Qualche settimana fa, durante la preseason 2025, il giovane Cam Little è riuscito a infilare i pali da 70 yard superando il record ufficiale di 66 yard. Sebbene il gesto del kicker dei Jaguars non sia omologabile (perché avvenuto in preseason), fino a qualche anno fa sarebbe sembrato fantascienza. Sono segnali di un’era in cui i field goal da lunghissima distanza stanno diventando un’arma sempre più concreta nell’economia di una partita.
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Dalle rarità degli anni ’60 al 70% di precisione: statistiche in evoluzione
I calci piazzati da oltre 50 yard un tempo erano rarissimi e poco più che un’ultima risorsa disperata. Basti pensare che negli anni 60 solo il 13,1% dei tentativi da 50+ yard andava a buon fine, percentuale salita al 21,6% negli anni ’70 e al 35,6% negli anni ’80. Negli anni ’90 si arrivò al 47,8%. Poi ci fu un vero salto di qualità: nel 2015 la percentuale da oltre 50 yard era già del 65%, e il trend di crescita è proseguito.
Oggi i kicker NFL sono in grado di convertire questi calci lunghi con frequenza impensabile decenni fa. Nella stagione 2024, i kicker hanno segnato complessivamente il 69,9% dei field goal tentati da 50+ yard, la percentuale più alta in una singola stagione da quando si registrano i dati (dal 1991). Si tratta di un livello di precisione quasi triplo rispetto agli anni ’80 e che consolida un progresso costante. Già nel 2013 la media di realizzazione da oltre 50 yard era salita al 67,1%, rispetto a circa il 50% di appena cinque anni prima.
Parallelamente è aumentata anche la frequenza dei tentativi da lontano. Nel 1996 in tutta la NFL si provarono solo 58 field goal da almeno 50 yard. Vent’anni dopo, quel numero era quasi triplicato: nel 2014, con 32 squadre, si era su un ritmo di oltre 150 tentativi stagionali da 50+. Ormai ogni squadra prova regolarmente calci da metà campo e oltre. Nel 2023 si sono avuti ritmi record per numero di field goal da 50+ realizzati già entro la week 13 (147), con la lega proiettata al massimo stagionale all-time, il terzo totale più alto di sempre con diverse partite rimaste da giocare. La lega viaggiava verso il record assoluto stagionale di calci da lontano trasformati, evidenziando quanto questa giocata era ormai entrata stabilmente nelle abitudini offensive.
Un’analisi statistica mostra che i kicker del 2024 hanno circa 20 punti percentuali in più di precisione sui tiri da 50-54 yard rispetto a quelli del periodo 1999-2003, e addirittura 40 punti percentuali in più sui tentativi da 55-59 yard. Questo miglioramento enorme oltre le 50 yard ha modificato il gioco, consentendo alle squadre di tentare molte più volte il field goal lungo invece di accontentarsi del punt.
Record di distanza: da Dempsey (63) a Tucker (66) fino ai nuovi traguardi
Per decenni il limite del field goal sembrava invalicabile attorno alle 60 yard. Il primo a rompere quella barriera fu Tom Dempsey, kicker dei New Orleans Saints con un piede deformato e uno speciale scarpino piatto: l’8 novembre 1970 Dempsey calciò un incredibile field goal da 63 yard all’ultimo secondo, ribaltando la partita e dando la vittoria ai Saints 19-17 sui Detroit Lions. Questo record resistette per 43 anni, entrando nella leggenda anche perché ottenuto con un piede destro privo di dita e in un’epoca in cui i kicker calciavano ancora di punta e non di taglio.
Bisogna aspettare fino al 1998 per vedere Jason Elam eguagliare Dempsey con un altro calcio da 63 yard (a fine primo tempo di una gara vinta contro Jacksonville). Negli anni successivi altri due kicker unirono il loro nome al record di 63 yard: Sebastian Janikowski (Oakland Raiders, 2011) e David Akers (San Francisco 49ers, 2012), entrambi prima dell’intervallo e aiutati rispettivamente dall’aria sottile di Denver e da un rimbalzo fortunato sulla traversa. Ormai però il muro dei 60+ era stato infranto, e la corsa al nuovo primato era aperta.
