Un episodio insolito avvenuto all’interno dello spogliatoio dei Las Vegas Raiders ha contribuito al clamoroso rilascio del defensive tackle Christian Wilkins a fine luglio.
L’episodio del bacio non richiesto in spogliatoio
Durante una riunione di squadra, Wilkins avrebbe dato un bacio sulla testa a un compagno, un gesto che lui avrebbe inteso come scherzoso, ma che l’altro giocatore non ha gradito, presentando un reclamo formale al dipartimento HR della franchigia. L’incidente è stato confermato da diverse fonti: una persona interna allo spogliatoio ha descritto l’interazione come “giocosa”, precisando però che chi l’ha subita non l’abbia affatto presa alla leggera. Non è noto quale sia stata la reazione immediata del giocatore coinvolto, ma il fatto stesso che si sia rivolto alle Risorse Umane – una mossa inusuale nel contesto NFL, dove normalmente le questioni di spogliatoio vengono risolte internamente – suggerisce che l’episodio sia stato percepito come serio e inappropriato.
Implicazioni disciplinari e reazioni nello spogliatoio
I Raiders hanno affrontato la situazione con cautela. L’allenatore Pete Carroll – nuovo head coach di Las Vegas – ha inizialmente evitato di commentare nel dettaglio. In un successivo incontro con i media, ha dichiarato: “Non ho alcun commento da fare. Abbiamo preso una decisione e andiamo avanti, vedremo col tempo come andrà a finire”. Carroll ha confermato che la dirigenza ha impiegato “molto tempo per prendere la decisione” di rilasciare Wilkins, lasciando intendere che si sia trattato di una scelta ponderata e complessa. Ha anche sottolineato che “non c’era un percorso chiaro per il suo rientro”, alludendo principalmente ai problemi fisici del giocatore, più che all’incidente disciplinare.
All’interno dello spogliatoio, i compagni hanno mantenuto un profilo basso. Il defensive tackle Adam Butler, interpellato in merito, ha dichiarato che la squadra ha “voltato pagina” e ha preferito non entrare nei dettagli. Ha però aggiunto un commento significativo: “Qualsiasi cosa tu stia attraversando, che tu sia un atleta o no… se hai qualcosa che non va nella vita, parlane con qualcuno. Fatti aiutare, c’è sempre qualcuno disposto ad ascoltarti”. Questa dichiarazione lascia trasparire la possibilità che dietro il gesto di Wilkins vi fosse un disagio personale e forse qualcosa in più di un “semplice” bacio sulla fronte, coerente con la sua auto-definizione nella conferenza stampa di presentazione a Las Vegas come “a sick, twisted individual up here”.
In termini disciplinari, i Raiders hanno ufficialmente rilasciato Wilkins con la designazione di “terminated vested veteran”, cioè come veterano con almeno quattro stagioni NFL alle spalle. Nel comunicato ufficiale, il team ha dichiarato: “Abbiamo deciso che per il bene dell’organizzazione era meglio andare avanti senza Christian Wilkins… Questa franchigia ha un impegno verso l’eccellenza dentro e fuori dal campo”.
L’infortunio al piede e la disputa sul trattamento medico
Oltre all’aspetto comportamentale, un ruolo centrale nella vicenda è stato giocato dall’infortunio al piede subito nel 2024 e dalla conseguente disputa sul percorso di cura. Nell’ottobre 2024, Wilkins ha riportato una frattura di Jones al piede sinistro che ha richiesto un intervento chirurgico e lo ha costretto in IR, chiudendo la stagione dopo appena cinque partite. Tuttavia, la guarigione non è andata come previsto e, all’inizio del 2025, lo staff medico dei Raiders ha suggerito un secondo intervento per risolvere definitivamente la lesione.
Wilkins si è opposto, preferendo proseguire con terapie conservative e riabilitazione, convinto di poter recuperare senza una nuova operazione. Questa divergenza ha generato tensioni crescenti tra lui e la squadra. Carroll, durante l’offseason, ha più volte dichiarato che il recupero stava risultando “lungo e impegnativo” e che non c’erano certezze sui tempi di rientro.
Durante gli OTA primaverili, Wilkins ha partecipato solo come osservatore alla prima sessione, disertando poi sia il resto delle attività volontarie che il minicamp obbligatorio. All’inizio del training camp estivo, è stato inserito nella PUP list, che ne ha impedito l’allenamento fino alla piena idoneità.
La risoluzione del contratto e l’annullamento delle garanzie
Nel marzo 2024, Wilkins aveva firmato un contratto quadriennale da 110 milioni di dollari con i Raiders, di cui circa 84,75 milioni garantiti. Il 4 giugno, la franchigia ha notificato la cancellazione unilaterale dei 35,2 milioni residui, sostenendo che Wilkins aveva violato i termini contrattuali relativi alla gestione della propria condizione fisica.
Va notato che la comunicazione ufficiale della NFL ha indicato il rilascio come “terminated vested veteran”, senza specificare motivazioni disciplinari. Questo rende la vicenda finanziaria ancora aperta, poiché l’assenza di una causale come “personal conduct detrimental” potrebbe compromettere la legittimità dell’annullamento delle garanzie.
Il ricorso di Wilkins e i prossimi passi legali
Il 24 luglio 2025 – giorno dell’annuncio ufficiale del rilascio – Wilkins ha presentato un reclamo tramite la NFLPA, contestando la legittimità della cancellazione dei compensi garantiti. È presumibile che i Raiders presenteranno documentazione sul comportamento del giocatore, sia sul piano medico (presunta negligenza nel seguire le indicazioni) che disciplinare (l’episodio del bacio).
Christian Wilkins, dal canto suo, cercherà di dimostrare il rispetto degli obblighi contrattuali, eventualmente portando pareri medici che attestino come il secondo intervento non fosse necessario, e sostenendo che il gesto in spogliatoio non configuri una causa legale per la cessazione delle garanzie. L’esito del procedimento potrebbe costituire un precedente per situazioni simili.
Statistiche, valore di mercato e possibili destinazioni future
Controversie a parte, Christian Wilkins rimane un giocatore di primo livello. La vera incognita resta lo stato di salute: se completamente recuperato, potrebbe ottenere un contratto di medio-alto livello, probabilmente più breve o con clausole legate a performance e idoneità fisica.
Secondo ESPN, il nuovo head coach dei New England Patriots, Mike Vrabel, avrebbe dichiarato di voler “aprire una conversazione” sul possibile ingaggio del giocatore, ricordando di aver già tentato di reclutarlo ai tempi del college.




