Prima partita stagionale e prima vittoria in trasferta per i Cincinnati Bengals che espugnano l’Huntington Bank Field, casa dei Cleveland Browns per 17 a 16. Inizia con il piede giusto l’avventura dei Cincinnati Bengals che non vincevano in week 1 dal 2021, quando Joe Burrow e compagni superarono i Minnesota Viking all’overtime. Si tratta della seconda vittoria nelle prime due giornate del coach ospite Zac Taylor da quando nel 2019 ha assunto il ruolo di capo-allenatore. I padroni di casa, invece, non riescono a spuntarla, più per propri demeriti che per la forza dell’avversario. Quasi nulla può essere addebitato a Joe Flacco, il Qb dei Browns, che nonostante le 40 primavere, dimostra di essere ancora sul pezzo.
Una partita intensa, una vera e propria “Battaglia dell’Ohio”, ricca di colpi di scena e di capovolgimenti di fronte. La differenza a favore degli ospiti la fanno gli errori commessi dai Cleveland Browns e in particolare dal kicker di casa, Andre Szmyt, che fallisce un punto addizionale e un decisivo field goal dalle 36 yard e dai due turnover causati da due errori in ricezione dei Wr J.Jeudy e C.Tillman che regalano il pallone agli ospiti.
Nel primo tempo iniziano bene entrambe le franchigie con un touchdown per parte. Joe Burrow conduce in maniera vincente, come suo solito, il primo drive conclusosi con la corsa di 5 yard in end zone del Rb Chase Brown. Cleveland non è da meno e pareggia i conti con una corsa di 1 yard da parte del Rb R.Sanders. Dopo 2 punt consecutivi, Cincinnati si riporta in vantaggio con un bel passaggio ricevuto dal nuovo Te Noah Fant, ex Seattle, dopo una finta di corsa. I Browns non riescono a pareggiare, ma accorciano le distanze sul 14 a 10 con un Field Goal dalle 45 yard.
Dopo il riposo, succede quello che in pochi si aspettavano, ovvero entrambe le difese iniziano a salire di livello impedendo agli attacchi avversari di produrre o di finalizzare il gioco espresso. Joe Flacco, costretto a lanciare vista la poca fluidità del running game dei Browns, nonostante gli sforzi profusi, non è assistito dai suoi ricevitori che lo piantano in asso proprio nei momenti decisivi. E che dire del kicker che nel secondo tempo sbaglia tutto quello che c’è da sbagliare, sia il punto addizionale dopo il touchdown dei padroni di casa che si portano in vantaggio 16 a 14, che il field goal del possibile controsorpasso a 4:34 dal termine. L’attacco di Cincinnati si ferma anche grazie all’aumento della pressione portata dalla D-Line di casa, con il solito Garrett a spadroneggiare sulla linea di scrimmage, riuscendo a segnare solo un Field Goal dalle 35 yard dopo un misero drive di appena 17 yard per il definitivo 17 a 16. Da lì in avanti Cleveland non riuscirà più a segnare.
I Browns hanno dominato il tempo di possesso (36 minuti) e le yard totali (327 contro 141), ma non sono riusciti a tradurre il dominio statistico in punti. Flacco con 31/45, per 290 yard, 1 TD, e 2 intercetti (non a lui addebitabili) dimostra ancora tutte le sue qualità. Gli altri due Qb rookie scelti al draft, Gabriel e Sanders possono rimanere in panchina a maturare ancora per un po’. Jeudy, Sampson, Fannin, Tillman e Njoku producono insieme quasi 280 yard! Non male, anche grazie alla permeabilità della secondaria Bengals, vero tallone di Achille del reparto allenato dal nuovo defensive coordinator Al Golden, ex Notre-Dame. Difesa ancora sugli scudi con il solito Garrett a dominare la O-line avversaria. Molto bene anche il rookie Lb Carson Schwesinger, già leader nei tackles, come del resto l’altro rookie, il suo omologo in casa Bengals, Knight.
Sul fronte opposto, Burrow, con 14/23, 113 yard, ed 1 TD, parte bene nel primo tempo, ma nel secondo la forte pressione dalla difesa dei Browns limita la sua produzione offensiva a sole 7 yard. Molti cambi nel coaching staff sono stati fatti, cambia il personale (due nuove guardie), ma il risultato è sempre lo stesso: scarsa pass protection per Burrow e difficoltà nell’aprire varchi per le corse. I Wr Higgins e Chase non superano insieme le 60 yard ricevute, mentre i TE Fant, 1 TD, e Gesicki totalizzano 40 yard. Benino le corse di Chase Brown nel primo tempo, mentre nel secondo il suo apporto risulta quasi nullo. In chiaroscuro la nuova difesa dei Bengals. Bene sulle corse, marchio di fabbrica dei padroni di casa, male in cover. Troppa separazione dei cornerback dai rispettivi avversari, consentendo catch mai contestate, al contrario del Cb di casa Ward che si dimostra ancora una volta uno dei migliori interpreti nel ruolo. Le safety risultano sempre troppo lontane dai linebacker, lasciando un’area centrale scoperta che viene puntalmente colpita dalle slant dei Browns. La difesa si salva con i due intercetti, figli più degli errori in ricezione, che di veri e propri anticipi, ma le yard concesse alla fine risultano davvero troppe. Ci sarà tempo per migliorare, ma preoccupa che molti difetti siano gli stessi della passata stagione.
Cleveland è ancora in cerca di una propria dimensione, ma la prestazione di week 1 lascia ben sperare. Solo la sfortuna e la partita disastrosa del kicker hanno negato la vittoria ai Browns. Se con il fallimento ormai conclamato del progetto Watson e l’addio di Chubb è inevitabile avere un attacco in fase di ricostruzione, la difesa appare ancora solida e in grado di contenere qualsiasi avversario. Flacco è ancora un vecchio leone, ma prima o poi, Sanders o più probabilmente Gabriel saranno buttati nella mischia per strappargli la guida della squadra.
Sul fronte opposto, i Bengals si salvano per il rotto della cuffia, in una partita che avrebbero meritato di perdere. Piccoli segnali di miglioramento si sono comunque visti, in particolar modo nella difesa sul gioco di corsa, qualità fondamentale per sopravvivere nella AFC North.
Resta come al solito il problema di rendere affidabile l’offensive line che nel secondo tempo è crollata miseramente; da capire se il calo è stato fisico o dovuto all’incapacità di adeguarsi agli aggiustamenti difensivi dei Browns. Si sperava che a Burrow giovasse la sua prima offseason senza intoppi, ma il Qb non sembra ancora vicino ai suoi soliti standard, anche se nettamente migliore di quello visto nelle partite di apertura delle passate stagioni. Lui e i Bengals sono sembrati più preoccupati di non perdere la partita piuttosto che vincerla e devono ringraziare la buona sorte se sono usciti da Cleveland con una W, una brutta vittoria ma pur sempre una vittoria.




