Così come l’anno scorso oltre ai preview delle squadre NFL vi proponiamo anche quelli delle maggiori conference NCAA, è il turno del “Group of 5” Conference e Indipendenti (BIG XII, SEC, Big Ten).
AAC
Dopo due anni di cambiamenti, nel 2025 la AAC si ripresenta con lo stesso formato e composizione dell’anno precedente.
Il 2024 è stato l’anno delle accademie: nessuno si sarebbe aspettato che Army e Navy potessero chiudere la stagione con un record combinato di 22-5, e questa è stata la vera storyline della conference che, per il resto, ha invece più o meno rispettato le attese della vigilia.
Il 2025 vede nuovamente due grosse favorite davanti alle altre: Tulane e Memphis. I Green Wave di Jon Sumrall sono la squadra più solida della conference e, seppur anche quest’anno debbano fronteggiare una diaspora di talento fuggito tramite portal verso le Power 4 conference (ben 8 titolari, tra i quali il QB Darian Mensah), Tulane è riuscita a tutelarsi agendo bene nel mercato in entrata e riuscendo a confermare alcuni punti cardine del suo attacco, come il TE Ty Thompson e il duo di lineman Derrick Graham e Shadre Hurst, fondamentali per il gioco fisico della squadra.
Per Memphis il discorso è ancora più estremo: se Tulane vede rientrare solo il 52% della sua “produzione” del 2024, per i Tigers questo numero crolla al 40%. La squadra di Ryan Silverfield è però una “grande” della conference ed è riuscita a ricostruirsi un roster di rilievo tra portal e recruiting, a partire dal super veterano QB Brendon Lewis ex Colorado e Nevada.
Le squadre che potrebbero attentare al trono sono UTSA, Navy, Army, USF e North Texas. UTSA prende la palma di prima inseguitrice grazie alla continuità nel ruolo di allenatore – Jeff Taylor sarà quasi incredibilmente ancora l’allenatore dei Roadrunners – e di QB – Owen McCown, figlio di Josh, è il secondo miglior returning QB della conference per rating. Il discorso “continuità” vale anche per Navy e Army dove allenatori e schemi saranno sempre gli stessi. Navy ai blocchi partirà un fradino sopra ad Army perché ritroverà il suo QB Blake Horvath (il migliore per QBR, davanti a McCown), mentre Army dovrà fronteggiare l’uscita del suo QB Bryson Daily, che dopo la stagione da record del 2024 è divenuto ufficiale di fanteria. USF arriva da due stagioni da 7-6 consecutive e in questo 2025 vede molti dei suoi titolari di rientro: gli algoritmi prevedono un’altra stagione da circa 7 vittorie, ma non è che al suo terzo anno coach Alex Golesh possa compiere l’impresa? Il rientro del QB Byrum Brown, dopo l’infortunio dell’anno scorso è la grande speranza dei Bulls.
North Texas nel 2024 ha avuto l’attacco più esplosivo della FBS – non in termini di efficienza, ma di yards per succesful play, opposta ad Army, per esempio, squadra molto efficiente ma poco esplosiva. Se volete divertirvi, i Mean Green sono una scelta azzeccata. Basterà per scalare le posizioni della classifica? Forse no, ma mai smettere di crederci.
Tra le squadre non menzionate degna di uno sguardo potrebbe essere East Carolina: dopo l’avvio 3-4 di 2024, ECU ha licenziato Mike Houston chiudendo la stagione con il coach ad interim Blake Harrell. Coach Harrell ha rivoluzionato l’attacco e ha portato i Pirates a vincere 4 delle ultime 5 partite, qualificarsi ad un bowl e vincere pure quello contro la ben più quotata NC State. Ovviamente ciò gli ha fatto mantenere il posto e l’attenzione nostra sarà sui suoi ragazzi per vedere se quello di fine 2024 è stato solo un moto di orgoglio o qualcosa di organico.
A chiudere la conference UAB, FAU, Rice, Tulsa, Temple e Charlotte, squadre in grande difficoltà nel 2024 e che si vedono nuovamente private di gran parte dei loro pezzi migliori – la sola Tulsa ha una “returning production” superiore (di poco) al 50%.
Mountain West
La mountain West come la conosciamo sta per distruggersi per sempre: dal 2026 Boise State, Fresno State, San Diego State e Utah State si uniranno alla Pac-12 che rinascerà dalle proprie ceneri. Questo 2025 diventa, dunque, un ultimo giro nella giostra Mountain West per queste quattro squadre.
