NCAA Preview 2025: Big Ten

La Big Ten lotterà anche quest’anno con la SEC per ottenere la palma di miglior conference della NCAA e, se da un lato è vero che la SEC ha probabilmente un livello medio più alto, dall’altro è altresì vero che la conference del Midwest ha prodotto le ultime due squadre campioni nazionali (Ohio State 2024, Michigan 2023) e che vede, perlomeno nelle prime 3 o 4 posizioni alcune delle migliori squadre della nazione. Nel ranking prestagionale – sia dell’AP che degli allenatori – sia Ohio State che Penn State che Oregon si trovano nelle prime 7 posizioni. È plausibile, quindi, che, come nella passata stagione, a contendersi il titolo di conference siano proprio queste tre squadre.

Le favorite

La favorita numero uno resta la campione nazionale uscente: Ohio State. La squadra di Ryan Day ci ha messo un po’ a trovare la sua forma definitiva nel 2024 e si può dire che forse non l’abbia mai trovata fino all’inizio dei Playoff, nei quali abbiamo visto una squadra totalmente diversa e a tratti inarrestabile.

La squadra che vedremo quest’anno però sarà molto diversa: innanzitutto ci saranno due coordinatori diversi al fianco di coach Ryan Day: Brian Hartline per l’attacco e Matt Patricia per la difesa, e in campo vedremo solo 6 titolari di ritorno combinando attacco e difesa: buon per i Buckeyes che tra di essi ci siano il WR Jeremiah Smith e la safety Caleb Downs, due dei migliori giocatori della nazione.

Pubblicità

L’attacco dei Buckeyes sarà affidato al QB Julian Sayin ex recruit 5 stelle che ancora non abbiamo mai visto giocare al college, nonostante sia al suo terzo anno: poter lanciare a WR come Smith e il rientrante Carnell Tate gli sarà sicuramente d’aiuto al primo impatto da starter in NCAA. Nel pacchetto di RB oltre al rientrante James Peoples è arrivato CJ Donaldson da West Virginia, power back che sarà utile sia per stancare le difese che per fornire protezione extra al suo QB. La O Line seppur molto rimaneggiata rispetto allo scorso anno possiede una quantità di talento esorbitante e non preoccupa particolarmente.

In difesa le aspettative sono molto alte, così come l’interesse per il lavoro di Matt Patricia: ex allievo di Bill Belichick dalla lunghissima esperienza NFL anche come capo allenatore – con risultati molto modesti. Patricia è un nome grosso per la NCAA, ma è anche vero che è sostanzialmente dal 2016 che le sue difese non hanno statistiche positive e per questo la domanda è d’obbligo: bollito o non bollito? Ce lo dirà, come sempre, il campo.

La squadra che vede le sue quotazioni in grande crescita è Penn State: i Nittany Lions, sfruttando le grandi perdite nei roster delle due principali rivali, specialmente nel ruolo di QB, ritornano con un assetto non solo molto simile al 2024 (65% di returning production, contro il solo 48% di Ohio State e addirittura il 43% di Oregon), ma che si può dire addirittura migliorato in alcune delle posizioni carenti della passata stagione.

Se avete seguito l’annata dei Nittany Lions sapete che parlo dei ricevitori: se da un lato è vero che sostituire Tyler Warren sarà impossibile, dall’altro si può pensare che avere un pacchetto di ricevitori più ampio possa aiutare molto di più il QB Drew Allar rispetto ad avere un unico go-to-guy. Gli arrivi di Trebor Pena (Syracuse), Kyron Hudson (USC) e Devonte Ross (Troy) dovrebbero proprio funzionare in questo senso. La O Line rientra per quattro quinti, tra cui la guardia Vega Ioane, così come rientrano i due RB Kaytron Allen e Nicholas Singleton.

La difesa sarà ancora, però, il punto di forza: sulla linea gli occhi saranno su Dani Dennis-Sutton e sul tackle Zane Durant, mentre in secondaria sul CB AJ Harris e la safety Zakee Wheatley. L’aggiunta più importante è il defensive coordinator Jim Knowles, l’ormai veterano del college football strappato ad Ohio State dopo l’ennesimo lavoro eccellente della sua carriera – dopo già quanto fatto a Duke e a Oklahoma State.

