Gli attacchi vendono i biglietti, ma sono le difese a vincere i campionati. Questo vecchio adagio NFL è stato confermato dalla scorsa stagione dei Cincinnati Bengals, che, specie nella seconda metà del campionato, hanno messo in mostra un attacco davvero inarrestabile, ma che da solo non ha permesso di raggiungere i playoff a causa di una difesa davvero impresentabile. A farne le spese sono stati il defensive coordinator Lou Anarumo e l’offensive line coach Frank Pollack e vedremo se i loro sostituti, Al Golden e Scott Peters, riusciranno a far rendere un organico che non presenta molti nuovi innesti.
Rispetto agli anni passati sarà fondamentale un inizio di campionato senza sbavature, perché l’ennesima partenza lenta (1W-4L), nella passata stagione, ha condannato la squadra a una rincorsa ai playoff che non si è concretizzata per pochissimo. Una volta raggiunti i playoff si sa che tutto potrà succedere, specie se si ha un campione come il quarterback Joe Burrow, che è in grado di trascinare alla vittoria la sua squadra anche contro organici meglio attrezzati.
OFFENSE
Se Scott Peters riuscirà a dare solidità a una linea offensiva che in tutti questi anni è sempre stata il tallone d’Achille di questa squadra, allora i Cincinnati Bengals saranno l’attacco più forte della lega, perché, specie nel passing game, è difficile contrastare una formazione che, guidata da Burrow, vede un parco ricevitori come Chase, Higgins, Iosivas e il tight end Gesicki. Oltre al notevole talento dei titolari c’è anche grande profondità in queste posizioni e, specie nel reparto ricevitori, c’è molta curiosità su quale apporto potranno dare due giovani talentuosi come Charlie Jones, che si spera riesca a rimanere finalmente sano, e Jermaine Burton, che si spera abbia capito quali sono gli standard richiesti a dei professionisti. Da registrare la recente firma del tight end Noah Fant che prenderà il posto di Erik All che a causa dell’infortunio al ginocchio della passata stagione dovrà saltare tutto l’anno.
Anche il reparto running back risulta ben assortito ed equilibrato con la conferma di Chase Brown, il ritorno di Perine e l’arrivo del rookie Tahj Brooks, ma molto dipenderà dalla capacità della linea offensiva di aprire dei varchi. Negli anni passati il gioco di corsa è stato sostenuto solo dalla necessità delle difese avversarie di coprire i ricevitori neroarancio e sono mancati soprattutto quei piccoli guadagni su terra fondamentali per chiudere i down quando serviva.
L’accoppiata di tackle Orlando Brown Jr e Amarius Mims fornisce garanzie in termini di pass protection, ma la loro propensione agli infortuni non lascia tranquilli i tifosi Bengals, visto che alle loro spalle le alternative sono solo il rookie Jalen Rivers, scelto al quinto giro, o guardie veterane da adattare alla posizione.
Se nel ruolo di centro il veterano Karras rappresenta un pilastro di questo reparto, altrettanto non si può dire per il ruolo di guardie. Cappa e Volson sono stati i due peggiori giocatori della lega in quella posizione. Il primo si è accasato a Las Vegas, mentre il secondo si giocherà il posto con il rookie, scelto al terzo giro, Dylan Fairchild. Ancora da decidere chi sarà la guardia destra con il ballottaggio tra due veterani backup: Cody Ford e il neoarrivato Lucas Patrick.
Anche quest’anno si è avuta la sensazione che non si sia fatto tutto quello che era possibile fare per proteggere Joe Burrow, ma si è optato per delle soluzioni a basso costo puntando sulla capacità dell’allenatore di reparto di farle rendere oltre il loro apparente valore individuale.
In ogni caso il quarterback di Cincinnati è sempre riuscito a rimediare alle mancanze del reparto, risultando mortifero nelle situazioni di blitz e velocissimo nel rilascio su passaggio. Nelle ultime 4 stagioni Joe “Cool” è risultato essere al primo posto per completi assoluti e completi sui terzi down, secondo in precisione e passer rating, terzo in TD rate, quarto nel rapporto TD/intercetti e quinto in yard guadagnate per tentativo (7,6). In estrema sintesi la linea offensiva deve solo garantire di mantenerlo sano, perché poi a tutto il resto ci pensa lui.