La squadra strafavorita è ovviamente Boise State: ha vinto dominando tutte le partite nel 2024 ed è anche la squadra che ha il maggior numero di titolari di rientro: l’attacco è sostanzialmente immutato eccettuata la non trascurabile assenza di Ashton Jeanty, e anche la difesa non ha subito grosse defezioni. Di tutte le 9 conference della FBS possiamo dire senza dubbio che la Mountain West sia quella che, a priori, a un candidato più forte.
Le due squadre indiziata ad infastidire i Broncos saranno UNLV e San José State: i Rebels hanno un nuovo allenatore che risponde al nome di Dan Mullen – sì, sempre QUEL Dan Mullen – che ha allestito tramite portal un roster che è da definirsi senz’altro “interessante”: Anthony Colandrea (Virginia) e Alex Orjii (Michigan) nel ruolo di QB, Jaylon Glover (Utah) in quello di RB, i WR Daejon Reynolds (Florida), Troy Omeire (Texas) e JoJo Earle (TCU), in difesa il DL Chief Borders (Florida), il LB Elias Rudolpho (Miami) e i DB Denver Harris (Texas A&M), Laterrance Welch (LSU) e Jake Pope (Georgia). Non sappiamo se funzionerà, ma se c’è una squadra che ha un margine di crescita importante è proprio quella di Las Vegas.
La stagione scorsa di San Jose State è stata negativa, ma molto meno negativa di quello che le premesse facevano credere: al suo secondo anno, coach Ken Niumatololo ritroverà gran parte dello zoccolo della sua squadra e, sfruttando anche una schedule piuttosto agevole potrebbe ritrovarsi a lottare per la vetta.
Le altre squadre interessanti sono Fresno State, Air Force, Colorado State e San Diego State.
Fresno State ha cambiato coach e seppur la squadra abbia una buona base di talento sono molte le facce nuove e dire che rientrino tra i favoriti significherebbe scommettere al buio. L’anno scorso Air Force sembrava la migliore delle tre accademie e, invece, ha vissuto una stagione al di sotto delle aspettative, ma il roster non è molto diverso e non servirà molto per invertire il trend. Colorado State è una squadra estremamente solida che vede il rientro dei suoi leader – tra cui il QB Brayden Fowler-Nicolosi – e che tramite portal ha aggiunto molti giocatori super esperti. San Diego State potrebbe essere un’outsider: ha cambiato molto in attacco, a partire dal QB, mentre in difesa ritrova quasi tutti i suoi effettivi: Il secondo anno di coach Sean Lewis ci si attende sia molto superiore al primo (chiuso 3-9).
Tra le altre squadre potrebbe stupire Wyoming, in uscita da una stagione terrificante, ma che ritrova praticamente intatto il suo attacco nella speranza che in questo 2025 giri un po’ meglio.
A chiudere la conference Hawai’i, Utah State, Nevada e New Mexico.
Sun Belt
Nei primissimi piani della Sun Belt Conference si sono alternate parecchie squadre negli ultimi anni: da James Madison, a Troy, App State, Coastal Carolina, Louisiana e South Alabama. E anche le “outsider”, come Arkansas State, Georgia Southern, Marshalle Louisiana-Monroe stanno avendo un buon rimbalzo negli ultimi tempi, il che rende questa conference apertissima a qualunque epilogo.
Una vera favorita, comunque, c’è: si tratta di James Madison. I Dukes sono senza dubbio la miglior squadra tra quelle che hanno fatto la transizione FCS-to-FBS di recente e si presentano a questo 2025 come una potenziale candidata ai Playoff – Boise State permettendo. Il QB sarà ancora l’elettrico Alonza Barnett III – anche se dal portal è arrivato l’ex UNLV Matthew Sluka – ma la vera forza della squadra sarà il reparto runningback: George Pettaway e i suoi backup Wayne Knight e Jobi Malari hanno corso per una media di oltre 130 yard a partita nel 2024. La difesa sarà zeppa di transfer: coach Chesney ha pescato profondamente dalla FCS e potrebbe aver trovato qualche gemma.
South Alabama ha perso il QB Gio Lopez e il RB Fluff Bothwell oltre ad una miriade di altri titolari. Ma la mentalità è quella del “next man up”: le assenze peseranno ma i ricambi sembrano di buon livello e l’importante è il sistema più che il singolo uomo. Il QB dovrebbe essere Bishop Davenport.