Oregon è la campione di conference uscente, ma quest’anno parte mezzo passo indietro rispetto alle altre due: la fiducia in coach Dan Lanning e nel gruppo di super talenti che allena è tanta, ma è anche vero che molti di essi non hanno mai giocato ancora a livello NCAA e quasi tutti non hanno mai giocato insieme.

L’attacco vede, perlomeno nei titolari, dieci undicesimi nuovi rispetto al 2024 – il solo centro Iapani Laloulu è di rientro. L’OC Will Stein, dopo aver reso prima Bo Nix e poi Dillon Gabriel giocatori NFL, proverà a far lo stesso con Dante Moore: il sophomore ex UCLA ha già fatto un anno di apprendistato dietro allo stesso Gabriel e per questo l’impatto potrebbe non essere così drammatico con il sistema di Stein. È anche vero che per la prima volta, dopo due super veterani come Gabriel e Nix, Stein dovrà affidarsi ad un QB che ancora non ha dimostrato affidabilità a livello NCAA. Il talento è enorme e il sistema è QB-friendly, quindi ci sono ottime ragioni per essere ottimisti sulla riuscita di questo matrimonio.

In attacco gli occhi saranno sul WR freshmen Dakorien Moore, super recruit della passata offseason (4 miglior prospetto della nazione per 247 sports). Dal portal è poi arrivato il RB Makhi Hughes da Tulane al quale saranno affidate gran parte delle portate.

In difesa il grande nome di ritorno è quello di Matayo Uiagalelei che sarà il leader di un reparto che dovrà fare un grosso passo in avanti se vorrà nuovamente competere per qualcosa di importante. Sulla linea è arrivato il veterano Bear Alexander da USC, che affiancherà A’Mauri Washington. In secondaria sono arrivati Jadon Canady (Ole Miss) e Dillon Thieneman (Purdue) che saranno quasi certamente starter, assieme al rientrante Jahlil Florence, dopo un 2024 saltato per infortunio. Le seconde linee, sia in secondaria che nel front 7 saranno esclusivamente underclassmen senza esperienza NCAA.

Pubblicità

Le inseguitrici

Nel gruppetto di inseguitrici dobbiamo metterci, in ordine: Illinois, Michigan, Indiana, Nebraska, Washington, Iowa e USC.

Gli Illini sono la squadra che vede il maggior numero di titolari di rientro della conference, la 4a della nazione per returning production e, dopo una stagione 2024 in crescendo, chiusa con l’acuto della vittoria su South Carolina al bowl, ci sono molte ragioni per essere fiduciosi. Luke Altmayer è un QB molto esperto che nel 2024 ha dimostrato di essere arrivato a maturazione e ritroverà la sua linea così come i suoi runningback Aidan Laughery e Kaden Feagin. Tra i ricevitori attenzione all’arrivo di Hudson Clement da West Virginia. In difesa si struttura attorno al talento del edge rusher Gabe Lucas e sul trio di safety Mathhew Bailey, Miles Scott e Xavier Scott. Le dieci vittorie dello scorso anno sono state anche frutto di caso e fortuna e quindi, se è vero che probabilmente quest’anno la squadra sia in assoluto migliore dell’anno scorso, ripetere il risultato del 2024 non sarà affatto semplice.

Lo status di Michigan resta invariato anche dopo una stagione tragica come quella 2024: la grande speranza dei Wolverines risponde al nome di Bryce Underwood miglior QB della classe di recruiting del 2025 e probabile starter per UofM già da week 1. L’attacco dei Wolverines difficilmente potrà essere peggiore di quello del 2024, ma un grosso interrogativo lo porta la difesa: la diaspora di talento al Draft è stata enorme e difficilmente rimpiazzabile e se una difesa forte come quella del 2024 non era bastata per fare meglio di un record di 7-5, anche ipotizzando un miglioramento dell’attacco è comunque difficile essere estremamente positivi su questi Wolverines. I ritorni importanti sono quelli del LB Rayshun Benny e del CB Jyaire Hill, mentre la grande speranza è che Tre Williams (da Clemson) e Damon Payne (da Alabama) non facciano rimpiangere troppo Mason Graham e Kenneth Grant. Una buona aggiunta è inoltre quella della safety da Arkansas TJ Metcalf.

