Vittoria dal sapore amaro (Jacksonville Jaguars vs Cincinnati Bengals 27-31)

I Cincinnati Bengals, con esordio in arancione davanti ai propri tifosi, hanno la meglio dei Jacksonville Jaguars per 31 a 27 grazie ad un Touchdown all’ultimo drive, primo vantaggio dopo 59 minuti e 42 secondi. La vittoria in week 2, prima in carriera per il coach Zac Taylor, ha però il sapore amaro, anzi amarissimo a causa del nuovo infortunio occorso a Joe Burrow al tendine dell’alluce sinistro, che lo terrà fuori dal campo di gioco per almeno tre mesi, ma probabilmente si rivelerà season ending.

Tornando alla partita, Jacksonville ha molti motivi di rimpianto per essersi lasciata sfuggire una ghiotta occasione di vittoria contro una squadra guidata da un backup QB; in particolare i due drop clamorosi dei ricevitori, l’ultimo dei quali ha impedito la conversione del down a pochi passi dalla end zone nei minuti finali, avrebbero impedito la rimonta Bengals. Con il turnover on down, infatti, sul 27-24 in favore degli ospiti, il quarterback di riserva, Jake Browning, non si è fatto intimidire dai tre intercetti precedenti conducendo un drive vincente di 93 yard e arrivando oltre la linea di meta grazie a una spinta del compagno Drew Sample, in una casereccia ma efficace “tush push”.

Il primo tempo inizia con i Jaguars subito avanti. Il gioco di corse funziona come anche il passing game, contro cui la difesa di Cincinnati fatica a prendere le giuste contromisure. È il WR ospite D. Brown che mette a referto il primo TD per Jacksonville dopo un bel primo drive condotto senza patemi da Lawrence. Il QB della Florida, ripresa palla dopo un 3&out dei padroni di casa, si ripresenta in red zone ma il Cb dei Bengals, Dax Hill, si frappone tra la palla e la seconda scelta assoluta Wr/Cb Travis Hunter conquistando il pallone per il primo dei turnover subiti dai Jaguars. Questa volta Burrow riesce, non senza fatica, a pareggiare i conti sfruttando soprattutto Chase, autore della segnatura. Jacksonville riprende a giocare, e si riporta in avanti per 14 a 7. È il RB di riserva B.Tuten a ricevere un corto passaggio sulla sinistra e a portare il pallone in end zone. A 9 minuti dall’intervallo, il cuore dei tifosi di casa di ferma di colpo: Joe Burrow non si rialza dopo un sack causato dal collasso centrale della OL e dovrà abbandonare il campo zoppicando. I Jaguars non approfittano dello sconforto neroarancio e anzi, Lawrence si fa intercettare da Jordan Battle sulla linea delle 34 yard. Il primo tempo si chiude dopo un field goal per parte sul 17 a 10 per gli ospiti poco prima del primo intercetto per il Qb di riserva dei Bengals, Jake Browning.

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Il secondo tempo è veramente avvincente ed emozionate. Continui colpi di scena rendono l’esito incerto. Browning sale in cattedra. Pareggia subito i conti grazie ad un drive di 76 yard concluso da una catch straordinaria ad una mano del Wr Tinsley, inserito nel roster dopo una scintillante pre-season. Botta e risposta nel 3° quarto: Etienne, il Rb dei Jags, riporta avanti gli ospiti sul 24 a 17, ma vengono ripresi da Higgins, il Wr dei Bengals, che batte in velocità il CB avversario segnando il pareggio. Nell’ultimo quarto, in vantaggio 27 a 24, gli ospiti hanno l’occasione per chiudere i conti. La mancata ricezione del Wr Thomas, completamente libero, condanna Jacksonville a subire il ritorno dei padroni di casa. Browning sale in cattedra, si lascia scivolare i tre intercetti subiti e porta a casa la vittoria con il drive più lungo della partita: 92 yard in 3 minuti e mezzo. Il sack di Hendrickson su Lawrence, l’unico subito dai Jaguars, chiude la contesa.