Georgia Southern sarà al quarto anno di coach Clay Helton che, dopo un avvio a rilento, sembra aver finalmente ingranato la marcia giusta con gli Eagles: la combinazione di talento di ritorno e novità dal portal potrebbero far fare loro il salto di qualità che nelle ultime stagioni hanno solo sfiorato.
Louisiana sta cercando di rimettersi sulla retta via dopo l’addio di coach Billy Napier – ormai 3 anni fa – e il lavoro quest’anno non sarà semplice per coach Micheal Desormeaux, che si ritova una squadra tutta nuova. La speranza è che i nuovi arrivati – specialmente il QB Walker Howard (ex Ole Miss) e il WR Shelton Sampson Jr (Ex LSU) – trovino subito ritmo nel suo attacco.
Tra le squadre interessanti da seguire segnaliamo Texas State: squadra molto divertente che ha però perso gran parte dei suoi giocatori offensivi di rilievo e per questo potrebbe non avere la stessa facilità a segnare punti che aveva nel 2024. Ma la fiducia in coach G.J. Kinne è molta.
Anche Troy, Coastal Carolina e App State sarnno squadre su cui non andrà calata l’attenzione: i Trojans dopo il back-to-back 2022-2023 nel 2024 hanno avuto un anno di down, nel quale il neo head coach Gerad Parker ha dovuto porre le basi per la ricostruzione. Quest’anno il roster ha subito meno perdite e quindi i risultati del lavoro biennale dell’allenatore dovranno essere visibili. Coastal è al terzo anno del suo rebuilding dopo l’uscita di Jamie Chadwell e per coach Tim Beck sarà un po’ l’anno della verità. Per App State sarà invece il primo anno del nuovo coach Dowell Loggains.
Squadra che sembra stia iniziando a funzionare è Arkansas State: dopo un record di 11-26 nei primi 3 anni di Butch Jones, l’anno scorso è arrivata una stagione da 8 vittorie che ha salvato la panchina dell’ex allenatore di Tennessee e ha dato fiducia nel futuro dei Red Wolves. Sarà stato un grande abbaglio?
Dobbiamo menzionare Marshall: è la campione uscente e nonostante questo le aspettative per la stagione sono a zero: l’uscita tumultuosa di coach Charles Huff e il seguente esodo di giocatori ha lasciato Marshall con un progetto nuovo affidato a Tony Gibson che, però, ha dovuto ricostruirsi un roster raccattando le briciole avanzate da gennaio in poi. Solo il 27% della produzione offensiva e difensiva farà ritorno al campus.
Old Dominion e Louisiana-Monroe potranno fare affidamento su molti titolari di ritorno e potrebbero trasformarsi in variabili impazzite della conference.
A chiudere la conference: Georgia State e Southern Miss.
MAC
La Mid-American Conference è il calabrone della NCAA: in un momento nel quale i ricchi stanno diventando sempre più ricchi e alle squadre delle Group of 5 Conference è richiesto solo di sopravvivere, la MAC, in un modo o nell’altro, riesce non solo ad essere sempre divertente, ma anche a produrre di anno in anno squadre competitive e di alto livello.
Nel 2025 la probabilità più alta di essere “la squadra dell’anno” ce l’ha Toledo: coach Jason Candle è una certezza e in questo 2025 vedrà sostanzialmente tutto il roster di rientro – specialmente in attacco. Toledo, escluso il season opener in trasferta a Kentucky, è, ad ora, favorita in tutte le restanti 11 partite e, per questo, è a tutti gli effetti la squadra da battere nella MAC.
Le squadre indiziate ad infastidire i Rockets saranno Ohio, Buffalo, Miami (OH) e Northern Illinois. I Bobcats hanno perso il capo allenatore Tim Albin, ma ritrovano l’ossatura principale della squadra, a partire dal QB Parker Navarro, e i leader di una difesa che è stata il vero punto di forza della squadra.
Buffalo è una squadra che sta cercando di riprendersi dal dopo Lance Leipold. Coach Pete Lembo è al suo secondo anno e nel 2024 i suoi Bulls hanno mostrato segni di ripresa, specialmente in difesa: se vogliono aspirare alla Conference sarà necessario avere qualcosa di più dall’attacco, che sarà affidato probabilmente al QB giramondo Ta’Quan Roberson, alla sua quarta squadra in 5 anni di carriera collegiale.