Anche per Indiana vale il discorso fatto per Illinois: l’anno scorso tra una schedule particolarmente agevole e delle partite “girate bene” il record è stato eccessivamente positivo per la qualità della squadra. Quest’anno, esattamente come per gli Illini, anche gli Hoosiers sembrano addirittura una squadra migliore rispetto al 2024, ma nonostante ciò sarà difficile ripetere lo stesso record. La squadra di Curt Cignetti ritrova alcuni pezzi importanti come il WR Elijah Sarratt e l’edge rusher Mikail Kamara, ma soprattutto aggiunge nel ruolo di QB l’ex Cal Fernando Mendoza, un ragazzo che probabilmente aumenta la qualità nella posizione rispetto al pur ottimo Kurtis Rourke del 2024. La difesa dovrà ancora essere il punto di forza della squadra, dopo un 2024 nel quale ha reso in modo straordinario specialmente contro le corse e nella prevenzione dei big play.

Nebraska nel 2024 è tornata ad un bowl dopo 7 anni di assenza e in questo 2025 avrà un enorme alleato per provare a fare meglio: il calendario. Infatti, i Cornhuskers dovranno affrontare solo una delle 3 “favorite” della conference (Penn State) e avranno tutte le altre avversarie ostiche in casa – Iowa, USC, Michigan. L’altra speranza e che coach Matt Rhule ripeta i suoi “terzi anni”: nelle due precedenti esperienze al college – Temple prima, Baylor poi – coach Rhule è passata dal record di 13-12 dei “secondi anni” a quello di 21-7 dei “terzi”. Un’assenza importante sarà quella del difensive coordinator Tony White andato a Florida State e sostituito dal suo ex DB coach John Butler: sotto White i Cornhuskers erano riusciti, perlomeno in difesa, a tornare ai fasti del passato. La difesa ritrova sostanzialmente intatta la secondaria – dove spicca il nome del CB Ceyair Wright – mentre cambia quasi tutto il front 7, dove sarà necessario che abbiano un buon impatto fin da subito i molti transfer. L’attacco è stato agonico nel 2024, ma in questo 2025 un anno di esperienza in più per super talento a QB Dylan Raiola e per i suoi skill player principali – il WR Jacory Barney Jr e il RB Emmett Johnson – nel sistema spread dell’OC Dana Holgorsen potrebbe aiutare.

Una possibile squadra sorpresa è Washington. Coach Jedd Fisch è al secondo anno e la speranza per gli Huskies è che questa offseason sia servita a sistemare le cose che nel primo anno non hanno funzionato. In primis la O Line: sarà fondamentale risucire a proteggere meglio il QB Demond Williams Jr, che è stato il titolare per le ultime due partite e, sebbene perse entrambe, ha mostrato lampi di talento abbacinante e ha chiuso le stesse con un QBR di 84.3, che sarebbe il dato migliore tra tutti i QB “titolari” di rientro in Big Ten, di poco inferiore a quelli di Kurtis Rourke e Dillon Gabriel del 2024. Williams troverà a fianco a sé ancora il RB Jonah Coleman, il WR Denzel Boston e il TE Decker DeGraaf. L’altra cosa da registrare è la difesa e questo è l’aspetto più delicato: perché se la O Line è rimasta pressoché intatta, il reparto difensivo sarà quasi completamente rinnovato a partire dal defensive coordinator – Ryan Walters ha sostituito Steve Belichick, il quale è accorso a UNC per lavorare col padre. Ci sono state molte aggiunte dal portal, in particolare da segnalare quelle del tackle Ta’ita’i Uiagalelei e del CB Tacario Davis, entrambi da Arizona.

