, e può farlo dall’alto di un confortante 6-2, ancor più confortante al netto della simultanea sconfitta dei Cowboys. In uscita dal bye Philadelphia avrà un calendario durissimo che la vedrà opposta in sequenza a Pakers, Lions, Cowboys, Bears e Chargers, vietato adagiarsi sugli allori.
A cura di Riccardo Spada, Fly Eagles Fly Italia




