Partiamo dal risultato finale: i Philadelphia Eagles si sono imposti sui Los Angeles Rams per 33 a 26, sette punti di vantaggio. Neanche troppo tirata, si potrebbe concludere eppure, prima dell’epilogo finale, questa partita era già stata spedita agli annali per ben due volte ed in entrambe le circostanze la vittoria era dei Rams.
A tre secondi dalla fine, con gli Eagles avanti 27-26, cala il silenzio sul Lincoln Financial Field. Matthew Stafford è riuscito ad orchestrare con fluidità un buon drive, bersagliando ripetutamente quel fenomeno che è Puka Nacua (11 ricezioni per 102y), così da mettere il suo kicker Joshua Karty nell’agevole posizione di trasformare dalle 44 yard il calcio che avrebbe consegnato la vittoria ai californiani. Il kicker, secondo anno da Stanford, si era già visto bloccare il precedente tentativo di trasformazione da Jalen Carter e non vedeva l’ora di scrollarsi di dosso il primo errore e sostituirlo con gli allori del trionfo, ma dopo che la palla da lui calciata ha iniziato la sua traiettoria aerea, si sono stagliate come un muro invalicabile le enormi braccia di un altro interior linemen di Philadelphia, quelle di Jordan Davis.
Il ragazzone da Georgia non si limita a bloccare il field goal, ma senza esitazione recupera la palla vagante e si lancia a tutta velocità nella direzione opposta senza più voltarsi indietro, un metro e novantotto centimetri per centocinquanta chilogrammi non gli impediscono di correre le sue 61 yard più epiche di sempre e sancire nella maniera più folle possibile la vittoria degli Eagles.
EAGLES BLOCK THE KICK AND JORDAN DAVIS SCORES A TOUCHDOWN BECAUSE WHY NOT pic.twitter.com/XNcYthVUMm
— NFL (@NFL) September 21, 2025
Sono partito dal finale cinematografico, ma il resto della partita si è sviluppato perfettamente per accogliere questo memorabile plot twist.
La partita
Primo drive e subito grande lettura di Zack Baun che intercetta Stafford sulle sue quaranta, palla ad Hurts che porta Philadelphia in endzone con un paio di tush-push, una delle quali (non quella decisiva) viziata da falsa partenza non ravvisata dalla squadra arbitrale. Sembra tutto come nelle prime due settimane di stagione regolare: Philadelphia non gioca bene, ma segna quanto basta grazie al gioco via terra ed all’immancabile ed inarrestabile brotherly shove. Insomma: comfort zone.
Invece no, da qui in avanti i Rams dominano letteralmente il primo tempo, l’Offense di Kevin Patullo, OC Eagles alla prima esperienza da play caller e già sulla graticola, non combina nulla. Le statistiche del primo tempo sono impietose: 0 su 6 nella conversione di terzi down, un totale di yard su passaggio negativo (!) e sole 35 yard su corsa.
Al contrario i ragazzi di Sean McVay acquistano crescente fiducia, prima accorciano sul 7-3 con un calcio di Karty e poi segnano un bellissimo touchdown con una bomba da 44 yard che cade tra le braccia di Davante Adams, liberatosi di forza ed astuzia della marcatura di Blankenship.
Stafford to Davante Adams for a 44-yard Rams TD!
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Nel già menzionato nulla dell’attacco, gli Eagles vengono tenuti a galla da qualche imprecisione di troppo da parte di Stafford (19/33 per 196y 2TD e INT) e dalla difesa di Fangio che limita Los Angels a 3 field goal. Il primo tempo si chiude con un significativo 19-7 per Los Angeles.
Per i ragazzi di coach Sirianni Il secondo tempo parte anche peggio di come si era chiuso il primo. Per la quarta volta consecutiva il ritornatore di turno, in questa circostanza John Metchie III, non controlla il kick off e Hurts è costretto ad iniziare il drive a pochi passi dalla sua endzone. Su un 2nd&7, nel tentativo vano di lanciare, subisce un violentissimo sack del DROY 2024 Jared Verse, fumble coperto dai Rams, handoff per Kyren Williams e touchdown del 26 a 7. Mancano ancora due quarti da giocare, ma poche volte una partita mi è parsa più finita di questa.
A questo punto Philadelphia non ha più null’altro da perdere, non c’è più comfort zone, non c’è più palla a Barkley e pregare, non c’è più nemmeno la tush-push: leggerezza.
Lancio di Hurts dalle 25 e ricezione di AJ Brown ben 45 yard più in là, pubblico in ironico visibilio per la prima ricezione del numero 11, come a dire “Si può fare!”. Snap successivo, ancora un lancio e stavolta è Goedert ad essere pescato libero per un’agevole passeggiata in endzone.
L’attacco dei verdi torna presto in campo ed AJ Brown, in fiducia, diventa finalmente il bersaglio prediletto di Hurts, marca il suo primo TD stagionale e successivamente riceve un 3rd&10 fondamentale nell’economia della partita, conquistando anche una decina di yard after catch facendo a spallate con chiunque gli capiti a tiro.
A.J. BROWN IS TOO STRONG
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Il già citato field goal bloccato da Jalen Carter riporta gli uomini di Patullo sul manto verde del Linc ed è ancora AJ Brown (6 ricezioni per 109y e 1TD) a portare i suoi a ridosso della endzone. Qui Hurts (21/32 per 226 e 3TD, passer rating 117.4) ad 1’45” dalla fine pesca Devonta Smith in endzone per il TD del sorpasso: 27-26 per Philadelphia.
L’epilogo di questa rimonta ve l’ho già raccontato.
Analisi e commento
Lato Los Angeles una ferita che può lasciare strascichi, lo scalpo di prestigio era letteralmente ad un passo e se non fosse stato per Davis l’avrebbe portato a casa. La squadra californiana non ha punti deboli, Adams e Nacua sono due star player perfettamente complementari, il running game, oltre alla garanzia Kyren Williams, vede ora un Blake Corum (secondo anno da Michigan) sempre più presente nelle rotazioni e capace di apportare un contributo tangibile, bene anche la difesa. Il QB è un fenomeno e forse proprio per questo avrebbe dovuto traghettare i suoi ad una vittoria dopo quel primo tempo, ma il giudizio su Stafford rimane invariato.
Per Philadelphia chissà, potrebbe essere un exploit così come potrebbe essere la catarsi. Arrivava a week tre come unica squadra della NFL a non avere ancora un TD su passaggio, con i suoi WR che viaggiavano ad un target o poco più a partita ed un gioco stantio che ruotava forse troppo sulla corsa e la sempre più discussa e (giustamente) monitorata tush-push.
Sebbene forte delle due vittorie finora maturate, non era un gioco destinato a portare Philadelphia lontano ed il primo tempo contro i Rams, non me ne vogliano Chiefs e Cowboys, ma squadra attualmente di livello superiore, ne ha palesato tutti i limiti, anche a chi non ne voleva sapere di vederli.
L’anno scorso fu il bye in week quattro a dare la svolta, a sancire l’inizio della “Baldianni Era”, che questo secondo tempo possa essere lo step-up definitivo per l’OC Patullo e per gli interpreti del suo reparto? E’ possibile e basterà attendere una settimana per scoprirlo. Dopo la trionfale stagione 2024, per rimanere competitiva Philadelphia deve diversificare il suo attacco, non c’è altra via in una lega dove decine di analisti e assistenti sono pagati per studiare ed analizzare ogni frame di ogni singola giocata.
Poi ecco, sapere che dietro ci sono i Carter ed i Jordan Davis ad alzare le barricate, facilita il processo.