Nel novero delle squadre “che inseguono” non può mai mancare Iowa: gli Hawkeyes di Kirk Ferentz sono ormai da anni una certezza nella Big Ten, anche se nell’ultimo periodo è sempre mancato qualcosa (in attacco) per poter veramente competere con le primissime. La difesa non è mai un problema per gli Hawkeyes e, sebbene ci siano solo 4 titolari di ritorno, è plausibile non lo sia nemmeno quest’anno. Il front ritrova gli edge Ethan Hurkett e Max Llewellyn, ma per il resto la difesa è tutta da inventare. Gli interrogativi, però, sono sempre dall’altra parte del pallone: nel 2024 gli Hawkeyes sono migliorati sensibilmente rispetto al tragicomico 2023 – sono passati dall’essere un attacco terribile, tra i 5 peggiori dell’intera FBS, ad essere un attacco mediocre – e in questa stagione le aspettative sono alte: in primis per l’arrivo del QB ex South Dakota State Mark Gronowski, ragazzo esperto e seza dubbio migliore degli ultimi 6/7 titolari che ha avuto Iowa nel ruolo, e in secundis per il rientro di gran parte della O Line, che potrà aiutare il RB Kamari Moulton come fatto in passato con Kaleb Johnson.

Ultima mezione tra le squadre di seconda fascia è per USC: Lincoln Riley dopo aver iniziato la sua esperienza ad LA con un 11-1 ha proseguito con un dimenticabile 15-13 nel quale la sua USC non solo ha manetnuto gli evidenti limiti difensivi che le si imputavano fin dal primo anno, ma anche perso brillantezza e talento offensivo. Se Lincoln Riley ancora non è da considerarsi sulla “hot seat” è per due motivi: il primo è il buyout piuttosto elevato che sembra avere nel contratto con USC, qualora dovesse essere licenziato, e il secondo è la classe di recruiting del prossimo anno, che, seppur non ancora conclusa, porterà un gran quantitativo di talento nel Sud della California. Il QB quest’anno resterà Jayden Maiava, il quale ritroverà il suo go-to-guy Makai Lemon. La difesa ritrova molti dei suoi principali interpreti, in particolare il LB Eric Gentry e la safety Kamari Ramsey. Per questa stagione coach Riley sembra aver adottato una strategia conservativa: dar fiducia ai suoi titolari di rientro puntellando la squadra con qualche transfer.

Le altre

Di questo ultimo gruppone di 8 squadre vanno definite 3 categorie diverse. La prima è quella delle squadre che ambiranno alla partecipazione ad un bowl ed è probabile che almeno due di esse, alla fine, ce la facciano.

Di questo gruppo fanno parte Minnesota, Wisconsin, Rutgers e UCLA.

Pubblicità

I Golden Gophers di coach PJ Fleck sono, in scala minore e meno estremista, simili agli Iowa Hawkeys: squadra rocciosa difensivamente, con pochi lampi offensivi, che punta più sullo sviluppo del talento che sul suo reclutamento e che, anno dopo anno, mantiene una certa linea di galleggiamento senza sprofondare mai. Quest’anno non sarà diverso: la difesa è un reparto che fa invidia a molte delle squadre citate prima di questo paragrafo: il leader difensivo sarà la safety Koi Perich – che potrebbe anche giocare qualche snap da WR – e assieme a lui ci sarà Kerry Brown, mentre nel front sono molto importanti i rientri del tackle Deven Eastern e dell’edge Anthony Smith. L’attacco sarà la solita incognita: il redshirt freshman Drake Lindsay sarà il QB1 e avrà al suo fianco il RB ex Marshall A.J. Turner mentre tra i WR assieme a Le’Meke Brockington ci sarà l’ex UCLA Logan Loya. La schedule è abbastanza agevole, ma la sola difesa non basterà a fare di questi Gophers una squadra da bowl.

Wisconsin è al terzo anno di coach Luke Fickell e, un po’ come per Rhule a Nebraska, le cose non hanno funzionato benissimo per il momento, ma solitamente è il terzo anno quello “della verità”. L’attacco dei Badgers è stato affidato al nuovo coordinatore Jeff Grimes, allenatore di lungo corso che adotta uno schema wide zone che potrebbe funzionare con i due runningback Dilin Jones e Darrion Dupree. Il QB sarà il transfer da Maryland Billy Edwards Jr e tra i WR spicca il nome del transfer da Ohio State Jayden Ballard. La difesa sarà ancora il punto forte nonostante nel front 7 ci siano quasi solo transfer o ex backup. La secondaria però ritrova leader del calibro di Nyzier Fourqurean e Preston Zachman e aggiunge un interessante pezzo nella safety Matt Jung, ragazzo in arrivo dalla Division III ma con tratti fisici e tecnici molto interessanti.