DEFENSE
La difesa è stata la zavorra che ha impedito ai Bengals di andare ai playoff lo scorso anno.
Rispetto alla week 1 della passata stagione ci sono 5 starter in meno (il ritirato Hubbard, i tagliati Rankins, Bell, Hilton, Pratt) e tra i possibili titolari sono stati aggiunti solo 1 DT rotazionale contro le corse, T.J. Slaton, e 1 LB, Knight Jr.
La pressione resta quindi tutta sulle spalle del defensive coordinator Al Golden che dovrà far rendere i giocatori che per lo più erano già a roster e non sono riusciti, per vari motivi, a essere produttivi.
Un aiuto importante potrà essere fornito dal defensive end rookie, scelto al primo giro, Shemar Stewart, che ha finalmente accettato il contratto offertogli dai Bengals dopo una disputa sulle clausole di ingaggio durata tutta l’offseason. Il ragazzo è ancora grezzo, ma è dotato di una gran forza esplosiva che potrà fargli trovare spazio nelle rotazioni dei defensive end.
Resta in stallo la situazione del rinnovo contrattuale dell’altro edge, Trey Hendrickson, leader di sack della lega, perché manca l’accordo sull’importo garantito negli anni successivi al primo, ma la sensazione è che una soluzione si troverà prima dell’inizio della stagione.
Sicuramente nella passata stagione è mancata pressione sul quarterback e il piano di Golden è quello di usare di più i linebacker per blitzare, motivo per cui al draft è arrivato un altro linebacker, Barrett Carter, in modo da avere maggiore rotazione nel ruolo, garantita anche dall’arrivo in free agency di Oren Burks. Il reparto sarà comunque guidato dal veterano Logan Wilson che, al rientro da un infortunio, dovrà dare equilibrio a tutta la difesa.
La secondaria sarà composta da giocatori molto giovani con la sola safety Geno Stone a fare da chioccia al gruppo. Infortuni e inesperienza nel reparto hanno contribuito alla pessima prestazione difensiva dello scorso anno, per cui la scelta di riproporre lo stesso organico rappresenta sicuramente un azzardo da parte del front office di Cincinnati, sperando che la scelta non sia dovuta alla proverbiale testardaggine dei Bengals nel non voler ammettere di aver sbagliato a scegliere dei giocatori al draft, ma alla reale convinzione che servisse solo il coaching staff adatto per sviluppare le loro qualità.
Hill, Taylor-Britt e Turner II saranno i cornerback titolari, ma Josh Newton potrebbe ritagliarsi un ruolo di rilievo in caso di infortunio di uno degli starter. Come safety si punta tutto sull’accoppiata Stone-Battle che, verso la fine della passata stagione, ha dato sufficienti segni di risveglio da convincere Al Golden a fidarsi di loro.
Non sarà facile far rendere subito questo gruppo con un nuovo sistema di difesa, ma sembra oggettivamente difficile far peggio di quanto visto nella passata stagione.
SPECIAL TEAM
Seppur in alcune occasioni il punter Ryan Rehkow e il kicker Evan McPherson abbiano commesso errori importanti che hanno contribuito alle sconfitte, sono comunque due specialisti in grado di influire positivamente nello sviluppo delle partite, per cui, salvo infortuni, i loro ruoli non dovrebbero essere messi in discussione. Resta da vedere se riusciranno a garantire consistenza, in particolare con McPherson che, per ritrovare fiducia, ha preferito tornare alla meccanica di calcio originale rispetto a quella provata nelle ultime due stagioni.
La posizione di ritornatore sarà come sempre oggetto di battaglia durante il training camp, con Charlie Jones favorito sui ritorni, ma non escludo che Jermaine Burton possa ritagliarsi un ruolo come kick returner.
COACHING STAFF
Come avvenuto l’anno scorso per l’offensive coordinator anche il cambio di defensive coordinator è avvenuto nel segno della continuità con il ritorno di Al Golden che era già stato linebacker coach prima dell’esperienza a Notre Dame.