Miami (OH) e Northern Illinois vivono un prestagione simile: sono entrambe squadre che grazie ai loro allenatori – Chuck Martin e Thomas Hammock, rispettivamente in carica da 12 e 7 anni – hanno raggiunto un livello piuttosto stabile nella prima metà della conference, ma in questo 2025 dovranno fronteggiare un grosso turnover nel roster – solo il 33% della produzione del 2024 di rientro per Miami, poco superiore (35%) per NIU.
Altre due squadre accomunate in prestagione sono Bowling Green e Central Michigan: entrambe vedranno la prima stagione di un nuovo allenatore, rispettivamente Eddie George e Matt Drinkall e, entrambi, raccolgono squadre che hanno mostrato nel 2024 evidenti problemi difensivi che dovranno essere limati.
Ultima cosa da menzionare sulla conference che potrebbe esservi sfuggita: Akron sarà ineleggibile per la postseason – non una sanzione grave visto che al momento si prevede possano vincere 3 o 4 partite – per non aver raggiunto il minimo livello accademico richiesto dalle scuole di FBS – il parametro non rispetto è l’APR, Academic Progress Rate, che calcola l’efficienza del sistema accademico per gli studenti-atleti, ovvero il rapporto tra gli studenti che riescono a restare “in corso” e a laurearsi rispetto a quelli che non ce la fanno.
L’altra cosa interessante è il ritorno degli Umass Minutemen nella MAC: dopo aver giocato 4 anni nella MAC e aver scelto l’indipendenza per i successivi 9 – nei quali hanno racimolato la miseria di 18 vittorie – i Minutesmen hanno deciso di fare ritorno.
A chiudere la conference: Eastern Michigan, Western Michigan, Ball State e Kent State.
C-USA
La Conference USA nel 2025 accoglierà altri due nuovi membri che hanno fatto il salto dalla FCS: Delaware e Missouri State. Dopo gli esperimenti andati a buon fine con Jacksonville State e Sam Houston State, e dopo aver raccolto tra gli indipendenti Liberty e New Mexico State, la C-USA cambia ancora volto ma resta, anche quest’anno, molto imprevedibile.
Partiamo da un dato interessante: Kennesaw State è stata la peggior squadra della conference nel 2024 e sarà quella che nel 2025 vedrà il suo organico meno rimaneggiato (5a su 136 squadre per returning production); Jacksonville State è invece stata la migliore e vedrà di ritorno solo il 28% della produzione (135esima su 136 squadre della FBS).
La favorita numero uno è la Liberty di coach Jamie Chadwell: lo era anche nel 2024 ma qualche brancolamento di troppo, e le grandi stagioni di Sam Houston State e Jacksonville State l’hanno fatta scivolare verso la metà della classifica. I Flames sono la squadra più ricca, che ha raccolto il maggior talento nel portal e che può contare su un coach che inanella stagione positive da ormai un decennio. È probabilmente l’unica squadra della conference su cui si è sicuri perlomeno di una partecipazione a un bowl.
L’unica altra squadra che rappresenta una sicurezza è Western Kentucky: gli Hilltoppers di coach Tyson Helton metteranno in scena il loro solito attacco ultra esplosivo che gli farà vincere parecchie partite e perderne altre, ma nel complesso a 7 o 8 vittorie è probabile ci arriveranno.
Jacksonville State ha ovviamente perso il coach – Rich Rodriguez è tornato a West Virginia – e con lui praticamente tutto il roster. I Gamecocks hanno deciso di affidare la squadra all’ultra veterano Charles Kelly, mente difensiva che ha lavorato negli staff di molti grandi allenatori – da Nick Saban a Jimbo Fisher, passando per Deion Sanders e Hugh Freeze. Ma la scelta di rottura con il passato ha causato la diaspora di giocatori e sul nuovo roster – composto da giovani non affermati e transfer giramondo che non hanno mai trovato continuità, come il QB Gavin Wimsatt (Rutgers e Kentucky) o il CB Tre’Quon Fegans (Alabama, USC e UCF) – è difficile scommettere.
Anche Sam Houston State vive una situazione simile: il nuovo coach Phil Longo si è trovato anch’egli dinnanzi ad un roster da ricostruire. Inoltre i Bearkats stanno ricostruendo pure lo stadio e, dunque, giocheranno le partite casalinghe a Houston, a quasi 150 km da Huntsville, sede dell’università.
Squadre che potrebbero dire la loro sono Middle Tennessee State e New Mexico State: i Blue Raiders di coach Derek Mason ripartono da una base solida – il QB Nicholas Vattiato, il front difensivo e la safety John House IV – e hanno aggiunto dei transfer interessanti; gli Aggies di Tony Sanchez devono ricostruire di più ma i talenti pescati nel portal potrebbero fare la differenza – come il RB ex Cal Kadarius Calloway.