Rutgers non è mai una squadra super spettacolare e ha sempre un potenziale piuttosto basso, ma dal ritorno di Greg Schiano gli Scarlet Knights hanno ricominciato ad essere una squadra vera, abbandonando l’ultimo posto della conference e affacciandosi spesso e volentieri nella bowl season. Il 2024 è stato un po’ diverso dal solito in termini di stile: un attacco decisamente migliore e una difesa un po’ peggiore numeri alla mano delle passate 4 edizioni dello Schiano bis. L’attacco non cambierà di molto: ci sarà ancora il QB veterano Athan Kaliakmanis, gran parte della sua linea e alcuni dei suoi skill position players. La difesa sarà affidata a una nuova coppia di coordinatori in Robb Smith e Zach Sparber e cambierà gran parte dei suoi interpreti, con una grossa mano del portal: il CB Jacobie Henderson (Marshall) e i lineman Eric O’Neill (JMU) e Bradley Weaver (Ohio State) sono le aggiunte più importanti.

Parlando di portal si arriva dritti dritti a UCLA, la squadra protagonista del trasferimento più chiacchierato dell’offseason: quello del QB Nico Iamaleava da Tennessee. Il coach DeShaun Foster lavorerà al suo secondo anno con una squadra completamente nuova, a partire, come detto, dal QB. UCLA è forse la squadra più impronosticabile della conference: nuovi coordinatori sia in attacco che in difesa, un nuovo QB e una marea di nuovi giocatori arrivati dal portal: guardando la depth chart su ourlads.com vi rendete conto immediatamente della quantità di “arancione” (il colore usato dal sito per i nuovi transfer) presente. Attualmente si prevede che i Bruins facciano 5/6 vittorie ma potrebbero tranquillamente essere 3 come 8. E questo è il principale motivo per il quale questa squadra andrà seguita.

Il secondo “tier” dell’ultimo gruppo è composto da Maryland e Michigan State, due squadre per le quali una stagione da 6-6 sarebbe un enorme obiettivo, ma che verosimilmente finiranno con record negativo.

Maryland è stata divorata dal transfer portal nella passata offseason: gli starter se ne sono andati su lidi migliori e i backup a cercare spazio altrove lasciando un enorme vuoto nel roster di coach Mike Locksley, la cui soluzione è stata: reclutare talento giovane e ripartire da esso. I Terrapins saranno dunque una delle squadre più giovani della FBS a partire dal freshman QB Malik Washington, recruit 4 stelle, così come il cornerback Zahir Mathis. Molti dei ruoli chiave saranno occupati da underclassmen, come il RB Nolan Ray, e gli edge rusher Neeo Avery e Trey Reddick. Maryland potrebbe davvero essere un esperimento interessante in questo 2025 e la speranza per coach Locksley e che nella prossima offseason l’ossatura della squadra possa mantenersi. Il tempo ce lo dirà.

Michigan State è al secondo anno di coach Jonathan Smith, in uscita da una stagione iniziata in modo promettente e conclusa in un continuo calando. La buona notizia per coach Smith è che gran parte dei suoi titolari sono di rientro e, con un anno di esperienza in più, potrebbero migliorare le proprie prestazioni. A partire, ovviamente, dal QB Aidan Chiles, ragazzo elettrico e divertente che però nel 2024 ha mostrato tutti i suoi limiti in lettura e nella pocket presence. Chiles ritroverà i suoi due target principali nel TE Jack Velling e nel WR Nick Marsh, mentre in difesa rientra in toto la D Line – il reparto migliore per distacco nel 2024 – mentre cambieranno linebacker e secondaria dove il portal ha portato qualche aiuto, come il LB David Santiago (Air Force) e il CB Joshua Eaton (Texas State).

L’ultimissimo “tier” della conference è quello delle squadre che, allo stato attuale dell’arte, sono nettamente inferiori a tutte le altre. Parliamo di Northwestern e – soprattutto – di Purdue.