Il 2013 fu l’anno del sorpasso: a dicembre, nel gelo di Denver, Matt Prater spedì tra i pali un field goal da 64 yard allo scadere del primo tempo. Prater – notoriamente dotato di una gamba potentissima e favorito anche dall’altitudine del Colorado – strappò così a Dempsey il record di calcio più lungo della NFL. Quel primato però sarebbe durato meno del precedente, perché nel 2021 arrivò un altro salto storico: Justin Tucker dei Baltimore Ravens centrò un field goal da 66 yard a Detroit, sulla sirena finale, per dare ai Ravens una vittoria 19-17 insperata. Tucker non solo superò di 2 yard il vecchio limite, ma lo fece in situazione di pressione massima (4° down a tempo scaduto) e con un calcio che colpì la traversa prima di oltrepassarla.
Le 66 yard di Tucker restano oggi il record NFL assoluto per distanza, ma nuovi kicker stanno provando ad alzare l’asticella. Nel 2024 Brandon Aubrey, kicker titolare dei Dallas Cowboys dal 2023 (proveniente dalla USFL), ha mostrato il suo talento segnando un field goal da 65 yard in una partita ufficiale – il secondo più lungo di sempre in regular season, a una sola yard dal record di Tucker.
Oltre ai record di singola distanza, ci sono anche altri riferimenti statistici interessanti. Il già citato Matt Prater detiene attualmente il record di carriera per numero di field goal da 50+ yard segnati. Al termine del 2024 Prater ne aveva realizzati 81 in totale, consolidando il suo primato assoluto (il precedente record di Janikowski si era fermato a 58). Inoltre, fino al 2023 il primato era di 10 in una sola stagione (Justin Tucker 2016 e Blair Walsh 2012), ma nel 2024 Brandon Aubrey lo ha portato addirittura a 14, nuovo record NFL.
Va citato infine il “caso” del rookie Cam Little dei Jaguars che pochi giorni fa ha mandato a segno un tentativo da 70 yard durante la preseason 2025 . Il calcio – non valido per i record ufficiali perché fuori dalla regular season – supera di gran lunga il record NFL e dimostra che, in condizioni ideali, il traguardo delle 70 yard non è più fantascienza. Nella stessa estate 2025, il già menzionato Aubrey ha calciato un FG da 64 yard in amichevole “con ancora margine”, tanto che “sembrava potesse essere buono anche da 70 yard” secondo i cronisti.
Da notare: il field goal validato più lungo al di fuori dell’NFL è di 69 yard (Ove Johansson, Abilene Christian, NAIA, 1976), mentre il record NCAA è 67 yard.
Impatto tattico: quarto down, gestione del cronometro e decisioni a metà campo
L’evoluzione dei calci da lunga distanza ha avuto importanti riflessi tattici sul gioco. Se una volta un 4° down sulle 40-45 yard avversarie portava quasi automaticamente a un punt, oggi molti allenatori si affidano con crescente fiducia al piede del proprio kicker. Sapere di avere in squadra un giocatore capace di centrare i pali da oltre 55 yard cambia le scelte.
Ovviamente esiste il rovescio della medaglia: se sbagli un field goal lungo, consegni palla all’avversario in una posizione favorevole. I coach sono ovviamente più propensi a provare i calci lunghi a ridosso dell’intervallo (quando un eventuale errore non offre all’avversario un possesso con molto tempo sul cronometro) oppure a fine partita se si è in svantaggio (situazione in cui il fallimento equivale comunque a una sconfitta già segnata). Altre volte, invece, prevale la prudenza: Nathaniel Hackett, al debutto come head coach dei Denver Broncos nel 2022, fu aspramente criticato per aver gestito male il cronometro e per aver poi scelto di tentare un field goal da 64 yard invece di affidarsi a un 4° e 5 giocabile. Il calcio (affidato a Brandon McManus) uscì a lato, i Broncos persero 17-16 e il giorno dopo Hackett dovette ammettere pubblicamente: “Col senno di poi, avremmo decisamente dovuto giocare il quarto down invece di calciare”. La scelta di provare quello che sarebbe stato il secondo field goal più lungo di sempre era parsa troppo azzardata: basti dire che solo due calci nella storia (Tucker 66 e Prater 64) erano stati segnati da quella distanza o oltre fino ad allora.
Un altro aspetto tattico è la gestione del cronometro e dei time-out nelle fasi finali. Sapere di poter tentare un field goal dalla linea delle 40 o anche delle 45 yard avversarie (un tiro attorno alle 57-62 yard) significa che nei two-minute drills offensivi le squadre non hanno più bisogno di arrivare necessariamente in red zone per avere chance di pareggiare o vincere con un calcio.
