ELF: review delle wild card

Nella ELF Stuttgart Surge e Nordic Storm approdano alle semifinali. Nel prossimo week-end i Surge saranno a Vienna contro i Vikings mentre i Nordic Storm faranno visita ai Munich Ravens.

Stuttgart Surge – Madrid Bravos 41-17

Il defense team dei Surge riesce a fermare il temibile attacco madrileno e l’offense completa la missione grazie ad un’ottima organizzazione di gioco in cui sono stati saggiamente distribuiti i giochi di corsa e di passaggio.  I dati relativi alle yard guadagnate dai due attacchi sono molto simili e non spiegano la grande differenza espressa sul campo dalle due squadre, anche perché le cose migliori Sinnett e compagni le hanno fatte a partita abbondantemente decisa, nell’ultimo quarto con i tedeschi avanti per 34-3.

Gli spagnoli hanno impostato il loro gioco d’attacco quasi esclusivamente sui passaggi, ma sono stati fermati dalla pass rush dei Surge, che ha inflitto ben 5 sack a Reid Sinnett, sia dal secondario che ha collezionato 9 PBU. Il resto lo ha fatto il front seven dei gialloblu che ha spento le iniziative di attacco su corsa. L’offense Surge, dopo una fase iniziale di studio, ha mostrato tutta la sua capacità di guadagnare yard con continuità. Reilly Hennessey ha chiuso con un eccellente 17 su 25 per 234 yard alla media di 9,36 yard/attempt, favorito dalla pass protection offerta dalla propria OL. Il resto lo hanno fatto le corse, in cui si sono alternati Albert Wiesigstrauch e Kai Hunter, oltre allo sesso Hennessey.

Pubblicità

La partita ha avuto un fase di equilibrio che é durata per tutto il primo quarto e metà del secondo. Poi é arrivato il field goal di Alvaro Penas a sbloccare l’impasse portando Madrid in vantaggio. A questo punto si é scatenata la reazione degli svevi che hanno risposto con una corsa di 2 yard di Kai Hunter dopo che Daniel Pedro aveva guadagnato 87 yard con il ritorno del kick-off. I Bravos tentano di reagire, ma non riescono ad avanzare sul terreno e sono costretti al punt, che a causa di uno snap errato, costringe il QB a recuperare l’ovale e calciare. Siamo già negli ultimi due minuti, nei quali Stuttgart costruisce il vantaggio definitivo prima con un touchdown fulmineo di Luis Geyer che riceve un pass di 57 yard, poi grazie ad un capolavoro della difesa che atterra Sinnett sulla linea delle 29 dei Bravos provocando un fumble che viene ricoverato da Robert Lachmann. Il successivo drive dei tedeschi si concretizza in un TD pass di 29 yard di Hennessey per Michael Harley.

Chiuso il primo tempo sul 21-3, i Surge hanno il primo possesso del terzo quarto e consumano otto minuti per guadagnare circa settanta yard grazie alle corse di Hunter e Wiesigstrauch per poi lasciare ad Hennessy il compito di coprire le ultime due yard per il TD del 28-3. Il terzo quarto va avanti senza altri scossoni finché, dopo l’inversione di campo, un punt dei madrileni viene bloccato da Raphael Zistler e ritornato in TD per 27 yard da Marko Vidackovic. A risultato ormai acquisito, i madrileni hanno una reazione orgogliosa e e mettono a segno due touchdowns, il primo con un TD pass di Sinnett per Aron Cruickshank, il secondo con Sixten Dragan che riceve un passaggio di 12 yard da Sinnett per portare lo score sul 34-17. Nelle battute finali arriva un altro TD di Luis Geyer che riceve un passaggio di 34 yard per chiudere la partita.

Nordic Storm – Rhein Fire 28-23

Partita drammatica al Gladsaxe Stadion dove gli Storm hanno eliminato i campioni uscenti al termine di un bel testa a testa. Le due squadre hanno impostato i rispettivi attacchi in modo completamente diverso: più pass-oriented gli scandinavi, mentre i renani hanno privilegiato il gioco di corsa. 

Jadrian Clark ha chiuso con un ottimo 26 su 32 per 309 yard e 3 TD pass distribuendo passaggi a tutti i suoi target principali, vale a dire Brendan Beaulieu, Simon Fons, Edwin Almeida e Andrè Botella Moreno, ma questa volta é stato importante anche il contributo del RB Armand Soulerot, che ha corso per 83 yard. Meno brillante il QB dei Fire Chad Jeffries, che ha chiuso con un non esaltante 16 su 28 per sole 156 yard. Ed é proprio il gioco aereo che é mancato ai granata nonostante il discreto contributo di Harlan Kwofie, 7 catch per 83 yard. Le corse di Jonathan Scott, 158 yard per lui, sono state determinanti per permettere ai Fire di restare in partita fino alla fine.

