Finale thrilling, non c’è 2 senza 3!! (New York Jets vs Tampa Bay Buccaneers 27-29)

Nella terza giornata della stagione 2025 della NFL i Tampa Bay Buccaneers ospitavano i New York Jets. I Jets (0-2) erano già con le spalle al muro per non rischiare di perdere il contatto con le altre rivali della AFC East Division. La squadra di coach Glenn doveva rinunciare al suo QB titolare Justin Fields (assente per “concussion”) schierando il backup veterano Tyrod Taylor, assenti anche Reynolds (WR), Johnson (LB) e Adams (S). Tampa (2-0) esordiva in casa e per l’occasione indossava l’uniforme “throwback” con cui esordì nella NFL nella stagione 1976 e doveva fare a meno ancora di Godwin (WR) e di Wirfs (LT) anche se entrambi sembrano sulla via del rientro. Assenti anche gli OL Goedeke (per lui almeno 4 settimane di assenza) e Mauch (stagione finita anzitempo per la guardia titolare) oltre al DL Kancey, anche per lui stagione terminata con largo anticipo. Proprio per questi numerosi infortuni la linea d’attacco dei Buccaneers schierava Klein e Haggard come guardie e Heck come Tackle destro, con i confermati Barton (LT) e Bredeson (centro).

New York parte in attacco e qualche penalità di troppo della difesa e le buone prestazioni di Taylor, Hall e Wilson fa sì che Folk sblocchi il risultato con un preciso calcio dalle 38 yard (3-0). Nel successivo drive, costellato anch’esso da molti falli da parte di entrambe le squadre, i soliti Mayfield, Irving, White e Shepard portano Tampa in posizione di campo favorevole da dove McLaughlin pareggia con un calcio dalle 54 yard (3-3). Il successivo possesso dei Jets si snoda a cavallo tra primo e secondo quarto con guadagni consistenti di Wilson e Hall che permettono a Folk di ripetersi: 6-3. Al suo rientro sul terreno di gioco Mayfield trova ripetutamente il rookie Egbuka e Shepard che avvicinano il proprio attacco alla end zone dove Evans riceve un preciso lancio di Mayfield per il primo vantaggio dei padroni di casa (6-10). I Jets cercano di replicare ma un quarto tentativo con 1 yard da prendere, giocato a centrocampo, viene fermato dalla difesa di Tampa che rida l’ovale al proprio attacco. White conquista un primo down in un’azione che viene però vanificata da una penalità della linea e i Buccaneers con il punt ridanno la palla a New York. Anche i successivi 2 drive (uno per parte) non vanno a buon fine. Taylor rientra a comandare il proprio attacco ma un blitz di Winfield provoca un fumble immediatamente recuperato da Vita Vea in una posizione di campo favorevole. Un’altra penalità della difesa dei Jets porta i padroni di casa in piena red zone da dove McLaughlin arrotonda il risultato (6-13). Con qualche decina di secondi sul cronometro prima dell’intervallo Taylor cerca di scuotere i suoi, ma un lancio inteso per Wilson viene intercettato da Dean che si invola per 55 yard fino al TD del 6-20, punteggio con cui le squadre vanno negli spogliatoi.

La terza frazione di gioco si apre con Tampa protagonista di un lungo drive (più di 9 minuti) in cui le corse di Irving e le ricezioni di Egbuka ed Evans, oltra alla solita azione personale di Mayfield, permettono a McLaughlin di centrare ancora i pali (6-23). Anche nel possesso successivo New York gioca un quarto tentativo (questa volta con 12 yard) sempre senza successo e si arriva al termine del quarto. A inizio ultima frazione i Buccaneers non chiudono il down e ridanno l’ovale ai Jets che ora sembrano più efficaci nel guadagnare down e yard; arriva così il TD di Wilson su lancio di Taylor che riduce il divario: 13-23. I Buccaneers, anche per colpa delle penalità, invece fanno sempre più fatica in attacco e devono accontentarsi del quarto calcio di giornata di McLaughlin (13-26). Il tempo rimanente sembra ridurre le possibilità di recupero degli ospiti; Dean intercetta ancora Taylor ma un fallo dello stesso Dean vanifica la bella giocata difensiva. Taylor carica sulle proprie spalle l’intero reparto anche con azioni personali e trova Lazard per il touchdown del 20-26. Con meno di 4 minuti sul cronometro l’attacco di Tampa cerca di chiudere il match ma il calcio di McLaughlin stavolta viene bloccato dallo special team ospite con McDonald che recupera la palla e, dopo una corsa di 50 yard, entra in end zone per l’insperato sorpasso (27-26). A pesare sul fallito FG una penalità per “delay of game” costata 5 yard. Con meno di 2 minuti rimanenti tutta la responsabilità è ancora una volta sulle spalle di Mayfield; il QB pesca prima Egbuka e poi Shepard per guadagni significativi e il calcio allo scadere di McLaughlin sancisce il successo, seppur in extremis, dei Buccaneers.