Come i Cleveland Browns la settimana scorsa, i Jaguars hanno in mano la partita ma non riescono a portarla a casa. Lawrence 271 yard grazie ad un 24 su 42, 3 Touchdown e ben 2 intercetti sembra svolgere il compitino, anche se, a dire il vero, molte responsabilità ce l’hanno i suoi ricevitori. Inquietante il litigio con il suo head coach Coen per un lancio troppo alto che ha spinto Lawrence ad un gesto di disappunto eloquente verso il suo coach. Washington immarcabile, 5 su 5 per 76 yard; dietro di lui Brown, Thomas e Tuten. Travis Hunter è impiegato più spesso come corner con una prestazione in chiaroscuro. Bene anche il running game con 140 yard, 5,1 di media che porta Jacksonville al primo posto nella lega come yard guadagnate. Bene la DL degli ospiti che genera sempre molta pressione, specie con Burrow in campo, ma al contempo capace anche di annullare il gioco di corse dei Bengals. La secondaria mette a segno 3 intercetti su Browning, ma si riveleranno non sufficienti per portare a casa la vittoria.

Sul fronte opposto, Burrow, 7/13, 76 yard e 1 TD, Browning 21/32, 241 yard e 3 intercetti, un TD su corsa e uno su pass. Non ha paure il ragazzo che continua a lanciare noncurante dei suoi errori precedenti. Commento della Oline dei Bengals fotocopia di week 1: “cambiano i coach, cambia il personale (due nuove guardie), ma il risultato è sempre lo stesso: scarsa pass-protection e difficoltà nell’aprire varchi per le corse”. Questa volta si aggiunge l’aggravante del terzo infortunio season-ending per Burrow alla sua sesta stagione. Monumentale prova per Chase che, dopo la difficile week 1, riprende a macinare stats da capogiro: 14 ricezioni su 16, 165 yard e 1 touchdown. Bene anche Higgins con 56 yard. Passo indietro per le corse di Chase Brown; i Bengals sono ultimi nel running game per yard percorse.  In difesa, dopo la prima prova, iniziano le prime conferme anche se, ovviamente, parziali. Non bene la linea, contenuta dalla Oline dei Jaguars. La running defense dei Bengals fa un passo indietro rispetto alla prima giornata, mentre nel passing la preoccupazione della secondaria sembra essere solo quella di evitare i big play, con le safety molto alte e con copertura a zona. Questo porta, inevitabilmente, a concedere molto nel corto-medio raggio, dove di conseguenza si concentrano i target dei Qb avversari. Occorrerebbero delle letture in anticipo che portino a dei breakup ed evitino la ricezione. Purtuttavia la difesa dei Bengals sta recuperando posizioni: dal 25° posto nel 2024 in termini di punti concessi, si è passati al 16° posto, ma è da capire dove finiscano i propri meriti e inizino i demeriti avversari.

Con il nuovo coach Jacksonville sembra avere avviato un nuovo corso. Il running game (prima squadra della lega) non è più un corollario del passing game, ma una delle fondamenta del gioco offensivo. Ne beneficia anche Lawrence che, tuttavia, è l’ombra del talentuoso giocatore ammirato al college. L’impressione è che solo un cambio di squadra possa fargli recuperare grinta ed entusiasmo che da tempo non riesce più a mettere in campo. C’è tutto il tempo per migliorare, specie in difesa, anche in considerazione del fatto che il talento di Travis Hunter non è ancora sbocciato, ma i Jaguars non possono permettersi di lasciarsi sfuggire occasioni come questa a Cincinnati. I Colts sono partiti a razzo e i Texans verosimilmente si riprenderanno, per cui, se l’obiettivo sono i playoff, certe partite si devono portare a casa.

Per i Bengals, invece, il futuro è fosco. Senza Burrow, la stagione rischia di andare alle ortiche, così come già accaduto in passato e nel frattempo è partita la caccia alle streghe di tutti i media americani. A chi attribuire le colpe del nuovo infortunio? Al front office che non ha investito adeguatamente, non allestendo mai una OL che non finisse tra le ultime 6 della lega? Ai coach che non sono in grado di organizzare né un pass-blocking decente né un running game efficace, con la perenne incapacità di conquistare con costanza le 2-3 yard necessarie per chiudere i down? A Burrow stesso che vuole a tutti i costi prolungare la giocata esponendosi a rischi a volte non necessari specie in questa fase della stagione? Ad uno stile di gioco basato troppo sulla shotgun, lo spread e l’empty con conseguente prevedibilità e facilità di letture per le defensive line avversarie? Al destino beffardo?

Un’ultima provocazione: pass blocking grade di domenica con Browning 73.1 e 2,34s per lanciare, con Burrow 49,9 e 2,96s. Accelerare il rilascio con costanza può essere l’uovo di Colombo in casa Bengals?

Ci sarà tempo per parlarne, week 3 è alle porte.

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