La scelta di un allenatore proveniente dal college ben si sposa con il piano di valorizzazione dei giovani adottato dai Bengals per la prossima stagione.
Il cambio di molti assistenti difensivi era ampiamente previsto dopo le pessime prestazioni del reparto nella passata stagione e la difesa sarà sicuramente l’ago della bilancia della prossima regular season; infatti, se Golden e il suo staff riusciranno a mettere in campo anche solo una difesa discreta, sarà probabile arrivare ai playoff con la speranza di togliersi qualche soddisfazione. Dal punto di vista tattico è probabile un maggior uso dei 3 linebacker e di più blitz da parte loro per aiutare il front four a mettere pressione ai quarterback avversari.
L’attacco ha confermato Dan Pitcher come offensive coordinator viste le buone cose fatte vedere nello scorso campionato. La vera novità è rappresentata da Scott Peters su cui ricadranno le maggiori pressioni, perché, se riuscirà a proteggere Joe Burrow, verrà considerato come il salvatore della patria, altrimenti riceverà critiche feroci da una tifoseria che sogna da sempre una tasca pulita per il suo franchise QB.
Nessuna novità invece per gli special team con la conferma del veterano Darrin Simmons, che rappresenta una certezza in casa Bengals.
L’ Head Coach Zac Taylor è seduto su una sedia che scotta. In due anni sono stati cambiati offensive coordinator e defensive coordinator e non è da escludere che, in caso di un’altra stagione senza l’accesso ai playoff, possa essere lui la prossima testa a saltare.
In genere i Cincinnati Bengals hanno molta pazienza con i propri allenatori e Taylor ha dimostrato ottime capacità nella gestione dello spogliatoio, ma è verosimile che Burrow non sopporterebbe un’altra stagione mediocre e a quel punto certi equilibri rischierebbero di saltare, spingendo la società verso soluzioni drastiche pur di accontentare il proprio franchise quarterback.
Record previsto: 9-8
I proclami di inizio offseason facevano presagire ben altre mosse. Significativa la frase di Tobin che, facendo riferimento ai cruciali rinnovi in ballo, diceva di non voler riproporre la stessa formazione della passata stagione semplicemente pagandola di più e invece è esattamente quello che è successo.
Burrow aveva proposto la ristrutturazione del suo contratto per permettere i rinnovi di Chase, Higgins, Gesicki e Hendrickson oltre al rafforzamento della squadra. La speranza che si facesse ricorso all’uso massivo dei void year nei contratti per avere un roster da titolo era concreta; invece, è finita con i soliti Bengals che sono andati al risparmio arrivando ad avanzare addirittura una trentina di milioni sul salary cap.
La stagione dipenderà da quanto il coaching staff riuscirà a far rendere i giovani giocatori che finora non avevano trovato spazio e da quanta fortuna sul versante infortuni accompagnerà questo roster che risulta essere poco profondo di talento in alcuni reparti.
L’impressione è che la prossima si rivelerà un’annata di transizione in cui si proverà a valutare l’efficacia dei nuovi inserimenti nel coaching staff e il valore di molti giovani che finora non si sono espressi secondo le loro potenzialità.
Sinceramente sembra una follia non cercare di sfruttare al massimo le possibilità di vittoria quando si ha un quarterback come Joe Burrow, ma sappiamo che i Bengals preferiscono sempre adottare la politica dei piccoli passi e questa squadra, seppur dotata di alcuni campioni incredibili, sembra più disegnata per offrire highlights che realistiche opportunità di vincere un Super Bowl.
Raggiungere i playoff sembra un obiettivo assolutamente realistico e con questo arsenale offensivo i Cincinnati Bengals saranno una mina vagante per tutti, ma è probabile che la difesa non abbia quella solidità e consistenza che serve a chiunque voglia vincere l’anello.
I nostri voti
Offense - 9
Defense - 6
Coaching Staff - 7
7.3
L’impressione è che la prossima si rivelerà un’annata di transizione in cui si proverà a valutare l’efficacia dei nuovi inserimenti nel coaching staff e il valore di molti giovani che finora non si sono espressi secondo le loro potenzialità.