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New York (0-3) pur partendo nettamente sfavorita nei pronostici ha avuto il merito di crederci sempre fino a sfiorare una vittoria tanto inaspettata quanto sarebbe stata meritata per quello mostrato nel quarto quarto. Taylor (26/36, 197 yard, 2 TD, 1 intercetto e 4 sack subiti) ha dimostrato di essere un ottimo backup capace di sostituire degnamente, quando necessario, il QB titolare; per lui anche 48 yard su corsa, diventando il miglior runner davanti ad Allen (30) e Hall (21) che non sono riusciti a dare un grande contributo. Il miglior ricevitore è stato indubbiamente Wilson (10 ricezioni, 84 yard e 1 TD) mentre Hall (31) è stato meglio come ricevitore aggiunto che come RB. L’attacco ha conquistato 21 primi down (meglio dei 19 dei Buccaneers). A penalizzare il reparto i 2 turnover (1 fumble e 1 intercetto riportato direttamente in TD) ma lo special team ha saputo mettersi in luce segnando il TD del sorpasso che ha illuso gli ospiti. In difesa Sherwood è stato il miglior placcatore (11) ma il reparto ha totalizzato 1 solo sack e non ha creato turnover, statistica che nell’economia dell’incontro ha pesato sull’esito finale.

Tampa (3-0) ha seriamente rischiato di compromettere le buone prestazioni dei primi 3 quarti con un’ultima frazione giocata male, come se tutta la squadra si fosse già convinta della vittoria finale. Mayfield (19/29, 233 yard, 1 TD e 1 sack subito, oltre alle 44 yard corse in momenti decisivi) ha ancora una volta dimostrato di essere il trascinatore di questo attacco. Sul terreno Irving (66 yard) e White (12) non sono stati i soliti protagonisti rendendo le scelte del proprio QB più prevedibili. Il reparto ricevitori ha visto brillare la luce del rookie Egbuka (6 catch per 85 yard) ben affiancato da Shepard (80 yard in 4 ricezioni). Da segnalare la prematura uscita dal campo di Evans per problemi al ginocchio e la salute del veterano è un altro punto di domanda nella situazione “infermeria” della franchigia della Florida. L’attacco ha guadagnato quasi 350 yard ma è stato oltremodo penalizzato dalle tante penalità, alla fine saranno in totale 14 per 124 yard!! In difesa ancora una volta sugli scudi David (11 tackle, 1 sack, 1 TFL e 2 QB hit). Gli altri sack sono arrivati da Diaby, dal rookie Parrish e da Winfield nell’azione che ha portato il fondamentale fumble recuperato da Vea. L’intero reparto ha totalizzato ben 9 TFL e 10 QB hit, concedendo però un po troppo nell’ultimo quarto all’attacco dei Jets.

I Jets nel prossimo turno giocheranno nel MNF a Miami contro dei Dolphins anch’essi a secco di vittorie; trattandosi di un match divisionale assume ancora maggior importanza. La squadra di coach Glenn ha dimostrato di avere gli strumenti, sia in attacco che in difesa, per dire la propria e il carattere non manca certo alla squadra della Grande Mela. Una partita giocata bene fin dal primo quarto potrebbe far guadagnare a New York la prima vittoria stagionale. I Buccaneers la prossima domenica giocheranno sempre al Raymond James Stadium di Tampa fronteggiando gli attuali campioni in carica dei Philadelphia Eagles anche loro con 3 vittorie e 0 sconfitte; il livello dell’avversario è decisamente difficile e il team di coach Bowles dovrà migliorare in molti aspetti di gioco se vorrà giocarsi fino alla fine il successo. Come detto da verificare l’entità dell’infortunio a Evans (molto probabilmente sarà assente) e nella baia ci si augura che Godwin (WR) e Wirfs (OT) possano rientrare in campo dando tutto il loro prezioso contributo ai due reparti sicuramente più in sofferenza attualmente.

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Roberto Abelli

Tifoso Bucs dal 1984 Ex giocatore ed ora coach Appassionato di football NFL e NCAA

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