David Braun a Northwestern sta cercando di fare il possibile per riportare gli Wildcats ad un livello accettabile, ma l’epoca del transfer portal per chi allena il programma di una scuola che pretende un livello accademico molto alto non è per nulla semplice. Qualche aggiunta di rilievo è comunque riuscito a farla: il QB sarà l’ex SMU Preston Stone, mentre sono arrivati da South Dakota sia il WR Griffin Wilde che la OG Evan Beerntsen. Nell’ultimo decennio gli Wilcats non hanno mai avuto un attacco sopra la media nazionale, ed è quindi abitudine, anche nelle annate positive, dover contare sempre sulla propria difesa per vincere le partite. Nel 2024 a mancare è stato proprio l’apporto difensivo: nonostante alcuni dati incoraggianti – come quello della difesa in redzone (31esimi nella FBS) e del three&out rate (anche qui 31esimi) – la difesa ha concesso troppo in termini di yard e di big plays, specialmente nella seconda metà della stagione. Qualche giocatore di livello la difesa lo ha, ma è abbastanza pronosticabile che non basterà per fare di loro una delle migliori difese della nazione come è stato nel 2020: servirà necessariamente un grosso aiuto dall’attacco.

La situazione di gran lunga più difficile nella Big Ten ce l’ha Purdue. Il nuovo allenatore Barry Odom (ex UNLV) raggiunge una piazza estremamente depressa, che nell’ultimo decennio ha avuto un’unica parentesi felice con Jeff Brohm, e che negli ultimi due anni ha vinto solo 5 partite (4 nel 2023, 1 nel 2024). La situazione di Purdue non è molto diversa da quella nella quale si trovava UNLV quando arrivò Odom come allenatore: ma ribaltare le sorti di un programma nella Big Ten non sarà semplice (semplice si fa per dire) come farlo con uno di Mountain West. Il roster è tutto nuovo: 50 giocatori se ne sono andati e 50 ne sono arrivati, provando a pescare dai livelli inferiori del college football alcune gemme. Proprio per questo parlare di nomi al momento non ha senso, c’è una squadra tutta nuova che si sta componendo e non sono ancora definiti dei veri e propri starter in nessun ruolo, QB compreso. Al primo anno di Odom a UNLV sono arrivate 9 vittorie, se qui ne arrivassero anche “solo” 4 sarebbe già da considerarsi una stagione positiva.

Giocatori da seguire

  • Jeremiah Smith (WR, Ohio State)
  • Caleb Downs (S, Ohio State)
  • Drew Allar (QB, Penn State)
  • Nicholas Singleton (RB, Penn State)
  • Dani Dennis-Sutton (Edge, Penn State)
  • Dillon Thieneman (S, Oregon)
  • Matayo Uiagalelei (LB, Oregon)
  • Gabe Lucas (Edge, Illinois)
  • D’Angelo Ponds (CB, Indiana)
  • Makai Lemon (WR, USC)
  • Isaiah World (OT, Oregon)
  • Denzel Boston (WR, Washington)
  • Anto Saka (Edge, Northwestern)
  • A.J. Harris (CB, Penn State)
  • Carnell Tate (WR, Ohio State)
  • Sonny Styles (LB, Ohio State)
  • Ja’Kobi Lane (WR, USC)
  • Max Klare (TE, Ohio State)
  • Tacario Davis (CB, Washington)
  • Emmanuel Pregnon (OG, Oregon)
  • Caleb Tiernan (OT, Northwestern)
  • Bryce Underwood (QB, Michigan)
  • Dakorien Moore (WR, Oregon)
  • Malik Washington (QB, Maryland)
  • Nico Iamaleava (QB, UCLA)
  • Fernando Mendoza (QB, Indiana)
Pubblicità
T.Shirt e tazze di Huddle Magazine Merchandising

Articoli collegati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Pulsante per tornare all'inizio
Chiudi

Adblock rilevato

Huddle Magazine si sostiene con gli annunci pubblicitari visualizzati sul sito. Disabilita Ad Block (o suo equivalente) per aiutarci :-)

Ovviamente non sei obbligato a farlo, chiudi pure questo messaggio e continua la lettura.