NFL Preview 2025: Minnesota Vikings

Schiacciamo “Rewind”. E ora “Play”. I Minnesota Vikings hanno riavvolto il nastro e sono pronti, così come un anno fa a scoprire il loro futuro. Con delle solide certezze in più. Sì, perché se dopo la poco brillante stagione 2023 i tifosi gialloviola volevano soppesare il valore di coach Kevin O’Connell. Ora sull’allenatore non ci sono più dubbi. Nel 2024 infatti ha trasformato Sam Darnold in un quarterback da Pro Bowl ed è riuscito a chiudere la regular season con uno scintillante 14-3, ribaltando i pronostici e migliorando persino il 13-4 della stagione d’esordio. Sì, resta da sistemare la pesantissima questione play-off ma l’operato di Koc depone a suo favore. Tanto da valergli il rinnovo del contratto. Riuscirà a sovvertire le previsioni anche quest’anno? Intanto schiacciamo “rewind”.

OFFENSE

Il tasto “play” riguarda lui: JJ McCarthy. Il futuro dei Minnesota Vikings è il quarterback numero 9, che nella scorsa stagione non riuscì a giocare nemmeno un secondo a causa del brutto infortunio al ginocchio rimediato nella prima gara di pre season. Training camp e amichevoli hanno ricalcato le prove di Darnold dodici mesi fa. La speranza è che la carta carbone funzioni anche dal primo weekend di settembre in avanti. Il general manager Kwesi Adofo-Mensah per far sì che la missione riesca ha puntato innanzi tutto a rinforzare l’offensive line, ricostruendo con draft (Donovan Jackson, guardia sinistra) e free agency (Ryan Kelly, centro, e Will Fries, guardia destra) tutta la parte interna. Infortuni permettendo (fattore non da poco considerata la storia dei due ex Colts) è un miglioramento sensibile. Così come il ritorno di Christian Darrisaw a sinistra blinda il delicatissimo lato cieco del secondo anno ex Michigan. Affiancare ad Aaron Jones la freschezza e il talento di Jordan Mason è un altro modo di agevolare l’inserimento di JJMC. L’attacco potrebbe accusare qualche passaggio a vuoto però nelle prime giornate, quando senza Jordan Addison (squalificato tre turni) i soli Justin Jefferson (infortunio muscolare durante la preparazione) e TJ Hockenson forniranno bersagli davvero affidabili. Alle spalle dei primi due WR e del TE titolare infatti c’è poco. Tanto da spingere il GM a tornare sul mercato, dove peraltro dopo le amichevoli è arrivato pure un nuovissimo backup qb come Carson Wentz.

DEFENSE

Mercato che sarebbe necessario scandagliare prima del via anche per rimpolpare la secondaria, al momento scommesse o giovani da sviluppare. Vero che il valore aggiunto del reparto (complessivo) è sempre coach Brian Flores, ci torniamo tra poco, e che lui punta sulla pressione sul QB per alleggerire il lavoro dei DB, ma il problema rimane. Inutile nascondersi. Anche sei i CB hanno generalmente ben figurato al camp. La bandiera Harrison Smith e il coltellino svizzero Josh Metellus avranno un bel daffare là dietro. Molto meglio il quadro nel front seven. Ma molto, molto, molto. Gli arrivi di Javon Hargrave e Jonathan Allen sono un’iniezione di talento in una posizione deficitaria. Potrà arrivare pressione anche dall’interno della trincea e non solo da Jonathan Greenard e Andrew Van Ginkel. Il quadro è così roseo che a pochi giorni dalla prima giornata i Vikes hanno mandato Harrison Phillps ai New York Jets per lasciare spazio alle interessantissime seconde linee: Jalen Redmond, Taki Taimani, Tyrion, Ingram-Dawkins… Interessante anche la preseason di Gabriel Murphy peccato non abbia superato il taglio. Al contrario Dallas Turner rimane nel limbo. Chiaro che pure qui tenersi lontani dall’infermeria coi big sarà cruciale. Non c’è molto nemmeno dietro Blake Cashman e Ivan Pace in mezzo. L’augurio è che basti il ritorno di Eric Wilson.

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SPECIAL TEAM

Da capire se sarà necessario allearsi con gli dei anche per gli special team o se basterà qualche preghierina ben piazzata. Nel reparto era arrivata competizione un po’ ovunque. Le prime settimane avevano messo qualche dubbio sulla condizione di Will Reichard. In amichevole però il kicker si è tenuto ben stretto il posto. Più sfortunato, parecchio, Rondale Moore. Il ricevitore arrivato per aggiungere pepe ai ritorni si è fatto male al primo pallone toccato nel primo test. E i ritorni rimangono un punto debole dei vichinghi. Cronico. Sospetti anche sul punting team, dove alla fine l’ha spuntata Ryan Wright su Oscar Chapman. Almeno per ora. Reparto meno solido.

COACHING STAFF

Dal gruppo con più incognite al valore aggiunto dei Vikings (tolto Jefferson). Kevin O’Connell ha il compito più importante del suo avvio di carriera da capo allenatore: trasformare McCarthy in un franchise qb. Se ci riuscirà gli si potrà concedere anche una stagione mediocre. Con buona pace dei più esigenti. Se non ci riuscirà si dovrà tornare a cercare. E non è facile. Anche se potrebbe voler dire un’annata così incolore da meritare una scelta che garantisca un nuovo biglietto per la lotteria dei “quarterback generazionali”. Wes Phillps è ancora l’offensive coordinator (di sostegno) con Josh McCown e Keenan McCardell, specialisti di posizione cruciali. Ma soprattutto, Brian Flores non ha ottenuto quella chance da capo allenatore che sperava di strappare dopo due annate sublimi a Minneapolis. E il lavoro del defensive coordinator è il vero cardine su cui poggiano le possibilità dei Vikings di sorprendere ancora e centrare doppia cifra di vittorie e play-off rispedendo per la seconda volta consecutiva al mittente le quote dei bookmakers che li vedono fuori dalla lotta per il titolo divisionale.

Non resta che premere “play” e vedere che succede.

Record previsto: 10-7

I nostri voti

Offense - 6.5
Defense - 7
Coaching Staff - 8.5

7.3

Kevin O’Connell ha il compito più importante del suo avvio di carriera da capo allenatore: trasformare McCarthy in un franchise qb.

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