Va citata anche la possibilità del ritorno difensivo su un field goal errato. È successo nel 2021: Arizona provò un field goal da 68 yard con Matt Prater allo scadere del primo tempo, ma la traiettoria si fermò poco prima dei pali e il returner dei Jaguars Jamal Agnew raccolse il pallone per un “kick-six” da 109 yard.
La recente esplosione di precisione ha fatto persino ipotizzare modifiche regolamentari per riequilibrare il gioco: la NFL ha già spostato più indietro il punto di calcio dell’extra point nel 2015 (rendendolo di fatto un tiro da 32 yard anziché 20, per ridurre il tasso quasi perfetto di realizzazione dei vecchi PAT) e ha sperimentato in Pro Bowl pali più stretti di circa il 25%. Finora non sono state introdotte porte più strette in stagione regolare, ma il fatto stesso che se ne discuta è indicativo.
L’evoluzione del ruolo del kicker: fisico, tecnica e specializzazione
Quali sono i fattori che hanno portato a un tale miglioramento nelle prestazioni dei kicker da lontano?
- Formazione fin dall’adolescenza. In passato molti kicker NFL arrivavano al ruolo quasi per caso o comunque lo sviluppavano tardi (spesso erano ex giocatori di soccer o atleti di altri sport convertiti). Oggi invece esiste un vero e proprio percorso giovanile per i kicker: proliferano i kicking camp estivi, le scuole specializzate e i coach privati. Già a livello di high school e college i ragazzi possono dedicarsi specificamente a diventare kicker. L’ex punter NFL Pat McAfee osservava: “Ora hai la possibilità di andare ai camp riservati ai kicker che ci sono in tutto il mondo. I genitori mandano i figli perché c’è meno rischio fisico e la chance di una borsa di studio. Più ragazzi iniziano prima e si allenano duramente da giovani, e ovviamente il livello si alza”.
- Tecnica e ripetibilità del gesto. Un kicker contemporaneo impiega un gesto molto più scientifico e ripetibile rispetto al passato. Se negli anni ’70 si andava un po’ “a sentimento” e imitazione, oggi la cura della tecnica è paragonata a quella del golf. Mason Crosby (Packers) spiegava: “Si è passati all’allenamento specializzato. All’inizio, quando ho iniziato io, si trattava solo di mettersi lì e calciare finché ti sentivi a tuo agio, magari guardando cosa facevano altri. Adesso è come nel golf: ognuno ha il suo stile, ma devi renderlo ripetibile ogni volta”. La cura maniacale dei dettagli – passo d’approccio, angolo del piede, movimento delle braccia, ecc. – fa sì che i kicker moderni abbiano swings più uniformi e affidabili. Inoltre, l’avvento dei kicker in stile soccer (a partire dagli anni ’60 con Pete Gogolak e altri europei) ha portato un miglior uso del corpo: con la rincorsa angolata e il collo del piede, il kicker trasmette al pallone l’energia di una rotazione dell’intero corpo, molto più potente del vecchio calcio “di punta” frontale. La differenza tra il vecchio movimento frontale (straight-on) e quello a pendolo laterale sta proprio nell’utilizzo delle anche e del tronco.
- Preparazione fisica e atleti più potenti. Un kicker degli anni ’60 spesso era un ometto mingherlino, talvolta addirittura un giocatore di posizione prestato ai calci (molti facevano il doppio ruolo). Oggi i kicker sono atleti a tempo pieno, che curano forza esplosiva, mobilità e resistenza in allenamenti dedicati. I programmi di strength & conditioning dedicati ai kicker includono esercizi pliometrici, scatti, core stability: tutti elementi che contribuiscono a quei 5-10 metri in più di range rispetto ai kicker di una generazione fa.
- Specializzazione dell’unità di kick. Non è solo merito del kicker in sé. L’intera “operazione” di field goal si è perfezionata: snapper e holder professionisti allenano continuamente gli automatismi per piazzare la palla perfettamente in 1,3 secondi, mentre la linea si schiera per proteggere in modo ottimale. Ogni dettaglio è calibrato: il pallone con l’allacciatura rivolta bene, il tappetino posizionato dall’holder sul punto giusto, ecc. Questo fa sì che il kicker possa concentrarsi solo sul gesto senza preoccuparsi di aggiustare il tiro. Nick Novak, ex kicker, sottolinea: “Oggi tutti sono specializzati: dal long snapper al holder, ci si allena per dare al kicker 1,3 secondi per calciare, tutto deve funzionare”. In passato spesso l’holder era il quarterback di riserva che dedicava poco tempo a quel compito e il long snapper era un lineman improvvisato.