La partita entra nel vivo fin dalle prime battute: il primo drive offensivo degli Storm, infatti, si conclude con il TD di Botella Moreno, che riceve un passaggio di 11 yard di Clark. La reazione dei Fire é immediata e fulminea, con Jonathan Scott che riceve l’hand-off sulle proprie 31 e corre per 69 yard fino alla endzone cogliendo alla sprovvista la difesa di Copenhagen. Il successivo possesso degli scandinavi arriva fino alle 30 dei Fire ma si chiude con un tunover on downs perché il tentativo di conversione di un “quarto e 17” non va a buon fine. I tedeschi hanno quindi il possesso dalle proprie 30 e Jeffries conduce un buon drive che porta i granata fino alle 15 degli Storm dove però deve accontentarsi del field goal di Sebastian van Santen. Sul 10-7 Fire il possesso torna ai Nodic Storm che tornano in vantaggio con un passaggio di 39 yard di Clark per Simon Fons. Il calcio del punto addizionale é bloccato e il punteggio resta di 13-10 per i padroni di casa. I Fire rispondono con un buon drive in cui Scott porta palla per 33 yard e Jeffries completa due buoni passaggi per Kwofie e per Jannick Loerks, ma entrato nella redzone avversaria deve accontentarsi di un altro field goal di van Santen da 31 yard per il 13-13. Mancano poco più di cinque minuti alla pausa e gli Storm li consumano per risalire il campo fino alle 6 dei Fire, posizione da cui Clark serve in endzone Fons per il TD del 20-13.

Il terzo quarto comincia con la squadra renana in possesso, ma dopo essere avanzato di una ventina di yard, Jeffries vede due passaggi per Kwofie e per Scott difesi dal secondario danese e, al quarto tentativo deve accontentarsi di un difficile field goal da 51 yard che un infallibile van Santen realizza per il 20-16. Il successivo possesso degli azzurri danesi si mangia quasi dieci minuti ma termina con un tentativo di field goal da 38 yard che Ola Kimrin si vede bloccare da Tony Anderson che poi lo riporta fino alle 29 dei Fire. Il turno d’attacco conseguente porta i renani solo fino alle 31 degli Storm e, ancora una volta viene chiamato van Santen per un field goal da 41 yard che però viene bloccato da Khalid Adisa che lo riporta fino alle 46. Gli scandinavi avanzano per 40 yard fino alle 10 dei Fire. Potrebbero utilizzare il quarto down per un field goal ma preferiscono la via del touchdown che però fallisce perché il passaggio per Fons viene difeso da Janek Wenke.

La partita é ancora apertissima ma, in partenza dalle proprie 10, i Fire, arrivati sulle 28 avversarie si accontentano del punt di Maximilian Eisenhut che atterra sulle 31 del territorio danese. Qui Clark decide di giocare anche col cronometro e dopo tre passaggi brevi, si affida alle corse di Armand Soulerot che conquista altre 19 yard con sei portate e conclude con un TD run di 2 yard per il touchdown del 26-16 che poi, per effetto della trasformazione da 2 punti diventa un 28-16. Siamo ormai negli ultimi due minuti, ma Jeffries e compagni non si arrendono e arrivano fino alle 15 in campo avverso dove Jeffries serve Harlan Kwofie per il TD del 28-23 con cui si chiude la partita. Per Jadrian Clark continua la corsa per la conquista del proprio terzo titolo personale, ma anche a Monaco ci sarà da soffrire.

T.Shirt e tazze di Huddle Magazine Merchandising

Francesco Di Taranto

Nato a Foggia, nel 1953, risiedo a Brescia dal 1987 e in precedenza ho abitato a Bologna, dove mi sono laureato in Ingegneria Elettronica. Ho cominciato a seguire il football dalla notte del Super Bowl 1982 vinto da san Francisco sui Cincinnati Bengals. Terminato il servizio militare, nell'aprile '82 ho cominciato a seguire assiduamente, a Bologna, alle partite dei Doves e dei Warriors. Per alcuni mesi, nel 1984, ho partecipato agli allenamenti di una squadra bolognese in formazione, gli Atoms, che sarebbero poi diventati Phoenix San Lazzaro, che ho poi dovuto lasciare a causa del trasferimento per motivi di lavoro. Da allora non ho più smesso di seguire il football, sia professionistico (NFL e poi USFL, AAF e quest'anno XFL), sia dilettantistico in Italia, ma anche in Germania, grazie ai video in streaming della GFL

Articoli collegati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Pulsante per tornare all'inizio
Chiudi

Adblock rilevato

Huddle Magazine si sostiene con gli annunci pubblicitari visualizzati sul sito. Disabilita Ad Block (o suo equivalente) per aiutarci :-)

Ovviamente non sei obbligato a farlo, chiudi pure questo messaggio e continua la lettura.