Per la seconda volta in stagione (non accadeva dal 2017), i Cincinnati Bengals hanno la meglio dei Cleveland Browns per 24 a 6 davanti al proprio pubblico, che prima di allora, aveva visto vincere in casa i propri beniamini solo contro i Las Vegas Raiders.
La sfida divisionale di week 16 ha visto i Bengals primeggiare sia in attacco che in difesa nel primo tempo chiuso sul 17 a 0. Nel terzo quarto, il tentativo di rimonta degli ospiti è interrotto dall’intercetto della safety Jordan Battle in end zone sul punteggio di 17 a 6. Da quel momento, la spinta offensiva dei Browns si affievolisce e i Bengals gestiscono la gara, non senza qualche grattacapo, segnando il definitivo 24 a 6 ad un minuto e 44 secondi dalla fine.
Ma andiamo con ordine. Il primo drive è gestito da Cleveland che, grazie alla corsa di 66 yard da parte del RB Ford, riesce subito a portarsi a ridosso della end zone. Sarà lo stesso Ford, però, a perdere la palla a seguito dell’intervento della safety Bell a una yard dal touchdown. Questo turnover può sicuramente aver segnato la partita visto che, recuperata palla, Burrow suona la carica e dopo aver conquistato ben 97 yard, mostra a tutto il pubblico la sua abilità di mantenere vivo l’attacco evitando l’intervento di un paio di rusher avversari. Il pass in tuffo verso il WR Higgins in end zone sarà qualcosa da ricordare a lungo per i tifosi Bengals e i meme con Joe vestito da Superman già si sprecano in rete. La partita, tuttavia, non si accende ancora; entrambe le franchigie non riescono a presentare un gioco offensivo degno di questo nome. Cleveland ha difficolta sia nel running game che su pass, mentre i padroni di casa subiscono troppo la pressione del front-seven avversario anche in virtù del fatto che i rincalzi del left tackle titolare Orlando Brown, non della partita, e del right tackle Amarius Mims, costretto ad abbandonare la gara anzitempo, soffrono terribilmente la straordinaria forza di Garrett e compagni. Il secondo touchdown di Cincinnati arriva solo a metà del secondo quarto; stavolta è il WR Iosivas a ricevere il pass dell’idolo di casa Joe Burrow per il momentaneo 14 a 0. I Bengals segnano ancora ma stavolta grazie al field goal dalle 59 yard messo a segno dal nuovo kicker York che, dopo aver sbagliato un calcio dalle 47 yard, eguaglia il record della franchigia attualmente detenuto dal titolare Evan Mc Pherson, anch’egli fuori per infortunio per tutta la stagione.
Sembra una domenica di grazia per i padroni di casa e invece il predominio di yard conquistate dai Bengals rispetto agli ospiti si capovolge completamente nel terzo quarto quando Cleveland inizia a macinare yard su yard mentre l’attacco guidato da Joe Burrow perde ancora una volta fluidità di gioco. Sembra possibile la rimonta: il Qb ospite, Thompson-Robinson, che ha preso il posto del simpatico ma confusionario Winston, si appoggia spesso sul duo Njoku-Jeudy, mentre il RB Ford sfrutta tutta la sua abilità nel portare piccoli, ma continui guadagni. Dopo il primo touchdown messo a segno da Ford, che mette i primi punti a referto, Cleveland ha la possibilità di rifarsi sotto tanto che si ritrova ancora minacciosa in red zone; quando sembra fatta per Cleveland, il Qb ospite si fa intercettare dalla safety Jordan Battle, eroe di giornata, in end zone. Non sarà l’ultimo intercetto subito da Thompson-Robinson, infatti poco dopo l’altra safety dei Bengals, Geno Stone, è brava a raccogliere lo sferoide prolato spizzato dal CB di casa Ivey. Il tentativo di rimonta finisce qui, nonostante i Bengals facciano di tutto per vanificare quanto di buono mostrato nel primo tempo. Dopo tre punt consecutivi, la difesa di Cleveland provoca un fumble grazie all’intervento del DE McGuire che strappa letteralmente la palla dalle mani di Joe Burrow che, questa volta, eccede nel possesso invece che di buttare la palla. Il touchdown del definitivo 24 a 6, tuttavia, è solo rimandato. Burrow riprende la palla sulle 36 yard avversarie dopo un turnover on down degli ospiti e questa volta è Chase a segnare grazie ad un lancio sul profondo di ben 32 yard. Mancano ancora un minuto e 44 secondi, ma la partita finisce qui.