Verso le 70 yard: il futuro dei calci piazzati da lunga distanza
I trend suggeriscono che il limite dei 66 yard di Justin Tucker potrebbe essere superato non appena si presenteranno le condizioni ideali. Dove e quando potrebbe accadere? Probabilmente in situazioni di fine tempo o partita, magari in uno stadio all’aperto con aria rarefatta (come Denver) oppure indoor.
Un aspetto che potrebbe frenare questa progressione è, come detto, l’eventuale intervento regolamentare: se le percentuali di realizzazione da lontano restano attorno al 70% o dovessero ulteriormente crescere, la NFL potrebbe seriamente considerare di restringere i pali o trovare altri accorgimenti per mantenere una certa difficoltà. Dopotutto, il field goal è parte integrale del punteggio e se diventasse “troppo facile” segnare da metà campo, alcune dinamiche di gioco ne risentirebbero (meno punt strategici, più partite decise da kicker invece che da attacchi o difese, ecc.). Va però detto che finché i long field goal restano una sfida notevole – e lo sono, visto che 30% circa vengono ancora sbagliati – la spettacolarità del gesto contribuisce al fascino del gioco.
Infine il raggiungimento di distanze maggiori può anche riaprire il dibattito sul valore dei field goal: agli albori i FG valevano 4 o 5 punti prima di assestarsi sugli attuali 3. Se un domani diventasse quasi automatico segnare da 60 yard, qualcuno potrebbe proporre di introdurre un meccanismo di punti bonus (ad esempio 4 punti sopra una certa distanza, come avviene in alcuni campionati indoor) per incentivare il rischio, o al contrario di ridurre il valore del field goal.
Casi memorabili: partite decise da un field goal da lontano
La storia della NFL è ricca di partite risolte allo scadere da un calcio piazzato, ma alcune spiccano per la distanza eccezionale del field goal decisivo. Ecco una selezione di casi famosi in cui un lungo field goal (50+ yard) ha deciso le sorti nel finale.
- Tom Dempsey, 1970 (63 yard) – celebre non solo per il record, ma perché arrivò all’ultimo secondo e trasformò una sconfitta in vittoria per i Saints (19-17). Un finale thriller in cui un’impresa da record assoluto consegnò il successo a New Orleans.
- Matt Bryant, 2006 (62 yard) – ricordato come “The Kick” a Tampa, con 4 secondi rimasti, Bryant dei Buccaneers segnò un field goal da 62 yard che stordì gli Eagles e diede ai Bucs la vittoria 23-21.
- Jake Elliott, 2017 (61 yard) – Un rookie appena ingaggiato dagli Eagles, Elliott, realizzò un incredibile 61 yard sulla sirena contro i New York Giants, sancendo il 27-24 finale. Quella vittoria lanciò gli Eagles verso una stagione trionfale (culminata poi nel Super Bowl).
- Graham Gano, 2018 (63 yard) – In Carolina Panthers–New York Giants, Gano centrò un 63 yard a tempo scaduto che fissò il punteggio sul 33-31, completando la rimonta Panthers e pareggiando il vecchio record di Dempsey/Elam.
- Justin Tucker, 2021 (66 yard) – Il record NFL di lunghezza è stato anche un game-winner: Tucker, da 66 yard, ha permesso ai Ravens di battere i Lions 19-17 all’ultimo secondo. Un doppio rimbalzo sulla traversa e dentro che ha del miracoloso.
- Greg Joseph, 2022 (61 yard) – A Minneapolis, nel giorno della vigilia di Natale 2022, il kicker dei Vikings Greg Joseph ha infilato un 61 yard mentre il tempo scadeva, permettendo ai Vikings di battere i Giants 27-24. È stato il field goal più lungo mai segnato allo scadere nella storia della franchigia dei Vikings ed è arrivato al termine di un thrilling finale, regalando un’altra beffa ai Giants (spesso vittime di questi calci da record).




