JJ guida la rimonta Vikings al Soldier Field (Minnesota Vikings vs Chicago Bears 27-24)

A volte può bastare un quarto ben giocato, specie se questo è l’ultimo.
Il caso è quello del primo Monday Night Football 2025, quello in cui Chicago gestisce tre parziali prima di addormentarsi ritrovandosi incapace di aprire gli occhi per uscire dal brutto sogno. I Bears calano nel ritmo, nella concentrazione e collassano sulle gambe sotto gli occhi di un pubblico visibilmente deluso e arrabbiato per il comportamento in campo.

Dall’altro lato succede l’esatto contrario, tre tempi di totale sterilità prima che Santos calci un field goal a lato innescando la miccia per esplodere; a J.J. McCarthy basta poco, quattro urla e qualche pacca sulle spalle dei compagni per alzare il morale (sino a quel momento decisamente basso) e il gioco è fatto. Ai Vikings entrano tre-quattro drive efficaci, che mandano fuori giri la difesa di casa e ammazzano la partita senza troppi fronzoli. Anche perchè la sideline dei Bears è disunita, soffocata dal pensiero della paura di non saper vincere. L’attacco sente la pressione, la difesa cede assieme alle menti degli allenatori che non hanno indicazioni nè consigli da dare. Gli occhi di Ben Johnson ricordano quelli di Matt Nagy e le chiamate delle corse verticali sui primi down sono il chiaro segnale di panico totale!

Qualcosa che si pensava potesse risolversi con l’arrivo di Ben Johnson e con un anno di maturità in più di Williams, e invece no. I Bears uscivano da perdenti lo scorso anno e rimangono perdenti nonostante tutto. Chiariamo che la lettura della situazione da parte nostra in questa sede non è finalizzata al voler drammatizzare una semplice sconfitta, ma abbiamo abbastanza esperienza per capire fin dai primi passi che se l’atteggiamento è quello visto ieri allora non esistono speranze.

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Certo, week 1 in NFL andrebbe sempre presa con le pinze, ma nel caso dei Chicago Bears le pinze sono già scappate di mano e le reazioni dello stadio alla sconfitta casalinga ne sono una reale testimonianza.

Sappiamo che per indole i Vikings sono una squadra offensiva, la quale lavora da tanti anni sul cercare di fare un punto in più dell’avversario anzichè sul cercare di subirne uno in meno; questo genera le capacità di rimonta, proprio quel tassello che manca ai Bears che puntualmente si trovano nella situazione di perdere le partite corti un un possesso.

Nella NFL contemporanea vincono gli stili offensivi, quelli che portano i tabellini a riempirsi di numeri quasi senza senso… quantomeno durante la stagione regolare dove il margine di errore e più alto e anche qualche sconfitta è tollerata.

Va bene ai Vikings, che però dovranno realizzare molto velocemente che di squadre con i problemi dei Bears ce ne sono una manciata nella lega: di conseguenza il successo di week 1 vale solo per week 1 e non può essere preso come punto di analisi per confrontarsi con il resto delle squadre che rimangono da affrontare. Anche a Minnesota serve modificare l’approccio e giocare al massimo delle forze fin dai primi snap.

Se l’atteggiamento del capo allenatore dei Bears ha rievocato alcune vecchie e brutte reminiscenze, quello del QB Caleb Williams non è andato molto distante sebbene sia evidente che il ragazzo abbia del talento in più rispetto ai predecessori.

Williams però non ha usato alcun tipo di leadership nel momento in cui il gruppo dei Bears si stava sgretolando e questo non è concesso a nessuno sportivo che abbia abbastanza skill per indossare la maglia del quarterback titolare. Caleb può fare la differenza ma sembra che sia ancora un tantino acerbo nonostante i proclami e le dichiarazioni del caso. Appare ancora come un diamante grezzo che va lavorato e sul fatto di avere pazienza nemmeno il più bollente tra i tifosi dovrebbe risentirsi.

La fretta non ha mai giovato a questo ambiente e nonostante il morale non sia dei migliori è ancora giusto professare un pò di calma. Vedremo se l’estro offensivo di Ben Johnson troverà spazio aiutando QB e spogliatoio a dirigersi nella direzione maestra.

alex cavatton firma area 54

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