UTEP, Kennesaw State ed FIU hanno qualche aspettativa in più rispetto al 2024 e, sfruttando l’ingresso di due squadre “incognite” come Delaware e Missouri State potrebbero aspirare a raggiungere le 6 vittorie.
Le due new entry “sconteranno” il ban alla post-season e dunque non potranno competere per il titolo di conference: per entrambe sarà un anno di transizione vero e proprio, utile a calarsi nella nuova realtà per poi provare a esplodere nel 2026 – come successo a Sam Houston State e Jacksonville State prima di loro.
Indipendenti
Oregon State e Washington State indipendenti non sono, però si preparano a vivere l’ultima loro stagione di purgatorio prima di tornare a competere in una conference vera e propria – la Pac-12 dal prossimo anno vedrà l’aggiunta di Boise State, Utah State, Fresno State, Colorado State, San Diego State e Texas State.
I Beavers hanno subito un enorme rivoluzione nella scorsa offseason e dopo un’annata 2024 tra più ombre che luci, quest’anno ritrovano gran parte del loro roster e c’è quindi un po’ di speranza in piò.
I Cougars invece sono 131esimi su 136 squadre della FBS per “returning production” e questo la dice lunga sull’enorme esodo che c’è stato anche in questa offseason da Apple, ovviamente a partire dal QB John Mateer che giocherà ad Oklahoma.
La UConn di Jim Mora ha stupito tutti nel 2024: dopo l’opener perso 50-7 con Maryland ha vinto 9 delle ultime 12 partite perdendo le sole 3 giocate contro avversarie della ACC – Duke, Wake Forest e Syracuse – per un totale di 15 punti di scarto. Il segreto è stata la difesa: per efficienza nei terzi down difensivi solo Utah, Wyoming e Northern Illinois hanno fatto meglio in stagione, e per percentuale di touchdown concessi per ogni viaggio in redzone degli avversari la lista si allunga di poco (Ohio State, Penn State, Oklahoma, Northern Illinois, Alabama, Texas e Bowling Green). Il fatto che il roster ritorni in buona parte – compresi il QB Joe Fagnano e i due cornerback D’Mon Brinson e Cam Chadwick – mantiene alte le aspettative per questi Huskies.
Ovviamente l’unica independente che ha da sempre gli occhi della nazione addosso è Notre Dame: gli Irish dopo la sconfitta in finale Playoff dello scorso gennaio, si ripresentano con un roster che è cambiato, ma molto meno di quello, per esempio, dei loro rivali in quel match. Gli Irish hanno perso il QB Riley Leonhard – al suo posto largo al redshirt freshman CJ Carr, super recruit della passata stagione nel quale coach Marcus Freeman crede molto – ma ritrovano il duo di runningback composto dal candidato Heisman Jeremiyah Love e dal suo alter ego Jadarian Price (1871 yard e 24 TD combinati, nel 2024). Anche il WR Jaden Greathouse è di ritorno e quest’anno avrà dei compagni di reparto più affidabili in Malachi Fields e Will Pauling, arrivati via portal. La O Line rientra sostanzialmente intatta – con i rientri degli infortunati e la difesa, sebbene abbia perso molti pezzi importanti – potrebbe non subire un grosso deficit di prestazioni. Molti degli interpreti difensivi degli Irish 2025 li potrete trovare elencati di seguito, e di alcuni di questi sentirete parlare anche nel processo di avvicinamento al Draft. L’obiettivo è chiaramente il ritorno ai Playoff.
Giocatori da seguire
- Jeremiyah Love (RB, Notre Dame)
- Aamil Wagner (OT, Notre Dame)
- Charles Jagusah (OG, Notre Dame)
- Leonard Moore (CB, Notre Dame)
- Christian Gray (CB, Notre Dame)
- Drayk Bowen (LB, Notre Dame)
- Boubacar Traore (DL, Notre Dame)
- Jayden Virgin-Morgan (Edge, Boise State)
- Trey White (Edge, San Diego State)
- Emmanuel McNeil-Warren (CB, Toledo)
- Kage Casey (OT, Boise State)
- Jalen Catalon (S, UNLV)
- Tellek Lockette (IOL, Texas State)
- John Michael Gyellenborg (TE, Wyoming)
- Jaden Greathouse (WR, Notre Dame)
- Ben Murawski (IOL, Uconn)