Non positiva la prova di Thompson-Robinson, 20 su 34 per 156 yard, che non dà mai la sensazione di riuscire a guidare una squadra a questo livello. Le cosiddette attenuanti generiche, ovvero la O-line che concede molta pressione (5 sack per 34 yard perse) e, ancora, la penuria del parco di ricevitori di Cleveland, non possono costituire, a ben vedere, delle vere scusanti; troppi lanci fuori target, spesso facile preda degli avversari.
Il running game è passato ad essere, da punto di forza su cui si basava il game plan, a corollario del passing game, complice la scarsa capacità della linea di aprire varchi. L’infortunio di Chubb lascia al Rb Ford il ruolo di Rb1; l’ex Cincinnati (al college) porta a casa un touchdown, 92 yard per 8,6 yard di media: la statistica, tuttavia, deve essere letta considerando la corsa di 66 yard avvenuta nel primo drive, senza la quale, l’apporto del running-back può essere considerato solo modesto.
In difesa, si dà da fare il front four, con il solito Garrett che ci mette l’anima tanto che Burrow deve sudare le cosiddette sette camicie per limitare i danni, mentre la secondaria non è riuscita a limitare i ricevitori dei Bengals, compito riuscito a pochi in questa stagione.
Gara sotto i 30 punti per Burrow con 23 su 30, 252 yard e ben 3 touchdown. Bellissimo il gesto atletico del pass in tuffo del primo touchdown. Oggi però l’attacco vive di fiammate; abbastanza bene nel primo tempo, molto male il terzo ed il quanto quarto, quando la pressione avversaria si è iniziata a far sentire. Come sempre, Higgins e Chase sono i target preferiti con oltre 160 yard guadagnate in due, mentre gli altri receiver e i tight-end debbono spatirsi le altre 90 yard. Running game discreto con 116 yard, corse quasi tutte da Chase Brown.
Qualche segnale di ripresa lo dà la difesa che mette a segno ben 5 sack. Non benissimo i linebacker Pratt e Akeem Davis-Gaither, mentre questa volta si mettono in mostra le safety Stone e soprattutto Battle, autore di una buonissima gara.
Cleveland non aspetta altro che la fine della stagione per ricostruire qualcosa di buono per il 2025 dove, grazie alla 6° scelta assoluta, ed il rientro degli infortunati, potrebbe ritornare ad essere competitiva, anche se il nodo quarterback resta il vero quesito della offseason visto che nessun QB a roster sembra essere una risposta affidabile.
I Bengals invece, complice la sconfitta di Denver, non sono ancora esclusi matematicamente dalla corsa al 7° seed, ma, anzi, potrebbero ancora avere un’ultima chance visto che proprio i Broncos sono attesi sabato prossimo al Paycor Stadium per week 17; servirà una vittoria per continuare a crederci, anche se potrebbe non bastare dal momento che serviranno molti altri risultati favorevoli per consentire a Cincinnati di avere una chance
Di sicuro questo derby dell’Ohio non è quello che entrambe le squadre si aspettavano a inizio stagione. Il record di entrambe è ampiamente deficitario e decisioni difficili dovranno essere prese in offseason per cercare di risollevarei destini di due squadre che sembrano non sapere bene che strada intraprendere per tornare ai playoff.




